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Rai Abruzzo: al via il progetto che porta gli studenti in radio

Realizzare un programma radiofonico ideato dagli studenti, registrarlo negli studi Rai di Pescara e ascoltarlo sulle frequenze regionali di Rai Radio1.

È l’opportunità offerta dal concorso “Rai Abruzzo, Radio in classe”, rivolto alle classi del secondo biennio e dell’ultimo anno delle scuole superiori abruzzesi per l’anno scolastico 2026-2027.

L’iniziativa punta ad avvicinare i giovani al mondo della radio, trasformando le classi in vere e proprie redazioni. Gli studenti, affiancati dagli insegnanti, saranno chiamati a scegliere gli argomenti, preparare la scaletta, scrivere i testi, realizzare interviste e rubriche e costruire una trasmissione della durata di circa 30 minuti.

I progetti potranno affrontare temi di attualità e interesse sociale, dal cambiamento climatico al bullismo, dall’inclusione alla pace, fino alle nuove tecnologie urbane e alle tradizioni abruzzesi. Oltre alla creatività, saranno valorizzate la qualità dei contenuti, la capacità di approfondimento, la chiarezza espositiva e il lavoro di squadra.

Una giuria composta da due esperti editoriali Rai e due rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale selezionerà i tre progetti migliori. Le classi vincitrici potranno quindi realizzare le proprie trasmissioni con il supporto di un programmista regista Rai.

Le registrazioni sono previste tra marzo e aprile 2027 negli studi Rai di via De Amicis a Pescara, mentre la messa in onda su Rai Radio1, sulle frequenze regionali dell’Abruzzo, è programmata a partire da maggio, compatibilmente con le esigenze di palinsesto.

Le candidature dovranno essere inviate in formato PDF entro il 20 febbraio 2027. I risultati saranno comunicati entro il 12 marzo e pubblicati sul sito della TGR Abruzzo.

Il regolamento richiede che i progetti siano originali e realizzati direttamente dagli studenti, senza l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa. L’obiettivo è valorizzare le idee e il contributo personale dei ragazzi, offrendo loro un’esperienza concreta nel mondo della comunicazione radiofonica.

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RTL 102.5 è la radio ufficiale di Gardaland Halloween Party

Sabato 31 ottobre, RTL 102.5 sarà protagonista al Gardaland Resort in occasione dell’Halloween Party, una serata dedicata alla musica e all’intrattenimento, con dj set, performance live e numerosi artisti della scena italiana.

Il programma prenderà il via alle 19.30 con Artie 5ive, la cui esibizione sarà trasmessa in radiovisione su Radio Zeta, al canale 266. Dalle 20.00, la festa si sposterà in Piazza Jumanji, dove il pubblico potrà assistere ai dj set di DJ Sautufau, DJ Alma e Amelie, insieme ai conduttori di RTL 102.5 Giulia Laura Abbiati e Diego Zappone.

Dalle 22.00, l’evento sarà in diretta in radiovisione su RTL 102.5, al canale 36, con una scaletta che vedrà alternarsi Alvaro Soler, Welo, Roy Paci, Napoleone, LDA e Aka 7even e Delia. La serata proseguirà fino a mezzanotte, con la musica di DJ Alma.

In vista dell’appuntamento, RTL 102.5 offre ai propri ascoltatori la possibilità di partecipare al Gardaland Halloween Party. Le modalità per prendere parte all’iniziativa sono disponibili nella sezione “Special & Contest” di RTL 102.5 Play.

La produzione dell’evento è affidata a Fmedia.

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Radio Kiss Kiss è media partner di Monsterland Halloween Festival 2026

L’emittente accompagnerà la sedicesima edizione dell’evento, in programma il 31 ottobre all’Autodromo di Imola. Annunciati oltre 150 artisti, tra cui Salmo, Guè, Noyz Narcos e Kid Yugi.

Radio Kiss Kiss sarà media partner della sedicesima edizione di Monsterland Halloween Festival, in programma sabato 31 ottobre all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. La collaborazione prevede il coinvolgimento dei canali di comunicazione dell’emittente nella promozione dell’evento e la presenza del logo della radio sui materiali ufficiali del festival.

La partnership si inserisce nella strategia di Radio Kiss Kiss di affiancare appuntamenti musicali e di intrattenimento dal vivo, con particolare attenzione a un pubblico giovane e adulto, nella fascia compresa tra i 18 e i 40 anni. Musica, spettacolo e partecipazione sono gli elementi che accomunano l’identità dell’emittente e la proposta di Monsterland.

«Essere media partner di Monsterland significa affiancare un evento che interpreta le passioni e i linguaggi del nostro pubblico. La presenza di artisti tra i più seguiti della scena contemporanea rende questa collaborazione particolarmente significativa: per Radio Kiss Kiss la musica è un punto d’incontro che unisce generazioni, esperienze e territori», dichiara Antonio Niespolo, editore di Radio Kiss Kiss.

Ideato da William Gay e prodotto da Unconventional Events, Monsterland si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti di riferimento per il pubblico di Halloween. Per l’edizione 2026 sono annunciati oltre 150 artisti, con una line-up che comprende Salmo, Guè, Noyz Narcos, Kid Yugi, Marco Carola e Loco Dice.

La programmazione attraversa generi differenti, dal rap alla musica elettronica, mentre palchi tematici, installazioni, spettacoli e attrazioni immersive contribuiranno a caratterizzare l’esperienza del festival. La presenza di Radio Kiss Kiss si inserisce così nel percorso di avvicinamento alla manifestazione, che punta a riunire musica e intrattenimento in una delle principali ricorrenze dedicate agli eventi dal vivo.

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Il weekend di Halloween a tutta dance anni ’90 su Radio 90-4 You

In occasione di Halloween, Radio 90-4 You amplia eccezionalmente lo spazio delle fasce tematiche dedicate alla dance anni ’90.

Confermati i classici appuntamenti del venerdì sera di “Mastercheck ‘90” dalle 21 alle 22 (con Cecco Corvasce e Daniel’s Jack) e il sabato alle 20 di “’90 All’ora” (con “Lo Zio Peter” e la storia della dance ’90), quelli quotidiani con la Dance ’90 mixata da Federico Stella (dalle 22 alle 23) e con Sala 2, la dance estrema degli anni ’90 tra le 23 e le 24, ci sarà inoltre uno speciale notturno di rotazione dance anni ’90 (con episodi noti e meno noti) tra le 24 e le 6 tra sabato 31 e domenica 1 novembre.

E per chi ancora non ne avrà abbastanza, la consueta “discoteca virtuale” della domenica pomeriggio di ’90-4 you sarà aperta anche il primo novembre, tra le 15 e le 18, per farvi scatenare con i suoni più giovani della dance anni ’90.

’90-4 You è diffusa sul Dab in tutta la Lombardia e aree limitrofe sul canale 7B (Drg Dab), in Sardegna sul Canale 10B (Drg Dab) e in FM nelle aree di Trecate (No) sugli 89.4, Pontevico e Bassa Bresciana 92.7, Carbonia e Sud Sardegna 107.1. E’ inoltre presente su tutti i principali aggregatori streaming e cercando sui motori di ricerca “90-4 You”.

Per contatti e informazioni riguardanti 90-4 You è attiva la mail [email protected].

(Comunicato stampa)

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Max Pezzali e Mauro Repetto portano “La Tavernetta” su Radio Deejay

Domenica 1° novembre, dalle 22 a mezzanotte, due ore di conversazioni inedite con i fondatori degli 883. Il programma proporrà una selezione di estratti delle chiacchierate pubblicate in vinile nei box celebrativi di Hanno ucciso l’uomo ragno e Nord sud ovest est.

Max Pezzali e Mauro Repetto tornano su Radio Deejay, l’emittente che ha accompagnato gli esordi del loro percorso musicale, con La Tavernetta Radio Show. L’appuntamento è fissato per domenica 1° novembre, dalle 22 alle 24, con uno speciale di due ore che porterà in radio le conversazioni tra i due fondatori degli 883.

La Tavernetta è il progetto editoriale e di intrattenimento legato agli incontri tra Max Pezzali e Mauro Repetto, che si ritrovano per ripercorrere ricordi, aneddoti e momenti della loro storia artistica. Le loro chiacchierate sono state registrate su vinile e incluse nei cofanetti celebrativi degli album Hanno ucciso l’uomo ragno e Nord sud ovest est, i due lavori che hanno segnato l’affermazione degli 883 nella musica italiana degli anni Novanta.

La versione radiofonica proporrà una selezione di estratti esclusivi delle due conversazioni, adattando così il progetto a un formato di trasmissione tradizionale. Le versioni integrali degli incontri restano disponibili nei rispettivi box.

La scelta di Radio Deejay rappresenta un ritorno alle origini per Pezzali e Repetto, che proprio attraverso l’emittente milanese hanno consolidato il rapporto con il pubblico durante la prima fase del successo degli 883. Con La Tavernetta Radio Show, quel legame torna al centro di un appuntamento che unisce la memoria della stagione musicale degli anni Novanta al racconto diretto dei suoi protagonisti.

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Intersections 2026: per gli editori, cresce l’importanza di rendere le emittenti riconoscibili su ogni piattaforma

Intersections 2026: davanti alla platea di centri media e investitori pubblicitari si è parlato molto tecnicamente della radio tra DAB+, assistenti vocali e nuove modalità di ascolto

DAB+, streaming e auto connesse sono state al centro dell’intervento dell’avvocato Massimo Lualdi a Milano al Workshop di Giornale Radio di giovedì 29 ottobre 2026 all’Allianz MiCo nell’ambito della manifestazione Intersections 2026.

Il titolo della sessione era “DAB+, nuove frontiere dell’informazione audio digitale e automotive” con al centro del confronto l’accesso ai contenuti radiofonici nell’automobile connessa, gli aggregatori, gli assistenti vocali e la misurazione degli ascolti multipiattaforma.

«La radio può continuare a essere radio anche quando non passa dal ricevitore radio». È il passaggio che riassume l’intervento tenuto da Lualdi.

Il fondatore di Consultmedia e direttore di Newslinet (e anche di Giornale Radio) ha affrontato il cambiamento nelle modalità di accesso alle emittenti: dalla ricezione del segnale alla selezione attraverso applicazioni, cataloghi digitali e assistenti vocali. Al confronto hanno preso parte anche l’editore di Giornale Radio Domenico Zambarelli, Robert Förster di Radiozeit e Alessandro Musumeci di Fiat e Abarth.

Per gli editori, ha osservato Lualdi, la presenza sulle diverse reti porta con sé esigenze differenti: «In FM avevamo un problema essenzialmente radioelettrico: essere ricevibili in mezzo a 80 stazioni. Col DAB+ abbiamo aggiunto copertura, multiplex, identificativi e liste di 230 stazioni. In streaming compare un problema ulteriore: essere trovabili tra 100.000 flussi mondiali».

L’intervento è partito dai dati statunitensi di Edison Research, dove tra i 13-34enni, la radio rappresenta il 70% del tempo di ascolto in automobile dedicato all’audio supportato dalla pubblicità. Una quota che riguarda quel particolare segmento di consumo, non l’intero ascolto audio in auto. «Ma rimane un dato considerevole, soprattutto perché parliamo della fascia 13-34 anni, abituata a podcast, streaming musicale, video musicali», ha sottolineato Lualdi.

Un’altra rilevazione Edison, relativa al secondo trimestre 2026 e alla stessa fascia di età, mostra però che il dispositivo mobile ha superato il ricevitore AM/FM come modalità di accesso all’audio in automobile: 46% contro 43% (i due dati – ha precisato Lualdi – hanno perimetri differenti, ma aiutano a descrivere la separazione fra il contenuto ascoltato e lo strumento utilizzato per raggiungerlo).

L’avvocato ha citato altri due indicatori: nel primo trimestre 2026, negli Stati Uniti, il 14% del tempo dedicato alla radio lineare era già fruito attraverso gli stream delle emittenti; il 30% degli ascoltatori settimanali di stazioni presenti via etere le ascolta anche in streaming.
«Sono indicatori diversi, che non devono essere sovrapposti, ma mostrano come contenuto e piattaforma distributiva siano ormai due variabili distinte».

L’automobile connessa rende particolarmente visibile questa evoluzione. Richiamando il Connected Car Study 2026 di Audacy, Lualdi ha ricordato che, tra gli automobilisti americani maggiormente interessati alle funzioni di intelligenza artificiale, il 65% ascolta stazioni via etere, il 51% utilizza app radio e il 48% ascolta podcast. «Quindi interesse per l’IA […] e ascolto radiofonico […] non risultano affatto incompatibili», ha osservato.

Nello studio, il 54% dei conducenti di auto connesse vorrebbe sistemi vocali pienamente integrati. Fra gli utilizzatori dei comandi vocali, il 57% li impiega per riprodurre radio, musica o podcast, il 50% per scoprire nuovi contenuti audio e il 32% per interagire con strumenti come ChatGPT e Gemini.

La differenza, secondo Lualdi, emerge nel modo in cui viene formulata la richiesta: «Se dico “metti Radio X”, ho già scelto la radio e chiedo alla macchina di eseguire il comando. Se dico “fammi ascoltare una radio di informazione”, introduco un intermediario che deve capire la richiesta, cercare nel proprio catalogo e scegliere cosa propormi». In questo percorso, «il nome della radio, i metadati, la categorizzazione, lo station ID e la disponibilità dello stream diventano parte della distribuzione».

Un nome capace di comunicare immediatamente il contenuto può facilitare il riconoscimento dell’emittente. Lualdi ha portato gli esempi di Classic FM, 80s80s, Radio Rock, JazzRadio, 70-80 e Giornale Radio: «Il nome dice già che cosa troveremo dopo aver premuto play».

«Un nome del genere svolge quasi la funzione di un metadato elementare. Se cerco informazione, una radio che si chiama Giornale Radio presenta una coincidenza semantica molto forte fra richiesta, nome e contenuto». Questo, ha precisato, non permette di attribuire automaticamente un vantaggio nei sistemi di selezione: «Questo non dimostra affatto che l’algoritmo la premierà». La riconoscibilità del prodotto, nella sua analisi, diventa però più immediata per l’ascoltatore e potenzialmente più semplice da interpretare per una macchina.

Da qui il richiamo all’impiego di asterischi, cancelletti, apostrofi e punti esclamativi negli identificativi DAB+, inseriti per ottenere posizioni più favorevoli negli elenchi alfanumerici delle autoradio. Nell’area milanese, ha riferito, erano state rilevate circa 230 stazioni, oltre 50 delle quali con caratteri speciali; la pratica ha iniziato a comparire anche in Austria.

«Era comprensibile la logica: se l’autoradio ordina alfabeticamente, provo a salire nell’elenco», ha spiegato. Con la diffusione della selezione vocale, però, il risultato può cambiare: «Un carattere utile per scalare una lista visuale può essere inutile, quando non controproducente, per un sistema che deve capire ciò che l’utente pronuncia».

Un altro passaggio ha riguardato il rapporto tra applicazioni proprietarie e aggregatori. Le prime consentono all’editore di controllare l’esperienza d’ascolto e di proporre dati, catch-up, podcast, canali tematici e contenuti aggiuntivi. L’ascoltatore, però, può seguire più emittenti. «Se per cinque stazioni servono cinque applicazioni, l’aggregatore torna ad avere una funzione evidente: ricostruisce in software quello che il ricevitore faceva mettendo tutte le radio nello stesso apparecchio».

Anche la memorizzazione delle stazioni preferite si sposta fra ambienti differenti: «Il preset non scompare: cambia posto, perché può stare nell’app dell’emittente, nell’aggregatore, nello smart speaker, in CarPlay, in Android Auto o nel sistema nativo dell’automobile». La conseguenza riguarda i rapporti fra editori e piattaforme: «Chi controlla quel punto di accesso acquisisce inevitabilmente una funzione di intermediazione».

Nel quadro europeo, Lualdi ha richiamato la crescita dell’ascolto via Internet, mettendo in guardia dal confronto diretto fra rilevazioni differenti. Tra gli esempi citati, i 315 milioni di ore di ascolto online nel Regno Unito nel secondo trimestre 2026, i circa 39 milioni di persone raggiunte occasionalmente dalla radio lineare in streaming in Germania e una quota streaming vicina al 14% dell’audience radiofonica in Spagna al momento dell’integrazione dei dati censali. «Persone, ore, sessioni e dati server-side: sono grandezze diverse e vanno trattate come tali», ha ricordato. La prospettiva indicata resta quella della coesistenza: «FM, DAB+ e IP continueranno quindi a convivere, almeno nel periodo che possiamo ragionevolmente osservare».

La misurazione deve seguire questo percorso. In Canada, ha spiegato, Numeris sostituirà in 22 mercati locali l’Online Radio Diary con Radio Local+, combinando dati di streaming su larga scala, due indagini sulle persone e modellazione statistica. Le pubblicazioni passeranno da due a quattro all’anno e la finestra mobile da 48 a 13 settimane.

Per l’Italia, Lualdi ha richiamato l’evoluzione prevista da Audiradio attraverso l’SDK per rilevare la componente digitale, affiancandola alla discussione su un possibile criterio di accesso per le emittenti locali nel 2027: il collegamento della rilevazione regionale alla presenza FM in almeno una provincia della regione.

«Al momento è un’ipotesi e come tale va trattata», ha precisato. Se fosse confermata, nella sua valutazione si determinerebbe una contraddizione: «Cercheremmo di misurare meglio l’ascolto digitale continuando a utilizzare la presenza analogica come condizione territoriale di accesso alla misurazione».

Per gli editori, il lavoro riguarda quindi più aspetti contemporaneamente. «La frequenza continuerà ad avere valore, così come il DAB+, ma sarà l’IP che ne avrà sempre di più», ha affermato Lualdi. Occorrerà occuparsi di «copertura, identificazione, reperibilità e misurazione». Un segnale efficiente e un’app ben realizzata possono infatti perdere parte della propria efficacia se l’automobile non identifica la stazione, l’assistente vocale interpreta un nome diverso, l’aggregatore classifica male l’emittente o la rilevazione non segue l’ascoltatore fra le piattaforme. «La frequenza ci diceva dove trovare una radio. Nell’ambiente multipiattaforma dobbiamo fare in modo che lo sappiano anche le macchine».

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Otto FM collegata in DAB+ in Veneto

Otto FM amplia la propria copertura in Veneto e approda anche in DAB+ sul canale 12D.

La novità si aggiunge all’attivazione, avvenuta alcuni mesi fa, della frequenza FM 93.8 MHz, destinata a servire parte delle province di Treviso, Vicenza e Padova.

L’emittente, già presente in Lombardia attraverso la radio digitale sul canale 12C, estende così la propria distribuzione in DAB+, affiancando la diffusione via etere analogico a quella attraverso la radio digitale terrestre.

L’arrivo sul 12D rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo della copertura veneta, dopo l’attivazione dei 93.8 MHz, che aveva consentito di raggiungere una parte del territorio delle tre province interessate.

Otto FM è ascoltabile anche online attraverso il sito ufficiale ottofm.com, ampliando le possibilità di ricezione oltre le aree servite dai segnali FM e DAB+.

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Regno Unito, boom di vendite per le radio d’emergenza dopo la campagna governativa

Le autorità britanniche invitano i cittadini a prepararsi alle emergenze con scorte sufficienti per 72 ore. Tra i prodotti più richiesti figurano le radio a manovella, considerate fondamentali in caso di blackout e interruzioni delle reti di comunicazione.

Un mese di ordini concentrato in appena 24 ore, con le vendite delle radio d’emergenza aumentate di quasi dieci volte. È quanto registrato da Sgt Prepper Shop Limited, azienda britannica specializzata in kit per la sopravvivenza e l’autosufficienza domestica, dopo il lancio di una campagna governativa dedicata alla preparazione dei cittadini in caso di crisi.

A raccontare l’improvvisa impennata delle richieste ad Adnkronos è Joshua John Pringle, cofondatore dell’azienda, che ha descritto un volume di notifiche tale da fargli inizialmente pensare a un possibile attacco informatico ai sistemi di vendita online.

All’origine del fenomeno c’è la campagna «Prepare», conosciuta anche come «Be Ready», con cui il governo britannico ha invitato la popolazione a dotarsi di riserve e attrezzature di prima necessità per affrontare eventuali emergenze nazionali. Tra gli scenari considerati figurano alluvioni improvvise e attacchi informatici su vasta scala, potenzialmente in grado di compromettere il funzionamento delle reti elettriche e idriche.

L’indicazione del governo: essere autonomi per 72 ore

L’iniziativa punta a promuovere una preparazione di base, senza richiedere alle famiglie di accumulare grandi quantità di provviste o di organizzare rifugi domestici. L’obiettivo indicato dalle autorità è disporre di risorse sufficienti per affrontare le prime 72 ore di un’emergenza.

Una scelta che Pringle giudica ragionevole e proporzionata, considerando che questo intervallo può essere sufficiente per risolvere numerosi problemi infrastrutturali e ripristinare i servizi essenziali.

Secondo il cofondatore di Sgt Prepper Shop Limited, un kit di base per tre giorni ha un costo indicativo compreso tra 75 e 100 sterline, esclusi gli alimenti. Si tratta, nella sua valutazione, di una spesa sostenibile e di attrezzature che possono essere conservate senza difficoltà in un normale armadio domestico.

Una richiesta più impegnativa, come quella di predisporre scorte per un mese intero, rischierebbe invece di scoraggiare molte persone, rendendo la preparazione meno accessibile.

La radio a manovella tra gli strumenti più richiesti

Tra i prodotti acquistati figurano pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua, taniche da dieci litri, coperte isotermiche e fiammiferi resistenti al vento. A registrare l’incremento più significativo sono state, tuttavia, le radio d’emergenza, le cui vendite sono cresciute di circa dieci volte rispetto ai livelli abituali.

Particolare interesse è rivolto ai modelli a manovella dotati di torcia e presa USB, progettati per continuare a offrire alcune funzionalità anche quando manca l’alimentazione elettrica.

La radio assume infatti un ruolo importante negli scenari in cui un blackout prolungato comprometta anche le reti di telefonia mobile e l’accesso ai normali canali di informazione online. In queste circostanze, un apparecchio in grado di ricevere le trasmissioni radiofoniche può consentire di seguire gli aggiornamenti delle autorità e conoscere le indicazioni rivolte alla popolazione.

La campagna britannica riporta così l’attenzione su una funzione tradizionale della radio: garantire l’accesso alle informazioni anche quando altre infrastrutture di comunicazione non sono disponibili. Un aspetto che conferma il valore del mezzo radiofonico non soltanto nell’informazione quotidiana, ma anche nella gestione delle situazioni di emergenza.

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Radio Spazio festeggia 33 anni di attività, tra identità friulana, digitale e nuove sfide

Il 30 ottobre, Radio Spazio festeggia 33 anni di attività al servizio del Friuli, un percorso che ha visto l’emittente evolversi mantenendo un forte legame con il territorio e con le comunità che lo abitano.

Nata con l’obiettivo di dare voce alla Chiesa friulana e alla sua gente, la radio ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, affermandosi come punto di riferimento per l’informazione locale, la cultura, lo sport e la vita delle comunità.

Emittente comunitaria legata all’Arcidiocesi di Udine, Radio Spazio si distingue anche per l’attenzione alle minoranze linguistiche, con trasmissioni in friulano e sloveno, e per una proposta editoriale che va oltre la dimensione strettamente ecclesiale. Negli ultimi anni, inoltre, ha investito nella distribuzione digitale dei contenuti e nella collaborazione con il settimanale La Vita Cattolica, con cui condivide dal 2026 i nuovi studi di via Treppo.

In occasione dell’anniversario, FM-world ha intervistato Giovanni Lesa, vicedirettore di Radio Spazio, per ripercorrere l’evoluzione dell’emittente e approfondire le prospettive future, tra identità territoriale, innovazione tecnologica e ricerca di nuovi pubblici.

Oltre trent’anni di radio al servizio del Friuli. Radio Spazio nasce con l’obiettivo di dare voce alla Chiesa friulana e alla sua gente. Come si è evoluta la missione dell’emittente nel corso di questi tre decenni e quanto è cambiato il rapporto con il territorio e con gli ascoltatori?

Radio Spazio è attiva dal 1993 nel territorio friulano. Nata in un’area specifica della regione, nel tempo ha progressivamente esteso la propria copertura, raggiungendo un territorio sempre più vasto.

Oggi è la voce non soltanto della Chiesa friulana, attraverso l’Arcidiocesi di Udine che edita l’emittente, ma anche di un territorio composto da comunità diverse. La presenza di trasmissioni in lingua friulana e slovena, pensate per valorizzare le minoranze linguistiche, testimonia questa attenzione.

Radio Spazio è profondamente radicata nel tessuto sociale e popolare delle comunità, ma allo stesso tempo guarda al presente e al futuro, anche attraverso temi che superano, in diversi ambiti, i confini della sua matrice ecclesiale.

Informazione locale e identità culturale. Radio Spazio si distingue per l’attenzione alla cronaca, alla cultura, allo sport e alla vita della comunità, con trasmissioni anche in lingua friulana e slovena. Quanto è importante oggi, in un panorama radiofonico sempre più omologato, preservare questa identità e valorizzare le specificità linguistiche e culturali del territorio?

Avere delle specificità è fondamentale, non soltanto perché permette di distinguersi in un panorama radiofonico sempre più omologato, ma anche perché contribuisce a definire l’identità e la particolarità dell’emittente.

Viviamo in un contesto in cui molti aspetti della vita quotidiana tendono a uniformarsi: basta osservare le insegne dei negozi nei centri commerciali, gli abiti o persino i colori dei veicoli per cogliere quanto siano diffuse le stesse tendenze.

In questo scenario, preservare le differenze linguistiche, culturali e redazionali significa offrire qualcosa di prezioso alla propria comunità di riferimento. Sono peculiarità che meritano di essere valorizzate proprio perché raccontano realtà uniche, che contribuiscono alla ricchezza del territorio.

Dalla radio tradizionale al digitale. Negli ultimi anni l’emittente ha investito nel rinnovamento del sito web e nella distribuzione dei propri contenuti attraverso podcast e piattaforme digitali. Come si è trasformato il modo di produrre e distribuire i programmi e quale ruolo hanno oggi il digitale e l’ascolto on demand nella strategia della radio?

Negli ultimi anni, Radio Spazio ha investito nella produzione di contenuti digitali e nella loro distribuzione attraverso piattaforme di streaming e altri canali online. Si tratta di una scelta precisa, che punta a raggiungere pubblici differenti con contenuti potenzialmente diversificati, pur mantenendo la stessa identità editoriale.

L’obiettivo è rispondere alla crescente complessità del mondo dell’informazione, dell’editoria e, più in generale, della società contemporanea, sfruttando strumenti e modalità di fruizione differenti.

Tra questi figurano le dirette e gli streaming sui social network, la presenza sulle piattaforme di podcasting e la distribuzione di contenuti radiofonici attraverso siti web e altre piattaforme digitali.

Il digitale consente quindi di ampliare le occasioni di ascolto e di raggiungere pubblici che non necessariamente seguono la radio attraverso i canali tradizionali, adattando la distribuzione dei programmi alle abitudini e alle esigenze del pubblico contemporaneo.

Una nuova sede e una maggiore integrazione editoriale. Nell’aprile 2026, Radio Spazio ha inaugurato i nuovi studi di via Treppo, condividendo gli spazi con la redazione del settimanale “La Vita Cattolica”. Quali opportunità può offrire questa maggiore sinergia tra radio e stampa e come può tradursi in nuovi contenuti e progetti per il pubblico?

La collaborazione tra un settimanale, nato sulla carta e successivamente sviluppatosi anche in ambito digitale, e un’emittente radiofonica, caratterizzata da un flusso continuo di informazioni e contenuti, non è necessariamente semplice. Si tratta infatti di due mezzi di comunicazione con strutture e modalità operative profondamente differenti.

La condivisione fisica degli spazi tra le redazioni di Radio Spazio e La Vita Cattolica permette tuttavia di costruire i contenuti in maniera più unitaria, favorendo una collaborazione redazionale più stretta ed efficace e rendendo più fluida la distribuzione dei materiali.

Un esempio concreto è rappresentato dalla presenza di numerosi contenuti radiofonici sui canali digitali del settimanale. Una possibilità resa accessibile proprio dalle tecnologie digitali e dalla crescente integrazione tra piattaforme.

La crossmedialità rappresenta una leva importante per ampliare la diffusione dei contenuti radiofonici, raggiungendo il pubblico attraverso modalità non tradizionali. Un approccio che, anche alla luce dei dati di ascolto, sta contribuendo a intercettare una platea sempre più frammentata nelle proprie abitudini di fruizione.

Il futuro di Radio Spazio. Dopo trent’anni di attività, quali sono le principali sfide che attendono l’emittente? Tra rinnovamento dei linguaggi, sviluppo digitale, rapporto con le nuove generazioni e valorizzazione delle voci del territorio, quali saranno le priorità per i prossimi anni?

La principale sfida per Radio Spazio sarà riuscire a raggiungere un numero sempre maggiore di pubblici, rispondendo a esigenze editoriali differenti rispetto a quelle a cui una radio è tradizionalmente abituata.

Questo significa proporre contenuti sempre nuovi e attuali, affrontare temi capaci di interessare segmenti di pubblico finora meno coinvolti e individuare interlocutori, ospiti e voci in grado di avvicinare l’emittente a nuove fasce di ascoltatori.

Radio Spazio può già contare su una presenza consolidata tra il pubblico sportivo e quello ecclesiale, mentre il rapporto con le giovani generazioni rappresenta un ambito sul quale lavorare ulteriormente. Individuare argomenti e linguaggi capaci di intercettare anche questo pubblico sarà quindi uno degli obiettivi dei prossimi anni.

La sfida riguarda contemporaneamente la dimensione editoriale e quella tecnologica. La frammentazione interessa infatti sia gli interessi delle persone sia le modalità con cui vengono fruiti i contenuti: non tutti ascoltano la radio in automobile o a casa, ma c’è anche chi lo fa mentre corre, studia o svolge altre attività.

In questo scenario, i canali digitali assumono un’importanza crescente. La capacità di rispondere alla doppia frammentazione dei pubblici e degli strumenti di ascolto sarà una delle questioni centrali per il futuro di Radio Spazio, chiamata a rinnovare la propria proposta senza perdere il legame con il territorio e l’identità che ne hanno accompagnato i primi trent’anni di attività.

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Intersection

Intersections 2026, un workshop sul futuro della radio tra DAB+, intelligenza artificiale e automotive

Il 29 ottobre a Milano un incontro dedicato all’evoluzione della radio digitale, alle nuove frontiere dell’informazione audio e al rapporto con l’industria automobilistica. Al centro del confronto anche il quadro normativo, la visibilità sulle piattaforme digitali e le opportunità commerciali per gli editori.

Il futuro della radio, con particolare attenzione al DAB+ e alle nuove modalità di distribuzione dei contenuti audio, sarà al centro del workshop Il futuro della radio: DAB+, nuove frontiere dell’informazione audio digitale e automotive, in programma giovedì 29 ottobre, dalle 12.15 alle 13, nella Sala Amber 4 dell’Allianz MiCo di Milano, nell’ambito di Intersections 2026.

L’incontro metterà a confronto competenze editoriali, tecnologiche, normative e legate al settore automotive, con l’obiettivo di analizzare le trasformazioni in atto nel comparto radiofonico. Tra i temi affrontati figurano l’evoluzione della distribuzione attraverso il DAB+, la presenza delle emittenti sulle piattaforme digitali e le prospettive aperte dall’intelligenza artificiale applicata all’informazione audio.

Ad aprire i lavori sarà Domenico Zambarelli, editore di Giornale Radio, con un intervento dedicato alla valorizzazione dei contenuti, ai cambiamenti nei sistemi di distribuzione e alle nuove opportunità commerciali per gli editori.

Il quadro normativo della radio digitale sarà approfondito da Massimo Lualdi, avvocato esperto di diritto della radiodiffusione, fondatore di Consultmedia e direttore di Newslinet, che analizzerà anche i rapporti tra editori, piattaforme tecnologiche e industria automobilistica.

Robert Förster, COO e comproprietario di Radiozeit, porterà invece una prospettiva internazionale sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati nei processi editoriali, nell’accessibilità dei contenuti e nella produzione multilingue.

Il rapporto tra radio e automotive sarà affrontato anche da Alessandro Musumeci, direttore marketing di Fiat e Abarth in Italia, con un intervento dedicato al valore degli investimenti pubblicitari radiofonici per i marchi automobilistici in un contesto caratterizzato dalla crescita dell’ascolto on demand.

Il workshop si inserisce nel programma di Intersections 2026, manifestazione dedicata a creatività, marketing e tecnologia, in calendario il 28 e 29 ottobre a Milano.

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Sanremo Giovani 2026 cambia formula: sei finalisti e un solo vincitore verso il Festival

Un percorso di selezione più serrato per individuare i talenti destinati a contendersi un posto al Festival di Sanremo.

L’edizione 2026 di Sanremo Giovani rinnova il proprio regolamento, introducendo diverse tappe di selezione che porteranno alla scelta di sei artisti, ammessi direttamente a Sarà Sanremo, in programma venerdì 11 dicembre in prima serata su Rai 1.

Il percorso è entrato nel vivo con le audizioni degli artisti provenienti dal contest Rai, svoltesi nella Sala A di via Asiago. Da metà novembre sarà invece la volta delle selezioni dedicate ai partecipanti di Area Sanremo. Al termine di questa fase, la Commissione musicale individuerà i sei finalisti che accederanno all’appuntamento conclusivo.

Sarà proprio Sarà Sanremo a decretare un unico vincitore, che conquisterà l’accesso al Festival di Sanremo secondo le modalità stabilite dal regolamento. Una formula che punta a rendere più compatta la competizione, mantenendo al centro le canzoni, le voci e la personalità artistica dei giovani concorrenti.

A guidare la Commissione musicale è Stefano De Martino, direttore artistico della manifestazione. Ne fanno parte anche Noemi, Fabio Volo, Carlo Pastore, il Maestro Pino Perris, Ema Stokholma e Claudio Fasulo, vicedirettore Intrattenimento Prime Time.

«Un debutto straordinario per le prime audizioni live: una scarica di talento ed energia che dimostra quanto la nuova generazione musicale abbia bisogno di spazi e occasioni come Sanremo Giovani», ha commentato De Martino.

Anche per il 2026, Sanremo Giovani si conferma così una vetrina per le nuove generazioni della musica italiana, offrendo agli artisti emergenti l’opportunità di confrontarsi con una commissione di professionisti e di intraprendere un percorso che può culminare sul palco del Festival di Sanremo.

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Jovanotti e Samurai Jay al vertice in radio con “Le foglie di te”

Jovanotti e Samurai Jay conquistano il primo posto della EarOne Airplay Midweek di martedì 27 ottobre con Le foglie di te.

Il brano, pubblicato da Island Records, guida la classifica dei pezzi più trasmessi dalle radio nella rilevazione infrasettimanale, precedendo Miley Cyrus ed Ernia.

In seconda posizione si colloca Miley Cyrus con Bass Persuades, per Warner Records, mentre completa il podio Ernia con Dedica, pubblicato da Island Records.

Ai piedi del podio si piazzano Annalisa e Madame con Amica, brano distribuito da Warner e Sugar Music. La top five si chiude con Elisa e Kintsugi, anch’esso pubblicato da Island Records.

La rilevazione di metà settimana restituisce un panorama che alterna artisti italiani e internazionali, con una presenza significativa delle produzioni nazionali nelle prime cinque posizioni. Island Records firma tre dei cinque brani in classifica, confermando il peso delle proprie uscite nella graduatoria radiofonica.

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