IMG 5019 1200x500

Oyster Radio 106.5 (Radio Ostrica 106.5): la stazione più americana che si possa immaginare

You can’t get more American than this: Non posso immaginare nulla di più americano della Sua stazione. Sono le prime parole che abbiamo detto a Michael Allen, “owner and voice of Oyster Radio”. Lo abbiamo intervistato – più o meno: stava guardando Francia-Marocco e conducendo una diretta – giovedì 9 luglio ad Apalachicola, in Florida.

 

100 kW ERP

Oyster Radio, ufficialmente WOYS (OYS sta per Oyster, appunto ostrica), è una stazione di classe C1: può dunque operare a 100 kW di ERP con un’antenna – visibile nell’immagine – alta circa 300 metri. La stazione è stata rilevata dal nostro interlocutore, il titolare – speaker – sound designer e direttore generale Michael Allen nel 2022, trasformando quella che era una “Christian Country” station in una radio fortemente legata al territorio e… alla musica rock.

La Stazione più americana che si possa immaginare.

L’abbiamo definita la stazione più americana che si possa immaginare: per la sede, minuscola e direttamente sotto il traliccio. Per l’arredamento interno, un caos totale con fili ovunque, qualcosa che la nostra Europa iper-regolamentata non potrebbe non “sanzionare”.
Per la musica, che non pare aver alcun “format” prestabilito. E per la voce del conduttore che è possibile ascoltare qui.

Christian Country?

Il format “Christian country” non deve meravigliare: non su Oyster ma su un’altra stazione FM abbiamo sentito la pubblicità di un operatore telefonico cristiano: offre una sim che insiem al 5G fornisce garanzia di “free speech” in chiave cristiana. Nulla di strano dunque se una stazione trasmette country religioso (anche se in genere questo accade in AM).

106.5 FM Analogico

Oyster trasmette nel classico FM analogico, su 106.5 e 100.5: non dispone di sottocanali HD e non intende passare al digitale completo – un discorso, quello del sistema statunitense del digitale radiofonico – su cui varrebbe la pena ritornare, in quanto la nostra esperienza di viaggio ci ha convinto che si tratti di un sistema infinitamente più user-friendly del franco-tedesco Eureka-147, il nostro beneamato DAB+. Basti dire che la commutazione tra i vari canali HD (HD1, HD2, ecc.) è immediata, senza odiosi silenzi dovuti al buffering. Ma torniamo a Oyster.

L’intervista

FM-World: Quante persone operano in Oyster Radio?

Michael Allen: Quante? Io e lui! Io faccio i programmi, lui la pubblicità.

 

Advertising dept

Il “lui” cui si riferisce è il signore qui sopra, di cui non siamo riusciti ad appuntare il nome. Ha l’esclusiva della vendita degli spazi  pubblicitari della stazione e della gemella “Forgotten Coast Radio” 100.5 FM, che per ragioni incomprensibili è prodotta in Texas. Ma anche delle T-shirt, che potete ammirare alla sua sinistra e che non potevamo non acquistare ($25, ottimo cotone).

 Mission

FM-World: Può descrivere la programmazione di Oyster?

M.A.: Più di una radio, siamo parte della vita della Baia di Apalachicola. Ogni giorno portiamo in onda la musica, le notizie e le storie che raccontano davvero il nostro territorio, dando spazio alle imprese locali, tenendo informata la comunità e facendo sentire a casa anche chi è qui solo di passaggio. Essere una radio indipendente ci permette di pensare prima di tutto alle persone che vivono e amano questa baia, e grazie al sostegno dei nostri ascoltatori possiamo continuare a dare voce alla nostra comunità.

FM-World: Si occupa lei della scelta della musica e delle playlist?

M.A. Sì! Certo. Mi occupo di tutto, Questi sono i miei CD (a destra del flipper, N.d.R.) , invece i vinili li ho a casa! Comunque la playlist la fa una società del Texas: scelgono i brani e li mettono nell’automazione: il mio collega qui inserisce gli spot e io faccio la conduzione.

 

Contraddizione?

Il fatto che il proprietario-conduttore si occupi delle playlist e contemporaneamente che le playlist siano preparate in Texas ci è apparso vagamente contraddittorio: ma non abbiamo osato chiedere lumi  anche perché, come dicevamo, stava per iniziare il secondo tempo di Francia-Marocco.

 

Sostenibilitá

FM-World: In Italia le stazioni monofrequenze e strettamente locali come la vostra sono quasi sparite, difficile vivere di pubblicità in un mondo dominato dai social e dai grandi network…

M.A.:  Basta essere in due! Qui, quando ho rilevato la stazione, ci lavoravano in sei: tanto valeva chiudere subito. Ma così, io e lui, che problemi abbiamo?

Costi

Fm-World: E quindi quali sono i vostri costi? 

M.A.: Il più grosso è la corrente: 100 kW ERP, circa 30 kW di trasmettitore, figurati. E infatti sto vedendo se sostituirlo con uno nuovo allo stato solido, più performante. Poi c’è la licenza FCC, poca roba, 2000 dollari l’anno.

FM-World: Altro?

M.A.: No…perché? Ah, l’affitto.

Streaming

FM-World: Avete più ascoltatori in streaming o in in FM?

M.A.: In FM. Ma posso darvi i dati dell’online, aspetta… (si collega al sito manager.infomaniak.com N.d.R). 
Ecco: 184.319 ascoltatori oggi, di cui 155.073 dall’America e 21.404 dall’Europa.

FM-World: E dall’Italia?

M.A.: Qui: dall’Italia 159. La settimana scorsa, nei sette giorni, 159 dall’Italia! (M.H.B. per FM-World)

Carloiii 1200x500

Radio Caroline annuncia per errore la morte del Re d’Inghilterra

Un bug informatico attiva il protocollo riservato alla notizia della scomparsa del monarca.

Martedì 19 maggio, Radio Caroline — la storica stazione britannica nata come pirate radio negli anni Sessanta — ha vissuto uno dei momenti più imbarazzanti della sua lunga storia. Un errore informatico nel sistema del suo studio principale ha attivato automaticamente la cosiddetta “procedura Morte del Monarca”, un protocollo d’emergenza che tutte le stazioni radiofoniche britanniche “tengono pronto ma sperano di non dover mai utilizzare“.

Il risultato: l’annuncio in onda della morte di Re Carlo III, ancora vivo anche se, come noto, afflitto da problemi di salute.

Il silenzio che ha tradito l’errore

Come prevede il protocollo, dopo l’annuncio la stazione è andata in silenzio totale — comportamento che in realtà ha immediatamente allertato i responsabili, permettendo un rapido intervento.

Lo staff ha ripristinato la normale programmazione e ha trasmesso in diretta le scuse ufficiali.

Il comunicato firmato dal direttore Peter Moore parla di “computer error” e si conclude con le scuse formali rivolte a Sua Maestà il Re e agli ascoltatori per l’eventuale turbamento causato.

Radio Caroline, che vanta nel suo curriculum la trasmissione del Messaggio di Natale della Regina e ora del Re, ha sottolineato di voler continuare a farlo per molti anni ancora — una precisazione che, in questo contesto, suona quasi come una rassicurazione involontaria. (M.H.B. per FM-World)

A

Sessant’anni di RMC: Christian Ghibaudo e Ettore Andenna raccontano le Onde Medie e le altre radio del gruppo

RMC iniziò a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone: fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese, che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

Alcuni anni fa intervistammo per Newslinet Christian Ghibaudo, noto amatore della radio e memoria storica di tutte le RMC e Ettore Andenna, uno dei primissimi conduttori. Nel giorno in cui Radio Monte Carlo Italia compie sessant’anni abbiamo pensato di celebrarla ricordando alcune delle loro parole.

Dalle OL alle OM

RMC iniziò dunque a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone con una potenza di 1200 kW, con zona d’ascolto alla metà meridionale della Francia. E fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

È quindi liberata la frequenza in onde medie dei 205 metri. 

rmc grace - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

Il trasmettitore Roumoules

Con l’avvio delle onde lunghe, RMC inizia una programmazione molto popolare, con numerosi nuovi animatori e giornalisti. Programmazione che dura fino all’inizio degli anni ’90. Ovviamente molto orientata al pubblico del sud della Francia; un po’ come faceva RMC Italia. Fu solo dal 1974, quando entrò in servizio il trasmettitore Roumoules (con copertura pari ai tre quarti del territorio francese), che la programmazione cambiò per diventare più nazionale. In concorrenza con RTL ed Europe 1.

L’intervista – Apre la RMC italiana

Nel 1966 nasce la RMC italiana. L’iniziativa è resa possibile dal fatto che il trasmettitore storico di RMC diviene ridondante, come abbiamo visto. Le antenne di trasmissione sono le stesse della RMC francese o sono orientate diversamente?

(Christian Ghibaudo) – Quando RMC ha lanciato l’onda media 205 metri per il servizio italiano, le antenne sono state rivolte verso il nord-est dell’Italia. Inoltre in quel periodo sulle onde corte le trasmissioni della RMC francese sono state sostituite dalla Trasmissioni italo-francese di Noël Coutisson.

Programmazione non ingessata

RMC Italia ha contribuito al rinnovamento della nostra società, proponendo una programmazione non ingessata ed anche brani musicali censurati sul territorio nazionale. Possiamo affermare che la versione francese ha avuto un ruolo analogo per la Francia? Noel Coutisson si occupava anche della rete francese o solo di quella italiana?

(C.B.) – No, Radio Monte Carlo non ha avuto lo stesso impatto in Francia. E questo perché all’epoca c’erano altre tre emittenti private nazionali (le famose radio périphériques: Europe 1, Sud Radio e RTL). Fino al 1982 c’è stato un buon equilibrio tra France Inter (con programmi di qualità finanziati dallo Stato) e le quattro radio private, che guadagnavano molto con la pubblicità. È stato solo con l’arrivo delle stazioni radio FM private che l’ascolto delle stazioni périphériques ha iniziato a diminuire. Quando è nata RMC Italia, Noël Coutisson non era più in onda in Francia.

RMC cadeau v2 - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

Programma Francese a 205 metri

Al termine dei programmi della RMC italiana sui 205 metri (alle 19.30) il canale diffondeva una programmazione francese: il Programma Francese a 205 metri. Era una versione iniziale di RMC Cote d’Azur?

(C.B.) – Il programma della sera sui 205 metri/1466 kHz era molto popolare e trasmesso anche in onde corte. Ma la sua programmazione non era destinata a un pubblico popolare. C’erano notizie dal panorama culturale della Riviera (francese e italiana), ma anche informazioni politiche (anche dal mondo arabo). Inoltre, nei fine settimana era trasmesso un incontro “Jet Set” con Dieter Friedrich. Alcuni programmi erano a pagamento, ed era un modo per rendere redditizio il trasmettitore in attesa dell’inizio delle trasmissioni internazionali della TWR (Trans World Radio) più tardi nella serata.

loghi rmc - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

Un titolo italiano, uno francese

Nel 2021 intervistammo per Newslinet, Ettore Andenna. Riportiamo qui di seguito qualche ricordo importante.

Il 12/12/1967, dopo un provino in studio a Monte Carlo, alle 16.45 presentato in audio da Barbara Marchand, che mi chiese di lanciare un titolo dopo la mia presentazione. Lo ricordo come fosse ora: era “Mes rèves de satin”, versione francese di “Nights in white satin” dei Moody Blues, interpretata da Patricia, una cantante svizzero-francese.  La primissima programmazione, che, sotto la guida del grande Noel Coutisson, rimase sempre identica a se stessa era: un titolo francese, uno italiano e due di lingua inglese, con un minimo di bla bla e l’intromissione di rubriche sempre di carattere musicale. Questo per i primi anni; poi subentrarono anche giochi a partecipazione diretta popolare. Le voci erano quelle di Gigi Salvadori, Barbara Marchand, Robertino, Valeria Porrà, il grande Herbert Pagani e Sandra. Tranne Herbert, eravamo tutti senza cognome: Ettore, Barbara, Robertino, Gigi, Valeria, Sandra di Radio Monte Carlo.

Ettore Andenna

I miei ascoltatori della jungla

Vi racconto un aneddoto. Nel 1970, per seguire una ragazza italiana stupenda che era stata mandata in Madagascar a collaborare con le missioni malgasce, mi ritrovai a Fianarantsoa, a 400 km. a sud di Tananarive, allora in piena jungla o brousse come la chiamavano. Ero ospite in una missione condotta da preti italiani e la sera, mentre mangiavamo, accesero la radio, sornioni. E mi ritrovai ad ascoltare me stesso: in una trasmissione che avevo registrato, per supplire alla mia assenza per quel viaggio. Al mio stupore mi dissero che loro ascoltavano regolarmente RMC, in onde corte! Non era vero: avevano montato un’antenna con filo di rame su per il campanile per farmi la sorpresa e captare le onde corte. Ma si sentiva! A 20.000 km di distanza! Comunque le onde medie dei mitici 205, con le antenne di Mont Agel, arrivavano fino in Libano e ricevevamo cartoline dai luoghi più impensati del Mediterraneo…

Noel Coutisson: grande. Anzi grandissimo!

Noel Coutisson? Era un grande!! Anzi, un grandissimo! A quell’epoca, secondo me, il più grande per la radio nell’Europa continentale. Aveva una visione e delle intuizioni che precorrevano e di molto quelli che sarebbero stati gli sviluppi della radio. È grazie a lui che in Italia si è cambiato il modo di fare radio. Fu lui che ci formò in tal senso.

Noel Coutisson, RMC, Ettore Andenna

Figli di un Dio minore

I colleghi della RMC francese ci consideravano i figli di un Dio minore e ci trattavano con molta condiscendenza. Io venni accettato e frequentai alcuni di loro (diventati in seguito importantissimi in Francia) dopo 4/5 anni.

Torniamo a Ghibaudo.

– Parliamo del 1976, quando ormai è attiva anche la frequenza dei 701 KHz. Secondo Ettore Andenna, i conduttori italiani erano considerati figli di un Dio minore. Sciovinismo francese o la rete disponeva di risorse superiori? Cosa differenziava le due emittenti?

(C.B.) – Ovviamente il servizio francese era considerato migliore del servizio italiano. RMC in francese portava più soldi con la pubblicità perché il mercato era enorme. Consideriamo che RTL e Europe 1 avevano pochissimi ascoltatori nel sud della Francia. Inoltre, nel famoso palazzo di boulevard Princesse Charlotte di gli studi “francesi” erano al primo piano e gli “italiani” al piano terra. Ma RMC Italia era molto popolare e c’erano molti visitatori italiani durante le vacanze estive.

RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique

– E le locali RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique? Quali erano zone d’ascolto, lingue e programmazioni?

(C.B.) – Con trasmettitori FM molto potenti, le tre stazioni erano udibili in tutta la regione, quasi fino a Marsiglia. E anche nel nord della Corsica. Le trasmissioni erano solo in francese, in particolare RMC Côte d’Azur era molto popolare.

Queste tre stazioni erano state create per competere con le stazioni locali che stavano iniziando a trasmettere in FM dall’Italia

RMC Côte d’Azur era davvero una stazione radio locale, proprio come lo era RMC nel dopoguerra. Per le altre due si trattava, come suggerisce il nome, di programmi musicali.

rmc control room - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

RMC in FM

– Con l’inizio della diffusione in FM l’impostazione della RMC italiana cambia radicalmente, passando da un format nazional-popolare a quello “Radio di Gran Classe” ideato dalla sua nuova proprietà italiana (gruppo Finelco). Anche la RMC francese cambia di proprietà.

(C.B.) – RMC era molto popolare e vantava molti ascoltatori, ma dal 1986 con lo sviluppo dei grandi network privati francesi iniziarono a diminuire. Nel 1993 ci fu un cambio verso un formato music & news. Ma non funzionò e si tornò quindi alla programmazione degli anni precedenti.

Il deficit

Nel frattempo la radio continuava a spendere come nella belle epoque, anche a fronte di introiti pubblicitari ridotti

Si arriva ad un deficit equivalente a 70 milioni di Euro e nel 1998 lo Stato francese (Sofirad) vende la stazione, di fatto smantellandola. L’acquirente della parte francese è il gruppo Sud Communication, che però la rivende nel 2000 al gruppo NRJ. Ma la cessione non è approvata dalle autorità francesi per questioni antitrust. RMC riduce il suo organico da 600 a circa 110 persone. Nel gennaio 2001 ha luogo il rilancio con RMC Infos e il formato attuale (news, talk, sport). L’audience ricomincia quindi a crescere grazie a questo nuovo formato.

Per quanto riguarda la RMC italiana la storia la conosci tu meglio di me: passa a Hazan, fondatore di Studio 105, che la rilancia con – direi – un grande successo. (M.H.B. per FM-world)

A

Iran: quando Internet viene censurato, la Radio rimane l’unico mezzo di comunicazione

Quando Internet è censurato e le linee telefoniche classiche interrotte la radio analogica resta l’unica risorsa a cui aggrapparsi e le terribili vicende dell’Iran ne forniscono l’ennesima prova. In merito, il nostro amico e funzionario Rai Andrea Borgnino ha condiviso su social una notizia che non potevamo non pubblicare su queste pagine.

Niente Internet…

Come sappiamo per cercare di arginare le imponenti proteste dei cittadini Iraniani i capi religiosi del paese hanno bloccato internet a partire dalla sera del 8 gennaio 2026:

 

…quasi niente Starlink

Contestualmente anche la rete internet satellitare di SpaceX (Starlink, un progetto di Elon Musk) ha grandi difficoltà nel funzionamento a causa e jamming sui segnali GPS.

Shabname

Ecco dunque spuntare radio clandestine in onde corte. Ne esistono, secondo fonti BBC, svariate, ma Shabname è la prima di cui abbiamo i dettagli.

“Shabnane” fa riferimento a “lettera notturna”, che è un termine per opuscoli o bollettini clandestini distribuiti segretamente, spesso di notte, durante i movimenti politici in Iran. Questi sono stati usati storicamente per messaggi rivoluzionari o di opposizione, come avvertimenti, propaganda o direttive, eludendo la censura.

Riportiamo di seguito parola per parola l’annuncio dell’emittente.

Le onde corte attraversano i confini.

Le onde corte attraversano i confini. Non è necessario internet. Non può essere censurato. Basta una semplice radio.

Perché la Radio? Cosa Trasmettiamo Come Ascoltare
In momenti di crisi, internet è la prima cosa a essere tagliata. Ma le onde radio non possono essere fermate. Le onde corte possono viaggiare per migliaia di chilometri e raggiungere le aree più remote. La stessa tecnologia che ha connesso le persone per decenni. Notizie non censurate da fonti internazionali fidate. La voce dei manifestanti e attivisti all’interno dell’Iran. Una radio a onde corte economica è tutto ciò di cui hai bisogno. Disponibile nei mercati e nei negozi di elettronica. Frequenze e Orari di Trasmissione (Ora di Teheran): 7465 kHz 7:00 AM 17540 kHz 7:00 AM 9680 kHz 10:00 AM

Da dove vengono i segnali?

Queste emissioni clandestine – ascoltabili anche in Italia – non possono ovviamente essere diffuse dall’Iran: troppo pericoloso e sostanzialmente impossibile installare le grandi antenne necessarie.

Il mondo dei DXers (che paiono esistere ancora) ha dunque avanzato le seguenti due ipotesi: emissioni in partenza dalla Francia o dall’Armenia.

Se si tratta della Francia l’unico impianto possibile e’ quello di Issoudin, nel comune di Saint-Aoustrille, attualmente utilizzato da Radio France Internationale e dotato di trasmettitori da 500 kW (il massimo di fatto per le Onde Corte) e antenne alte 80 metri e lunghe circa 60.

L’alternativa, per alcuni addirittura più probabile, è il sito di Radio CJSC in Armenia.

(M.H.B. con il supporto di A. Borgnino per FM-world)

Radiotuning 1200x500

La Svizzera torna all’FM: alcuni numeri e le importanti considerazioni del direttore della RSI

A cura di Marco H. Barsotti

Torniamo ancora una volta sulla grande marcia indietro della Confederazione elvetica riguardo la decisione di abbandonare l’FM. Lo facciamo – a costo di apparire ripetitivi – in quanto una testata di nome “FM” world non può non dare il giusto spazio ai dati veri e a una sorta di morale che ci viene da un’intervista importante.

Contrordine compagni

Inutile ripetere ai lettori di FM-world la notizia: contrordine compagni – come si sarebbe detto nel secolo scorso – si riaccende l’analogico FM. Che era in fase di spegnimento con apparente soddisfazione da parte di molti in Europa, che vedevano nella Svizzera (e nella Norvegia ancora prima) un esempio da seguire.

Un accordo del 2014

Vale la pena rileggere una frase del comunicato ufficiale presente nell’articolo pubblicato l’11 dicembre 2025 sul sito della RSI ci pare significativa: “Con la decisione di abbandonare la FM entro la fine del 2024, la SSR aveva rispettato l’accordo concluso oltre dieci anni fa con il settore radiofonico e con la Confederazione“.

Un accordo tra politici e “il settore”, che significa chi trasmette. In altre parole mancano gli ascoltatori, quasi non avessero nulla a che fare con questa scelta.

Un’osservazione, questa, che non va letta come critica alla Svizzera, semmai come considerazione generale che riguarda tutti gli Stati dove vengono operate queste scelte. I cittadini, quelli che pagano il canone o subiscono la pubblicità sembrano essere la componente meno importante in tante scelte che li riguardano.

Numeri interessanti

Passiamo ad alcuni numeri interessanti. Leggiamo nel comunicato datato 9 dicembre 2025 emesso dall’associazione delle radio private svizzera ASRP:

Dopo lo spegnimento, i programmi della SSR hanno registrato forti cali di ascolto, fino al 49%. Inoltre, oltre 100.000 ascoltatori sono passati a emittenti FM straniere.

Dati ufficiali

Dati forse esagerati, ma Newslinet, una fonte estremamente attenta alla fattualità, riportava a luglio 2025 quanto segue:

Dopo lo switch-off FM della radiotelevisione pubblica SRG avvenuto il 31/12/2024, si è registrato un calo dell’audience (–470.000 ascoltatori), con SRF 1 scesa al 23% di share e SRF 3 all’11,2%.”

Meno 470.000 su quanto?

L’articolo non lo dice, abbiamo dovuto dunque cercare sul sito di Mediapulse – ente di cui abbiamo in passato intervistato i massimi responsabili – trovando quanto segue: “l’offerta di stazioni radio lineari nel primo semestre 2025 ha toccato 5,2 milioni di ascoltatori per giorno“.

Proviamo a fare la divisione: 470.000/5.200.000 = 0,903 ovvero -9%

Ora, nel comunicato stampa della SSR intitolato “La SSR abbandonerà le FM alla fine dell’anno” e pubblicato il 26 giugno 2024 si leggeva:

“La percentuale di chi tuttora utilizza esclusivamente le FM continua ad attestarsi a meno del 10%.

Una conclusione semplicistica sarebbe dunque che tutti coloro che ascoltavano la radio in FM hanno semplicemente cambiato media. (visto che 9% è molto prossimo a 10%).

Ma se crediamo al dato di SRP – che quando cita un -49% non indica la propria fonte – le cose sarebbero andate anche peggio. A nostro avviso il dato di SRP, se corretto, indicherebbe che la stima del 10% di ascoltatori residui in FM non era corretta.

Ma attendiamo con piacere i commenti e le opinioni dei tanti professionisti del settore presenti numerosi tra i lettori di questa testata e del canale social Talkmedia.

Una perdita che fa male a pubblico e privato

In chiusura vorremmo portare l’attenzione a una frase del direttore della RSI, Mario Timbal che con un’onestà intellettuale tutta elvetica alla domanda Fare da apripista e spegnere l’FM per primi è stato un errore?” ha risposto con una considerazione di massimo interesse, che riportiamo per intero:

È stato sicuramente un errore prendere per definitivo l’accordo che la SSR aveva stipulato con le radio private con la Confederazione, dove il ruolo da apripista andava a favore delle radio private. Quindi, passando prima degli altri, avremmo aiutato il pubblico a transitare, limitando le perdite d’ascolto delle radio private.

Ora tutto cambia, si ritorna ed è chiaro che c’è un lato in cui si ha un poco il danno e la beffa: la perdita di ascoltatori che abbiamo avuto noi fa male a tutto il sistema radiofonico svizzero, perché alcuni degli ascoltatori non sono transitati sulle reti private ma anche su reti estere. Quindi in un panorama dove già la radio in ascolto lineare ha un calo naturale in questi anni, si aggiunge questo che va ad aggravare

Cui Prodest?

Resta una domanda che abbiamo posto spesso nelle interviste passate senza ottenere risposta: mentre spegnere l’analogico TV aveva un senso, considerato che si riutilizzavano gli stessi circa 390 MHz (le  frequenze tra 471 e 860 MHz dell’UHF), a noi pare che nessuno abbia trovato un buon uso per i meri 20 MHz che costituiscono la banda FM.

Certamente non sono utili alle telco, i più ricchi acquirenti di frequenze, come ci aveva spiegato uno dei migliori divulgatori italiani ancora nel 2022.

Si spegne non per far spazio ad altri servizi ma per lasciare il nulla. O spazio agli stranieri.

Niente da fare, l’ostinazione dei politici a chiedere lo spegnimento dell’FM senza lasciarla morire quando lo decideranno i consumatori non riusciamo proprio a capirla. (M.H.B. per FM-world)

A

Francia, NRJ cede il canale TV 25: debutta RMC Life, terza rete a marchio RMC (ex-Radio Monte Carlo)

Si conclude in Francia il ritiro di NRJ dalla TV gratuita, dopo la revoca della licenza a NRJ12 da parte dell’Arcom.

Chérie 25, storica rete TV del gruppo NRJ al canale 25 del digitale terrestre, è sostituita dal primo ottobre 2025 da un nuovo canale a marchio RMC: un marchio prestigioso, quello di Radio Monte-Carlo, che in Francia coesiste con diversa proprietà con quello di TMC.
Proviamo ad abbozzare qualche accenno storico e alcune considerazioni.

RMC Life – Chérie 25

La storia di Chérie 25 inizia una decina di anni fa, lanciata dal gruppo NRJ per declinare in TV il brand della radio Chérie FM, con un focus sul pubblico femminile. Diffusa sul canale 25 della TNT (modo francese di dire DTT), ha puntato su contenuti leggeri, serie e programmi di intrattenimento, in un panorama televisivo sempre più competitivo.

Con l’esordio di RMC Life, il marchio RMC (ex Radio Monte Carlo) si espande ulteriormente nel mondo televisivo, diventando la terza rete TNT a portare questo nome dopo RMC Story (generalista) e RMC Découverte (dedicata ai documentari). Quasi a suggerire che la neonata abbia un rango paragonabile alle altre emittenti del gruppo CMA Média.

Programmazione

La programmazione, nelle parole del nuovo proprietario, è pensata come “inspirante e positive, tournée vers la convivialité et le bien-être, à destination des femmes et des familles”. Un approccio che mira a creare contenuti riconoscibili e coinvolgenti, distanziandosi dalle altre catene commerciali saturate dal mercato.

RMC Life sarà dedicata alle donne e ospiterà volti noti: Estelle Denis rilancerà “Ça se discute”, l’emissione di dibattiti sociali creata da Jean-Luc Delarue, con il primo numero a metà ottobre. Cristina Cordula riprenderà “Cousu main”, presentata tra il 2014 e il 2017. Karine Ferri, ex TF1, animerà programmi che le somigliano, mentre Salhia Brakhlia condurrà documentari su grandi figure femminili.

Per la matinale, “Good Morning Business” con Laure Closier, già su BFM Business. In giornata, serie di successo come “7 à la maison”, “Cold Case : affaires classées”, “Alice Nevers : le juge est une femme” e “Castle”.

TMC, ex Tele Monte Carlo nell’orbita del primo operatore TV francese TF1 e RMC (la radio e le tre TV) in quella di CMA CGM Group. il gigante del trasporto via mare: decisamente il marchio Radio Monte Carlo, lanciato dai nazisti nel 1943, continua ad avere uno sviluppo prestigioso.

(Marco H. Barsotti per FM-world)