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29 Ottobre 2026
Nata con l'obiettivo di dare voce alla Chiesa friulana e alla sua gente, la radio ha progressivamente ampliato il proprio raggio d'azione, affermandosi come punto di riferimento per l'informazione locale, la cultura, lo sport e la vita delle comunità.
Emittente comunitaria legata all'Arcidiocesi di Udine, Radio Spazio si distingue anche per l'attenzione alle minoranze linguistiche, con trasmissioni in friulano e sloveno, e per una proposta editoriale che va oltre la dimensione strettamente ecclesiale. Negli ultimi anni, inoltre, ha investito nella distribuzione digitale dei contenuti e nella collaborazione con il settimanale La Vita Cattolica, con cui condivide dal 2026 i nuovi studi di via Treppo.
In occasione dell'anniversario, FM-world ha intervistato Giovanni Lesa, vicedirettore di Radio Spazio, per ripercorrere l'evoluzione dell'emittente e approfondire le prospettive future, tra identità territoriale, innovazione tecnologica e ricerca di nuovi pubblici.
Radio Spazio è attiva dal 1993 nel territorio friulano. Nata in un'area specifica della regione, nel tempo ha progressivamente esteso la propria copertura, raggiungendo un territorio sempre più vasto.
Oggi è la voce non soltanto della Chiesa friulana, attraverso l'Arcidiocesi di Udine che edita l'emittente, ma anche di un territorio composto da comunità diverse. La presenza di trasmissioni in lingua friulana e slovena, pensate per valorizzare le minoranze linguistiche, testimonia questa attenzione.
Radio Spazio è profondamente radicata nel tessuto sociale e popolare delle comunità, ma allo stesso tempo guarda al presente e al futuro, anche attraverso temi che superano, in diversi ambiti, i confini della sua matrice ecclesiale.
Avere delle specificità è fondamentale, non soltanto perché permette di distinguersi in un panorama radiofonico sempre più omologato, ma anche perché contribuisce a definire l'identità e la particolarità dell'emittente.
Viviamo in un contesto in cui molti aspetti della vita quotidiana tendono a uniformarsi: basta osservare le insegne dei negozi nei centri commerciali, gli abiti o persino i colori dei veicoli per cogliere quanto siano diffuse le stesse tendenze.
In questo scenario, preservare le differenze linguistiche, culturali e redazionali significa offrire qualcosa di prezioso alla propria comunità di riferimento. Sono peculiarità che meritano di essere valorizzate proprio perché raccontano realtà uniche, che contribuiscono alla ricchezza del territorio.
Negli ultimi anni, Radio Spazio ha investito nella produzione di contenuti digitali e nella loro distribuzione attraverso piattaforme di streaming e altri canali online. Si tratta di una scelta precisa, che punta a raggiungere pubblici differenti con contenuti potenzialmente diversificati, pur mantenendo la stessa identità editoriale.
L'obiettivo è rispondere alla crescente complessità del mondo dell'informazione, dell'editoria e, più in generale, della società contemporanea, sfruttando strumenti e modalità di fruizione differenti.
Tra questi figurano le dirette e gli streaming sui social network, la presenza sulle piattaforme di podcasting e la distribuzione di contenuti radiofonici attraverso siti web e altre piattaforme digitali.
Il digitale consente quindi di ampliare le occasioni di ascolto e di raggiungere pubblici che non necessariamente seguono la radio attraverso i canali tradizionali, adattando la distribuzione dei programmi alle abitudini e alle esigenze del pubblico contemporaneo.
La collaborazione tra un settimanale, nato sulla carta e successivamente sviluppatosi anche in ambito digitale, e un'emittente radiofonica, caratterizzata da un flusso continuo di informazioni e contenuti, non è necessariamente semplice. Si tratta infatti di due mezzi di comunicazione con strutture e modalità operative profondamente differenti.
La condivisione fisica degli spazi tra le redazioni di Radio Spazio e La Vita Cattolica permette tuttavia di costruire i contenuti in maniera più unitaria, favorendo una collaborazione redazionale più stretta ed efficace e rendendo più fluida la distribuzione dei materiali.
Un esempio concreto è rappresentato dalla presenza di numerosi contenuti radiofonici sui canali digitali del settimanale. Una possibilità resa accessibile proprio dalle tecnologie digitali e dalla crescente integrazione tra piattaforme.
La crossmedialità rappresenta una leva importante per ampliare la diffusione dei contenuti radiofonici, raggiungendo il pubblico attraverso modalità non tradizionali. Un approccio che, anche alla luce dei dati di ascolto, sta contribuendo a intercettare una platea sempre più frammentata nelle proprie abitudini di fruizione.
La principale sfida per Radio Spazio sarà riuscire a raggiungere un numero sempre maggiore di pubblici, rispondendo a esigenze editoriali differenti rispetto a quelle a cui una radio è tradizionalmente abituata.
Questo significa proporre contenuti sempre nuovi e attuali, affrontare temi capaci di interessare segmenti di pubblico finora meno coinvolti e individuare interlocutori, ospiti e voci in grado di avvicinare l'emittente a nuove fasce di ascoltatori.
Radio Spazio può già contare su una presenza consolidata tra il pubblico sportivo e quello ecclesiale, mentre il rapporto con le giovani generazioni rappresenta un ambito sul quale lavorare ulteriormente. Individuare argomenti e linguaggi capaci di intercettare anche questo pubblico sarà quindi uno degli obiettivi dei prossimi anni.
La sfida riguarda contemporaneamente la dimensione editoriale e quella tecnologica. La frammentazione interessa infatti sia gli interessi delle persone sia le modalità con cui vengono fruiti i contenuti: non tutti ascoltano la radio in automobile o a casa, ma c'è anche chi lo fa mentre corre, studia o svolge altre attività.
In questo scenario, i canali digitali assumono un'importanza crescente. La capacità di rispondere alla doppia frammentazione dei pubblici e degli strumenti di ascolto sarà una delle questioni centrali per il futuro di Radio Spazio, chiamata a rinnovare la propria proposta senza perdere il legame con il territorio e l'identità che ne hanno accompagnato i primi trent'anni di attività.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]