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Radio Gwen, la svolta: da esperienza volontaria a prima radio comunitaria della Svizzera italiana

Dopo vent’anni di gestione volontaria, Radio Gwen apre un nuovo capitolo della sua storia e diventa la prima radio comunitaria della Svizzera italiana.

Un passaggio cruciale, segnato dal riconoscimento ufficiale dell’Ufficio federale delle comunicazioni, che le attribuisce lo status di emittente complementare senza scopo di lucro.

Un traguardo che ridefinisce anche la missione della radio: colmare gli spazi lasciati liberi dai media commerciali e pubblici, offrendo un servizio radicato nel territorio e vicino alla comunità.

Il documentario di Olmo Cerri segue da vicino questo momento di trasformazione, raccontando un anno decisivo per Radio Gwen. Dalla ristrutturazione degli studi di Chiasso alla riorganizzazione interna, fino alla costruzione di un nuovo palinsesto, il cambiamento investe ogni aspetto dell’emittente.

Al centro del racconto ci sono però soprattutto le persone: volontari, collaboratori e sostenitori che continuano a dare vita al progetto, tra difficoltà quotidiane e una forte motivazione a preservarne lo spirito originario. La sfida, infatti, è trovare un equilibrio tra professionalizzazione e identità comunitaria.

Il documentario – disponibile su rsi.ch – si inserisce anche in un contesto più ampio, quello degli spazi indipendenti del Ticino contemporaneo: una rete di realtà spesso poco visibili, ma profondamente interconnesse. A completare il quadro, una colonna sonora firmata da musicisti emergenti locali, espressione diretta della vivace scena controculturale da cui Radio Gwen continua a trarre energia.

(Si ringrazia Andrea Lombardo per la collaborazione)

* Per comunicati e segnalazioni: info@fm-world.it

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Società Italiana per la Tutela della Voce: Mauro Casciari deposita il proprio marchio vocale

Il noto conduttore radiotelevisivo, animatore ed attore Mauro Casciari ha depositato il proprio marchio vocale e l’impronta sonora per la tutela dei diritti associati alla propria voce in ambito nazionale, utilizzando i Moduli SITV© della Società Italiana per la Tutela della Voce (SITV), il primo ente per la tutela degli interessi dei professionisti della voce.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito sull’impatto che la I.A. sta avendo nel mondo audio e che ha trovato al World Radio Day 2026, tenutosi a Milano il 9 marzo, un momento di intensa espressione.

La voce è la mia principale fonte di reddito. Tuttavia, ora è diventata replicabile gratuitamente e facilmente. Non posso invertire una tendenza che riguarda inevitabilmente ogni ambito creativo, ma posso adeguarmi alla situazione. Perciò, la possibilità di brevettare la mia impronta vocale mi è sembrata una necessità, più che una scelta. Non potrò prevenirne la clonazione; ma almeno ho gli strumenti per arginarne un uso illecito“, ha dichiarato Mauro Casciari.

Siamo orgogliosi che Mauro Casciari abbia utilizzato i nostri Moduli ed il nostro servizio per la tutela del proprio elemento sonoro identitario”, ha commentato Alessio Negretti, ceo della Società Italiana per la Tutela della Voce, ente costituito a Milano nell’ottobre 2025.

Da questo momento Mauro Casciari è un marchio vocale sottoposto a protezione legale“, ha spiegato a margine dell’annuncio l’avvocato Stefano Cionini, cofounder della tech law firm MCL Avvocati Associati, che assiste i professionisti iscritti alla Società Italiana per la Tutela Voce

Per l’identificazione delle clonazioni illecite stiamo finalizzando con una primaria tech farm un sistema di clone detection, che potrà essere utilizzato dai professionisti iscritti ai servizi della SITV”, ha sottolineato Massimo Rinaldi, ingegnere di Com-Nect, partner tecnologico della Società Italiana per la Tutela della Voce.

(Comunicato stampa)

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Radiolisten

Radio, il mezzo più resiliente: domina il drive time, ma deve rinnovare la misurazione degli ascolti

Il 2025 è stato un anno difficile per i media tradizionali, penalizzati dal calo dei ricavi e dalla crescita delle piattaforme di streaming. Il settore sta vivendo una fase di consolidamento e trasformazione, con i grandi player digitali che rafforzano il controllo su contenuti e distribuzione.

La vera rivoluzione – riporta un articolo pubblicato dal sito di Aeranti Corallo – è rappresentata dall’intelligenza artificiale, destinata a incidere su tutta la filiera dei media – dalla produzione alla distribuzione – riducendo i costi e rendendo la creazione di contenuti più accessibile.

Guardando al futuro, per restare competitivi saranno cruciali pubblicità mirata, presenza multicanale e forte identità di brand, soprattutto per raggiungere i giovani.

Per le emittenti locali, nonostante le difficoltà economiche, si apre anche un’opportunità: grazie a IA e tecnologie software più economiche potranno produrre contenuti di qualità e valorizzare il loro principale punto di forza, cioè la vicinanza al territorio e la credibilità editoriale.

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Partendo da questa riflessione, ci ha scritto Fabrizio Gastaldo, editore – insieme a Gerry D’Elia – delle superstation Love FM e Ritmo 80 (oltre che di LatteMiele Veneto).

Pubblichiamo volentieri la sua analisi, affinché possa stimolare l’intero comparto radiofonico.

L’analisi proposta nell’articolo coglie molti aspetti reali dell’evoluzione del sistema dei media, ma a mio avviso manca un focus specifico su un mezzo che continua a dimostrare una straordinaria resilienza: la radio.

Nonostante le trasformazioni tecnologiche e la crescita delle piattaforme digitali, la radio rimane oggi la vera regina del drive time. In Italia circolano circa 41 milioni di autoveicoli e almeno il 90% di questi è dotato di un ricevitore radio. Questo dato da solo dimostra quanto la radio resti il mezzo più accessibile e immediato durante la mobilità.

Ad oggi non esiste ancora una tecnologia che garantisca, in movimento, la stessa continuità di ricezione, semplicità d’uso e gratuità della radio. La radio non richiede interazione, non ha bisogno di login, non consuma traffico dati e soprattutto non può essere “skippata” come accade nel web advertising nella grande maggioranza dei casi.

C’è inoltre un altro elemento spesso sottovalutato: mentre molte piattaforme digitali competono tra loro, la radio è presente ovunque. È in FM, è in DAB+, è nello streaming, è nelle app, negli smart speaker e negli aggregatori digitali. In altre parole, la radio non è stata sostituita dal digitale: si è semplicemente espansa dentro tutte le piattaforme.

Va poi considerato un altro aspetto fondamentale: il concetto stesso di radio locale sta cambiando. Con l’avvento della diffusione in DAB+, organizzata attraverso i consorzi, il concetto di emittente locale non coincide più necessariamente con una copertura limitata a una singola provincia o a poche aree contigue. Sempre più spesso la dimensione minima di diffusione diventa regionale. Questo significa che anche le radio nate come realtà territoriali possono oggi raggiungere bacini di ascolto molto più ampi, mantenendo però il proprio radicamento editoriale nel territorio.

Il vero problema della radio oggi non è tecnologico, né di audience. Paradossalmente, è culturale. I detrattori del mezzo non perdono occasione per descriverlo come superato, ma spesso i primi a crederci sono proprio alcuni editori radiofonici, che mostrano una sorta di sudditanza nei confronti di altri media.

Un esempio emblematico riguarda la misurazione degli ascolti. In un’epoca dominata da big data, streaming analytics e sistemi di rilevazione in tempo reale, la radio italiana continua a basarsi prevalentemente su interviste telefoniche basate sulla memoria degli intervistati. Un metodo che misura più i ricordi o le preferenze dichiarate che non l’ascolto reale.

Oggi esistono tecnologie molto più avanzate: piattaforme digitali, aggregatori, streaming e sistemi di rilevazione automatica capaci di analizzare milioni di comportamenti reali, con dati disponibili quasi in tempo reale e non mesi dopo. Continuare a pubblicare risultati basati su interviste telefoniche e diffusi anche 150 giorni dopo la rilevazione rischia inevitabilmente di minare la credibilità del mezzo verso il mercato pubblicitario.

Questo non significa che le interviste telefoniche debbano scomparire completamente. Possono continuare a offrire indicazioni sui gusti radiofonici degli italiani. Ma non possono più essere considerate l’unico strumento per misurare un mezzo che oggi vive anche su piattaforme digitali capaci di fornire dati molto più precisi.

La radio resta probabilmente il mezzo più potente per diffondere informazione e costruire Top of Mind per gli inserzionisti, soprattutto perché è l’unico mezzo realmente fruibile in modalità passiva, senza distrazioni e senza necessità di interazione.

Per questo la vera sfida non è difendere la radio, ma farla evolvere con maggiore consapevolezza.

Gli editori devono investire su tre fronti fondamentali:
* qualità dei contenuti e dei prodotti editoriali
* qualità e copertura dei segnali (FM, DAB+, digitale)
* sistemi moderni e credibili di misurazione dell’ascolto

La radio non è un mezzo del passato. È un mezzo che ha attraversato tutte le rivoluzioni tecnologiche senza essere sostituito da nessuna di esse.

Ora però serve un salto di qualità da parte del settore, perché la credibilità del mezzo verso il mondo economico passa anche dalla capacità di misurarsi con strumenti adeguati ai tempi.

Fabrizio Gastaldo

* Per comunicati e segnalazioni: info@fm-world.it

RDS LOVES SANREMO 2026 1200x500

Sanremo 2026, RDS domina sui social: record di interazioni e video views

Durante la settimana del Festival di Sanremo 2026, da poco conclusa, RDS 100% Grandi Successi si conferma protagonista anche sul fronte digitale, conquistando il primo posto tra le radio per performance social e registrando i migliori risultati di sempre.

Secondo i dati di Comscore, nei giorni della kermesse musicale più seguita d’Italia l’emittente ha totalizzato 5,5 milioni di interazioni e oltre 114 milioni di video views sui propri canali social. Considerando l’intero ecosistema del gruppo, che comprende anche RDSNEXT, i numeri salgono a oltre 5,8 milioni di interazioni e 123 milioni di visualizzazioni, confermando la leadership digitale dell’entertainment company.

Per RDS si tratta di un vero e proprio Sanremo dei record, con una crescita significativa rispetto all’edizione precedente: +40% di interazioni social anno su anno e +160% di contenuti pubblicati. Durante la settimana del Festival sono stati diffusi 1.678 post, generando complessivamente oltre 218 milioni di impressions.

La strategia editoriale multipiattaforma ha visto RDS presidiare in modo capillare Instagram, TikTok e YouTube, con risultati particolarmente rilevanti sulle ultime due piattaforme. Il racconto digitale ha alternato news, commenti alle serate e contenuti di backstage realizzati dal truck RDS presente a Sanremo, contribuendo ad alimentare in tempo reale la conversazione online intorno al Festival.

Risultati importanti anche per RDSNEXT, il brand del gruppo dedicato alla Gen Z, che si è confermato la prima social web radio per il pubblico più giovane con 386 mila interazioni e 9,2 milioni di video views. Durante la settimana sanremese sono stati realizzati tre programmi in diretta e coinvolti sei talent nella conduzione. Tra i format più seguiti spicca “Come Ti Gira”, condotto da Alice Mordenti e Giorgia Mordenti, capace di amplificare la diffusione dei contenuti grazie al coinvolgimento diretto delle community dei creator.

«Il Festival di Sanremo è oggi uno dei momenti più importanti dell’anno anche dal punto di vista della conversazione digitale», commenta Massimiliano Montefusco, amministratore delegato di RDS. «Essere la radio più performante sui social proprio durante questo evento è un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi perché conferma la solidità della nostra strategia editoriale e la capacità di dialogare con community sempre più ampie attraverso linguaggi, formati e piattaforme diverse».

Un risultato che rafforza ulteriormente il posizionamento di RDS come punto di riferimento nel racconto digitale della musica e dei grandi eventi live, dimostrando come la radio possa estendere il proprio storytelling ben oltre l’ascolto tradizionale, trasformandosi in un ecosistema di contenuti capace di coinvolgere il pubblico in tempo reale sulle piattaforme social.

* Per comunicati e segnalazioni: info@fm-world.it

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DAB+: il MIMIT chiarisce le procedure sugli impianti radio digitali

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato da parte di Media DAB S.c.a.r.l.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha fornito un chiarimento interpretativo in merito all’applicazione dell’art. 44, comma 1-quinquies del D.lgs. 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche) agli impianti di radiodiffusione sonora digitale DAB+.

Il chiarimento è stato fornito a seguito di una richiesta avanzata da Media DAB, consorzio operatore di rete per la radiodiffusione digitale, nata dall’esigenza di superare alcune difformità interpretative emerse a livello territoriale nell’applicazione delle procedure amministrative relative agli impianti di diffusione radiofonica digitale.

Nel corso dell’istruttoria, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha precisato di non avere competenza nell’interpretazione delle norme di natura amministrativa, indicando quale amministrazione competente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Con una nota ufficiale, il Ministero ha chiarito che i sistemi di diffusione sonora digitale DAB+ rientrano tra le reti e i servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal Codice delle comunicazioni elettroniche e che, in applicazione del principio di neutralità tecnologica, le disposizioni previste dall’art. 44 risultano applicabili indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.

In particolare, la norma stabilisce che le richieste di incremento dei limiti emissivi che non comportano nuove installazioni o modifiche fisiche agli impianti esistenti sono soggette alla procedura di semplice comunicazione all’amministrazione competente e all’organismo di controllo (ARPA).

Il chiarimento ministeriale contribuisce a definire un quadro interpretativo uniforme per le reti di radiodiffusione digitale e rafforza la certezza regolatoria nello sviluppo delle infrastrutture DAB+ sul territorio nazionale.

«Questo chiarimento rappresenta un passaggio importante per lo sviluppo ordinato delle reti di radiodiffusione digitale», ha dichiarato Vincenzo Dolce, Presidente di Media DAB. «L’applicazione coerente del principio di neutralità tecnologica garantisce parità di trattamento tra le diverse tecnologie di comunicazione elettronica e favorisce l’evoluzione delle infrastrutture radiofoniche digitali».

«Dal punto di vista tecnico – aggiunge Ettore Vantaggiato, Vicepresidente e Direttore Tecnico del Consorzio Media DAB – il chiarimento del Ministero conferma che gli interventi sugli impianti esistenti che riguardano esclusivamente i parametri radioelettrici, senza modifiche strutturali delle installazioni, rientrano nelle procedure semplificate previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche. Questo consente una gestione più efficiente delle reti DAB+ e una più rapida ottimizzazione della copertura radiofonica digitale».

(Comunicato stampa)

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World Radio Day 2026 a Milano, Donato (CRTV): “Radio IP tracciabile, ma FM e DAB restano il cuore del sistema”

A Milano, si è tenuto lunedì 9 marzo il World Radio Day 2026, occasione di confronto sul futuro del mezzo radiofonico tra innovazione tecnologica e tutela delle infrastrutture broadcast.

Tra gli interventi anche quello di Rosario A. Donato, direttore generale di Confindustria Radio Televisioni, che ha parlato ai microfoni di ACI Radio a margine dell’evento.

“La radio via IP non è anonima: è possibile tracciare le abitudini di ascolto degli utenti, un patrimonio di dati che le grandi piattaforme internazionali utilizzano per finalità commerciali. Questo, però, non significa opporsi alla tecnologia”, ha spiegato Donato. “Il settore radiofonico italiano guarda con interesse all’innovazione, pur difendendo il valore delle infrastrutture broadcast”.

L’intervento si è inserito nel dibattito promosso dalla campagna #RadioInAuto, lanciata dall’associazione in occasione della Giornata Mondiale della Radio del 13 febbraio. L’iniziativa richiama l’attenzione sull’importanza di garantire un accesso semplice e immediato alla radio negli autoveicoli, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: FM, DAB/DAB+ o IP.

Secondo i dati ricordati durante l’evento, ogni giorno la radio in auto raggiunge circa 27 milioni di ascoltatori in Italia, un numero che conferma la resilienza del mezzo e la sua centralità nelle abitudini quotidiane degli italiani anche in un ecosistema mediatico sempre più digitale.

Il tema centrale della campagna riguarda proprio la presenza e l’accessibilità dei ricevitori radio FM e DAB nei veicoli. Negli ultimi anni alcune case automobilistiche hanno infatti iniziato a introdurre sistemi di infotainment che privilegiano l’ascolto via internet o tramite applicazioni, riducendo la centralità della diffusione broadcast.

In questo scenario, Donato ha ribadito come la radio IP presenti caratteristiche molto diverse rispetto alla trasmissione via etere. Per gli editori radiofonici, ha spiegato, FM e DAB restano il core business, perché garantiscono accesso immediato, gratuità e affidabilità, soprattutto in situazioni di emergenza o in aree dove la connessione internet non è stabile.

“Il punto fondamentale è garantire la libertà di scelta agli ascoltatori. Gli utenti devono poter decidere come ascoltare la radio, senza che l’accesso alle trasmissioni in FM e DAB venga limitato o reso meno immediato”, ha aggiunto il direttore generale di CRTV. “FM, DAB e IP possono convivere, senza che una tecnologia escluda l’altra”.

Un eventuale cambiamento nelle modalità di fruizione, ha osservato Donato, avrebbe effetti profondi sull’intera industria radiofonica, dal modo di produrre contenuti ai modelli economici del settore. L’Italia, ha ricordato, ha investito molto nello sviluppo delle infrastrutture broadcast, portando la copertura DAB a circa il 90% del territorio nazionale grazie agli investimenti degli operatori radiofonici.

“In questo contesto – ha concluso – il settore ribadisce l’importanza di garantire la presenza e l’accesso immediato alla radio nei veicoli, preservando un equilibrio tra innovazione tecnologica e continuità del servizio. La radio continua così a dimostrare la propria forza: un mezzo accessibile, affidabile e capace di adattarsi alle trasformazioni tecnologiche senza perdere la propria identità”.

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Sanremo: web in crescita per la Rai

Il Festival della canzone italiana si conferma un potente motore di ascolti e consumi digitali per la Rai.

Secondo quanto emerge da un comunicato stampa della tv pubblica, grazie al traino del Festival di Sanremo la Rai si posiziona leader nel perimetro Auditel, registrando quote di tempo speso pari al 70% sui consumi in diretta e al 46% in modalità on demand.

Nei primi tre giorni della manifestazione, i contenuti legati al Festival hanno generato circa 14 milioni di visualizzazioni on demand, confermando la forte capacità dell’evento di attrarre pubblico anche in modalità non lineare. La composizione dell’audience mostra inoltre una buona tenuta sul target giovane: gli spettatori under 35 rappresentano il 26% del pubblico, dato in linea con l’edizione precedente.

Importanti anche le performance della piattaforma RaiPlay. Il consumo dall’estero dell’offerta on demand dedicata al Festival ha raggiunto 2,8 milioni di visualizzazioni, in crescita di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2025, coinvolgendo circa 600 mila spettatori.

Il successo si riflette anche sui social. La terza serata del Festival ha generato oltre 81 milioni di visualizzazioni video, con un incremento del 29% rispetto all’edizione precedente. Complessivamente, dall’inizio dell’evento, Rai segnala che il Festival di Sanremo 2026 ha totalizzato oltre 500 milioni di visualizzazioni video e 72 milioni di interazioni.

Nel dettaglio, i profili social ufficiali Rai hanno contribuito con 187 milioni di visualizzazioni — pari al 37% del totale — e 20 milioni di interazioni, corrispondenti al 30% dell’engagement complessivo.

Numeri che, secondo quanto evidenziato dalla stessa Rai, confermano la centralità del Festival come evento crossmediale capace di trainare ascolti televisivi, fruizione digitale e partecipazione social in modo sempre più integrato.

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Sanremo, è boom sul web: successo su RaiPlay e sui social

Il racconto del Festival di Sanremo corre veloce sul digitale e segna numeri da record.

La fruizione on demand delle clip su RaiPlay – a poche ore dal termine della prima serata – ha coinvolto oltre 700 mila spettatori, superando il milione di visualizzazioni, con una crescita del 15% rispetto al 2025.

Un risultato che conferma la centralità della piattaforma nel consumo dei contenuti legati alla kermesse e che contribuisce in modo determinante alla leadership Rai nel perimetro Auditel. Nella giornata di martedì, infatti, i risultati del consumo digitale del Festival hanno spinto la Rai a conquistare circa il 70% della quota di tempo speso e delle visualizzazioni live, consolidando il primato nel panorama televisivo e crossmediale italiano.

Il Festival si conferma inoltre un evento sempre più globale. Solo nella giornata di martedì, il consumo dall’estero ha registrato 240 mila visualizzazioni on demand, con un incremento del 17,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale chiaro della crescente attrattività internazionale della manifestazione.

Sul fronte social, la serata inaugurale del Festival di Sanremo ha generato 58,7 milioni di visualizzazioni video complessive: si tratta del dato più alto di sempre dopo una prima serata, in aumento del 12% rispetto al 2025. I profili social della Rai si confermano punto di riferimento nella narrazione digitale del Festival, con oltre 22,7 milioni di visualizzazioni video (+28%) e 4,3 milioni di interazioni (+30%).

A trainare la conversazione è soprattutto TikTok, piattaforma che ha generato il maggior volume di visualizzazioni video, superando quota 48 milioni, di cui circa 20 milioni concentrati sui profili Rai.

Numeri che certificano come il Festival non sia più soltanto un evento televisivo, ma un ecosistema mediatico integrato, capace di dominare contemporaneamente tv lineare, streaming e social network, rafforzando ulteriormente il ruolo della Rai come protagonista assoluta della scena audiovisiva italiana.

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Festival di Sanremo, tecnologia e creatività al centro della produzione Rai

Il Festival di Sanremo si conferma laboratorio di innovazione tecnica e creativa, grazie al lavoro della Direzione Produzione Tv della Rai guidata da Marco Cunsolo.

Con la collaudata formula “Tra palco e città”, circa 400 professionisti dei Centri di Produzione di Roma, Napoli e Torino hanno contribuito alla realizzazione dello show al Teatro Ariston e negli altri spazi della manifestazione.

Scenografia hi-tech e progettazione digitale

La scenografia, firmata da Riccardo Bocchini, propone un impianto asimmetrico con un palco di 120 metri quadrati e un forte impiego di soluzioni tecnologiche: scala motorizzata, sipario led, pareti mobili e piani laterali dedicati all’orchestra. Il team creativo è stato affiancato da tre scenografi interni e da 15 tra costruttori e decoratori.

L’allestimento include 250 metri quadrati di ledwall e 2.800 metri di strip luminose per effetti visivi e clip grafiche curate dal settore Grafica del CPTV di Roma. Centrale anche l’ecosistema Disguise, piattaforma che consente la replica digitale 3D del palco e permette una fase avanzata di pre-produzione e pre-visualizzazione per tutti i reparti. Una squadra grafica di 14 professionisti gestisce inoltre l’infografica relativa ad artisti, brani, classifiche e televoto.

Luci dinamiche e regia in 4K

Fondamentale il contributo del lighting design affidato a Mario Catapano. L’impianto utilizza oltre 900 corpi illuminanti controllati da quattro console di ultima generazione, con l’aggiunta di americane motorizzate che aumentano la dinamicità delle performance. Completano il sistema sette segui-persona.

La regia televisiva è firmata da Maurizio Pagnussat, supportato dalla squadra tecnica del mezzo OB20 con 14 operatori e un parco di 12 telecamere tra pedestal, carrello su binario, steadycam radio, camera su palo telescopico e sistemi aerei con movimenti lineari e 3D. L’intera produzione è realizzata in 4K SDR nativo.

Ogni esibizione è orchestrata attraverso il sistema CuePilot, tecnologia ormai standard nelle grandi produzioni, che sincronizza grafica, luci, movimenti scenici e riprese trasformando il palco in un ambiente narrativo immersivo.

Un’infrastruttura audio tra le più complesse della tv italiana

Particolarmente articolato l’impianto audio del Festival, gestito da una squadra di circa 20 specialisti che controllano oltre 250 segnali digitali tra microfoni, radiomicrofoni, sistemi in-ear e contributi video-grafici. Otto mixer digitali alimentano le diverse regie — messa in onda, musicale, di palco e di diffusione — producendo flussi sonori differenziati per pubblico in sala, artisti, telespettatori ed esterno Ariston.

Tra le novità dell’edizione, l’introduzione della codifica Dolby Atmos, disponibile su Tivùsat, digitale terrestre e RaiPlay, che completa l’esperienza visiva in 4K con un audio immersivo di nuova generazione.

Il risultato è una macchina produttiva ad alta complessità che conferma Sanremo come uno dei principali banchi di prova per l’innovazione televisiva in Italia.

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Sanremo in 4K sul digitale terrestre: Rai lancia il canale 101

Per il 76° Festival di Sanremo, la Rai introduce una novità tecnologica sul digitale terrestre.

Lo spettacolo sarà trasmesso anche in ultra alta definizione sul nuovo canale 101 Rai 4K, offrendo al pubblico una visione potenziata dell’evento. L’iniziativa punta a valorizzare la qualità dell’offerta televisiva in occasione della storica manifestazione musicale.

Per accedere alla nuova programmazione è necessario effettuare la risintonizzazione dei canali. L’operazione riguarda esclusivamente gli utenti in possesso di televisori o decoder compatibili con gli standard DVB-T2, tecnologia 4K-UHD e codec HEVC (Main10@Level 5.1). Senza tali requisiti tecnici, il servizio non sarà visualizzabile.

Gli utenti che finora hanno seguito Rai 4K Test al canale 100 tramite tecnologia HbbTV potranno continuare a fruire del servizio semplicemente procedendo con la risintonizzazione del proprio apparecchio. Rai 4K resterà comunque disponibile anche via satellite, al canale 210 della piattaforma Tivùsat.

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Società Italiana per la Tutela della Voce: nasce presidio legale contro la clonazione illecita nell’era dell’IA

È ufficialmente operativo il portale della Società Italiana per la Tutela della Voce (SITV, marchio e modello operativo riservati), organismo costituito con l’obiettivo di proteggere e valorizzare i diritti degli operatori professionali della voce nell’attuale contesto tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale e dai sistemi di sintesi vocale.

La SITV nasce per rispondere a una trasformazione radicale del mercato: la crescente possibilità tecnica di clonare, riprodurre o imitare la voce umana – anche in modo parziale – senza il consenso del titolare del diritto.

Un fenomeno che coinvolge direttamente una platea stimata di almeno 12.000 professionisti tra attori, doppiatori, speaker, cantanti, animatori, conduttori radiotelevisivi, DJ, giornalisti e podcaster, con esclusione dei produttori amatoriali.

Tutela legale esclusiva contro gli abusi

In qualità di mandataria esclusiva dei propri iscritti, la SITV opera primariamente sul piano della tutela giuridica, attraverso un accordo esclusivo con la tech law firm MCL Avvocati Associati, specializzata in diritto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.

L’intervento di tutela legale può essere attivato nei casi di clonazione totale o parziale della voce; utilizzo non autorizzato della voce; sfruttamento economico in assenza di pattuizioni; utilizzo ingannevole o idoneo a generare confusione presso il pubblico.

Le iniziative di garanzia potranno essere promosse su impulso del titolare del diritto – che segnalerà l’abuso tramite un apposito form online nell’area riservata del sito SITV.info, supportando la richiesta con i necessari riscontri – oppure direttamente dalla SITV in caso di tutela di interessi diffusi, agendo nell’interesse collettivo degli assistiti.

Un quadro normativo senza “soglie di tolleranza”

Sul piano giuridico, ad oggi non esiste – né in Italia né nell’Unione Europea – alcuna percentuale di modifica che renda lecita la clonazione o l’imitazione della voce in assenza di autorizzazione. Il diritto non si fonda su soglie numeriche, bensì su criteri quali la riconoscibilità del soggetto, l’eventuale inganno o agganciamento parassitario e la tutela dei diritti coinvolti: copyright e diritti connessi, dati personali e biometrici, concorrenza sleale, obblighi di trasparenza in materia di intelligenza artificiale”, avverte Stefano Cionini, avvocato, partner e cofounder di MCL Avvocati Associati.

La SITV si propone, dunque, come presidio tecnico-giuridico in un ambito dove la tecnologia evolve più rapidamente delle prassi contrattuali e delle consapevolezze di mercato.

Negoziazione con player I.A. e piattaforme di sintesi vocale

Oltre alla tutela contro gli abusi, la Società Italiana per la Tutela della Voce svolge un’attività proattiva di negoziazione con player della sintesi vocale e le tech-farm di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di definire accordi leciti, trasparenti e remunerativi per lo sfruttamento dei diritti vocali dei propri mandanti.

La nostra mission non è certamente quella di ostacolare l’innovazione, quanto di governarla, garantendo che l’utilizzo delle voci professionali avvenga su base contrattuale, con adeguata valorizzazione economica e pieno controllo da parte del titolare”, osserva Alessio Negretti, giurista e ceo della SITV.

Rappresentanza istituzionale e sensibilizzazione normativa

Un secondo livello di intervento riguarda la rappresentanza degli interessi della categoria nei confronti dei decisori pubblici.

La SITV intende avviare un dialogo strutturato con le istituzioni nazionali ed europee per favorire l’adozione di un quadro normativo, oggi ancora carente, che assicuri la piena tutela degli operatori della voce, regolando in modo stringente la clonazione e lo sfruttamento delle voci umane e prevenendone ogni utilizzo illecito o non consensuale. “In un contesto regolatorio in evoluzione, la SITV si propone come interlocutore qualificato per la costruzione di un quadro normativo equilibrato tra tutela dei diritti della personalità e sviluppo tecnologico”, rimarca Massimo Lualdi, avvocato di Consultmedia, partner per le attività di lobbying e strategia di SITV.

Avatar vocali sotto controllo del titolare

Il terzo stadio di azione riguarda il processo volontario di clonazione della voce da parte dell’operatore professionale stesso, finalizzato alla creazione di avatar vocali sotto il proprio esclusivo controllo.

Tale percorso sarà regolato da protocolli condivisi, trasparenti e verificabili, con l’obiettivo di consentire ai professionisti di sfruttare in modo consapevole e contrattualizzato le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, mantenendo il pieno governo del proprio patrimonio identitario e reputazionale”, avverte Massimo Rinaldi, ingegnere di Com-Nect, partner tecnologico della SITV.

Modalità di accesso al servizio

L’iscrizione a SITV avviene col versamento di una quota annuale di 100 euro + IVA, che include l’accesso ai servizi e l’invio di circolari informative su evoluzioni normative e giurisprudenziali ed un corrispettivo parametrato in percentuale sugli introiti derivanti da negoziazioni preventive, transazioni stragiudiziali e provvedimenti giudiziari favorevoli.

Un nuovo equilibrio tra identità e tecnologia

Con la nascita della Società Italiana per la Tutela della Voce, il mercato italiano delle professioni vocali si dota di un soggetto strutturato capace di coniugare tutela legale, negoziazione industriale e rappresentanza istituzionale. In un’epoca in cui la voce – elemento identitario per eccellenza – può essere replicata digitalmente con crescente facilità, la SITV si propone come strumento di protezione e valorizzazione per migliaia di professionisti che vivono della propria riconoscibilità vocale”, evidenzia Giovanni Madaro, economista di Media Progress, partner di SITV per le analisi di mercato.

(Comunicato stampa)

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Al via la campagna #RadioInAuto per difendere l’ascolto in mobilità

Venerdì 13 febbraio, ovvero durante la Giornata Mondiale della Radio, Confindustria Radio Televisioni ha lanciato la campagna di comunicazione #RadioInAuto, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione di pubblico, istituzioni e industria automobilistica sull’importanza di garantire la piena accessibilità della radio in tutti i modelli di auto.

La ricorrenza internazionale rappresenta ogni anno un momento di riflessione sul ruolo centrale che la radio continua a svolgere nella società: informare, intrattenere e accompagnare gli ascoltatori nei diversi momenti della vita quotidiana attraverso contenuti live di qualità e affidabili. Si tratta di un servizio gratuito e universale, caratterizzato dall’ubiquità del segnale — elemento cruciale anche nelle situazioni di crisi ed emergenza — e riconosciuto come servizio di interesse generale in quanto ambiente editoriale sicuro e regolato. Da oltre un secolo, infatti, la radio mantiene un rapporto unico e fiduciario con il proprio pubblico.

I numeri italiani confermano la forza del mezzo: ogni giorno sono 35 milioni le persone che ascoltano la radio, di cui 26 milioni in automobile, a testimonianza di come l’auto resti uno degli ambienti di fruizione privilegiati.

Proprio in questo contesto nasce la campagna #RadioInAuto, pensata per sensibilizzare sull’esigenza di preservare la presenza della radio — analogica e digitale — nei nuovi modelli di autoveicoli. L’obiettivo è chiaro: mantenere la radio facilmente individuabile, immediatamente accessibile e fruibile con un solo click, evitando che venga nascosta in menu complessi o penalizzata da soluzioni basate esclusivamente sulla connessione IP.

Secondo Confindustria Radio Televisioni, l’evoluzione dei sistemi di infotainment verso ecosistemi chiusi e totalmente IP-based rischia infatti di compromettere l’accessibilità del mezzo radiofonico, mettendo a rischio sia la sostenibilità del settore sia il contatto con il pubblico in mobilità.

La campagna crossmediale ruota attorno a uno spot radiofonico da 30 secondi, pensato per valorizzare il legame duraturo tra ascoltatori e radio in auto. Lo spot è in onda a partire dal 13 febbraio sulle emittenti associate a CRTV, dando il via a un’azione di sensibilizzazione che punta a coinvolgere l’intero ecosistema della mobilità e dei media.

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