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I giovani si allontanano dalla radio? La riflessione pubblicata su Rockol

Perchè i giovani spengono la radio?

È la domanda che si pone Umberto Labozzetta in un articolo pubblicato su Rockol, frutto di un mese di ascolti delle emittenti italiane, dai grandi network alle radio locali.

Tra i principali fattori critici emergono la rigidità dei palinsesti, la ripetitività delle rotazioni musicali e un linguaggio spesso distante dalle abitudini della Generazione Z, cresciuta con piattaforme come Spotify e TikTok e abituata a contenuti personalizzati e on demand.

Secondo Labozzetta, mentre le grandi emittenti investono nelle principali piazze del mercato italiano, resta aperta la sfida di riconquistare il pubblico più giovane. Un’opportunità arriva dalle radio locali, grazie al rapporto con il territorio, e dalle emittenti verticali e native digitali, capaci di costruire comunità attorno a generi musicali e identità editoriali specifiche.

A complicare il quadro è anche la difficoltà di misurare in modo completo gli ascolti digitali, che rischiano così di rimanere ai margini delle valutazioni del settore.

La conclusione è un invito a ripensare il modello radiofonico: il digitale non può essere soltanto una replica dell’FM, ma deve diventare uno spazio di sperimentazione, con nuovi linguaggi, maggiore personalità editoriale e contenuti capaci di offrire ai giovani motivi concreti per scegliere la radio.

Ulteriori dettagli su Rockol.it.

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R101 anticipa il Natale: è già attiva la webradio R101 Christmas

A R101 è già Natale.

L’emittente ha infatti anticipato le Festività con il lancio di R101 Christmas, la webradio interamente dedicata alla musica natalizia, già attiva e destinata a rimanere online fino al 7 gennaio 2027.

L’annuncio del progetto è arrivato lunedì 5 ottobre nel corso di “La Banda di R101”, il morning show dell’emittente. Una scelta che porta l’atmosfera delle Feste con largo anticipo rispetto al calendario, attraverso un canale tematico pensato per accompagnare gli ascoltatori con le canzoni che hanno segnato il Natale di diverse generazioni.

Su R101 Christmas trovano spazio, in rotazione continua, i grandi successi natalizi di tutti i tempi, in una programmazione interamente dedicata alle canzoni che ogni anno tornano a caratterizzare il periodo delle feste.

Con questa iniziativa, R101 anticipa dunque il Natale puntando su una webradio tematica che affianca la programmazione tradizionale dell’emittente e consente agli ascoltatori di entrare nell’atmosfera natalizia già dalle prime settimane di ottobre.

L’emittente è online all’indirizzo www.r101.it/web-radio/r101-christmas.

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Radio Alfa sul podio social: è la radio cattolica locale più seguita in Lombardia

Radio Alfa taglia un traguardo storico e si posiziona come la realtà radiofonica locale d’ispirazione cattolica (legata a diocesi o parrocchie) più seguita in assoluto sui social in tutta la Lombardia.

I numeri certificano una crescita straordinaria che va ben oltre i confini provinciali: con oltre 22.500 follower su Facebook, 3.750 su Instagram e l’incredibile cifra di oltre 7 milioni di visualizzazioni mensili, l’emittente si conferma non solo leader assoluta nel territorio mantovano, ma anche come un punto di riferimento informativo e di intrattenimento sempre più riconosciuto e autorevole nell’intera Lombardia orientale.

La formula vincente di Radio Alfa risiede nella sua capacità di far coesistere anime diverse: un palinsesto musicale dinamico – che unisce i grandi successi di oggi ai grandi classici del passato –, un’informazione puntuale e un ricco ventaglio di rubriche autoprodotte, senza mai smarrire la propria identità e la propria vocazione ai valori della pastorale cristiana.

Grande la soddisfazione espressa dal Direttore Editoriale, Daniele Guidetti: «Questo storico risultato della nostra emittente evidenzia come la radio sia concretamente al servizio della comunità. Il nostro lavoro si muove nel solco del passato e della nostra forte tradizione territoriale, ma con una costante e decisa attenzione verso il futuro, l’innovazione e i nuovi linguaggi della comunicazione. Questo primato digitale dimostra che l’informazione di prossimità e i valori di cui siamo portatori sanno parlare alle persone anche attraverso le moderne piattaforme social.»

Con questo primato, Radio Alfa dimostra come una storica emittente locale possa trasformarsi in una moderna piattaforma crossmediale, capace di unire le persone, valorizzare il territorio e creare una community unita, attiva e in continua espansione.

(Comunicato stampa)

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Radio e minoranze linguistiche, confronto europeo in Alto Adige

Il futuro dell’informazione nelle comunità linguistiche minoritarie, l’accessibilità dei contenuti oltre i confini nazionali e l’indipendenza giornalistica.

Sono questi alcuni dei temi al centro dell’incontro tra il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e i rappresentanti di alcune emittenti europee rivolte alle minoranze di lingua tedesca, come riferisce il quotidiano Alto Adige.

L’appuntamento si è svolto in occasione del periodico peer-review tra emittenti, ospitato quest’anno in Alto Adige. Al confronto hanno partecipato Rai Bolzano/Südtirol/Ladinia, 100komma7 del Lussemburgo, la svizzera Rtr e la radio belga Brf. L’iniziativa offre alle diverse realtà l’opportunità di condividere esperienze e affrontare le principali sfide legate alla produzione e alla diffusione di contenuti destinati a comunità linguistiche numericamente ridotte.

Tra le questioni affrontate figura il geoblocking, il sistema che può limitare la fruizione di contenuti audiovisivi online in base al Paese dal quale si effettua l’accesso. Un ostacolo particolarmente rilevante per le minoranze linguistiche, che hanno interesse a poter seguire programmi, notizie e approfondimenti nella propria lingua anche al di fuori dei confini nazionali.

«In questo ambito occorre intervenire a livello europeo», ha dichiarato Kompatscher, richiamando l’attenzione sulla necessità di favorire una maggiore accessibilità dei contenuti destinati alle comunità linguistiche minoritarie.

Il confronto ha riguardato anche l’indipendenza dell’informazione e il rapporto tra media e politica, aspetti particolarmente delicati nei territori di dimensioni ridotte, dove il sistema informativo opera spesso in contesti sociali e istituzionali molto vicini.

«Il sostegno ai media è anche uno strumento per promuovere le lingue minoritarie», ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Bolzano. Le emittenti che trasmettono in queste lingue svolgono infatti una funzione che va oltre la semplice diffusione di notizie: contribuiscono a mantenere vive le identità linguistiche e culturali, favorendo la partecipazione alla vita pubblica e l’accesso all’informazione.

Il confronto tra le emittenti europee ha così riportato al centro il ruolo del servizio radiotelevisivo nella tutela del pluralismo, evidenziando come accessibilità digitale, autonomia editoriale e salvaguardia delle lingue minoritarie rappresentino questioni strettamente connesse, destinate ad assumere un peso crescente nel panorama dei media europei.

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Informazione locale, radio e digitale: la riscossa della prossimità

L’informazione locale torna a guadagnare spazio nel panorama dei media, mentre radio, podcast, televisione e piattaforme digitali si avvicinano sempre più in un ecosistema nel quale il rapporto con il territorio può rappresentare un elemento distintivo.

È il tema al centro dell’ultimo articolo di Umberto Labozzetta per Rockol, dedicato all’evoluzione dell’informazione e dell’intrattenimento locale nel 2026.

L’analisi parte da una tendenza ormai evidente: in un mercato dominato dalle grandi piattaforme globali e da contenuti sempre più filtrati dagli algoritmi, cresce la domanda di informazioni legate alle comunità, ai territori e alla dimensione locale.

Un fenomeno che coinvolge anche l’audio. Secondo i dati NielsenIQ per Audible, nel 2026 sono 18,5 milioni gli italiani che hanno ascoltato podcast, con una crescita del 3% rispetto al 2025. Radio e podcast risultano inoltre sempre più integrati, tra contenuti on demand, catch-up e nuovi formati digitali. In questo scenario, sottolinea l’articolo, autorevolezza e affidabilità dell’informazione diventano elementi centrali anche nel contrasto alla disinformazione.

A confermare la forza della radiofonia locale sono i dati Audiradio, con numeri che evidenziano come il radicamento territoriale continui a rappresentare un importante punto di forza.

Sul fronte editoriale, Labozzetta analizza anche il caso di NEM – Nord Est Multimedia, realtà che sta costruendo un modello integrato tra stampa, televisione, web ed eventi. L’acquisizione di Telefriuli viene indicata come un ulteriore passo verso un sistema nel quale i confini tra i diversi mezzi di comunicazione diventano sempre più sottili.

L’ultima parte dell’analisi è dedicata alle sfide poste dall’Intelligenza Artificiale, dal diritto d’autore e dalla sostenibilità dell’informazione, con riferimento anche al convegno “Articolo 21: il diritto di sapere”, organizzato da Confindustria Radio Televisioni, AIE e FIEG e in programma a Roma il 21 ottobre.

Il quadro che emerge è quello di un sistema nel quale il futuro dell’informazione locale non passa necessariamente dalla contrapposizione con i grandi media, ma dalla capacità di integrare territorio e innovazione: radio, podcast, stampa, televisione, streaming e social possono diventare parti di un unico ecosistema, mantenendo come elemento distintivo la conoscenza delle comunità e delle realtà locali.

Il pezzo integrale è disponibile cliccando QUI.

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Radio in auto, l’appello per FM e DAB+ arriva anche ai governi europei

La radio in auto diventa sempre più una questione europea.

A sottolinearlo è Confindustria Radio Televisioni, che nella propria newsletter fa il punto sul confronto in corso in vista del Digital Networks Act (DNA), la proposta della Commissione europea del 21 gennaio 2026 destinata a sostituire l’attuale Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (EECC).

Il tema riguarda la presenza e l’accessibilità della radio FM e DAB+ sui nuovi veicoli. Emittenti, associazioni di settore e, sempre più, anche governi nazionali chiedono che i nuovi veicoli siano dotati di ricevitori per la radio terrestre, con accesso gratuito, immediato e senza la necessità di passare attraverso piattaforme o intermediari digitali.

Secondo quanto ricostruito da CRTV, il problema nasce da una lacuna dell’attuale normativa europea. L’Allegato XI dell’EECC prevede infatti che l’autoradio installata sulle nuove autovetture sia in grado di ricevere anche la radio digitale terrestre, ma non stabilisce espressamente l’obbligo di installare il ricevitore. Una situazione che, secondo il settore, potrebbe favorire soluzioni basate esclusivamente sulla connettività e sulle piattaforme di streaming.

Francia, appello comune del mondo della radio

In Francia il 21 settembre Radio France, Alliance de la Radio e Les Locales hanno sottoscritto un appello rivolto al Governo per garantire la presenza di ricevitori FM e DAB+ su tutti i nuovi veicoli, compresi quelli commerciali.

Le organizzazioni chiedono inoltre che la radio sia immediatamente accessibile attraverso un tasto fisico dedicato oppure direttamente dalla schermata iniziale del sistema multimediale. La posizione è sostenuta anche da Arcom, dal Segretariato generale per la difesa e la sicurezza nazionale e dal Ministero della Cultura.

Tra le motivazioni viene indicata anche la funzione della radio in situazioni di emergenza. La trasmissione terrestre, infatti, può continuare a garantire l’accesso all’informazione anche in presenza di problemi alle reti mobili o alle infrastrutture di comunicazione.

Il Belgio porta la questione al tavolo europeo

Una posizione analoga è stata assunta dal Belgio. I ministri competenti delle tre Comunità linguistiche hanno sottoscritto il 22 luglio una posizione comune a sostegno dell’accesso diretto alla radio in automobile, senza app, abbonamenti o consumo di traffico dati.

Il Belgio intende portare la questione direttamente nel negoziato europeo sul Digital Networks Act, mentre l’Italia ha scelto di intervenire anche attraverso una normativa nazionale.

EBU, AER e WorldDAB chiedono garanzie

Il tema è sostenuto anche dalle principali associazioni europee del settore. L’EBU, nella propria posizione sul Digital Networks Act, chiede che la radio terrestre, sia analogica sia digitale, rimanga direttamente accessibile all’interno delle automobili, senza intermediari in grado di condizionare l’accesso ai contenuti.

L’AER – Association of European Radios, di cui è membro anche CRTV, sollecita ricevitori radio su tutte le categorie di veicoli e un accesso che rimanga gratuito. WorldDAB e Broadcast Networks Europe hanno inoltre chiesto un quadro normativo europeo destinato a garantire la presenza della radio nei veicoli anche nel futuro.

Il confronto è arrivato anche al Parlamento europeo, dove a settembre si è svolto un incontro dedicato proprio al ruolo della radio nel Digital Networks Act.

Dagli Stati Uniti un precedente sulla radio AM

La questione dell’accesso alla radio in automobile non riguarda soltanto l’Europa. Negli Stati Uniti, il 16 settembre, la Camera dei Rappresentanti ha approvato l’AM Radio for Every Vehicle Act, che prevede il mantenimento della radio AM sui nuovi veicoli, compresi quelli elettrici, senza costi aggiuntivi per gli acquirenti.

Il provvedimento dovrà ora passare al Senato. Alla base della norma viene indicata anche la funzione della radio AM come infrastruttura di comunicazione nelle emergenze e nel sistema di allerta pubblico.

L’Italia ha anticipato il percorso

Nel quadro europeo, l’Italia viene indicata da Confindustria Radio Televisioni come uno dei Paesi che hanno anticipato il percorso. Nel recepimento dell’EECC, infatti, il nostro Paese ha esteso gli obblighi a tutti i veicoli, compresi quelli commerciali, prevedendo la ricezione sia FM sia DAB+.

CRTV aveva inoltre promosso nel febbraio 2026 la campagna #RadioInAuto, affiancando successivamente il MIMIT nella procedura di notifica TRIS. Nel maggio 2026, dopo le interlocuzioni con la Commissione europea, è arrivato il nulla osta comunitario alla norma nazionale destinata a rendere obbligatoria la presenza dei ricevitori FM e DAB+ sugli autoveicoli.

Il percorso italiano dovrà ora essere completato con l’adozione definitiva della normativa nazionale. Parallelamente, il settore punta a trasferire il principio nel nuovo Digital Networks Act, così da arrivare a una disciplina comune a livello europeo.

Al centro del confronto, osserva CRTV nella newsletter, ci sono diversi aspetti: la resilienza delle reti broadcast nelle situazioni di emergenza, la gratuità e l’accesso universale alla radio, il rischio di un controllo dell’accesso ai contenuti da parte dei grandi ecosistemi digitali, il pluralismo, l’informazione locale e la privacy degli ascoltatori.

La presenza della radio FM e DAB+ sulle automobili si configura quindi sempre più come una questione che supera gli interessi del solo comparto radiofonico, intrecciandosi con i temi della sicurezza delle comunicazioni, dell’accesso all’informazione e della tutela del servizio radiofonico terrestre.

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EarOne introduce nuove regole per i brani realizzati con l’intelligenza artificiale

EarOne introduce una nuova policy sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nella musica.

A partire dal 25 settembre 2026, le registrazioni nelle quali l’IA abbia prodotto la totalità o la parte principale degli elementi creativi non saranno considerate eleggibili per le classifiche airplay EarOne, pur continuando a essere regolarmente monitorate.

La nuova EarOne AIrplay Policy distingue in particolare tra contenuti AI-Assisted, nei quali l’intelligenza artificiale viene utilizzata come supporto al processo creativo, e AI-Generated, dove invece l’IA produce la parte principale degli elementi creativi della registrazione.

La distinzione sarà resa più evidente anche attraverso la piattaforma Mediasender, utilizzata per la distribuzione dei contenuti alle radio. Le informazioni sull’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale saranno riportate nelle schede dei brani e nelle cartoline digitali, così da fornire agli operatori radiofonici un’indicazione immediata sulla natura della registrazione.

EarOne annuncia inoltre l’introduzione di strumenti tecnologici per verificare le dichiarazioni ricevute. A questo scopo verrà utilizzato AI Music Detector, sviluppato da IRCAM Amplify, realtà internazionale attiva nella ricerca sulla musica, sul suono e sulle nuove tecnologie.

Nel caso in cui un contenuto non dichiari l’utilizzo dell’IA, oppure emergano differenze tra la dichiarazione e i risultati dell’analisi, EarOne potrà chiedere chiarimenti a chi ha distribuito la registrazione e procedere con ulteriori verifiche. Se verrà confermato che il brano è AI-Generated, la registrazione sarà esclusa dalle classifiche airplay.

La nuova policy, tuttavia, non significa che EarOne smetterà di rilevare i passaggi radiofonici dei brani realizzati con l’intelligenza artificiale. Anche le registrazioni AI-Generated continueranno infatti a essere monitorate. La differenza riguarda esclusivamente la loro possibilità di concorrere alle classifiche e il relativo punteggio.

Una particolare attenzione sarà riservata anche ai brani disponibili in più versioni. In questi casi, l’eleggibilità verrà valutata per la singola registrazione: ai fini della classifica saranno quindi conteggiati soltanto i passaggi e i punteggi delle versioni considerate eleggibili.

EarOne sottolinea infine che la EarOne AIrplay Policy sarà aggiornata nel tempo, seguendo l’evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale e delle pratiche che si affermeranno nell’industria musicale.

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DAB+: Aeranti-Corallo chiede altri 5 anni di esenzione da diritti amministrativi e contributi per gli operatori di rete

Aeranti-Corallo ha chiesto al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, la proroga per ulteriori cinque anni, nell’ambito della legge di bilancio 2027, dell’esenzione dal pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi per l’utilizzo dello spettro radio dovuti dagli operatori di rete DAB+.

L’attuale esenzione, prevista dall’articolo 50 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, era stata introdotta per accompagnare la fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche digitali via etere terrestre.

Tale fase non può, tuttavia, ancora considerarsi conclusa in quanto nessuno dei due criteri previsti dalla delibera Agcom n. 664/09/CONS recante il Regolamento in materia (relativi alla copertura delle reti e alla diffusione dei ricevitori DAB+), ai fini del completamento della fase di avvio dei mercati, risulta ad oggi soddisfatto.

In questo contesto, l’introduzione di nuovi oneri amministrativi e contributivi rischierebbe di appesantire significativamente un processo che richiede ancora importanti investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture.

Al riguardo l’Avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo ha dichiarato: 
“Aeranti-Corallo ha chiesto di prorogare l’esenzione per ulteriori cinque anni del pagamento dei contributi per l’utilizzo dello spettro radio e dei diritti amministrativi, così da completare il percorso di diffusione del DAB+ e consentire agli operatori di destinare le proprie risorse allo sviluppo delle reti e alla qualità del servizio”.

“Si tratta – ha proseguito Rossignoli – di un intervento necessario per non gravare di ulteriori costi gli operatori di rete in una fase complessa ancora caratterizzata da importanti investimenti infrastrutturali e dall’esigenza di un consolidamento del mercato radiofonico digitale”.

(Comunicato stampa)

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Nasce Boy George FM: “Ho creato la mia stazione radio”, dichiara la pop star

Boy George lancia una sua radio.

Lunedì 21 settembre il cantante, DJ e frontman dei Culture Club ha annunciato sui social la nascita di Boy George FM, disponibile in streaming.

Nel post pubblicato su X, Boy George ha raccontato con ironia gli “early days” della nuova esperienza, spiegando di avere al momento appena quattro ascoltatori, «ma uno di loro è un familiare a New York». Nel messaggio ha inoltre salutato una delle ascoltatrici, invitando il pubblico a sintonizzarsi e a «spargere la voce».

La radio, che utilizza la piattaforma Radio.co per la gestione dello streaming, risulta attualmente raggiungibile attraverso un apposito flusso audio.

Boy George, nome d’arte di George Alan O’Dowd, affianca così alla propria attività musicale e di DJ una nuova esperienza direttamente nel settore radiofonico. Il progetto è evidentemente ancora nelle sue fasi iniziali, come sottolineato dallo stesso artista, che nel suo post parla di una radio appena avviata.

Boy George FM è ascoltabile in streaming a questo indirizzo: https://streams.radio.co/listen.m3u

(Si ringrazia Marco H. Barsotti per la segnalazione)

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La Radiotelevisione Svizzera vende Swiss Pop, Swiss Classic e Swiss Jazz

La SRG SSR ha annunciato che cederà le sue tre radio tematiche digitali.

Radio Swiss Pop passerà al gruppo Tamedia a partire da gennaio 2027, mentre Digris AG rileverà Radio Swiss Classic e Radio Swiss Jazz dal luglio dello stesso anno. Lo ha confermato giovedì mattina la Radiotelevisione svizzera, precisando che gli importi delle transazioni non sono stati resi noti.

La vendita rientra nel più ampio programma di trasformazione della SRG SSR, chiamata a realizzare risparmi per complessivi 270 milioni di franchi entro il 2029. L’operazione era già prevista nell’ambito del piano di riorganizzazione dell’azienda radiotelevisiva pubblica svizzera.

I nuovi proprietari si sono impegnati a mantenere per almeno due anni l’attuale orientamento musicale e contenutistico delle tre emittenti. Per gli ascoltatori, quindi, il passaggio di proprietà non dovrebbe tradursi nell’immediato in un cambiamento della linea editoriale e musicale.

Radio Swiss Pop, Radio Swiss Classic e Radio Swiss Jazz sono nate nel 1998 all’interno del gruppo Swiss Satellite Radio, considerato un pioniere della radio digitale e della diffusione via cavo e satellite in Svizzera. Le tre emittenti sono state concepite come canali musicali tematici caratterizzati da una programmazione continua, senza pubblicità e senza presentatori.

Con la cessione, la SRG SSR conclude quindi una parte significativa del percorso di razionalizzazione delle proprie attività radiofoniche, mentre le tre reti tematiche proseguiranno la loro attività sotto nuovi editori.

(Si ringrazia Andrea Lombardo per la segnalazione)

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Oltre 80 radio d’epoca in mostra: Civitanova del Sannio celebra “La Voce del Novecento”

Un viaggio nella storia della radio e della comunicazione, attraverso apparecchi originali che hanno accompagnato il Novecento.

Lunedì 24 agosto, alle ore 18, presso Il Terrapieno di Civitanova del Sannio, in provincia di Isernia, sarà inaugurata “La Voce del Novecento”, collezione privata del professor Giuseppe Cardarelli.

L’esposizione riunisce oltre 80 radio a valvole originali e ancora perfettamente funzionanti, prodotte tra il 1933 e il 1965. Una raccolta che va oltre il semplice valore collezionistico e che ripercorre più di trent’anni di evoluzione tecnologica e di storia della comunicazione.

Al centro dell’iniziativa c’è anche la figura di Giuseppe Cardarelli, per decenni punto di riferimento nel settore radiotecnico a Civitanova del Sannio. Le sue competenze sono state spesso messe gratuitamente a disposizione della comunità e il suo legame con la tecnologia lo ha visto protagonista di alcuni momenti significativi per il paese, dall’accensione della prima televisione alle proiezioni cinematografiche organizzate in piazza.

L’inaugurazione sarà aperta dai saluti del sindaco di Civitanova del Sannio, Roberta Ciampittiello, e del consigliere regionale delegato al Turismo e alla Cultura, Fabio Cofelice.

Seguirà una conversazione pubblica dedicata alla radio e alla trasformazione dei sistemi di comunicazione, con un approfondimento sulla figura di Cardarelli. Interverranno Bruno Cutruzzulà, geologo e suo coetaneo, e Giacinto Petitti, ingegnere elettronico ed esperto di comunicazioni.

Al termine dell’incontro il pubblico potrà visitare la collezione e assistere alle dimostrazioni di alcuni degli apparecchi esposti, tutti ancora funzionanti. Un’occasione per riscoprire, attraverso suoni, tecnologia e memoria, un’epoca in cui la radio rappresentava uno dei principali strumenti di informazione e intrattenimento e un vero punto di riferimento nella vita quotidiana delle famiglie.

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Negli USA si celebra il National Radio Day: così iniziò la storia della radio commerciale

Il 20 agosto è una data speciale per la storia della radio.

Negli Stati Uniti si celebra infatti il National Radio Day, una ricorrenza dedicata a uno dei mezzi di comunicazione che, nonostante l’evoluzione tecnologica e l’avvento delle piattaforme digitali, continua a mantenere un ruolo centrale nella vita quotidiana di milioni di ascoltatori.

La scelta della data è legata al 20 agosto 1920, quando la stazione 8MK di Detroit, oggi conosciuta come WWJ, effettuò una delle prime trasmissioni radiofoniche commerciali e con una programmazione regolare negli Stati Uniti.

L’emittente, nata come Detroit News Radiophone, era di proprietà dell’editore del The Detroit News, William E. Scripps, e rappresentò una delle esperienze pionieristiche di quella che sarebbe diventata, negli anni successivi, la moderna radiodiffusione.

All’epoca il modello economico della radio era ancora molto diverso da quello che conosciamo oggi. Le emittenti non erano necessariamente sostenute dalla pubblicità: spesso appartenevano a editori o a negozi e aziende interessate a promuovere gli apparecchi radiofonici e a favorirne la diffusione nelle case degli americani.

La nascita di 8MK si inserisce quindi in un periodo di grande fermento, nel quale la radio stava progressivamente passando dall’essere una tecnologia sperimentale a diventare un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa.

Da Detroit, un secolo fa, iniziava così un percorso che avrebbe trasformato per sempre il modo di informarsi, ascoltare musica, seguire gli avvenimenti e sentirsi parte di una comunità. Un’eredità che il National Radio Day, celebrato ogni 20 agosto, continua ancora oggi a ricordare.

In un’epoca dominata da streaming, podcast, social network e contenuti on demand, la radio conserva infatti una caratteristica che l’ha accompagnata fin dalle sue origini: la capacità di essere immediata, gratuita, vicina alle persone e presente in ogni momento della giornata. Una storia lunga oltre cento anni che, anche grazie alle nuove tecnologie, è tutt’altro che conclusa.

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