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Il 18 aprile è la Giornata Mondiale del Radioamatore

Il 18 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Radioamatore, ricorrenza che affonda le sue radici nel 1925, quando a Parigi nacque l’International Amateur Radio Union (IARU) durante il primo meeting globale dedicato agli appassionati delle comunicazioni via radio.

L’Italia si unì al movimento due anni più tardi con la fondazione dell’Associazione Radioamatori Italiani (ARI), istituita nel 1927 da Ernesto Montù. Figura simbolo del settore fu Guglielmo Marconi, pioniere delle telecomunicazioni, che ricoprì il ruolo di presidente onorario fino alla sua scomparsa.

Il valore dei radioamatori non è soltanto storico o tecnologico, ma anche sociale. Già nel 1913, negli Stati Uniti, durante una grave alluvione nel Midwest, furono proprio le comunicazioni radio amatoriali a permettere di informare tempestivamente le autorità sull’emergenza in corso, dimostrando l’importanza di una rete indipendente e resiliente.

Oggi, nonostante l’evoluzione delle tecnologie digitali e la diffusione capillare dei sistemi di comunicazione, il mondo dei radioamatori continua a essere attivo e diffuso: si stima che siano circa 2 milioni a livello globale, di cui circa 35.000 in Italia. Un patrimonio di competenze e passione che continua a rappresentare una risorsa preziosa, soprattutto nelle situazioni di emergenza e protezione civile.

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Deejayradio

Radio Deejay torna online su Instagram

A distanza di quasi 48 ore dalla sua scomparsa social, Radio Deejay è tornata operativa su Instagram.

Il suo rientro nella piattaforma è salutato da un post ironico, che racconta – con tanto di video – l’atmosfera vissuta nelle ultime ore.

“Avremmo preferito presentarvi la redazione social di Radio Deejay in un momento meno critico” – riporta il post – “ma va bene lo stessoooo. Come mai siamo stati assenti?
Opzione 1) Ci hanno bloccato il profilo
Opzione 2) Ci siamo presi 48h di riposo
Opzione 3) Digei Angelo ci ha hackerato
Opzione 4) Qualcuno si è dimenticato la password
Vi siamo mancati?”.

Numerosissimi i commenti che potete leggere direttamente dal reel che trovate in coda.

 

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(Si ringrazia Ivan Gasperi per la collaborazione)

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Puntozero

Attacco hacker a Radio Punto Zero: la risposta del mondo radiofonico riporta subito l’emittente in onda

Un attacco informatico improvviso e devastante ha colpito nella mattinata di domenica Radio Punto Zero, mandando fuori uso sistemi e archivi costruiti in oltre cinquant’anni di attività.

Una situazione critica che ha interrotto bruscamente le trasmissioni, lasciando l’emittente senza una soluzione tecnica immediata per ripartire.

Il blackout avrebbe potuto trasformarsi in uno stop prolungato, con pesanti conseguenze per una realtà storica della radiofonia locale. Invece, l’episodio ha fatto emergere uno degli aspetti più solidi e identitari del settore: la capacità di fare rete nei momenti di difficoltà.

Determinante è stato l’intervento di GRS Radio, che ha offerto supporto operativo concreto all’emittente colpita. In poche ore è stata allestita una regia di emergenza, permettendo a Radio Punto Zero di tornare rapidamente in onda e ristabilire il contatto con il proprio pubblico.

A coordinare le operazioni è stato il direttore artistico Peppe Alaia, insieme al team tecnico, che ha lavorato alla realizzazione di una “regia volante” efficiente e funzionale. Un intervento rapido e risolutivo, capace di trasformare una crisi in una prova di grande professionalità.

La vicenda, oltre l’aspetto tecnico, assume così un valore simbolico: in un contesto dominato dalla competizione e dalla trasformazione digitale, la collaborazione tra emittenti si conferma un pilastro fondamentale.

Un esempio concreto di solidarietà, passione e spirito di squadra che continua a rappresentare l’anima più autentica della radio.

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La radio nell’era digitale tra tecnologia e centralità umana

Umberto Labozzetta – attualmente consulente alla direzione per Rai Radio2 – ha avviato una collaborazione con Rockol, facendo emergere come la radio stia vivendo una profonda trasformazione: da oggetto tradizionale a flusso digitale distribuito tra auto connesse, smart speaker e piattaforme on demand.

Nonostante l’evoluzione tecnologica, riporta Labozzetta, il mezzo mantiene una forte penetrazione – con l’86% della popolazione che lo utilizza settimanalmente – ma cambia radicalmente il modo di fruizione. Al centro del dibattito internazionale, da Milano a Riga, si colloca la sfida tra diffusione digitale terrestre (DAB+) e distribuzione via IP, insieme al tema cruciale della “prominence” nei cruscotti delle auto, dove la radio rischia di essere relegata a semplice applicazione.

Un altro nodo chiave riguarda l’intelligenza artificiale, vista non come sostituto ma come supporto: uno strumento utile per ottimizzare processi e dati, ma incapace di replicare il valore umano dei conduttori, considerato sempre più distintivo in un panorama dominato dagli algoritmi.

Fondamentale anche l’evoluzione dei linguaggi per intercettare le nuove generazioni, che fruiscono contenuti in modo ibrido tra diretta, social e podcast. In questo scenario, la radio diventa un ecosistema multipiattaforma, fatto di contenuti brevi, modulari e condivisibili.

Infine, cresce l’importanza del sonic branding, elemento chiave per mantenere riconoscibilità in un contesto sempre più “screenless”. La conclusione è netta: il futuro della radio non dipende dalla tecnologia, ma dalla capacità di preservare una relazione autentica con il pubblico, trasformando l’innovazione in un’estensione dell’esperienza umana.

L’articolo integrale è disponibile all’indirizzo musicbiz.rockol.it/news-758029/oltre-l-fm-la-radio-alla-sfida-del-dab-e-dell-ai.

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Sanremo, Radio Number One vola sui social: oltre 6,5 milioni di visualizzazioni in un mese

A poco più di un mese dalla fine del Festival di Sanremo 2026, Radio Number One tira le somme di un’edizione che si è rivelata da record sul fronte digitale.

L’emittente celebra infatti numeri mai raggiunti prima sui propri canali social, grazie a una copertura intensa e coinvolgente direttamente dal cuore della manifestazione.

Secondo quanto comunicato, i contenuti pubblicati durante il periodo sanremese hanno superato i 6,5 milioni di visualizzazioni in un solo mese, segnando un netto incremento rispetto ai circa 4 milioni registrati nel 2025. Un risultato che testimonia una crescita significativa dell’interesse del pubblico e una strategia editoriale capace di intercettare gusti e curiosità degli utenti.

Determinante è stata la presenza sul celebre truck di Corso Imperatrice, punto nevralgico dell’esperienza sanremese dell’emittente, da cui sono stati raccontati retroscena, emozioni e momenti esclusivi vissuti accanto agli artisti. Un racconto diretto che ha rafforzato il legame con gli ascoltatori, trasformandoli in una community sempre più attiva e partecipe.

Importanti anche i traguardi raggiunti sulle piattaforme: oltre 1.000 iscritti su YouTube e 10.000 follower su TikTok, segno di una crescita costante e trasversale. Tra i protagonisti più apprezzati dal pubblico spiccano nomi come Sal Da Vinci, Sayf, Bambole di pezza, Elettra Lamborghini, Ermal Meta e Michele Bravi, tra i più cliccati, commentati e condivisi.

Un successo costruito anche grazie al coinvolgimento diretto degli utenti, come sottolinea la stessa emittente, che attribuisce questi risultati al sostegno e all’affetto del pubblico.

Archiviata l’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto al futuro: Radio Number One dà appuntamento al Festival di Sanremo 2027, con l’obiettivo di confermare e superare i traguardi appena raggiunti. “Siamo già carichissimi”, fanno sapere, pronti a raccontare ancora una volta la musica italiana da protagonisti.

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Radio, la vera sfida è l’auto: attenzione tripla e nodo “prominence”

Aeranti-Corallo richiama l’attenzione – nell’ultimo numero del periodico TeleRadioFax – su un aspetto centrale per il futuro della radio: l’efficacia dell’ascolto in mobilità e la necessità di garantirne la “prominence”, in particolare all’interno delle automobili.

Il tema prende spunto da uno studio dell’istituto spagnolo IMOP Insights, che evidenzia una netta differenza tra ascolto domestico e ascolto in auto. Se in casa la radio è spesso un sottofondo – con un’attenzione reale limitata al 12,4% del tempo – nell’abitacolo si crea un ambiente immersivo in cui l’attenzione sale fino al 32,8%, risultando quasi tripla.

Questo rende l’auto il contesto più efficace per la fruizione radiofonica, anche dal punto di vista pubblicitario: gli spot non vengono percepiti come un’interruzione, ma come un elemento che aiuta a mantenere alta l’attenzione e a migliorare la memorizzazione dei messaggi.

Aeranti-Corallo sottolinea inoltre come in Italia l’ascolto della radio avvenga prevalentemente proprio in mobilità: su oltre 35 milioni di ascoltatori, più di 27 milioni seguono i programmi in auto (dato Audiradio 2025).

Da qui la conclusione: per broadcaster e operatori del settore diventa strategico valorizzare questo contesto, ottimizzando programmazione e pubblicità nei momenti di “drive time” e, soprattutto, garantendo un’adeguata visibilità e accessibilità della radio nei sistemi di bordo delle auto, sempre più dominati da piattaforme digitali.

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Anna Bisogno a Kiss Kiss: “Radio e TV sono ancora parte integrante della vita degli italiani”

Radio e televisione continuano a occupare un ruolo centrale nella vita quotidiana degli italiani, anche in un contesto profondamente trasformato dalla rivoluzione digitale.

È questa, in sintesi, la posizione espressa da Anna Bisogno, docente ed esperta di media, intervenuta nel corso di “Good Morning Kiss Kiss”, il programma mattutino condotto da Max Giannini e Max Vitale.

Secondo l’analisi della studiosa, i cosiddetti “media tradizionali” non sono affatto scomparsi, ma hanno saputo evolversi adattandosi ai nuovi linguaggi e alle nuove modalità di fruizione imposte da social network, piattaforme digitali e intelligenza artificiale. Radio e televisione, infatti, continuano a essere punti di riferimento per il pubblico, pur all’interno di un ecosistema sempre più complesso e interconnesso.

Nel suo intervento, Bisogno sottolinea come la televisione sia oggi diventata una “tv espansa”, capace di andare oltre il mezzo tradizionale e di dialogare costantemente con il digitale. Non si tratta più di un sistema chiuso, ma di un ambiente aperto, in cui contenuti e linguaggi si trasformano e si contaminano.

Un processo che coinvolge inevitabilmente anche la radio, considerata dalla docente uno dei media più dinamici. A differenza della televisione, infatti, la radio ha dimostrato una maggiore rapidità nell’adattarsi ai cambiamenti, riuscendo a integrare nuove forme di fruizione come lo streaming, i podcast e la cosiddetta radiovisione.

Alla domanda se radio e tv siano ancora centrali nella vita degli italiani, la risposta è netta: non solo continuano a esserlo, ma rappresentano ancora oggi “media fondativi”, capaci di costruire linguaggi, format e immaginari collettivi.

Ciò che è cambiato, piuttosto, è il modo in cui questi contenuti vengono consumati. Il digitale ha modificato tempi, abitudini e modalità di accesso, rendendo l’esperienza sempre più personalizzata e interattiva. I social network, in particolare, giocano un ruolo fondamentale: non si limitano a rilanciare i contenuti, ma li reinterpretano, li commentano e li trasformano, creando un dialogo continuo con i media tradizionali.

In questo scenario, eventi mediatici come il Festival di Sanremo diventano emblematici: nascono in televisione, si sviluppano sui social e ritornano in tv arricchiti dal contributo del pubblico, sempre più coinvolto e partecipe.

La fotografia che emerge è quella di un sistema in evoluzione, in cui radio e televisione non perdono rilevanza, ma cambiano forma. Più che competere con il digitale, lo integrano, ridefinendo il proprio ruolo all’interno di un ecosistema mediale sempre più fluido.

In definitiva, radio e tv non sono media del passato, ma strumenti ancora vivi, capaci di reinventarsi e di continuare a raccontare il presente.

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“Is Good For You” compie 13 anni e conquista il palinsesto di Telemontecarlo

Ha festeggiato lo scorso primo aprile i suoi primi 13 anni di attività.

“Is Good For You” – il progetto multimediale ideato da Matteo Sandri e che spesso ha collaborato in questi anni con FM-world – celebra un anniversario importante, con una nuova prestigiosa collaborazione.

Il canale televisivo e l’iniziativa ‘parallela’ “90 Is Good” – entrambi in onda in HbbTV su Fascino Tv (lcn 157) – sono entrati a far parte di una parte rilevante del palinsesto di TMC Telemontecarlo.

Il ritorno della rete – ora di proprietà dalla Di Stefano Legacy Trust LLC di Giovanni Di Stefano e presente in HbbTV su lcn 244 – ha strutturato un nuovo palinsesto che vede un rilevante presenza dei due format musicali.

“Is Good For You” è in onda dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.00, mentre “90 Is Good” viene proposto di notte dalle 23.00 fino alle 6.30 del mattino.

Grande soddisfazione da parte di Matteo Sandri che, nei giorni scorsi, festeggiava il compleanno del progetto, ricordandone la nascita come webradio e successivamente come radio FM, mentre nel 2016 ha preso il via il programma tv, diventato un canale televisivo musicale nel 2024.

“Non solo un brand” – ha riportato via social“ma un laboratorio nato per chi ha voluto dar vita a idee, creatività o per poter iniziare una carriera”.

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Radio Morcote International racconta dal vivo la missione in Messico: 469 interventi e un ponte tra Ticino e Cancún

Raccontare una missione umanitaria in tempo reale, direttamente dal luogo in cui accade.

È questa la scelta di Radio Morcote International, che ha seguito sul campo la spedizione della Swiss Foundation Against Blindness in Mexico a Cancún, conclusa ieri con il rientro della delegazione.

Per due settimane, l’emittente ha trasmesso in diretta dall’Hospital General de Cancún, con collegamenti quotidiani tra le 16.00 e le 18.00, dando voce a medici, volontari e pazienti. Un racconto immersivo, diffuso via DAB+, app e streaming, capace di portare gli ascoltatori dentro l’ospedale e trasformare la comunicazione in partecipazione attiva.

Il risultato concreto della missione è significativo: 469 interventi chirurgici agli occhi, che hanno restituito la vista a centinaia di persone, migliorandone radicalmente la qualità della vita. Un impegno portato avanti da oltre 25 anni su base volontaria e pro bono, con medici che sostengono personalmente costi e viaggio.

«La radio ha una responsabilità che va oltre l’informazione», ha spiegato il co-fondatore Grant Benson, sottolineando come le dirette abbiano creato un ponte tra il Ticino e il mondo, contribuendo anche alla raccolta fondi.

La missione, guidata dal Dr. Théo Signer insieme al Dr. Pietro Roberti, ha coinvolto una delegazione internazionale di circa 20 professionisti, tra specialisti svizzeri, europei e messicani, in collaborazione con personale sanitario locale.

Inserita in un programma di cooperazione attivo da oltre due decenni, la spedizione si svolge in un contesto reso più difficile anche da eventi recenti, come l’incendio del 2023 che ha causato danni per circa 400.000 franchi alle attrezzature della Fondazione.

Il racconto della missione proseguirà ora anche in Svizzera, con eventi e iniziative di sensibilizzazione, tra cui un appuntamento benefico il 24 aprile a Melide, a sostegno delle future attività.

Un esempio concreto di come media e solidarietà possano intrecciarsi, trasformando una cronaca in diretta in uno strumento di impatto reale.

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Nasce Musicavera, la nuova radio digitale che punta sulla musica a 432Hz

Una nuova realtà si affaccia nel panorama radiofonico digitale italiano.

Si chiama Musicavera ed è una radio digitale appena lanciata, con l’obiettivo di proporre un’esperienza d’ascolto innovativa, basata sulla diffusione di musica rimasterizzata a 432Hz.

Il progetto è ideato da Mauro Micheloni, professionista con esperienze televisive e musicali legate a programmi storici come Discoring, Popcorn e il Festival di Sanremo 1986. Insieme a lui collaborano Gianni Riso, già celebre conduttore di emittenti quali Radio 105 e RTL 102.5, e Stefano Degradi, che ha maturato una lunga esperienza come programmatore musicale.

Elemento distintivo della nuova emittente è la scelta tecnica e culturale di trasmettere brani in versione rimasterizzata a 432Hz. Secondo i promotori, si tratta di una frequenza associata a una maggiore armonia sonora e a effetti positivi sul benessere psicofisico dell’ascoltatore, in contrapposizione allo standard più diffuso dei 440Hz.

La programmazione di Musicavera si caratterizza per un’offerta generalista, che spazia tra diversi generi — dal pop al rock, fino alla musica italiana — mantenendo come filo conduttore la qualità delle selezioni e delle produzioni trasmesse.

Con questa iniziativa, i fondatori intendono posizionarsi in una nicchia specifica del mercato digitale, coniugando innovazione tecnologica e ricerca sonora. Un progetto che punta a intercettare un pubblico attento sia alla qualità musicale sia all’esperienza d’ascolto complessiva.

Musicavera è già disponibile online (radiomusicavera.com) e si propone di ampliare progressivamente la propria visibilità attraverso collaborazioni e attività di comunicazione mirate.

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Media: pubblicità stabile nel 2025, ma il mercato si sbilancia sempre di più verso il digitale

È un mercato pubblicitario italiano che tiene nei volumi complessivi, ma che mostra un equilibrio sempre più fragile tra media tradizionali e piattaforme digitali globali.

A sottolinearlo è Confindustria Radio Televisioni, che, sulla base dei dati Nielsen elaborati dal proprio Ufficio Studi, descrive il 2025 come un anno di sostanziale stabilità, ma anche di crescente squilibrio competitivo.

Nel perimetro “esteso”, che comprende Search, Social e OTT, gli investimenti netti arrivano infatti a 9,6 miliardi di euro, in lieve crescita sul 2024 (+0,4%). Se invece si guarda al perimetro Nielsen “tradizionale”, il mercato si ferma a 5,8 miliardi, in calo dell’1,6%. Il dato più significativo, secondo CRTV, è proprio il divario tra i due perimetri: circa 3,8 miliardi di euro, una distanza che fotografa il peso ormai strutturale dei grandi operatori digitali internazionali.

Nel quadro delineato da Confindustria Radio Televisioni, la televisione chiude il 2025 a 3,8 miliardi di euro (-1,8%), mantenendo comunque una quota vicina al 40% del mercato e livelli ancora superiori al periodo pre-pandemico. La radio, invece, sale a 415 milioni di euro (+1,8%) e si conferma il mezzo tradizionale più dinamico. Nel complesso, l’aggregato RadioTv si attesta intorno ai 4,2 miliardi (-1,4%), segnale di una tenuta che CRTV legge come prova della resilienza dell’audiovisivo lineare.

Dall’altra parte, il Total Digital consolida la propria leadership con 4,3 miliardi di euro (+2,9%) e una quota del 45% sul mercato esteso. È qui che, secondo l’analisi, emerge il cuore del problema: la parte rilevata dalle concessionarie nazionali è minoritaria, mentre la quota prevalente è attribuita agli OTT, che hanno sostenuto la crescita del mercato negli ultimi anni senza però un corrispondente radicamento industriale nel Paese.

Il giudizio di Confindustria Radio Televisioni è netto: si va verso un sistema a doppia velocità, nel quale i mezzi tradizionali mostrano capacità di adattamento e tenuta, ma perdono progressivamente peso relativo e operano in condizioni competitive sempre più difficili. Al contrario, le piattaforme globali rafforzano la loro posizione, accentuando uno squilibrio che non è più soltanto economico, ma anche industriale e regolatorio.

Nel report, CRTV ricostruisce anche l’andamento dell’ultimo decennio, dal 2016 al 2025, e legge questa tendenza come un fenomeno strutturale, reso ancora più evidente dagli effetti delle crisi esogene degli ultimi anni. Per questo l’associazione torna a porre il tema del riequilibrio del mercato pubblicitario nazionale e delle condizioni di concorrenza tra operatori. In altre parole, il 2025 non racconta un crollo, ma una trasformazione profonda: il mercato resta in piedi, ma cambia pelle, e lo fa sempre più a vantaggio del digitale globale.

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Pubblicità in crescita, la radio accelera: il 2026 si apre con segnali positivi per il settore

Il 2026 si apre con un segnale incoraggiante per il mercato pubblicitario italiano, ma è soprattutto la radio a distinguersi come uno dei mezzi più dinamici.

A gennaio, gli investimenti complessivi in pubblicità sono cresciuti del 3%, secondo i dati diffusi da ANSA, confermando una ripresa prudente ma concreta del settore.

In questo contesto, la radio registra una performance superiore alla media, con un aumento del +4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che la colloca tra i mezzi più performanti, davanti a televisione (+0,6%) e stampa, con i periodici addirittura in forte calo.

Non si tratta di un rimbalzo isolato. I numeri indicano una crescita strutturale: aumentano gli inserzionisti (+5%), le campagne (+10%) e il volume degli annunci trasmessi (+5%). Segnali che raccontano un mezzo in espansione, capace di attrarre nuovi brand e consolidare la fiducia degli investitori.

A sostenere questa crescita è anche la capacità della radio di adattarsi a un ecosistema mediatico in trasformazione. In un contesto segnato da incertezze economiche e tensioni internazionali, il mezzo radiofonico si conferma competitivo grazie a costi contenuti, prossimità al territorio e forte riconoscibilità del pubblico.

Le prospettive per i prossimi mesi restano caute: il mercato potrebbe beneficiare di grandi eventi globali, ma resta esposto a variabili geopolitiche ed economiche. Tuttavia, il dato di gennaio offre un’indicazione chiara: la radio non solo tiene, ma cresce più degli altri media.

Un segnale che rafforza il ruolo del mezzo all’interno del sistema pubblicitario e apre nuove opportunità anche per le realtà locali e indipendenti, sempre più centrali nel costruire un’offerta diversificata e radicata nei territori.

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