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50 anni di Radio Bruno: una mostra a Carpi ripercorre la storia dell’emittente

Gli esordi in una casa di campagna, i protagonisti, la musica.

Ma soprattutto il legame con il territorio, gli eventi, l’informazione e l’affetto di milioni di persone per “la loro/nostra radio”. Tra le emittenti interregionali più ascoltate d’Italia, Radio Bruno celebra il 50esimo compleanno con la mostra “50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia”, in programma da venerdì 4 a domenica 13 settembre nel Cortile e nella Sala ex Poste del Palazzo dei Pio di Carpi (Mo), a ingresso libero.

Il percorso espositivo è un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere visitatori di ogni età attraverso immagini, filmati, oggetti storici, installazioni e contenuti multimediali. Un progetto, quello curato dall’agenzia 21 Make it count, concepito come un viaggio nella memoria collettiva, fatto di canzoni, voci e jingle che hanno scandito la nostra vita.

La mostra propone cinque temi che raccontano il rapporto tra Radio Bruno e il territorio: le persone che ne hanno costruito il successo, l’impegno nei momenti più difficili vissuti dalle comunità, i grandi eventi live di “Radio Bruno Estate”, l’espansione delle frequenze e dei bacini di ascolto, i ricordi legati alle canzoni che hanno segnato intere generazioni. Il pubblico potrà registrare un ricordo vocale sul tema “Ero con Radio Bruno quando…” e le testimonianze diventeranno un patrimonio di ricordi condivisi.

Tra registratori Revox, microfoni d’epoca e foto in bianco e nero, non mancherà lo storico mixer anni ’70 di Radio Bruno, immortalato nel film “Radiofreccia” di Ligabue. E poi, foto e memorabilia delle tante iniziative promosse fuori dagli studi, a cominciare dal progetto di solidarietà “Teniamo Botta” a seguito dei terremoti del 2012 in Emilia-Romagna e Lombardia, senza dimenticare i concerti che la radio iniziò a organizzare dai primi anni ’80, coinvolgendo, tra gli altri, Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Orietta Berti e Gianni Morandi.

L’esposizione è tra i momenti centrali delle celebrazioni per i cinquant’anni della radio e testimonia il forte legame costruito con il pubblico e con il territorio, che oggi comprende Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Piemonte e Veneto.

In occasione della mostra sarà presentato il libro “Radio Bruno. Chiamala per nome! 1976-2026” (Giunti, 2026) che ripercorre la storia dell’emittente attraverso immagini, testimonianze, aneddoti. Si potrà acquistare il volume anche presso gli studi di Radio Bruno, nei punti vendita Giunti Editore e online sul sito di Giunti Editore.

“Con la mostra e il libro ripercorriamo la nostra avventura dagli inizi ai giorni nostri – spiega l’editore di Radio Bruno, Gianni Prandi -. Un’avventura fatta di passione, di qualche intuizione, di tanto lavoro e anche un po’ di fortuna. Non è stato semplicissimo ricordare e ricollocare cinquant’anni di storia radiofonica, dalle prime trasmissioni nel garage fino ai giorni nostri. Molti episodi sono riaffiorati grazie all’aiuto di tanti amici, che desidero ringraziare. Ma il ringraziamento più grande va ai milioni di ascoltatori che in questi cinquant’anni ci hanno regalato la loro fiducia seguendo le nostre trasmissioni”.

“Radio Bruno è nata a Carpi e, in cinquant’anni, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento nel panorama radiofonico nazionale – aggiunge il sindaco di Carpi, Riccardo Righi – senza mai perdere il legame con la sua città. Dopo lo straordinario successo di Radio Bruno Estate dello scorso 6 giugno, siamo felici che le celebrazioni proseguano con una mostra ospitata nei Musei di Palazzo dei Pio, il luogo ideale per raccontare una storia che appartiene a tutta la nostra comunità. Radio Bruno è un patrimonio di Carpi e siamo orgogliosi di celebrarne questo importante traguardo”.

La mostra “50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia” è organizzata con il sostegno di Sinergas, CMB e Comune di Carpi, che concede anche il patrocinio.

(Comunicato stampa)

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Radio Number One, Liliana Russo lascia “Donne al Volante”: il testimone passa a Chiara Papanicolaou

Si conclusa venerdì 31 luglio, una lunga e importante pagina nella storia di Radio Number One.

Con l’ultima puntata stagionale di Donne al Volante, Liliana Russo ha terminato infatti il suo percorso alla guida del programma, dopo oltre vent’anni di dirette e di radio vissuta quotidianamente dagli ascoltatori.

La puntata odierna ha rappresentato idealmente un passaggio di testimone: da Lilly, come è stata affettuosamente ribattezzata nel corso degli anni, a Chiara Papanicolaou, che dal prossimo settembre affiancherà Agnese alla conduzione di Donne al Volante.

Per Liliana Russo si tratta della conclusione di un’avventura particolarmente significativa, costruita in oltre due decenni di radio su Radio Number One. Un percorso nel quale ha condiviso una lunga parte della propria esperienza professionale soprattutto con Katia De Rossi, storica partner in onda e protagonista insieme a lei di numerose dirette.

Lilly, nel suo saluto, ha voluto sottolineare il valore di una presenza diventata nel tempo parte integrante dell’identità della radio. “Dopo oltre vent’anni di straordinarie e memorabili dirette su Radio Number One”, cita nel messaggio, Liliana Russo ha deciso di “appendere le cuffie al chiodo” per dedicarsi a nuovi ed entusiasmanti progetti.

Un addio che, dunque, non sembra rappresentare la fine del percorso professionale di Lilly, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase. Nel frattempo, Donne al Volante guarda alla prossima stagione con una nuova formazione e con l’ingresso di Chiara Papanicolaou, pronta a raccogliere un’eredità importante.

Il messaggio di Radio Number One si chiude con un doppio sentimento: il grazie a Liliana Russo per la storia costruita in questi anni e il benvenuto a Chiara Papanicolaou, chiamata a dare continuità al programma a partire da settembre.

 

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(Si ringrazia Michelangelo Borello per la segnalazione)

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Il Museo della Radio e Televisione Rai riapre a Torino

Dopo i lavori di riqualificazione, il Museo della Radio e Televisione Rai di via Verdi 16 a Torino riapre al pubblico sabato 1° agosto.

Gli interventi hanno rinnovato gli spazi e contribuito a valorizzare ulteriormente il percorso dedicato alla storia della radio e della televisione italiana.

Tra le principali novità c’è la sostituzione della vecchia moquette con una nuova pavimentazione ispirata agli studi televisivi, scelta pensata per rendere più coerente e coinvolgente l’ambientazione del museo. Sono stati inoltre rifatti i servizi igienici e armonizzato l’allestimento scenografico dell’intera struttura.

Il percorso di visita è stato aggiornato anche in alcuni punti, con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza più curiosa, stimolante e confortevole. Un rinnovamento che interessa quindi non soltanto gli ambienti, ma anche la fruizione dei contenuti esposti.

Per tutto il mese di agosto il Museo sarà aperto eccezionalmente ogni giorno, compreso Ferragosto, dalle 9.30 alle 18.30. L’ingresso resterà completamente gratuito, offrendo così a residenti e turisti l’opportunità di scoprire o riscoprire un luogo che conserva apparecchiature, documenti e testimonianze legate alla storia della Rai e della comunicazione audiovisiva italiana.

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“Basta ostacoli alle radio locali, serve più rispetto per chi racconta musica e territorio”: la denuncia di Peppe Alaia

Un appello rivolto agli operatori del settore musicale e agli organizzatori di eventi, ma anche una presa di posizione netta a difesa delle radio locali.

È questo il senso dell’intervento di Peppe Alaia, direttore artistico di GRS Radio e speaker di RPZ Radio Punto Zero, che dopo oltre trent’anni di attività nel mondo radiofonico denuncia quelli che definisce atteggiamenti eccessivamente restrittivi nei confronti delle emittenti territoriali.

Alaia – in un comunicato inviato alla redazione di FM-world – racconta una situazione che, a suo giudizio, si ripete puntualmente durante la stagione estiva, soprattutto in occasione di concerti e manifestazioni. “Le radio locali vengono trattate come se fossero un fastidio”, scrive, citando alcuni dei divieti che, secondo la sua esperienza, vengono posti alle emittenti: dall’impossibilità di installare un banner alla realizzazione di un’intervista, fino al divieto di trasmettere in diretta o utilizzare il logo dell’artista.

Il punto centrale della sua riflessione riguarda però le motivazioni di queste limitazioni. “In nome di quali contratti? Di quali regole? E soprattutto… a vantaggio di chi?”, si domanda Alaia, precisando di non voler rivolgere le proprie critiche agli artisti, ma piuttosto ad alcuni entourage e intermediari che, a suo avviso, renderebbero eccessivamente complicata la collaborazione con le emittenti locali.

La radio, sostiene Alaia, continua ad avere un ruolo fondamentale nella promozione della musica, indipendentemente dalle dimensioni dell’emittente. Le radio contribuiscono infatti a far conoscere gli artisti, sostengono le produzioni musicali, assolvono agli obblighi relativi ai diritti e mantengono un rapporto costante con il territorio.

Da qui l’esempio delle feste patronali e delle manifestazioni locali, spesso sostenute con investimenti significativi per portare sul palco artisti di rilievo. Quando un’organizzazione sceglie di collaborare con una radio locale, secondo Alaia, l’emittente deve essere messa nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro, raccontando l’evento, realizzando interviste, promuovendo la manifestazione e, laddove previsto e concordato, effettuando la diretta.

“Senza radio non esiste promozione”, sottolinea il direttore artistico, evidenziando il valore di una presenza che non si limita alla serata del concerto, ma accompagna artisti ed eventi durante tutto l’anno.

Il suo intervento si conclude con un vero e proprio appello alla categoria: “È arrivato il momento di avere più rispetto per le radio locali”. La richiesta è quella di ridurre burocrazia e divieti non adeguatamente motivati, favorendo invece collaborazione, rispetto e buon senso.

Alaia annuncia infine di voler continuare a contestare quelli che considera atteggiamenti penalizzanti per chi lavora nel settore con professionalità e passione. E rivolge la stessa domanda ai colleghi radiofonici italiani: quante volte è capitato di ricevere un “no” senza una motivazione valida? Un invito a condividere esperienze e testimonianze per aprire un confronto più ampio sul rapporto tra radio locali, artisti, organizzatori ed entourage.

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Rai Isoradio, ad agosto torna “Sicuri in viaggio con la Polizia Stradale”

Per tutto il mese di agosto Rai Isoradio accompagnerà gli automobilisti con un appuntamento quotidiano dedicato alla sicurezza stradale.

Dal 1° al 31 agosto, alle 8.30, andrà in onda “Sicuri in viaggio con la Polizia Stradale”, iniziativa nata dalla collaborazione tra Rai Isoradio e Polizia di Stato per fornire informazioni utili a chi si mette in viaggio durante il periodo estivo.

Agosto è infatti uno dei mesi più delicati per la mobilità sulla rete viaria nazionale, caratterizzato da un forte aumento degli spostamenti legati alle vacanze e alle partenze verso le principali località turistiche. Proprio in questo contesto, il programma punta a favorire una maggiore consapevolezza alla guida e a promuovere comportamenti corretti e responsabili.

Ogni mattina, funzionari della Polizia Stradale saranno in diretta su Rai Isoradio, offrendo agli ascoltatori consigli pratici per affrontare il viaggio in sicurezza e aggiornamenti sulle condizioni della viabilità.

L’obiettivo è accompagnare gli automobilisti durante gli spostamenti, fornendo indicazioni tempestive anche in relazione alla situazione del traffico e alle eventuali criticità lungo le principali direttrici stradali.

L’iniziativa conferma il ruolo di Rai Isoradio come punto di riferimento per l’informazione sulla mobilità – soprattutto nei periodi di maggiore afflusso sulle strade italiane – e rafforza la collaborazione tra servizio pubblico e istituzioni sul tema della sicurezza.

La sicurezza stradale, infatti, si costruisce ogni giorno anche attraverso un’informazione puntuale, affidabile e accessibile. Con “Sicuri in viaggio con la Polizia Stradale”, Rai Isoradio e Polizia di Stato rinnovano così il loro impegno per contribuire a rendere più sicuri i viaggi degli italiani durante uno dei periodi più intensi dell’anno.

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“Capital Records”, Marco Biondi: «Ci sarà qualche adattamento, qualche novità, ma sempre e solo bella musica»

Si conclude l’edizione 2026/2027 di “Capital Records”.

Marco Biondi, finora conduttore della seconda parte del programma, ha spiegato via social come sarà il passaggio verso la nuova stagione, anticipando una importante novità nell’orario.

«Anche le cose belle poi finiscono», ha scritto Biondi, definendo i suoi due anni a Radio Capital «a dir poco entusiasmanti». Un’esperienza che, nelle sue parole, gli ha dato molto anche sul piano professionale e personale, permettendogli di crescere ulteriormente e di lavorare accanto a persone «eccezionali», capaci di credere nelle sue idee e di sostenerlo nel percorso intrapreso.

Il cambiamento, però, viene vissuto dal conduttore come una nuova opportunità. Biondi sottolinea infatti come le situazioni possano modificarsi nel tempo e come ogni cambiamento possa rappresentare «un rinnovamento, un’ulteriore crescita, una nuova sfida con se stessi».

Venerdì 31 luglio è il giorno dell’ultima puntata stagionale di Capital Records, in onda come sempre su Radio Capital. Poi, per Biondi, è previsto uno stop nel mese di agosto, in vista della ripartenza di settembre.

E proprio la nuova stagione porterà una modifica significativa alla programmazione. Dal lunedì 31 agosto, Capital Records invertirà gli orari: Marco Biondi sarà in onda dalle 14 alle 16 con la prima parte del programma, mentre alle 16 prenderà il testimone Luca De Gennaro (clicca QUI per ulteriori dettagli).

Una inversione di fascia tra i due conduttori, così raccontata dallo stesso Biondi: «Ci siamo scambiati l’orario, “per vedere l’effetto che fa”».

La formula del programma resterà sostanzialmente quella conosciuta dagli ascoltatori, anche se non mancheranno alcuni adattamenti e qualche novità. Al centro continuerà ad esserci la musica, elemento caratterizzante di Capital Records.

Il conduttore, nel suo messaggio, ha rivolto infine un augurio agli ascoltatori, auspicando di ritrovare anche nella nuova fascia oraria lo stesso calore e la stessa partecipazione che hanno accompagnato questi ultimi due anni.

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DAB+, 15 anni di digitale in Germania: il modello tedesco guida la transizione della radio europea

Quindici anni di percorso regolamentare hanno trasformato la Germania in uno dei principali punti di riferimento europei per lo sviluppo del DAB+.

A fare il punto sulla situazione della radio digitale terrestre nei principali mercati europei è “Confindustria Radio TV News”, che dedica un’analisi all’evoluzione del DAB+ nel continente, evidenziando velocità di adozione e livelli di sviluppo ancora molto differenti tra i diversi Paesi.

La Germania rappresenta oggi uno degli esempi più avanzati. La crescita del digitale è stata accompagnata da una strategia di lungo periodo, dalla collaborazione tra broadcaster pubblici e privati e, soprattutto, da una progressiva diffusione dei ricevitori DAB+, con l’automotive a svolgere un ruolo determinante.

Secondo i dati riportati nell’analisi di Confindustria Radio Televisioni, il mercato tedesco ha registrato una crescita costante della penetrazione del DAB+. In particolare, il numero di autoradio abilitate alla ricezione digitale ha raggiunto circa 11,5 milioni di dispositivi, oltre dieci volte il livello di dieci anni fa. Un incremento che si riflette anche sulle abitudini degli ascoltatori: tra coloro che dispongono di un’interfaccia DAB+ in automobile, quasi l’80% dichiara di ascoltare maggiormente la radio digitale.

È proprio l’auto, dunque, uno dei principali motori della transizione. La radio continua infatti a rappresentare una delle modalità di ascolto più importanti durante gli spostamenti e la presenza sempre più frequente di sistemi digitali a bordo delle vetture ha contribuito a rendere il DAB+ una tecnologia familiare per un numero crescente di utenti. Considerando anche le soluzioni ibride che integrano la connettività IP, la quota di automobili dotate di una modalità digitale di ricezione si avvicina al 30%.

Il quadro europeo resta però tutt’altro che omogeneo. Il Regno Unito continua a rappresentare uno dei mercati più maturi, grazie a un percorso iniziato già negli anni ’90 e a una forte diffusione del digitale nelle abitudini quotidiane. La Germania ha seguito un modello caratterizzato da una crescita progressiva e da una stretta integrazione tra radio tradizionale e nuove modalità di fruizione. Francia, Spagna e Italia, invece, presentano livelli di sviluppo differenti e una transizione complessivamente più graduale.

Anche il mercato italiano ha comunque fatto registrare progressi significativi. I dati WorldDAB citati da Confindustria Radio Televisioni indicano circa 12,6 milioni di ricevitori DAB venduti nel 2023, considerando anche quelli installati sulle automobili. Un dato che colloca l’Italia tra i principali mercati europei per numero di dispositivi e che, in termini assoluti, supera quello della Francia.

La disponibilità di ricevitori, tuttavia, non è l’unico fattore destinato a determinare il successo della transizione. Restano centrali la copertura delle reti, la quantità e qualità dei contenuti disponibili e la capacità di trasformare il digitale in un’abitudine stabile per gli ascoltatori. Il DAB+ non rappresenta infatti una semplice sostituzione dell’FM, ma una piattaforma in grado di ampliare l’offerta radiofonica, favorendo nuovi canali, maggiore efficienza nell’utilizzo dello spettro e servizi aggiuntivi.

Per l’Italia, quindi, il processo di sviluppo resta ancora aperto. Anche sul fronte istituzionale il tema è considerato strategico: nel 2024 Agcom ha avviato un’indagine conoscitiva sulla piattaforma DAB+, con l’obiettivo di analizzare lo stato di attuazione del sistema e individuare eventuali criticità normative e di sviluppo.

Il caso tedesco dimostra così come la crescita del DAB+ sia il risultato di una combinazione di fattori: infrastrutture, investimenti dei broadcaster, industria automobilistica, disponibilità di ricevitori e politiche pubbliche. Dopo quindici anni dall’avvio del percorso, la Germania si conferma uno dei laboratori più avanzati della radio digitale europea e un modello osservato con attenzione dagli altri mercati, Italia compresa.

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Radio Capital: nella prossima stagione, De Gennaro e Mixo non più in onda insieme

Cambiamenti in vista per il palinsesto di Radio Capital.

Ad anticiparlo è stato Luca De Gennaro, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha annunciato alcune novità in arrivo con la ripresa autunnale della programmazione.

Pur senza entrare nei dettagli, il conduttore ha spiegato che da settembre ci saranno modifiche agli orari di alcuni programmi e una riorganizzazione del palinsesto, sottolineando come il cambiamento rappresenti un passaggio naturale nella vita di un’emittente e un’occasione per continuare a crescere.

Tra le novità anticipate c’è anche la conclusione dell’esperienza condivisa con Mixo, con il quale negli ultimi quattro anni ha condotto una versione rinnovata di “Capital Records”. Il programma, nato da un’idea di Linus, aveva riunito due storiche voci dell’emittente in uno show dedicato alle rispettive passioni musicali.

Da settembre la formula cambierà e i due non saranno più in onda insieme. De Gennaro ha però precisato che il rapporto personale e professionale con Mixo resterà immutato, definendolo uno dei suoi amici più cari e ribadendo la volontà di continuare a far parte della stessa squadra editoriale.

Nel suo messaggio, il conduttore ha inoltre ringraziato gli ascoltatori per l’affetto dimostrato in questi anni, invitandoli ad accogliere con curiosità le novità della prossima stagione radiofonica. Un riferimento anche ai cambiamenti già vissuti nel corso della sua carriera, ricordando come in passato sia passato dalla fascia serale a quella pomeridiana e lasciando intendere che ulteriori spostamenti non sarebbero una sorpresa.

Per il momento Radio Capital non ha ancora ufficializzato il nuovo palinsesto, ma dalle parole di De Gennaro emerge chiaramente l’intenzione dell’emittente di rinnovare parte della propria offerta in vista della stagione 2026-2027, mantenendo al centro la proposta musicale che caratterizza la radio.

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Pubblicità radiofonica, il primo semestre 2026 chiude in calo: investimenti a -3,7% secondo FCP-Assoradio

Il mercato pubblicitario radiofonico archivia il primo semestre del 2026 con un segno negativo. Secondo i dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio, coordinato dalla società Reply, gli investimenti pubblicitari raccolti dalle emittenti hanno registrato una flessione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare in particolare è stato il mese di giugno, che ha fatto segnare un calo dell’11,5%.

Il dato evidenzia un rallentamento degli investimenti nel comparto radiofonico dopo un avvio d’anno più contenuto, con giugno che ha inciso in maniera significativa sul bilancio complessivo del semestre. L’Osservatorio FCP-Assoradio rappresenta uno dei principali indicatori dell’andamento del mercato pubblicitario nazionale nel settore radiofonico.

Nonostante il risultato complessivamente negativo, dall’analisi merceologica emergono alcuni comparti che hanno fornito un contributo importante alla raccolta pubblicitaria. Tra questi figurano Distribuzione, Tempo Libero, Turismo e Viaggi, Gestione Casa e Toiletries, categorie che hanno continuato a investire nel mezzo radiofonico, confermandone l’efficacia nella pianificazione delle campagne di comunicazione.

La radio continua infatti a rappresentare un canale strategico per raggiungere un pubblico ampio e trasversale, grazie alla sua presenza multipiattaforma, che affianca alla diffusione tradizionale in FM e DAB+ anche lo streaming e l’ascolto tramite app e smart speaker.

L’andamento del primo semestre sarà ora un riferimento importante per valutare l’evoluzione del mercato nella seconda parte dell’anno, tradizionalmente caratterizzata da una ripresa degli investimenti in vista delle campagne autunnali e del periodo natalizio.

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Beach Like a Deejay chiude con numeri da record: 300mila presenze per il tour estivo di Radio Deejay

Si è conclusa con un bilancio decisamente positivo la seconda edizione di “Beach Like a Deejay”, il tour estivo di Radio Deejay che, nel corso di quattro weekend, ha portato musica, sport e intrattenimento gratuiti sulle spiagge di Jesolo, Viareggio, Alghero e Barletta. Secondo il monitoraggio certificato dall’istituto The Value Hub, sono state circa 300mila le presenze complessive registrate nelle quattro tappe.

L’iniziativa, realizzata con il supporto e la collaborazione delle amministrazioni comunali ospitanti, ha confermato la formula vincente che unisce il mondo della radio all’intrattenimento dal vivo. Durante il giorno il pubblico ha potuto partecipare gratuitamente a numerose attività sportive e ricreative, dai corsi fitness ai tornei di beach volley, beach tennis, bocce, ping pong e calcio balilla, senza dimenticare le esperienze acquatiche come sup elettrico, water board e acqua scooter.

Le serate sono state invece dedicate alla musica dal vivo, con concerti e dj set che hanno visto alternarsi alcuni dei protagonisti più apprezzati della scena musicale italiana. Sul palco si sono esibiti, tra gli altri, Anna, The Kolors, Francesco Gabbani, Noemi, Clara, Gaia, Fred De Palma, Malika Ayane, Benji & Fede, Sarah Toscano, Serena Brancale, Sangiovanni, Nayt, Paola Iezzi, Bambole di Pezza e Settembre, contribuendo a richiamare migliaia di spettatori in ogni appuntamento.

Grande protagonista è stata naturalmente anche Radio Deejay, che ha portato in spiaggia i suoi volti più noti. Linus, Nicola Savino, La Pina, Diego Passoni, Annie Mazzola, Matteo Curti, La Vale, Pecchia & Damiani e Umberto & Damiano hanno incontrato il pubblico tra giochi, musica e momenti di animazione, mentre in consolle si sono alternati Albertino, Get Far Fargetta e Walter Pizzulli.

Il tour è stato accompagnato anche da una forte presenza in diretta radiofonica. Prima delle tappe di Jesolo e Alghero, infatti, alcuni programmi simbolo dell’emittente si sono trasferiti sul territorio: Pinocchio, con La Pina, Diego Passoni e Valentina Ricci, ha trasmesso per una settimana da Jesolo, mentre Deejay Chiama Italia, con Linus, Nicola Savino e Matteo Curti, è andato in onda in diretta da Alghero nella settimana precedente all’evento.

Ottimi risultati anche sul fronte digitale. I contenuti pubblicati sui profili ufficiali Instagram, Facebook e TikTok di Radio Deejay hanno totalizzato complessivamente 26 milioni di visualizzazioni, confermando il forte coinvolgimento del pubblico anche online e il successo di un format che, dopo appena due edizioni, si è già affermato come uno degli appuntamenti estivi di riferimento nel panorama radiofonico italiano.

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La Rai condanna il manifesto antisemita contro il corrispondente Giovan Battista Brunori

Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha espresso una ferma condanna per il manifesto antisemita comparso nella mattinata di ieri nella bacheca di Radio1 e rivolto al corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori. L’episodio è stato definito di eccezionale gravità e incompatibile con i valori del Servizio Pubblico.

In una nota ufficiale, il CdA sottolinea come l’affissione di materiale dai contenuti antisemiti all’interno di una sede della Rai rappresenti un gesto che contrasta apertamente con i principi costituzionali, con la missione del Servizio Pubblico radiotelevisivo e con il rispetto dovuto a tutti i professionisti che operano all’interno dell’azienda.

Il Consiglio di Amministrazione ribadisce che episodi di questo genere non possono trovare spazio in un ambiente fondato sulla tutela della libertà di informazione e sul confronto democratico, esprimendo piena vicinanza al giornalista Giovan Battista Brunori, da anni impegnato come corrispondente da Gerusalemme.

Nel comunicato viene inoltre rinnovato l’impegno affinché in tutte le sedi della Rai siano sempre garantiti il rispetto delle persone, il pluralismo e la libertà d’informazione, nel rifiuto di ogni forma di violenza, discriminazione e antisemitismo.

L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza di contrastare con fermezza ogni manifestazione di odio e intolleranza, soprattutto all’interno delle istituzioni chiamate a svolgere un ruolo di garanzia e di servizio nei confronti dei cittadini.

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Radio Rock in FM a Sanremo

Novità nell’FM di Sanremo.

Sui locali 93.6 è stata collegata la capitolina Radio Rock.

Subentra a Radio Bruno, che da qualche mese modulava su questo canale.

Il canale illumina la Città dei Fiori e parte delle zone limitrofe.

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