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01 Agosto 2026
È questo il senso dell’intervento di Peppe Alaia, direttore artistico di GRS Radio e speaker di RPZ Radio Punto Zero, che dopo oltre trent’anni di attività nel mondo radiofonico denuncia quelli che definisce atteggiamenti eccessivamente restrittivi nei confronti delle emittenti territoriali.
Alaia - in un comunicato inviato alla redazione di FM-world - racconta una situazione che, a suo giudizio, si ripete puntualmente durante la stagione estiva, soprattutto in occasione di concerti e manifestazioni. “Le radio locali vengono trattate come se fossero un fastidio”, scrive, citando alcuni dei divieti che, secondo la sua esperienza, vengono posti alle emittenti: dall’impossibilità di installare un banner alla realizzazione di un’intervista, fino al divieto di trasmettere in diretta o utilizzare il logo dell’artista.
Il punto centrale della sua riflessione riguarda però le motivazioni di queste limitazioni. “In nome di quali contratti? Di quali regole? E soprattutto... a vantaggio di chi?”, si domanda Alaia, precisando di non voler rivolgere le proprie critiche agli artisti, ma piuttosto ad alcuni entourage e intermediari che, a suo avviso, renderebbero eccessivamente complicata la collaborazione con le emittenti locali.
La radio, sostiene Alaia, continua ad avere un ruolo fondamentale nella promozione della musica, indipendentemente dalle dimensioni dell’emittente. Le radio contribuiscono infatti a far conoscere gli artisti, sostengono le produzioni musicali, assolvono agli obblighi relativi ai diritti e mantengono un rapporto costante con il territorio.
Da qui l’esempio delle feste patronali e delle manifestazioni locali, spesso sostenute con investimenti significativi per portare sul palco artisti di rilievo. Quando un’organizzazione sceglie di collaborare con una radio locale, secondo Alaia, l’emittente deve essere messa nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro, raccontando l’evento, realizzando interviste, promuovendo la manifestazione e, laddove previsto e concordato, effettuando la diretta.
“Senza radio non esiste promozione”, sottolinea il direttore artistico, evidenziando il valore di una presenza che non si limita alla serata del concerto, ma accompagna artisti ed eventi durante tutto l’anno.
Il suo intervento si conclude con un vero e proprio appello alla categoria: “È arrivato il momento di avere più rispetto per le radio locali”. La richiesta è quella di ridurre burocrazia e divieti non adeguatamente motivati, favorendo invece collaborazione, rispetto e buon senso.
Alaia annuncia infine di voler continuare a contestare quelli che considera atteggiamenti penalizzanti per chi lavora nel settore con professionalità e passione. E rivolge la stessa domanda ai colleghi radiofonici italiani: quante volte è capitato di ricevere un “no” senza una motivazione valida? Un invito a condividere esperienze e testimonianze per aprire un confronto più ampio sul rapporto tra radio locali, artisti, organizzatori ed entourage.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]