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Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini approdano a Radio Capital: dal 31 agosto al via “Capital Circus”

Dopo una lunga esperienza a Rai Radio2, Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini iniziano una nuova avventura professionale.

I due conduttori, marito e moglie nella vita, entreranno a far parte della squadra di Radio Capital con “Capital Circus”, il nuovo programma in onda dal lunedì al venerdì dalle 12.00 alle 14.00 a partire dal 31 agosto 2026.

L’annuncio è stato anticipato dai due speaker attraverso un post pubblicato sui social: “Siamo molto felici di ripartire da qui. Vi aspettiamo!”.

Il claim del programma è chiaro: “La musica è il punto di partenza, il mondo la destinazione”. Ogni giorno “Capital Circus” accompagnerà gli ascoltatori con due ore di grande musica, alternando classici senza tempo, novità italiane e internazionali, brani da riscoprire e nuove canzoni da amare. Accanto alla selezione musicale, Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini proporranno aneddoti, riflessioni e curiosità legate al mondo dello spettacolo, della cultura, del cinema, dei libri, dello sport e dei viaggi, con ospiti, interviste e il coinvolgimento diretto degli ascoltatori.

Per il duo si tratta di un ritorno immediato al microfono dopo la conclusione della lunga esperienza a Rai Radio2, dove hanno condotto per oltre dieci anni “Rock and Roll Circus”, trasmissione diventata un punto di riferimento per gli appassionati di musica rock e non solo. La loro intesa, costruita negli anni sia sul piano professionale sia nella vita privata, rappresenta uno dei punti di forza del nuovo progetto editoriale.

Con l’arrivo di Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini, Radio Capital arricchisce così il proprio palinsesto con una proposta che punta sulla qualità della selezione musicale, sul racconto delle canzoni e su uno stile capace di coniugare intrattenimento e approfondimento, nel solco dell’identità che da sempre contraddistingue l’emittente.

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EarOne Airplay Midweek: Tommaso Paradiso al vertice con “Agitare coca cola”

L’aggiornamento Midweek della classifica EarOne Airplay, che fotografa a metà settimana i brani più trasmessi dalle radio italiane, incorona Tommaso Paradiso in vetta con “Agitare coca cola” (etichetta Sony), nuovo numero uno della graduatoria.

Al secondo posto dell’aggiornamento di martedì 28 luglio si posizionano Merk & Kremont con “Partenope”, brano che vede la partecipazione di Serena Brancale e The Kolors, pubblicato per Warner.

Sul gradino più basso del podio troviamo “Sorry Scusa Lo Siento” dei Pinguini Tattici Nucleari, ancora per Sony, seguiti in quarta posizione da Samurai Jay con “Flamenco Paranoia” (Island).

Chiude la top five Gaia, con “Bossa Nostra”, terzo titolo Sony presente tra i primi cinque posti della classifica.

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A Malta arriva “Una Notte con le Stelle 2026”, Radio LatteMiele media partner

Il 5 settembre 2026, Malta torna a illuminarsi con Una Notte con le Stelle – Music Award, il grande concerto che animerà il palco di The Granaries, a Floriana, a pochi passi dalla capitale La Valletta.

Per il secondo anno consecutivo Radio LatteMiele sarà media partner ufficiale dell’evento, accompagnando l’appuntamento attraverso la propria programmazione e i propri canali di comunicazione.

Una partnership che conferma il legame dell’emittente con i grandi eventi musicali italiani e internazionali e il suo ruolo nel raccontare le esperienze live che vedono protagonisti gli artisti più amati dal pubblico.

Sul palco si alterneranno alcune vere icone della musica italiana, pronte a ripercorrere i loro grandi successi:

  • Loredana Bertè
  • Fausto Leali
  • Patty Pravo
  • Raf

A condurre la serata sarà Lorella Cuccarini, affiancata anche quest’anno dal presentatore e giornalista maltese Keith Demicoli. Ad aprire l’evento sarà l’esibizione dei Four Italian Tenors, mentre tra gli ospiti attesi figurano Ambra Angiolini, Cristiano Malgioglio e Raoul Bova, insieme a due protagonisti di Amici di Maria De Filippi, Alessandra Celentano e Rudy Zerbi.

Nel corso della serata saranno inoltre assegnati riconoscimenti speciali ai grandi protagonisti presenti sul palco, per celebrarne il contributo artistico e la carriera.

Una Notte con le Stelle 2026 è sostenuto da Visit Malta e dalla MTA Malta Tourism Authority, a conferma del valore dell’iniziativa anche come occasione di promozione culturale e turistica dell’isola. Radio LatteMiele accompagnerà il pubblico verso l’appuntamento con ticket omaggio, interviste e citazioni on air.

(Comunicato stampa)

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Giovanni Lucifora lascia il “Morning Show” (ma non Radio Globo) dopo dieci anni

Novità per uno dei programmi radiofonici più seguiti del panorama romano.

Giovanni Lucifora saluta il Morning Show dopo dieci anni di presenza fissa al fianco degli ascoltatori. L’emittente, però, rassicura subito il pubblico: Lucifora non lascerà Radio Globo, ma sarà protagonista di un nuovo progetto che verrà svelato a breve.

Il messaggio diffuso su Instagram alimenta la curiosità: “Giovanni Lucifora sta per salutare gli ascoltatori del Morning Show dopo 10 anni ma resterà a Radio Globo… cosa farà?”. Per il momento nessun dettaglio è stato anticipato, con la radio che invita gli ascoltatori a seguire la diretta e i propri canali social per conoscere il nuovo incarico del giornalista e conduttore.

Negli ultimi anni Lucifora è stato uno dei volti e delle voci più riconoscibili del Morning Show, programma di punta di Radio Globo, in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 10. Insieme a Massimo Vari, Flaminia Cappelli e Gabry Venus, ha contribuito a costruire un format capace di mescolare informazione, satira, attualità e forte interazione con il pubblico, diventando uno dei riferimenti dell’intrattenimento radiofonico nel Lazio. Era inoltre protagonista del Pre Morning Show, in onda dalle 6 alle 7 insieme a Federica De La Vallée.

Giornalista di professione, Giovanni Lucifora è entrato a far parte del team di Radio Globo oltre dieci anni fa, distinguendosi per il suo stile diretto e per i numerosi approfondimenti giornalistici proposti all’interno della trasmissione. Nel tempo è diventato uno dei pilastri del programma, conquistando un seguito fedele tra gli ascoltatori.

Al momento resta quindi il massimo riserbo sul nuovo ruolo che ricoprirà all’interno dell’emittente. Una scelta che lascia intendere come Radio Globo voglia valorizzare ulteriormente una delle sue personalità più note, aprendo un nuovo capitolo della sua esperienza professionale senza interrompere il rapporto con la radio. L’appuntamento è ora fissato alle prossime comunicazioni ufficiali, quando verrà finalmente svelato quale sarà la nuova avventura di Giovanni Lucifora.

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Radio Norba collegata in Sicilia: la superstation ora presente in FM a Palermo e Catania

Radio Norba amplia la propria presenza sul territorio nazionale con l’arrivo in FM a Palermo e Catania.

La storica emittente pugliese ha infatti collegato due nuove frequenze in Sicilia, portando anche agli ascoltatori di due delle principali città siciliane il proprio format fatto di musica, intrattenimento, informazione e grandi eventi. Si tratta degli 88.3 per Palermo e dei 97.3 per Catania.

L’ingresso in FM nelle due località rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita di Radio Norba, una delle realtà più importanti del panorama radiofonico italiano. Nata in Puglia e diventata negli anni un vero punto di riferimento per il pubblico del Mezzogiorno, l’emittente si è affermata anche nelle ultime indagini come leader degli ascolti nella propria regione, grazie a un’identità fortemente legata al territorio, ma con una proposta editoriale capace di raggiungere un pubblico sempre più ampio.

La radio è conosciuta anche per la grande attenzione riservata alla musica dal vivo e agli eventi, tra cui Battiti Live, appuntamento che negli anni è diventato uno dei principali spettacoli musicali dell’estate italiana, capace di portare sul palco i più importanti artisti del panorama nazionale e internazionale.

Oltre alla diffusione via etere, Radio Norba è presente su più piattaforme, confermando una strategia multicanale che punta a intercettare ascoltatori con modalità diverse. L’emittente è infatti disponibile anche sul digitale terrestre televisivo e via satellite, con la propria presenza su Sky al canale 730, oltre allo streaming online e alle applicazioni dedicate.

Un altro passaggio significativo nella storia recente di Radio Norba è stato l’ingresso nel gruppo RadioMediaset, avvenuto nei mesi scorsi, che ha rafforzato il posizionamento dell’emittente all’interno di uno dei principali poli radiofonici italiani. L’operazione ha permesso di valorizzare ulteriormente un marchio già consolidato, mantenendo al tempo stesso l’identità editoriale e il forte legame con il territorio pugliese.

Con lo sbarco sulle frequenze FM di Palermo e Catania, Radio Norba conferma dunque la propria volontà di crescita e di espansione, portando anche in Sicilia un progetto radiofonico che da oltre quarant’anni unisce musica, spettacolo, informazione e rapporto diretto con gli ascoltatori.

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Brunostella 1200x500

A Roma raddoppia Radio Bruno, a Milano arriva Radio Stella

Importanti novità per il gruppo Radio Bruno.

A Roma, la superstation è stata collegata sui 101.5 da Monte Cavo (ex Centro Suono Sport), andando a raddoppiare la presenza sulla Capitale, dove è in onda anche sui 100.5 da Monte Porzio Catone.

A Milano, gli 87.7 da Colle Brianza sono stati nuovamente collegati a Radio Stella, che raggiunge ora buona parte della Lombardia centrale.

Radio Bruno resta perfettamente servita – sia a Milano, sia nelle province limitrofi – dai semi-regionali 105.1 di Valcava.

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Emesso oggi il francobollo dedicato al 50° anniversario delle radio e delle televisioni locali, su proposta di Aeranti-Corallo

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso il francobollo ordinario dedicato al 50° anniversario delle radio e delle televisioni locali, inserito nella serie tematica “Le Eccellenze del patrimonio culturale italiano” e nel programma delle emissioni delle carte valori postali per il 2026.

L’iniziativa nasce su proposta di Aeranti-Corallo e rappresenta un riconoscimento istituzionale per un settore che da mezzo secolo svolge un ruolo centrale nel panorama dell’informazione italiana.

L’emissione celebra infatti la nascita dell’emittenza radiotelevisiva locale, avvenuta ufficialmente con la storica sentenza n. 202 della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976, che aprì la strada alla diffusione delle radio e televisioni private locali. Da quel momento prese forma un nuovo sistema della comunicazione, capace di favorire il pluralismo dell’informazione, dare voce ai territori e valorizzare realtà editoriali vicine alle comunità.

Il francobollo, con tariffa B, raffigura un’antenna dalla quale si propagano onde elettromagnetiche, sormontata dal numero 50, simbolo del mezzo secolo di storia dell’emittenza locale. La vignetta è completata dalla dicitura “Anniversario delle radio e TV locali”, dalla scritta “Italia” e dall’indicazione tariffaria. Il bozzetto è stato realizzato da Claudia Giusto, mentre la stampa è stata curata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Il francobollo era stato presentato in anteprima lo scorso 9 luglio, durante il RadioTv Forum 2026 organizzato da Aeranti-Corallo, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’emittenza radiotelevisiva locale.

In occasione dell’emissione, Poste Italiane ha realizzato anche i tradizionali prodotti filatelici dedicati, tra cui il bollettino illustrativo, la busta primo giorno, la cartolina filatelica, la tessera filatelica e il folder celebrativo.

“L’emissione di questo francobollo rappresenta un importante riconoscimento istituzionale per l’intero comparto dell’emittenza radiotelevisiva locale italiana”, ha dichiarato l’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo. “È un omaggio ai cinquant’anni di storia delle radio e delle televisioni locali, protagoniste del pluralismo dell’informazione, della valorizzazione delle realtà territoriali e dell’innovazione nel sistema dei media”.

Rossignoli ha inoltre ringraziato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per aver accolto la proposta di Aeranti-Corallo, sottolineando come questa emissione rappresenti un tributo a un settore che ancora oggi svolge un ruolo fondamentale nell’informazione locale e nel racconto quotidiano dei territori.

(Comunicato stampa)

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Addio a Centro Suono Sport: l’emittente ha salutato gli ascoltatori con una maratona notturna

Si è chiusa nella notte tra il 27 e il 28 luglio una pagina importante della radiofonia romana.

Poco prima delle 3.00, Massimo D’Adamo ha annunciato in diretta la definitiva cessazione delle trasmissioni di Centro Suono Sport 101.5, storica emittente dedicata all’informazione e all’approfondimento sul mondo della Roma.

Per accompagnare gli ultimi istanti di vita della radio, la redazione ha scelto di realizzare una lunga maratona notturna, un ultimo appuntamento speciale vissuto insieme agli ascoltatori più affezionati. Accanto a D’Adamo erano presenti anche Fabio Raso e Roberta Allegrini, protagonisti di quello che lo stesso conduttore ha definito un “ultimo atto d’amore” nei confronti dell’emittente.

Nel  saluto finale, D’Adamo non ha nascosto la commozione per la chiusura della radio. “Tra poche ore si spegnerà definitivamente il segnale di questa emittente”, ha dichiarato, sottolineando come la maratona fosse stata organizzata proprio per accompagnare Centro Suono Sport fino ai suoi ultimi minuti di trasmissione. “Fino alla fine ci siamo. Da domani Centro Suono Sport non c’è più”, ha affermato, parlando apertamente di un “grande dispiacere”.

Pur prendendo atto della conclusione di questa esperienza editoriale, D’Adamo ha voluto guardare anche al futuro, ricordando che “ci saranno altre cose, questa è la vita”. Un messaggio che non rappresenta un addio alla comunicazione, ma piuttosto l’auspicio che possa continuare la passione per la radio, il racconto e l’informazione dedicata alla squadra giallorossa.

Il commiato si è concluso con un ringraziamento ai colleghi presenti in studio e con una frase che sintetizza lo spirito della notte appena trascorsa: “Viva la radio sempre”. Con lo spegnimento del segnale di Centro Suono Sport 101.5 si chiude così un capitolo della radiofonia sportiva capitolina, lasciando il ricordo di un’emittente che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per migliaia di tifosi romanisti.

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Radiovintage

28 luglio 1976: il giorno in cui nacquero ufficialmente le radio libere

Il 28 luglio 1976 rappresenta una delle date più importanti nella storia della radiofonia italiana.

Con il deposito della sentenza n. 202 della Corte Costituzionale, venne sancita la legittimità delle trasmissioni radiofoniche private via etere, purché a diffusione locale. Si aprì così una nuova era che pose fine al monopolio della Rai e diede il via alla stagione delle radio libere, destinata a rivoluzionare il modo di fare informazione e intrattenimento nel nostro Paese.

In realtà, diverse emittenti avevano già iniziato a trasmettere nei mesi precedenti (molte già dal ’75). La sentenza del 28 luglio 1976 offrì però il riconoscimento giuridico che il settore attendeva, consentendo la rapida diffusione di centinaia di nuove stazioni in tutta Italia.

Da quel momento il panorama radiofonico cambiò radicalmente. Le emittenti private portarono nuovi linguaggi, una maggiore vicinanza al territorio, programmi innovativi e una forte attenzione alla musica, contribuendo alla crescita del pluralismo dell’informazione. Molti dei professionisti che ancora oggi lavorano nel mondo della radio mossero proprio i primi passi davanti ai microfoni delle radio libere.

Nel corso degli anni il settore si è evoluto con la nascita dei network nazionali, l’arrivo del digitale, dello streaming e del DAB+, ma lo spirito pionieristico di quella stagione continua a rappresentare un punto di riferimento per l’intera industria radiofonica italiana. A cinquant’anni da quella storica sentenza, il 28 luglio resta il simbolo della libertà di espressione via etere e dell’inizio di una rivoluzione che ha cambiato per sempre il modo di ascoltare e vivere la radio.

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1976, l’anno che cambiò la radiotelevisione italiana: una riflessione di Gianluca Barneschi sui cinquant’anni del pluralismo

Il 28 luglio 1976 è la celebre data della sentenza (n. 202 della Corte Costituzionale) che sancì la fine del monopolio radiotelevisivo in Italia.

Un giorno che rappresenta un’interessante occasione per ripercorrere uno dei passaggi più importanti nella storia dei media italiani.

In occasione della ricorrenza, Claudio Astorri ospita nel suo blog Astorri.it una lunga e dettagliata riflessione dell’avv. Gianluca Barneschi, che ripercorre un pezzo della storia del nostro Paese.

Più che una semplice ricostruzione cronologica, il contributo offre una riflessione sul significato di quella svolta e sulle conseguenze che ha avuto nel corso dei decenni, fino ad arrivare all’attuale scenario della comunicazione.

Il punto di partenza è il 1976, anno destinato a rimanere impresso nella memoria del settore. La storica sentenza della Corte Costituzionale aprì infatti alla possibilità di trasmettere in ambito locale, decretando la nascita di un sistema finalmente pluralista. Da quel momento radio e televisioni private poterono affiancare il servizio pubblico, dando vita a una stagione di grande fermento imprenditoriale, culturale e creativo che avrebbe cambiato profondamente il modo di fare informazione e intrattenimento nel nostro Paese.

L’articolo evidenzia come il valore di quella rivoluzione non sia stato soltanto giuridico, ma soprattutto sociale. Le nuove emittenti locali hanno rappresentato un’opportunità straordinaria per dare voce ai territori, raccontare realtà spesso ignorate dai grandi network nazionali e creare un rapporto diretto con le comunità. Le radio libere, in particolare, hanno saputo intercettare linguaggi, gusti musicali e forme di partecipazione che fino a quel momento avevano trovato poco spazio nei palinsesti tradizionali, diventando laboratori di sperimentazione e luoghi di formazione per intere generazioni di professionisti.

Uno dei temi centrali affrontati è il concetto stesso di pluralismo, inteso non come semplice moltiplicazione delle frequenze, ma come possibilità concreta di ampliare il numero delle voci, dei punti di vista e delle esperienze editoriali. È proprio questa ricchezza di proposte ad aver contribuito alla crescita del sistema radiotelevisivo italiano, favorendo la concorrenza, l’innovazione tecnologica e una maggiore attenzione alle esigenze del pubblico.

Ampio spazio viene dedicato anche al rapporto tra servizio pubblico e operatori privati. L’apertura del mercato non viene interpretata come una contrapposizione nei confronti della Rai, ma come l’inizio di una nuova fase nella quale soggetti diversi hanno potuto convivere, ciascuno con il proprio ruolo e la propria missione. Da una parte il servizio pubblico, chiamato a garantire informazione, cultura e coesione nazionale; dall’altra una rete di emittenti locali e nazionali che ha contribuito a rendere il panorama mediatico più dinamico, competitivo e vicino alle esigenze dei cittadini.

L’intervista propone inoltre una lettura storica che invita a guardare oltre la nostalgia. Il racconto delle prime radio e televisioni private non si limita all’entusiasmo pionieristico di quegli anni, ma suggerisce una riflessione sulle sfide del presente. Se nel 1976 il tema centrale era la conquista della libertà di trasmettere, oggi il dibattito riguarda la capacità del sistema dei media di mantenere vivo quel pluralismo nell’era digitale, tra piattaforme online, social network, podcast e nuovi modelli di distribuzione dei contenuti.

Ne emerge così un messaggio di forte attualità. Le conquiste ottenute mezzo secolo fa continuano a rappresentare un punto di riferimento anche per il futuro, perché la libertà di espressione, la pluralità delle fonti e la possibilità di fare impresa nel settore radiotelevisivo restano valori fondamentali per la qualità della democrazia e dell’informazione.

Nel complesso, il contributo pubblicato da Claudio Astorri si distingue per la capacità di collegare il passato con il presente, offrendo una lettura approfondita di una delle pagine più significative della radiotelevisione italiana. Un’analisi che non si limita a celebrare un anniversario, ma invita a riflettere su quanto quella svolta del 1976 abbia inciso sulla società, sull’evoluzione dei media e sul ruolo che radio e televisione continuano a svolgere nella vita del Paese.

Il pezzo integrale è disponibile all’indirizzo www.astorri.it/1976-50-anni-fa-la-radiotelevisione-divenne-pluralista.

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Eri Garuti alla conduzione del drive time di Giornale Radio per tutta l’estate

Eri Garuti torna a Giornale Radio.

Da lunedì 27 luglio è ufficialmente tra le voci dell’emittente e accompagnerà gli ascoltatori per tutta l’estate con una nuova fascia pomeridiana.

Garuti sarà infatti in onda dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20, con alcune presenze anche il sabato mattina dalle 8 alle 11, all’interno del contenitore estivo “Summer Time”. Prenderà il posto di Roberto Poletti nella fascia pomeridiana, proponendo però un’impostazione editoriale diversa, maggiormente orientata all’attualità estiva e meno focalizzata sulla politica.

«Da oggi – lunedì 27 luglio – sono ufficialmente tra le voci di Giornale Radio. Sarò in onda fino a settembre dalle 17 alle 20 ogni giorno dal lunedì al venerdì e qualche volta il sabato mattina. Ascoltateci!», ha scritto la giornalista annunciando il suo ritorno al microfono.

Per Garuti si tratta di un ritorno a Giornale Radio, dove aveva già lavorato nel 2022. «Torno volentieri in questa radio, che dà molto spazio all’informazione», ha spiegato, sottolineando come il nuovo programma punterà a raccontare l’attualità a 360 gradi. Nel corso delle tre ore quotidiane troveranno spazio notizie dall’Italia e dall’estero, spettacolo, cultura e approfondimenti dedicati anche al terzo settore, con particolare attenzione ai cittadini come fruitori dei servizi e alle tematiche di interesse quotidiano.

Il ritorno di Eri Garuti rappresenta un ulteriore tassello nel palinsesto estivo dell’emittente, che continua a investire su un’informazione in diretta capace di accompagnare gli ascoltatori anche durante il periodo delle vacanze.

Giornalista professionista, Eri Garuti vanta un percorso di primo piano nel panorama radiotelevisivo italiano e internazionale. Per dodici anni è stata una delle voci dei notiziari di Radio Deejay, esperienza durante la quale ha conquistato anche un Telegatto. Successivamente è stata responsabile degli autori di R101, conduttrice di ReteUno della Radiotelevisione svizzera italiana (RSI), corrispondente della radio pubblica neozelandese RNZ e consulente di Radio France.

Nel corso della carriera ha lavorato anche per la Rai ed è stata autrice e redattrice di programmi per Mediaset, Sky e La7. Per sedici anni ha collaborato con Euronews, ricoprendo anche incarichi di producer e manager, ed è stata finalista al MIP di Cannes con un progetto di branded content. Parallelamente all’attività giornalistica, tiene corsi di public speaking, video speaking, utilizzo della voce e media training.

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Radio libere, i 50 anni raccontati da Umberto Labozzetta: “La vera sfida è coniugare innovazione e identità”

In un articolo pubblicato su Rockol.it, Umberto Labozzetta, consulente di direzione/strategist di Rai Radio2, ripercorre i cinquant’anni delle radio libere italiane – che si celebrano in questo fine luglio – partendo dalla propria esperienza personale, iniziata in una piccola emittente locale costruita con passione, ingegno e tanta improvvisazione.

Labozzetta ricorda gli anni pionieristici delle radio locali, quando regie artigianali, saldatori, mixer essenziali e contenitori delle uova utilizzati come pannelli fonoassorbenti rappresentavano il simbolo di una straordinaria voglia di comunicare. Da quell’esperienza è nato un percorso professionale che lo ha portato a lavorare in realtà come Radio Deejay e Rai Radio2, osservando da vicino l’evoluzione del mezzo.

Secondo l’autore, in mezzo secolo la radio ha saputo trasformarsi profondamente: molte emittenti locali sono diventate network nazionali, mentre altre hanno consolidato il proprio ruolo di “superstation“, mantenendo un forte legame con il territorio. Oggi la competitività passa attraverso strumenti professionali come software di programmazione musicale, sistemi di monitoraggio e analisi degli ascolti, ma la tecnologia, sottolinea Labozzetta, non può sostituire il valore delle competenze editoriali e della capacità di interpretare i bisogni del pubblico.

Nel suo intervento, pubblicato da Rockol.it, Labozzetta evidenzia come il cinquantesimo anniversario delle radio libere non debba essere soltanto una ricorrenza celebrativa, ma un’occasione per riflettere sul futuro del settore. La radio locale, conclude, non ha più bisogno di dimostrare la propria legittimità: per continuare a crescere dovrà puntare su una chiara visione industriale, sulla qualità della programmazione e su un’identità editoriale capace di distinguersi anche nell’era delle piattaforme digitali.

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