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“A StereoRai ci portavamo i dischi da casa” – Seconda parte dell’intervista a Barbara Marchand

Il 13 ottobre 2026 abbiamo avuto l’occasione di intervistare Barbara Marchand, la nota conduttrice e animatrice di Radio Rai che fu anche la seconda voce italiana in onda sui 205 metri di Radio Monte Carlo nel 1966. Nella prima parte dell’intervista (disponibile cliccando QUI) abbiamo parlato quasi solo di RMC Radio Monte Carlo, ma la carriera di Barbara passa anche per un altro giorno essenziale per la radiofonia italiana: l’inizio delle trasmissioni STEREO della RAI, con il conseguente breve periodo in cui, anziché i consueti tre canali, l’emittente di stato ne produceva cinque (anzi, cinque e mezzo) – Radio1, Radio2, Radio3, RaiStereo1, RaiStereo2 e RaiStereoNotte.

Gli anni di StereoRAI

FM-world: Dunque, torniamo alla RAI. Appunto, quello che dicevo: tu hai fatto una trasmissione, Il primo giorno di primavera, che tra l’altro io ho ascoltato. Racconta un po’ di questa cosa.

B.M.: La stereo!

FM-world: Sì, esatto.

B.M.: A stereo, che noi dicevamo l’8 novembre era il primo giorno di primavera, perché per noi, per me e Federico Biagione, col quale io ho lavorato per anni, ormai iniziava questo viaggio nella stereo, dello Stereo RAI.

Noi stavamo in Stereo 1, mentre Emilio Levi e Antonella Giampaoli erano in Stereo 2.

È stata una bella esperienza, un’esperienza molto stancante, perché noi lavoravamo dalle 15 alle 19 tutti i giorni, dal lunedì al venerdì. Non mi ricordo più se anche al sabato.

Ci portavamo i dischi da casa. Io mi ricordo valigioni di LP, una cosa oscena!

Però era, non lo so, ti faceva andare su un piedistallo, cioè non c’è niente da fare.

Abbiamo incontrato i cantanti dell’epoca, gli attori di teatro dell’epoca, i musicisti dell’epoca per le varie interviste.

Mi ricordo un giovanissimo napoletano, aiutami… Ogni tanto mi perdo anche con i nomi, ma quella è l’età, che era tutto remissivo. Tuttora ha fatto poi una carriera straordinaria.

E niente, ci siamo vissuti un bel po’ in quello studio in via Asiago. Ed era sempre il primo giorno di primavera per noi, l’8 novembre.

FM-world: La grande RAI usava i vostri dischi, non metteva i suoi?

B.M.: No. Allora, perché non metteva i suoi? Perché intanto la procedura per richiedere i dischi in RAI era una cosa lunghissima. Dovevi chiederli una settimana prima per averli una settimana dopo.

Noi andavamo in onda tutti i giorni con l’attualità.

E io mi ricordo che, appunto, quando morì Pagani, io scesi in discoteca perché non me l’ero portato da casa. Che ne sapevo che moriva Herbert Pagani?

E sono andata in discoteca a prendere questo disco di Pagani, ma me l’hanno fatto pagare per un po’ di tempo, perché non volevano darmelo. Dovevo fare la richiesta una settimana prima!

FM-world: Mi fa venire in mente che sul Radiocorriere c’erano scritti uno per uno i brani che, per esempio, faceva Supersonic. Ma il Radiocorriere usciva tipo una settimana prima, l’avranno impaginato un mese prima, quindi una burocrazia incredibile.

B.M.: Loro erano interni RAI, quindi usavano la procedura. Noi eravamo quelli della serie… Eravamo quelli matti, pirati, eravamo!

FM-world: Dunque, tu sei stata, o sei ancora, sinceramente non lo so, in onda su una web radio. Com’è stata l’esperienza? Perché ai tempi delle radio in onde medie c’erano quattro canali, quattro canali, no? Uno, due, tre, che poi il terzo non si sentiva da nessuna parte, Monte Carlo… Adesso ce ne sono quarantamila, forse. Com’è stata l’esperienza, gradevole oppure che dici?

B.M.: No, no, è stata una cosa, devo dire, simpaticissima. Intanto ringrazio tutti per la stima che mi hanno dato all’epoca chiamandomi, perché non era scontato che chiunque avesse una radio web mi chiamasse.

No, no, la prima esperienza è stata Radio Video Music, che non esiste più, dell’amico Giannazza.

E pensa com’è nata questa cosa, perché ci sono le coincidenze che non lo sono, no?

Io, mi dispiace dirlo, ma lo devo dire, ho una piscinetta a casa che chiamo la pozza. Questa piscinetta è stata fatta da un grosso produttore di barche di vetroresina e avevo dei problemi per quello che riguarda il motore.

Insomma, io non sapevo nulla delle piscine, ovviamente, e mi capitò questo signore, questo Raimondo Giannazza, che faceva il piscinaro in Lombardia.

Ogni tanto lo chiamavo, gli dicevo: «Ho problemi qua, ho problemi là», e lui mi risolveva tutto attraverso il telefono. Insomma, non ti dico, un’avventura.

Poi un giorno mi disse che aveva questa radio e allora, parlando, mi chiese se volevo fare qualcosa. Io gli dissi di sì e ho fatto migliaia di trasmissioni per lui.

Tra cui l’ultima, che era Pot-pourri, che era una trasmissione di un’ora che andava in onda ogni settimana, di attualità, di cultura, di notizie, con la mia scaletta musicale che lui legava poi al parlato.

E noi la facevamo attraverso Skype, all’epoca.

Ecco, per dirti, sì, io lavoravo… Lavoravo è una grossa parola, mi divertivo, ecco!

Invece con tre radio web, tra cui Caffè Italia Radio, questa Radio Video Music che non esiste più, e poi un’altra che non mi ricordo più, non mi ricordo manco più qual era la terza. Comunque erano tre.

E continuo adesso a dare un mio contributo al canale Border Nights, che non è una radio ma è un luogo d’incontro dove parlo di libri, e si chiama La biblioteca di Barbara.

FM-world: Infatti un video l’hanno messo in onda tipo tre giorni fa, perché stamattina, quando mi preparavo, ho anche ascoltato questa cosa. Ci arriviamo poi alla fine.

Per la cronaca, ti informo, forse non te l’ho detto prima, che questa nostra chiacchierata, oltre che in podcast, la mandiamo però su onde vere, la mandiamo su Power 927, su Centrale Milano 1575 e su Radio Diva, che non so che frequenza abbia. Insomma, almeno tre, poi forse altre.

Così la mettiamo non solo sul web, ma anche proprio su quelle onde a cui siamo tanto appassionati.

Dunque, effettivamente, oltre a questo canale che hai citato, tu hai un canale YouTube tuo, se non sbaglio, che ha dentro un po’ un misto di interviste che ti hanno fatto e anche contenuti originali. Racconta un po’ l’esperienza di avere un canale YouTube.

B.M.: Allora, anche questa è stata una coincidenza. Ma guarda un po’, io parlo solo di coincidenze e ci credo e non ci credo. Ci credo da un lato e non ci credo dall’altro.

Perché io avevo tanti contributi che facevo da casa, così, artigianalmente. Letture soprattutto, perché mi piace molto leggere sia in francese che in italiano.

Erano letture, e sono tuttora letture, brevi, molto carine secondo me, alcune con un sottofondo musicale, alcune no.

Perché poi il web ti dice: «No, questo non può andare in questo paese perché c’è la SIAE, perché c’è questo, perché c’è quest’altro».

E allora adesso, ultimamente, non metto più sottofondi musicali.

E ho detto: «Non si può perdere questo materiale, bisogna creare qualcosa».

E con un mio amico che si chiama Claudio Patrizi, di Roma, col quale sono in contatto, una persona squisita che mi segue da sempre, siccome non sono una tecnologica, non avrei mai saputo fare questo Barbara Marchand Official.

E mi disse: «No, te lo faccio io, non ti preoccupare. Basta che tu mi mandi i contributi e io te li metto su YouTube».

E su YouTube, nel mio canale, oggi ci sono centinaia e centinaia di contributi, tra trasmissioni televisive, tra cantate forse sì, perché ho fatto anche cinque 45 giri a suo tempo, e soprattutto le letture mie, piccole, che sono così carine, almeno io le ritengo carine.

Poi chissà che qualcuno le ascolti!

FM-world: Qualcuno le ascolta, perché lo vedo!

B.M.: Sì, sì!

FM-world: No, gli ascolti ci sono, li ho visti. E poi YouTube è una cosa che cresce nel tempo. Tu magari inizi a mettere online, non so, e dici: «Boh, hai quaranta, cento view». Ma poi ci torni dopo sei mesi e sono montate a mille, per dire.

B.M.: Sì, sì, si crea. Attualmente credo di averne un settecento, una cosa del genere, non di più, perché non lo pubblicitano più di tanto.

Perché Border Nights ha il suo canale, quindi è Border Nights che mette la mia recensione del libro, perché va in onda il martedì notte all’interno della loro trasmissione web, che fanno soltanto una volta a settimana.

E poi loro me la mettono di domenica su YouTube, ma nel loro canale, il canale di Border Nights.

FM-world: Perfetto. Ti faccio le ultime due domande. La prima è questa: l’editore di Power 927, quando gli ho detto che ti intervistavo, mi ha detto di chiederti degli UFO.

In realtà mi ha detto: «Chiedile se mi fa un programma sugli UFO!».

Adesso io non oso tanto, ma racconta questa cosa degli UFO, che sembra sia un argomento di tuo interesse.

B.M.: Allora, questo è un argomento che io ho trattato per più di sei mesi quando facevo Le notti di Radio 2. Anche questo te lo devo raccontare, perché è talmente edificante.

Ho intervistato, da Pinotti a tanti altri studiosi di ufologia o di cose paranormali, se vogliamo.

Io non vado spesso nel paranormale, perché è difficile e poi non tocca a me parlare di paranormale, mentre sugli UFO un po’ di più.

E niente, dopo sei mesi in RAI, si vede che qualcuno non ascoltava durante la notte, ma qualche dirigente mi disse: «Ma forse è meglio che lasci perdere gli UFO e che parli un pochettino più…».

Stavo arrivando verso l’estate.

«Che parli un po’ più di spiagge, un po’ più di turismo, un po’ più di qui, un po’ più di là».

Ma per sei mesi, durante la notte, a Le notti di Radio 2, io parlavo di UFO.

Ed è un argomento che mi ha sempre affascinato, ma non UFO, UFO, l’omino verde, eccetera. No, no, vado un po’ più in là.

Adesso mi sto chinando sull’argomento Matrix, che hai sentito anche nell’ultima recensione, Io sono la scorciatoia di Maria Tritto.

È un argomento che mi ha sempre affascinato e continua ad affascinarmi.

Chissà, chissà quanti siamo, chissà dove siamo, chissà che cosa facciamo.

Ecco, rispondo alla richiesta della tua ascoltatrice.

FM-world: Sì, infatti in realtà era l’editore della radio, il proprietario, per dirla col termine più normale, di una di queste radio dove andiamo in onda, che ha aperto una porta. Se mai un giorno vuoi fare degli interventi e parlarne in radio, li mette in onda volentieri.

B.M.: Ho fatto sei mesi di notti intere con delle interviste che ho ancora su nastro, perché all’epoca c’erano i nastri, che non saprei come riversare, tra le altre cose, perché non ci sono più gli strumenti e che vorrei regalare a qualche museo della radio.

FM-world: Sono bobine tipo Revox o cassette?

B.M.: No, no, sono Revox.

FM-world: Ah beh, non c’è problema di digitalizzare! Se vuoi provare con una o due, le mandiamo a Milano, le facciamo fare, non c’è nessun problema.

Io sono convinto che i contenuti analogici vadano in qualche modo digitalizzati, perché alla fine c’è sempre qualcuno che è interessato, sennò si perdono.

B.M.: Ma sarebbe un peccato, sarebbe un peccato! Poi ho tante cassette, ho tante cassette della serie, oppure tantissimi… Vabbè, andiamo avanti.

FM-world: Allora, ultime due domande. Una è questa, forse te la fanno un po’ tutti, ma non posso non farla: tu ascolti oggi la radio? E se sì, che cosa? E in generale cosa ne pensi?

B.M.: Non ascolto più la radio, quindi non ti posso rispondere. Non ti posso dire che cosa mi piace, che cosa non mi piace, non l’ascolto più.

Per rispetto della mia radio, forse, ma non perché mi devo vantare, ma perché era un altro periodo, tutto qua.

No, no, non la sento più, la radio.

FM-world: Mi lasci un po’ triste, un po’ di tristezza, ma si può capire, perché credo che sia una cosa condivisa con tanti appassionati di radio, che ormai sono un po’… Si va un po’ su altri media.

B.M.: Sono un po’ delusa, sono un po’ delusa, perché non c’è più ricerca. C’è soltanto la risatina, c’è soltanto la storia del vicino di casa… Cioè no, no, non va bene, non va bene, non va bene.

Scusa, è così. È un mio pensiero e rimane solo mio, ovviamente. Non voglio convincere nessuno.

FM-world: Penso che non ce ne sia bisogno, perché ci sono tanti che lo condividono. E a mio avviso gli ascolti, gli ascolti che rileva Audiradio, non sono credibili.

Perché l’esperienza di chiunque è chiedere in giro: «Tu ascolti la radio?». La risposta è sempre in diminuzione, quindi loro che danno sempre numeri… C’è qualcosa che non gira in quella maniera.

Non entriamo in questo, che sembrerebbe un discorso polemico e non è il caso di farlo.

Invece io a questo punto volevo chiederti se c’è qualcosa di importante che magari ho dimenticato di chiederti, o qualcosa che vuoi raccontare, che magari è interessante condividere adesso con chi ci ascolta e ci legge, perché poi trascriviamo tutto, ovviamente.

B.M.: Allora, c’è un episodio che racconto, ma anche lì non troppo spesso, quindi può darsi che sia sfuggito a qualcuno. C’è un episodio che mi ha segnato molto.

Non so da dove partire. Allora, parto dalla storia.

Un giorno vado a una grossa concessionaria di Roma a vedere un nuovo modello di macchina, di cui non farò il nome, ovviamente, per non fare pubblicità.

Invitata da alcuni amici, vado a questa presentazione. C’è il buffet, c’è lo champagnino, queste cose qua, tutto bene.

A un certo punto arriva un signore che mi presentano. Non so se ha voluto, non lo so, non so dirti, anche lì altre coincidenze.

Questo signore, tenendomi la mano, mi dice: «Io la devo ringraziare».

Io lo guardo e gli dico: «Perché?».

Cioè, non mi conosceva, certo, mi hanno presentato come Barbara.

E mi dice: «Perché io sono stato rapito anni fa. Vivevo in una grotta dove c’era soltanto una radiolina. Lei aveva una trasmissione giornaliera alle ore 15 su Radio 1, questa la ricordo perfettamente, ed esordiva sempre dicendo l’ora, il tempo che faceva su Roma. E io riuscivo a capire che giorno era, eccetera».

Io sono rimasta sconvolta. Avevo i pochi peli delle mie braccia che si sono alzati, un brivido nella schiena.

E mi ha ringraziato perché forse anche un po’ grazie a me sapeva che ora era, che giorno era, che tempo faceva.

Ecco, questa è una delle cose che mi ha segnato tantissimo e che ricordo con grande affetto, con grande… Non lo so, non lo so, la ricordo, ecco.

E volevo condividerla con voi.

FM-world: Mi fai venire in mente che infatti una delle cose belle della radio, distrutta dalle radiovisioni peraltro, era il fatto che uno immaginava. Cioè, uno parla, sente la voce, immagina di essere dove vuole, alla fine. Quindi questo immaginava di essere libero, sostanzialmente.

B.M.: Esatto, esatto!

FM-world: Poi l’hanno liberato?

B.M.: Già.

FM-world: Ma avranno pagato un riscatto?

B.M.: Non so, non so neanche chi l’avesse rapito. Non lo voglio sapere. Ma è stata veramente una cosa così, da brivido.

FM-world: E allora, con questo colore che ti ha caratterizzato da sempre, io voglio ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato e spero, spero magari che tra un po’ ci sentiremo per altri aneddoti. Grazie, Barbara!

B.M.: No, grazie a voi soprattutto per aver pensato a me, anche perché sì, sono presente grazie alla tecnologia, ma non lo sono più come una volta.

Ma c’è tanta gente ancora che si ricorda di me e questo mi fa molto piacere.

Ringrazio te e ringrazio soprattutto loro per avermi fatto crescere in questa professione straordinaria.

Grazie!

(Marco H. Barsotti per FM-world)

 

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Barbara Marchand: “Con me e con la mia professoressa di lettere è nata nel 1966 la RMC italiana”

La prima voce nel 1966 era la sua professoressa di letttere all’Universita Carlone di Nizza; il primo Sound Designer era la moglie di Coutisson. E mille altri aneddoti.

Il 13 ottobre 2026 abbiamo avuto l’occasione di intervistare Barbara Marchand, la nota conduttrice e animatrice di Radio Rai che fu anche la seconda voce italiana in onda sui 205 metri di Radio Monte Carlo nel 1966. Questa la sua intervista esclusiva per FM-world.

Si possono trovare molte sue interviste online, ma c’erano alcune cose specifiche che volevamo sapere e che apparentemente nessuno aveva domandato. Senza contare che nella conversazione – a ruota libera e senza domande inviate in anteprima, come da sua richiesta – sono emersi alcuni fatti che correggono o integrano parte della narrazione piuttosto omogenea che abbiamo trovato online, in particolare relativamente propri all’inizio della trasmissione “italo-francese”.

Quella che segue è la trascrizione dell’intervista, non filtrata né editata: ma consigliamo tutti di ascoltarla dal vivo, cosa che sarà possibile fare venerdì 16 (prima parte) e venerdì 23 ottobre (seconda parte) sulle frequenze di Centrale Milano (1575 kHz+streaming) e Power 927 (927 kHz+streaming).

Intervista a Barbara Marchand – FM-world

FM-world: Per le interviste di FM-world abbiamo oggi con noi Barbara Marchand. Buongiorno, Barbara.

B.M.: Oh, buongiorno! Ma hai una voce canterina, amico mio!

FM-world: È perché faccio per hobby una specie di notiziario, una radio che abbiamo fatto insieme a Marco Casa di Milano, qui per Nizza. Quindi ho un po’ l’abitudine, forse, di impostarla un pochino. Allora senti, iniziamo tra poco con le domande vere, ma prima mi hai promesso una cosa: una registrazione originale dal tuo archivio di nastri degli anni ’60: il saluto all’inizio di una tua trasmissione. Possiamo sentirlo?

Cliccare qui

Trascrizione

«Buongiorno a tutti! Allora, come va questa mattina? Voi siete all’ascolto di Radio Monte Carlo, io sono Barbara di Radio Monte Carlo e vi auguro una giornata straordinaria! Ma dobbiamo partire subito con la musica, perché è inutile che parli io! Ok, andiamo!» (Subito dopo parte Gianni Morandi.)

Lo stile dell’epoca

B.M.: Questo era lo stile mio dell’epoca, pensa sessant’anni fa.

FM-world: E quanti anni avevi, in effetti?

B.M.: Avevo vent’anni nel 1966, quindi fate il conto. Oggi siamo nel 2026!

FM-world: Allora, partiamo da quegli anni, da un periodo che veramente pochi ricordano, purtroppo. La Radio Monte Carlo dei 205 metri, pari a 1466 kHz, nata da una costola di quella francese. Da quello che mi risulta, me l’ha detto un italo-francese, più francese che italiano, Christian Ghibaudo che abita qui a Nizza ed è appassionato di radio, è nata da una costola del trasmettitore di RMC francese, che era diventato inutile quando loro sono passati dalle onde medie alle onde lunghe. Non sapendo cosa farci, hanno detto: «Vabbè, facciamoci un programma italiano». Non so se ti risulta vera questa cosa.

B.M.: Risulta vera fino a un certo punto, perché comunque quelle onde medie e onde corte erano comunque utilizzate per toccare le coste africane, Algeria, Marocco, Tunisia, in lingua francese. Però non davano benefici (francesismo: vuol dire utili N.d.R.) , cioè nessuno pagava. Erano delle trasmissioni che facevano gentilmente da Monaco su quelle onde lì.

La Trasmissione Italo-Francese… Franco-Italiana

Dopodiché, quando hanno capito che appunto non c’erano benefici, arrivò il buon Noël Coutisson, che già lavorava a Radio Monte Carlo, ma nella sede di Parigi, e decise, dopo credo un grande studio, perché non nasce così, non può nascere così un’idea così geniale, di toccare le coste italiane. Perché toccando le coste africane toccavi per forza le coste italiane. Su queste frequenze (link)

E quindi Noël decise di fare una trasmissione italo-francese, perché inizialmente era in italiano e in francese, anzi, meglio, in francese e in italiano, per non mettere a disagio l’ascoltatore affezionato che ascoltava già in francese.

FM-world: Tu c’eri fin dal primo giorno?

B.M.: Io no, no, no. Dal primo giorno c’è stata la mia professoressa di italiano dell’Università di Nizza. Perché? Perché Noël Coutisson non conosceva persone che parlassero le due lingue.

Che cosa fa? Va al Consolato d’Italia e dice: «Avete qualcuno che parli francese e italiano nello stesso momento?». E gli dissero: «Guardi, le uniche persone che possono parlare le due lingue sono i professori di italiano in Francia, cioè a Nizza».

Quindi passarono attraverso l’ambasciata e il consolato. Il consolato indicò la mia professoressa di italiano, perché io studiavo Lettere italiane all’Università di Nizza.

Me la ritrovai un giorno a lezione e l’avevo già sentita io sulla radio. Le ho detto: «Signora, ma è lei che parla alla radio?». «No, no, no, per carità, non sono io!». Invece era lei, era proprio lei.

Si faceva chiamare Simonetta all’epoca, ma non si chiamava Simonetta. Adesso non ricordo bene come si chiamasse. Di cognome si chiamava Bassani, era la moglie del signor Bassani. Poi, per caso, io sono entrata a Radio Monte Carlo. Non è che c’è stato un bando oppure… Io ho incontrato invece la mia professoressa di italiano del liceo di Monaco, che abitava a due isolati da casa mia.

La incontrai per strada e mi disse: «Ma senti un po’, tu che parli italiano…», perché sapeva che andavo in vacanza a Limone Piemonte, quindi parlavo già un po’ italiano, non bene come adesso, «ma tu che parli così bene italiano e francese, perché non vai a fare una prova a Radio Monte Carlo?».

Io le dissi: «Ma signora mia, io non conosco manco un microfono, non so neanche che cos’è!».

«Ma no, dai, provaci! Che cosa fai adesso?».

Dico: «Sto studiando Lettere italiane».

«Ecco, appunto! Vai a Radio Monte Carlo, ti dico da chi devi andare».

E mi diede il numero della segretaria di Noël Coutisson, che mi diede a sua volta un appuntamento per fare un provino, che fu disastroso. E poi sono entrata. Tutto qua, molto semplice.

 

Crescere con gli ascoltatori

FM-world: Tutta la tua vita, alla fine, è stata determinata da questo.

B.M.: Ma io sono cresciuta con i miei ascoltatori, perché io ero nessuno. Cioè, il primo giorno non me ne sono accorta, ma il secondo giorno, quando ho cominciato a pensare che qualcuno forse mi ascoltava, sono andata giù con delle cose oscene! Non mi rendevo conto, non mi rendevo proprio conto.

E poi piano piano, col tempo, sono cresciuta, mi sono impegnata. Mi piaceva molto, tra le altre cose, soprattutto. E quindi tu sai che quando ti piace una cosa la fai ancora più volentieri.

FM-world: Certo, certo. Diventa un mestiere, immagino, molto bello. Senti, immagino  che quando è partita Radio Monte Carlo non ci fossero campagne pubblicitarie o altro per annunciarla. Quindi mi sono sempre domandato, ma come sono arrivati poi i primi ascoltatori. Perché bisognava che uno girasse la manopola lì, abbastanza in alto (1467 kHz). La RAI restava più in basso come frequenze, quindi neanche era tanto probabile che uno ci andasse. Forse chi cercava Vaticana (1530 kHz), forse passaparola, non so.

B.M.: Sì, io me lo chiedo anch’io. Credo che sia per puro caso che uno girasse e sentisse una voce diversa o una musica diversa. Perché non c’era censura su Radio Monte Carlo, quindi passavano anche dei brani che in RAI erano censurati, per esempio.

Quindi penso che sia stato più un colpo di fortuna, una coincidenza, chiamala come ti pare, anche se le coincidenze non esistono (frase da approfondire sul canale YouTube di Barbara, N.d.R.).

E poi piano piano si sono addirittura organizzati gli ascoltatori, visto che si prendeva bene sulla fascia litoranea dell’Italia, non all’interno ma proprio sulle spiagge. Era d’estate, perché io sono entrata a fine giugno. Si organizzarono con le radioline sulla spiaggia, dalle macchine. Guarda, sembra un film, ma è così!

FM-world: Dunque, la trasmissione si chiamava Italo-francese. Ogni tanto Awanagana piazzava dentro al discorso italiano delle frasi intere in francese. Era un’indicazione, era una necessità o era un vezzo?

B.M.: Allora, credo che quello di Awanagana fosse un vezzo. Chiedete a lui conferma, perché già Awanagana venne quando le trasmissioni erano totalmente in italiano.

Detto fatto: ecco la risposta di Awa:

Le trasmissioni italo-francesi sono nate con la mia professoressa e con me, praticamente, perché eravamo obbligati a non disabituare l’ascoltatore che ascoltava le trasmissioni in lingua francese precedenti, per non vessarlo, per abituarlo poi alla lingua italiana.

Ma Awanagana venne molto dopo di me, parecchio, molto dopo di me. Quindi penso che sia un vezzo. Chiedetelo magari.



Gigi Salvadori, sotto a sinistra Sandra, Marika, Coutisson, Barbara Marchand, dietro a Coutisson GP Casini

Noel, un genio

FM-world: Dunque è stato un passaggio morbido tra quella francese e quella italiana, senza una specie di discontinuità (il famoso giorno dell’esordio delle trasmissioni, 6 marzo 1966).

B.M.: No, no, no, è stata una cosa molto dolce, molto. Ma guarda, Coutisson era un mago, è inutile che ci giriamo intorno. Coutisson è stato un mago della radio.

Io non me ne rendevo conto perché non sapevo niente di radio, assolutamente niente. Ma quando lui mi punì perché misi una sigla, allora lì ho capito. Ho detto: «Allora ascoltalo, che forse è meglio!».

Era una persona straordinaria, che non esiste più adesso nelle radio commerciali, chiamiamole così, le radio del web. Non esiste più una persona come Coutisson, non esiste, secondo me. Scusate se lo dico, è così.

FM-world: Hai detto che hai messo una sigla. Cosa intendevi dire?

B.M.: Allora sì, questa è una cosa che racconto sempre molto volentieri.

Noi eravamo intanto Barbara di Radio Monte Carlo, Roberto di Radio Monte Carlo, Liliana di Radio Monte Carlo, Ettore di Radio Monte Carlo. Non avevamo cognome, non dovevamo usare il nostro cognome. Perché? Perché Coutisson aveva deciso così. Aveva deciso bene, secondo me.

E avevamo degli orari sempre variati e variabili. Cioè io potevo fare il lunedì la mattina alle otto, il martedì alle dodici, il mercoledì alle quattordici. Quindi non eravamo sempre presenti alla stessa ora.

Stranamente, una settimana sono rimasta alla solita ora, alle 17, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì alle 17.

Dico: «Ma lo sai che ti dico? Mi metto una sigla, così la gente sa che ci sono io alle 17 e mi ascolta. Chi mi vuole ascoltare volentieri sa che ci sono a quell’ora».

Non l’avessi mai fatto!

Il primo giorno nessuno se ne accorse. Il secondo giorno si aprì la porta dietro di me, perché avevo la porta dietro, quindi non vedevo chi entrava. Era una porta tipo, come si chiama, tipo sottomarino, sai, queste porte enormi.

Entrò Coutisson e mi disse: «Signorina, lei ha messo esattamente la stessa musica di ieri alla stessa ora. E no, così non va bene!».

E gli ho detto: «Scusi, ma io sono di servizio», perché si dice così in Francia, «sono di servizio tutte le sere alle 17, mi sembrava carino mettermi una sigla».

Non l’avessi mai detto! Mi ha cacciata e mi ha lasciata a casa sei mesi senza stipendio. Ecco chi era Coutisson!

FM-world: Cattivissimo, oltretutto! Sei mesi?

B.M.: No, no, cattivissimo! Dovevo imparare, dovevo sottostare alle leggi di Radio Monte Carlo. Io ero già una ribelle, si vede, non lo so.

Sound Designer: la moglie di Coutisson

FM-world: Parliamo della musica, allora. Nel tuo programma potevi scegliere oppure dire la tua sulla musica? O c’erano già quelli che oggi chiamano i sound designer? In ogni modo, che cos’è che passava di musica in quel periodo?

B.M.: Noi sound designer non ne avevamo. Avevamo uno che stilava la scaletta e basta, che tra le altre cose era la moglie di Coutisson.

Passavano i successi del momento, da Al Bano a Elton John, insomma. No, avevamo quello che faceva la scaletta e noi dovevamo seguire la scaletta. Poi avevamo un régisseur. Il régisseur è quello che sta in regia e annota tutti i passaggi delle pubblicità, degli stacchi, eccetera.

E il régisseur ci diceva: «Finite a quest’ora, togliamo questo pezzo, ne mettiamo un altro». E basta. Era una cosa molto semplice, sai, molto casalinga.

Prossimamente

Nel prossimo articolo: la carriera di Barbara dalla RAI in poi, fino ad arrivare ai giorni nostri e alla presenza su YouTube e su alcune Web Radio (M.H.B. per FM-world)

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Oyster Radio 106.5 (Radio Ostrica 106.5): la stazione più americana che si possa immaginare

You can’t get more American than this: Non posso immaginare nulla di più americano della Sua stazione. Sono le prime parole che abbiamo detto a Michael Allen, “owner and voice of Oyster Radio”. Lo abbiamo intervistato – più o meno: stava guardando Francia-Marocco e conducendo una diretta – giovedì 9 luglio ad Apalachicola, in Florida.

 

100 kW ERP

Oyster Radio, ufficialmente WOYS (OYS sta per Oyster, appunto ostrica), è una stazione di classe C1: può dunque operare a 100 kW di ERP con un’antenna – visibile nell’immagine – alta circa 300 metri. La stazione è stata rilevata dal nostro interlocutore, il titolare – speaker – sound designer e direttore generale Michael Allen nel 2022, trasformando quella che era una “Christian Country” station in una radio fortemente legata al territorio e… alla musica rock.

La Stazione più americana che si possa immaginare.

L’abbiamo definita la stazione più americana che si possa immaginare: per la sede, minuscola e direttamente sotto il traliccio. Per l’arredamento interno, un caos totale con fili ovunque, qualcosa che la nostra Europa iper-regolamentata non potrebbe non “sanzionare”.
Per la musica, che non pare aver alcun “format” prestabilito. E per la voce del conduttore che è possibile ascoltare qui.

Christian Country?

Il format “Christian country” non deve meravigliare: non su Oyster ma su un’altra stazione FM abbiamo sentito la pubblicità di un operatore telefonico cristiano: offre una sim che insiem al 5G fornisce garanzia di “free speech” in chiave cristiana. Nulla di strano dunque se una stazione trasmette country religioso (anche se in genere questo accade in AM).

106.5 FM Analogico

Oyster trasmette nel classico FM analogico, su 106.5 e 100.5: non dispone di sottocanali HD e non intende passare al digitale completo – un discorso, quello del sistema statunitense del digitale radiofonico – su cui varrebbe la pena ritornare, in quanto la nostra esperienza di viaggio ci ha convinto che si tratti di un sistema infinitamente più user-friendly del franco-tedesco Eureka-147, il nostro beneamato DAB+. Basti dire che la commutazione tra i vari canali HD (HD1, HD2, ecc.) è immediata, senza odiosi silenzi dovuti al buffering. Ma torniamo a Oyster.

L’intervista

FM-World: Quante persone operano in Oyster Radio?

Michael Allen: Quante? Io e lui! Io faccio i programmi, lui la pubblicità.

 

Advertising dept

Il “lui” cui si riferisce è il signore qui sopra, di cui non siamo riusciti ad appuntare il nome. Ha l’esclusiva della vendita degli spazi  pubblicitari della stazione e della gemella “Forgotten Coast Radio” 100.5 FM, che per ragioni incomprensibili è prodotta in Texas. Ma anche delle T-shirt, che potete ammirare alla sua sinistra e che non potevamo non acquistare ($25, ottimo cotone).

 Mission

FM-World: Può descrivere la programmazione di Oyster?

M.A.: Più di una radio, siamo parte della vita della Baia di Apalachicola. Ogni giorno portiamo in onda la musica, le notizie e le storie che raccontano davvero il nostro territorio, dando spazio alle imprese locali, tenendo informata la comunità e facendo sentire a casa anche chi è qui solo di passaggio. Essere una radio indipendente ci permette di pensare prima di tutto alle persone che vivono e amano questa baia, e grazie al sostegno dei nostri ascoltatori possiamo continuare a dare voce alla nostra comunità.

FM-World: Si occupa lei della scelta della musica e delle playlist?

M.A. Sì! Certo. Mi occupo di tutto, Questi sono i miei CD (a destra del flipper, N.d.R.) , invece i vinili li ho a casa! Comunque la playlist la fa una società del Texas: scelgono i brani e li mettono nell’automazione: il mio collega qui inserisce gli spot e io faccio la conduzione.

 

Contraddizione?

Il fatto che il proprietario-conduttore si occupi delle playlist e contemporaneamente che le playlist siano preparate in Texas ci è apparso vagamente contraddittorio: ma non abbiamo osato chiedere lumi  anche perché, come dicevamo, stava per iniziare il secondo tempo di Francia-Marocco.

 

Sostenibilitá

FM-World: In Italia le stazioni monofrequenze e strettamente locali come la vostra sono quasi sparite, difficile vivere di pubblicità in un mondo dominato dai social e dai grandi network…

M.A.:  Basta essere in due! Qui, quando ho rilevato la stazione, ci lavoravano in sei: tanto valeva chiudere subito. Ma così, io e lui, che problemi abbiamo?

Costi

Fm-World: E quindi quali sono i vostri costi? 

M.A.: Il più grosso è la corrente: 100 kW ERP, circa 30 kW di trasmettitore, figurati. E infatti sto vedendo se sostituirlo con uno nuovo allo stato solido, più performante. Poi c’è la licenza FCC, poca roba, 2000 dollari l’anno.

FM-World: Altro?

M.A.: No…perché? Ah, l’affitto.

Streaming

FM-World: Avete più ascoltatori in streaming o in in FM?

M.A.: In FM. Ma posso darvi i dati dell’online, aspetta… (si collega al sito manager.infomaniak.com N.d.R). 
Ecco: 184.319 ascoltatori oggi, di cui 155.073 dall’America e 21.404 dall’Europa.

FM-World: E dall’Italia?

M.A.: Qui: dall’Italia 159. La settimana scorsa, nei sette giorni, 159 dall’Italia! (M.H.B. per FM-World)

Carloiii 1200x500

Radio Caroline annuncia per errore la morte del Re d’Inghilterra

Un bug informatico attiva il protocollo riservato alla notizia della scomparsa del monarca.

Martedì 19 maggio, Radio Caroline — la storica stazione britannica nata come pirate radio negli anni Sessanta — ha vissuto uno dei momenti più imbarazzanti della sua lunga storia. Un errore informatico nel sistema del suo studio principale ha attivato automaticamente la cosiddetta “procedura Morte del Monarca”, un protocollo d’emergenza che tutte le stazioni radiofoniche britanniche “tengono pronto ma sperano di non dover mai utilizzare“.

Il risultato: l’annuncio in onda della morte di Re Carlo III, ancora vivo anche se, come noto, afflitto da problemi di salute.

Il silenzio che ha tradito l’errore

Come prevede il protocollo, dopo l’annuncio la stazione è andata in silenzio totale — comportamento che in realtà ha immediatamente allertato i responsabili, permettendo un rapido intervento.

Lo staff ha ripristinato la normale programmazione e ha trasmesso in diretta le scuse ufficiali.

Il comunicato firmato dal direttore Peter Moore parla di “computer error” e si conclude con le scuse formali rivolte a Sua Maestà il Re e agli ascoltatori per l’eventuale turbamento causato.

Radio Caroline, che vanta nel suo curriculum la trasmissione del Messaggio di Natale della Regina e ora del Re, ha sottolineato di voler continuare a farlo per molti anni ancora — una precisazione che, in questo contesto, suona quasi come una rassicurazione involontaria. (M.H.B. per FM-World)

A

Sessant’anni di RMC: Christian Ghibaudo e Ettore Andenna raccontano le Onde Medie e le altre radio del gruppo

RMC iniziò a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone: fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese, che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

Alcuni anni fa intervistammo per Newslinet Christian Ghibaudo, noto amatore della radio e memoria storica di tutte le RMC e Ettore Andenna, uno dei primissimi conduttori. Nel giorno in cui Radio Monte Carlo Italia compie sessant’anni abbiamo pensato di celebrarla ricordando alcune delle loro parole.

Dalle OL alle OM

RMC iniziò dunque a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone con una potenza di 1200 kW, con zona d’ascolto alla metà meridionale della Francia. E fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

È quindi liberata la frequenza in onde medie dei 205 metri. 

rmc grace - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

Il trasmettitore Roumoules

Con l’avvio delle onde lunghe, RMC inizia una programmazione molto popolare, con numerosi nuovi animatori e giornalisti. Programmazione che dura fino all’inizio degli anni ’90. Ovviamente molto orientata al pubblico del sud della Francia; un po’ come faceva RMC Italia. Fu solo dal 1974, quando entrò in servizio il trasmettitore Roumoules (con copertura pari ai tre quarti del territorio francese), che la programmazione cambiò per diventare più nazionale. In concorrenza con RTL ed Europe 1.

L’intervista – Apre la RMC italiana

Nel 1966 nasce la RMC italiana. L’iniziativa è resa possibile dal fatto che il trasmettitore storico di RMC diviene ridondante, come abbiamo visto. Le antenne di trasmissione sono le stesse della RMC francese o sono orientate diversamente?

(Christian Ghibaudo) – Quando RMC ha lanciato l’onda media 205 metri per il servizio italiano, le antenne sono state rivolte verso il nord-est dell’Italia. Inoltre in quel periodo sulle onde corte le trasmissioni della RMC francese sono state sostituite dalla Trasmissioni italo-francese di Noël Coutisson.

Programmazione non ingessata

RMC Italia ha contribuito al rinnovamento della nostra società, proponendo una programmazione non ingessata ed anche brani musicali censurati sul territorio nazionale. Possiamo affermare che la versione francese ha avuto un ruolo analogo per la Francia? Noel Coutisson si occupava anche della rete francese o solo di quella italiana?

(C.B.) – No, Radio Monte Carlo non ha avuto lo stesso impatto in Francia. E questo perché all’epoca c’erano altre tre emittenti private nazionali (le famose radio périphériques: Europe 1, Sud Radio e RTL). Fino al 1982 c’è stato un buon equilibrio tra France Inter (con programmi di qualità finanziati dallo Stato) e le quattro radio private, che guadagnavano molto con la pubblicità. È stato solo con l’arrivo delle stazioni radio FM private che l’ascolto delle stazioni périphériques ha iniziato a diminuire. Quando è nata RMC Italia, Noël Coutisson non era più in onda in Francia.

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Programma Francese a 205 metri

Al termine dei programmi della RMC italiana sui 205 metri (alle 19.30) il canale diffondeva una programmazione francese: il Programma Francese a 205 metri. Era una versione iniziale di RMC Cote d’Azur?

(C.B.) – Il programma della sera sui 205 metri/1466 kHz era molto popolare e trasmesso anche in onde corte. Ma la sua programmazione non era destinata a un pubblico popolare. C’erano notizie dal panorama culturale della Riviera (francese e italiana), ma anche informazioni politiche (anche dal mondo arabo). Inoltre, nei fine settimana era trasmesso un incontro “Jet Set” con Dieter Friedrich. Alcuni programmi erano a pagamento, ed era un modo per rendere redditizio il trasmettitore in attesa dell’inizio delle trasmissioni internazionali della TWR (Trans World Radio) più tardi nella serata.

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Un titolo italiano, uno francese

Nel 2021 intervistammo per Newslinet, Ettore Andenna. Riportiamo qui di seguito qualche ricordo importante.

Il 12/12/1967, dopo un provino in studio a Monte Carlo, alle 16.45 presentato in audio da Barbara Marchand, che mi chiese di lanciare un titolo dopo la mia presentazione. Lo ricordo come fosse ora: era “Mes rèves de satin”, versione francese di “Nights in white satin” dei Moody Blues, interpretata da Patricia, una cantante svizzero-francese.  La primissima programmazione, che, sotto la guida del grande Noel Coutisson, rimase sempre identica a se stessa era: un titolo francese, uno italiano e due di lingua inglese, con un minimo di bla bla e l’intromissione di rubriche sempre di carattere musicale. Questo per i primi anni; poi subentrarono anche giochi a partecipazione diretta popolare. Le voci erano quelle di Gigi Salvadori, Barbara Marchand, Robertino, Valeria Porrà, il grande Herbert Pagani e Sandra. Tranne Herbert, eravamo tutti senza cognome: Ettore, Barbara, Robertino, Gigi, Valeria, Sandra di Radio Monte Carlo.

Ettore Andenna

I miei ascoltatori della jungla

Vi racconto un aneddoto. Nel 1970, per seguire una ragazza italiana stupenda che era stata mandata in Madagascar a collaborare con le missioni malgasce, mi ritrovai a Fianarantsoa, a 400 km. a sud di Tananarive, allora in piena jungla o brousse come la chiamavano. Ero ospite in una missione condotta da preti italiani e la sera, mentre mangiavamo, accesero la radio, sornioni. E mi ritrovai ad ascoltare me stesso: in una trasmissione che avevo registrato, per supplire alla mia assenza per quel viaggio. Al mio stupore mi dissero che loro ascoltavano regolarmente RMC, in onde corte! Non era vero: avevano montato un’antenna con filo di rame su per il campanile per farmi la sorpresa e captare le onde corte. Ma si sentiva! A 20.000 km di distanza! Comunque le onde medie dei mitici 205, con le antenne di Mont Agel, arrivavano fino in Libano e ricevevamo cartoline dai luoghi più impensati del Mediterraneo…

Noel Coutisson: grande. Anzi grandissimo!

Noel Coutisson? Era un grande!! Anzi, un grandissimo! A quell’epoca, secondo me, il più grande per la radio nell’Europa continentale. Aveva una visione e delle intuizioni che precorrevano e di molto quelli che sarebbero stati gli sviluppi della radio. È grazie a lui che in Italia si è cambiato il modo di fare radio. Fu lui che ci formò in tal senso.

Noel Coutisson, RMC, Ettore Andenna

Figli di un Dio minore

I colleghi della RMC francese ci consideravano i figli di un Dio minore e ci trattavano con molta condiscendenza. Io venni accettato e frequentai alcuni di loro (diventati in seguito importantissimi in Francia) dopo 4/5 anni.

Torniamo a Ghibaudo.

– Parliamo del 1976, quando ormai è attiva anche la frequenza dei 701 KHz. Secondo Ettore Andenna, i conduttori italiani erano considerati figli di un Dio minore. Sciovinismo francese o la rete disponeva di risorse superiori? Cosa differenziava le due emittenti?

(C.B.) – Ovviamente il servizio francese era considerato migliore del servizio italiano. RMC in francese portava più soldi con la pubblicità perché il mercato era enorme. Consideriamo che RTL e Europe 1 avevano pochissimi ascoltatori nel sud della Francia. Inoltre, nel famoso palazzo di boulevard Princesse Charlotte di gli studi “francesi” erano al primo piano e gli “italiani” al piano terra. Ma RMC Italia era molto popolare e c’erano molti visitatori italiani durante le vacanze estive.

RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique

– E le locali RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique? Quali erano zone d’ascolto, lingue e programmazioni?

(C.B.) – Con trasmettitori FM molto potenti, le tre stazioni erano udibili in tutta la regione, quasi fino a Marsiglia. E anche nel nord della Corsica. Le trasmissioni erano solo in francese, in particolare RMC Côte d’Azur era molto popolare.

Queste tre stazioni erano state create per competere con le stazioni locali che stavano iniziando a trasmettere in FM dall’Italia

RMC Côte d’Azur era davvero una stazione radio locale, proprio come lo era RMC nel dopoguerra. Per le altre due si trattava, come suggerisce il nome, di programmi musicali.

rmc control room - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

RMC in FM

– Con l’inizio della diffusione in FM l’impostazione della RMC italiana cambia radicalmente, passando da un format nazional-popolare a quello “Radio di Gran Classe” ideato dalla sua nuova proprietà italiana (gruppo Finelco). Anche la RMC francese cambia di proprietà.

(C.B.) – RMC era molto popolare e vantava molti ascoltatori, ma dal 1986 con lo sviluppo dei grandi network privati francesi iniziarono a diminuire. Nel 1993 ci fu un cambio verso un formato music & news. Ma non funzionò e si tornò quindi alla programmazione degli anni precedenti.

Il deficit

Nel frattempo la radio continuava a spendere come nella belle epoque, anche a fronte di introiti pubblicitari ridotti

Si arriva ad un deficit equivalente a 70 milioni di Euro e nel 1998 lo Stato francese (Sofirad) vende la stazione, di fatto smantellandola. L’acquirente della parte francese è il gruppo Sud Communication, che però la rivende nel 2000 al gruppo NRJ. Ma la cessione non è approvata dalle autorità francesi per questioni antitrust. RMC riduce il suo organico da 600 a circa 110 persone. Nel gennaio 2001 ha luogo il rilancio con RMC Infos e il formato attuale (news, talk, sport). L’audience ricomincia quindi a crescere grazie a questo nuovo formato.

Per quanto riguarda la RMC italiana la storia la conosci tu meglio di me: passa a Hazan, fondatore di Studio 105, che la rilancia con – direi – un grande successo. (M.H.B. per FM-world)

A

Iran: quando Internet viene censurato, la Radio rimane l’unico mezzo di comunicazione

Quando Internet è censurato e le linee telefoniche classiche interrotte la radio analogica resta l’unica risorsa a cui aggrapparsi e le terribili vicende dell’Iran ne forniscono l’ennesima prova. In merito, il nostro amico e funzionario Rai Andrea Borgnino ha condiviso su social una notizia che non potevamo non pubblicare su queste pagine.

Niente Internet…

Come sappiamo per cercare di arginare le imponenti proteste dei cittadini Iraniani i capi religiosi del paese hanno bloccato internet a partire dalla sera del 8 gennaio 2026:

 

…quasi niente Starlink

Contestualmente anche la rete internet satellitare di SpaceX (Starlink, un progetto di Elon Musk) ha grandi difficoltà nel funzionamento a causa e jamming sui segnali GPS.

Shabname

Ecco dunque spuntare radio clandestine in onde corte. Ne esistono, secondo fonti BBC, svariate, ma Shabname è la prima di cui abbiamo i dettagli.

“Shabnane” fa riferimento a “lettera notturna”, che è un termine per opuscoli o bollettini clandestini distribuiti segretamente, spesso di notte, durante i movimenti politici in Iran. Questi sono stati usati storicamente per messaggi rivoluzionari o di opposizione, come avvertimenti, propaganda o direttive, eludendo la censura.

Riportiamo di seguito parola per parola l’annuncio dell’emittente.

Le onde corte attraversano i confini.

Le onde corte attraversano i confini. Non è necessario internet. Non può essere censurato. Basta una semplice radio.

Perché la Radio? Cosa Trasmettiamo Come Ascoltare
In momenti di crisi, internet è la prima cosa a essere tagliata. Ma le onde radio non possono essere fermate. Le onde corte possono viaggiare per migliaia di chilometri e raggiungere le aree più remote. La stessa tecnologia che ha connesso le persone per decenni. Notizie non censurate da fonti internazionali fidate. La voce dei manifestanti e attivisti all’interno dell’Iran. Una radio a onde corte economica è tutto ciò di cui hai bisogno. Disponibile nei mercati e nei negozi di elettronica. Frequenze e Orari di Trasmissione (Ora di Teheran): 7465 kHz 7:00 AM 17540 kHz 7:00 AM 9680 kHz 10:00 AM

Da dove vengono i segnali?

Queste emissioni clandestine – ascoltabili anche in Italia – non possono ovviamente essere diffuse dall’Iran: troppo pericoloso e sostanzialmente impossibile installare le grandi antenne necessarie.

Il mondo dei DXers (che paiono esistere ancora) ha dunque avanzato le seguenti due ipotesi: emissioni in partenza dalla Francia o dall’Armenia.

Se si tratta della Francia l’unico impianto possibile e’ quello di Issoudin, nel comune di Saint-Aoustrille, attualmente utilizzato da Radio France Internationale e dotato di trasmettitori da 500 kW (il massimo di fatto per le Onde Corte) e antenne alte 80 metri e lunghe circa 60.

L’alternativa, per alcuni addirittura più probabile, è il sito di Radio CJSC in Armenia.

(M.H.B. con il supporto di A. Borgnino per FM-world)

Radiotuning 1200x500

La Svizzera torna all’FM: alcuni numeri e le importanti considerazioni del direttore della RSI

A cura di Marco H. Barsotti

Torniamo ancora una volta sulla grande marcia indietro della Confederazione elvetica riguardo la decisione di abbandonare l’FM. Lo facciamo – a costo di apparire ripetitivi – in quanto una testata di nome “FM” world non può non dare il giusto spazio ai dati veri e a una sorta di morale che ci viene da un’intervista importante.

Contrordine compagni

Inutile ripetere ai lettori di FM-world la notizia: contrordine compagni – come si sarebbe detto nel secolo scorso – si riaccende l’analogico FM. Che era in fase di spegnimento con apparente soddisfazione da parte di molti in Europa, che vedevano nella Svizzera (e nella Norvegia ancora prima) un esempio da seguire.

Un accordo del 2014

Vale la pena rileggere una frase del comunicato ufficiale presente nell’articolo pubblicato l’11 dicembre 2025 sul sito della RSI ci pare significativa: “Con la decisione di abbandonare la FM entro la fine del 2024, la SSR aveva rispettato l’accordo concluso oltre dieci anni fa con il settore radiofonico e con la Confederazione“.

Un accordo tra politici e “il settore”, che significa chi trasmette. In altre parole mancano gli ascoltatori, quasi non avessero nulla a che fare con questa scelta.

Un’osservazione, questa, che non va letta come critica alla Svizzera, semmai come considerazione generale che riguarda tutti gli Stati dove vengono operate queste scelte. I cittadini, quelli che pagano il canone o subiscono la pubblicità sembrano essere la componente meno importante in tante scelte che li riguardano.

Numeri interessanti

Passiamo ad alcuni numeri interessanti. Leggiamo nel comunicato datato 9 dicembre 2025 emesso dall’associazione delle radio private svizzera ASRP:

Dopo lo spegnimento, i programmi della SSR hanno registrato forti cali di ascolto, fino al 49%. Inoltre, oltre 100.000 ascoltatori sono passati a emittenti FM straniere.

Dati ufficiali

Dati forse esagerati, ma Newslinet, una fonte estremamente attenta alla fattualità, riportava a luglio 2025 quanto segue:

“Dopo lo switch-off FM della radiotelevisione pubblica SRG avvenuto il 31/12/2024, si è registrato un calo dell’audience (–470.000 ascoltatori), con SRF 1 scesa al 23% di share e SRF 3 all’11,2%.”

Meno 470.000 su quanto?

L’articolo non lo dice, abbiamo dovuto dunque cercare sul sito di Mediapulse – ente di cui abbiamo in passato intervistato i massimi responsabili – trovando quanto segue: “l’offerta di stazioni radio lineari nel primo semestre 2025 ha toccato 5,2 milioni di ascoltatori per giorno“.

Proviamo a fare la divisione: 470.000/5.200.000 = 0,903 ovvero -9%

Ora, nel comunicato stampa della SSR intitolato “La SSR abbandonerà le FM alla fine dell’anno” e pubblicato il 26 giugno 2024 si leggeva:

“La percentuale di chi tuttora utilizza esclusivamente le FM continua ad attestarsi a meno del 10%.

Una conclusione semplicistica sarebbe dunque che tutti coloro che ascoltavano la radio in FM hanno semplicemente cambiato media. (visto che 9% è molto prossimo a 10%).

Ma se crediamo al dato di SRP – che quando cita un -49% non indica la propria fonte – le cose sarebbero andate anche peggio. A nostro avviso il dato di SRP, se corretto, indicherebbe che la stima del 10% di ascoltatori residui in FM non era corretta.

Ma attendiamo con piacere i commenti e le opinioni dei tanti professionisti del settore presenti numerosi tra i lettori di questa testata e del canale social Talkmedia.

Una perdita che fa male a pubblico e privato

In chiusura vorremmo portare l’attenzione a una frase del direttore della RSI, Mario Timbal che con un’onestà intellettuale tutta elvetica alla domanda “Fare da apripista e spegnere l’FM per primi è stato un errore?” ha risposto con una considerazione di massimo interesse, che riportiamo per intero:

“È stato sicuramente un errore prendere per definitivo l’accordo che la SSR aveva stipulato con le radio private con la Confederazione, dove il ruolo da apripista andava a favore delle radio private. Quindi, passando prima degli altri, avremmo aiutato il pubblico a transitare, limitando le perdite d’ascolto delle radio private.

Ora tutto cambia, si ritorna ed è chiaro che c’è un lato in cui si ha un poco il danno e la beffa: la perdita di ascoltatori che abbiamo avuto noi fa male a tutto il sistema radiofonico svizzero, perché alcuni degli ascoltatori non sono transitati sulle reti private ma anche su reti estere. Quindi in un panorama dove già la radio in ascolto lineare ha un calo naturale in questi anni, si aggiunge questo che va ad aggravare“

Cui Prodest?

Resta una domanda che abbiamo posto spesso nelle interviste passate senza ottenere risposta: mentre spegnere l’analogico TV aveva un senso, considerato che si riutilizzavano gli stessi circa 390 MHz (le  frequenze tra 471 e 860 MHz dell’UHF), a noi pare che nessuno abbia trovato un buon uso per i meri 20 MHz che costituiscono la banda FM.

Certamente non sono utili alle telco, i più ricchi acquirenti di frequenze, come ci aveva spiegato uno dei migliori divulgatori italiani ancora nel 2022.

Si spegne non per far spazio ad altri servizi ma per lasciare il nulla. O spazio agli stranieri.

Niente da fare, l’ostinazione dei politici a chiedere lo spegnimento dell’FM senza lasciarla morire quando lo decideranno i consumatori non riusciamo proprio a capirla. (M.H.B. per FM-world)

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After One Year of DAB-Only, Switzerland Reverts to FM: The Important Considerations of the RSI Director

Edited by Marco H. Barsotti

We return once again to the major U-turn by the Swiss Confederation regarding the decision to abandon FM. We do so—at the risk of appearing repetitive—because a publication named “FM” world cannot fail to give due space to the real data and to a sort of moral that comes from an important interview.

Counter-order, comrades

It is unnecessary to repeat to FM-world readers the news: counter-order, comrades—as one would have said in the last century—analog FM is being switched back on. Which had been in the process of being phased out with apparent satisfaction from many in Europe, who saw Switzerland (and Norway even earlier) as an example to follow.

An agreement from 2014

It is worth rereading a sentence from the official press release in the article published on December 11, 2025 on the RSI website which seems significant to us: “With the decision to abandon FM by the end of 2024, the SSR had respected the agreement concluded over ten years ago with the radio sector and with the Confederation“. An agreement between politicians and “the sector”, meaning those who broadcast. In other words, listeners are missing, as if they had nothing to do with this choice. An observation, this one, that should not be read as criticism of Switzerland, but rather as a general consideration that concerns all States where these choices are made. Citizens, those who pay the license fee or endure advertising, seem to be the least important component in many choices that concern them.

Interesting numbers

Let’s move on to some interesting numbers. We read in the press release dated December 9, 2025 issued by the Swiss private radio association ASRP: After the switch-off, SSR programs recorded sharp drops in listening, up to 49%. Furthermore, over 100,000 listeners switched to foreign FM stations.

Official data

Data perhaps exaggerated, but Newslinet, a source extremely attentive to factuality, reported in July 2025 the following: “After the FM switch-off of the public broadcaster SRG which occurred on 12/31/2024, a drop in audience was recorded (–470,000 listeners), with SRF 1 down to 23% of share and SRF 3 to 11.2%.”

Minus 470,000 out of what?

The article does not say, so we had to search on the Mediapulse website—an entity whose top executives we interviewed in the past—finding the following: “the offer of linear radio stations in the first half of 2025 reached 5.2 million listeners per day“.

Let’s try the division: 470,000/5,200,000 = 0.0903, or -9%

Now, in the SSR press release titled “The SSR will abandon FM at the end of the year” published on June 26, 2024, it read: “The percentage of those who still use FM exclusively continues to stand at less than 10%. A simplistic conclusion would therefore be that all those who listened to radio on FM simply switched media. (since 9% is very close to 10%). But if we believe the SRP data—which when citing a -49% does not indicate its source—things would have gone even worse. In our opinion, the SRP data, if correct, would indicate that the estimate of 10% residual FM listeners was not accurate. But we eagerly await comments and opinions from the many industry professionals numerous among the readers of this publication and the Talkmedia social channel.

Screenshot

A loss that hurts public and private

In closing, we would like to draw attention to a sentence from RSI director Mario Timbal who, with a typically Swiss intellectual honesty, when asked “Being the pioneer and switching off FM first was a mistake?” responded with a consideration of utmost interest, which we report in full:

“It was certainly a mistake to take as definitive the agreement that the SSR had stipulated with private radios and the Confederation, where the pioneer role went in favor of private radios. Therefore, by going before the others, we would have helped the public to transition, limiting the listening losses of private radios. Now everything changes, we return and it is clear that there is a side where one gets both the damage and the mockery: the loss of listeners that we have suffered hurts the entire Swiss radio system, because some of the listeners did not transition to private networks but also to foreign networks. Therefore, in a landscape where linear listening radio already has a natural decline in these years, this is added and worsens it“

Cui Prodest?

One question remains that we have often asked in past interviews without getting an answer: while switching off analog TV made sense, considering that the same approximately 390 MHz were reused (the frequencies between 471 and 860 MHz of UHF), it seems to us that no one has found a good use for the mere 20 MHz that constitute the FM band. Certainly not useful to telcos, the richest buyers of frequencies, as one of the best Italian popularizers explained to us back in 2022. Switching off not to make room for other services but to leave emptiness. Or space for foreigners.

Nothing to do, we really cannot understand the obstinacy of politicians in demanding the switch-off of FM without letting it die when consumers decide. (M.H.B. for FM-world)

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Nata in Italia, la monegasca Riviera Radio tornata al gruppo britannico Capital (oggi Global Media)

Il colosso britannico Global Media & Entertainment Limited ha confermato l’acquisizione di Riviera Radio, la stazione in lingua inglese nata a Bordighera col nome di Radio Soverein che trasmette da Monaco verso la Costa Azzurra e il Sud della Francia. L’accordo, perfezionato lo scorso luglio 2025, riporta la radio sotto l’ala del Capital Radio Group – ora parte integrante di Global – uno dei suoi proprietari originali, chiudendo un cerchio iniziato quasi quattro decenni fa.

Le origini

Nel 1984, pochi mesi dopo la chiusura traumatica di Radio Sovereign UK John Kenning, con il cuore ancora spezzato per aver dovuto dire addio alla sua creatura britannica, decide di ripartire dalla Costa Azzurra e dalla Riviera italiana. L’idea è chiara: c’è un vuoto enorme per una stazione inglese ben fatta. Radio Nova – altra emittente anglofona in zona Bordighera – è spesso fuori onda (tanto da essere soprannominata “Radio Nowhere” dagli expat), mentre l’unica altra voce anglofona è Radio Kost, religiosa, con segnale debole e sostenuta solo dalle donazioni.
Kenning vede il potenziale enorme: sole tutto l’anno, un pubblico internazionale ricco e annoiato dalle radio locali. Il nome che ha in testa è già perfetto: Radio Riviera. Per risparmiare, però, decide di riutilizzare i jingle di Sovereign e la chiama provvisoriamente Radio Sovereign International.

Elpro e… Grant Benson

Trasmettitore Elpro da 2 kW acquistato a Milano, antenna inizialmente bloccata in dogana a Ventimiglia, ufficiali da “oliare” (almeno secondo il blog del fondatore), frequenza 104.1 quasi persa per uno spuria di Radio Kost.


L’antenna a Bordighera alta e la Mini di Grant Benson

In inglese, per la Francia dall’Italia

Gli studi nascono in una villa a Camporosso Mare, il trasmettitore su una montagna vicino a Bordighera con vista fino a Saint-Tropez. Grant Benson, Paul McKenna, Pete MacFarlane (Kevin Turner), Dave Bowman e la fidanzata Jilly formano la squadra iniziale. Il 5 maggio 1984, alle 6 in punto, Pete dà il via alla prima diretta: «This is all hit radio… Radio Sovereign International».

Capital Radio Group

Quel nome “Radio Riviera” che Kenning aveva dovuto accantonare per motivi di budget tornerà magicamente in vita pochi anni dopo, nel 1987-1988, quando il Capital Radio Group di Londra – in cerca di espansione internazionale – decise di lanciare la sua stazione sulla Costa Azzurra. Per rendere immediatamente chiaro il legame con la prestigiosa Capital di Londra, il nome venne leggermente modificato in Riviera Radio.

Global

Il cerchio si chiude quarant’anni dopo: la stazione che era nata con l’ambizione di essere la “Capital della Riviera” torna oggi, nel 2025, proprio nella famiglia Global che possiede Capital.

La stazione raggiunge gli ascoltatori via FM su 106.5 e 106.3 MHz (inspiegabilmente con zone di ascolto coincidenti), DAB+ e streaming online. Le postazioni di emissione sono quelle di Monaco Media Diffusion sul mont Agel.

Onde Medie

Chiudiamo con una nota per i nostalgici della radio analogica. Il nuovissimo sito di Monaco Media Diffusion mostra in home page i tralicci delle onde medie, gli storici 205 metri e 701 chilocicli di Radio Monte Carlo. Proprio da uno di questi Riviera Radio ha trasmesso per un breve periodo dopo l’abbandono delle onde medie da parte di RMC Italia. (M.H.B. per  FM-world)