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Una giornata di festa per celebrare i sessant’anni di Radio Monte Carlo

Il 6 marzo 2026 è una giornata decisamente speciale: Radio Monte Carlo compie sessanta indimenticabili anni.

Sessant’anni di una storia fatta di successi, primati e sfide vinte: un traguardo importante per un’emittente che ha saputo attraversare epoche diverse della radio e della musica, rimanendo sempre riconoscibile e attuale. Una radio capace di raccontare mode e cambiamenti senza perdere la propria identità, quella della “musica di gran classe”.

Per celebrare questo anniversario, Radio Monte Carlo ha preparato una programmazione speciale che ripercorre il suo passato e il suo presente. Durante la giornata si alterneranno voci storiche e speaker di oggi, mentre amici e protagonisti dell’emittente porteranno i loro auguri. Tra questi ci saranno nomi molto legati alla storia della radio come Luisella Berrino, Awanagana, Max Venegoni, Patty Farchetto, Debora Villa, Paolo Dini e Lester.

La giornata sarà arricchita da jingle storici, sigle dei programmi e interviste tratte dagli archivi della radio, oltre a numerose sorprese pensate per gli ascoltatori che da decenni seguono l’emittente.


Le origini: dal Principato di Monaco all’Italia

La storia di Radio Monte Carlo comincia ufficialmente il 6 marzo 1966, quando prende il via la programmazione in lingua italiana dell’emittente che trasmette dal Principato di Monaco. Il progetto è diretto dal giornalista francese Noël Coutisson.

Le prime trasmissioni in italiano iniziano alle 14.00 e vengono diffuse sulle onde medie sui “1466 chilocicli”. Il segnale raggiunge soprattutto la costa tirrenica italiana e parte della Francia meridionale.

In quegli anni la radio italiana è dominata dal monopolio della Rai, ma trasmettendo dall’estero Radio Monte Carlo riesce a proporre un linguaggio radiofonico più moderno e una musica più internazionale. Questo la rende rapidamente popolare tra gli ascoltatori italiani e la trasforma in una sorta di precursore delle future radio libere.


La radio che scopre la musica

Uno degli elementi che hanno sempre caratterizzato Radio Monte Carlo è l’attenzione alla ricerca musicale. La radio ha spesso anticipato le tendenze, proponendo artisti internazionali prima che diventassero popolari nel nostro Paese.

Tra i nomi che hanno trovato spazio nelle sue playlist e che sono stati valorizzati anche grazie alla programmazione dell’emittente figurano artisti come Lana Del Rey, Mario Biondi, Michael Bublé e la compianta Amy Winehouse.

Questo approccio editoriale ha contribuito a costruire l’identità di Radio Monte Carlo: una radio che fa sognare, emozionare e ricordare, ma che allo stesso tempo propone anche successi attuali e produzioni meno inflazionate.


Le voci che hanno fatto la storia

Nel corso dei decenni l’emittente è diventata una vera e propria scuola di radiofonia, lanciando alcune delle voci più amate dal pubblico.

Tra i protagonisti che hanno contribuito alla sua storia si ricordano:

  • Awanagana

  • Federico l’Olandese Volante

  • Herbert Pagani

  • Ettore Andenna

  • Barbara Marchand
  • Luisella Berrino

  • Roberto “Robertino” Arnaldi

Con il loro stile hanno contribuito a definire un modo di fare radio più diretto e moderno, che ha influenzato molte emittenti nate negli anni successivi.


Una festa speciale per i 60 anni

Il compleanno di Radio Monte Carlo non si celebra solo in onda. La sera del 6 marzo l’emittente festeggia a Milano nello storico jazz club Blue Note di Milano con un evento esclusivo.

Tra gli ospiti della serata ci saranno artisti di primo piano come Mario Biondi e la celebre band britannica Incognito, che si uniranno a Nick the Nightfly per una jam session irripetibile.

All’evento prenderanno parte anche 60 fortunati ascoltatori, selezionati attraverso un contest radiofonico, che avranno l’opportunità di vivere una serata unica insieme agli artisti e ai protagonisti dell’emittente.


Una radio che attraversa le epoche

Dalle onde medie degli anni ’60 alla diffusione in FM, fino alla multimedialità di oggi, Radio Monte Carlo ha attraversato sessant’anni di trasformazioni tecnologiche e culturali.

Oggi l’emittente – dopo un lungo periodo in casa Finelco con l’editore Alberto Hazan – fa parte del gruppo RadioMediaset e continua a distinguersi per una proposta musicale raffinata e per una conduzione elegante e riconoscibile.

Sessant’anni dopo quella prima trasmissione del 1966, Radio Monte Carlo continua a fare ciò che ha sempre fatto meglio: raccontare la musica con stile e accompagnare gli ascoltatori con una colonna sonora senza tempo.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Sessant’anni di RMC: Christian Ghibaudo e Ettore Andenna raccontano le Onde Medie e le altre radio del gruppo

RMC iniziò a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone: fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese, che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

Alcuni anni fa intervistammo per Newslinet Christian Ghibaudo, noto amatore della radio e memoria storica di tutte le RMC e Ettore Andenna, uno dei primissimi conduttori. Nel giorno in cui Radio Monte Carlo Italia compie sessant’anni abbiamo pensato di celebrarla ricordando alcune delle loro parole.

Dalle OL alle OM

RMC iniziò dunque a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone con una potenza di 1200 kW, con zona d’ascolto alla metà meridionale della Francia. E fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

È quindi liberata la frequenza in onde medie dei 205 metri. 

rmc grace - Radio. Storia della RMC francese e delle sorelle RMC Cote d'Azur, RMC Rock e RMC Classique nate per contrastare i pirati radiofonici italiani

Il trasmettitore Roumoules

Con l’avvio delle onde lunghe, RMC inizia una programmazione molto popolare, con numerosi nuovi animatori e giornalisti. Programmazione che dura fino all’inizio degli anni ’90. Ovviamente molto orientata al pubblico del sud della Francia; un po’ come faceva RMC Italia. Fu solo dal 1974, quando entrò in servizio il trasmettitore Roumoules (con copertura pari ai tre quarti del territorio francese), che la programmazione cambiò per diventare più nazionale. In concorrenza con RTL ed Europe 1.

L’intervista – Apre la RMC italiana

Nel 1966 nasce la RMC italiana. L’iniziativa è resa possibile dal fatto che il trasmettitore storico di RMC diviene ridondante, come abbiamo visto. Le antenne di trasmissione sono le stesse della RMC francese o sono orientate diversamente?

(Christian Ghibaudo) – Quando RMC ha lanciato l’onda media 205 metri per il servizio italiano, le antenne sono state rivolte verso il nord-est dell’Italia. Inoltre in quel periodo sulle onde corte le trasmissioni della RMC francese sono state sostituite dalla Trasmissioni italo-francese di Noël Coutisson.

Programmazione non ingessata

RMC Italia ha contribuito al rinnovamento della nostra società, proponendo una programmazione non ingessata ed anche brani musicali censurati sul territorio nazionale. Possiamo affermare che la versione francese ha avuto un ruolo analogo per la Francia? Noel Coutisson si occupava anche della rete francese o solo di quella italiana?

(C.B.) – No, Radio Monte Carlo non ha avuto lo stesso impatto in Francia. E questo perché all’epoca c’erano altre tre emittenti private nazionali (le famose radio périphériques: Europe 1, Sud Radio e RTL). Fino al 1982 c’è stato un buon equilibrio tra France Inter (con programmi di qualità finanziati dallo Stato) e le quattro radio private, che guadagnavano molto con la pubblicità. È stato solo con l’arrivo delle stazioni radio FM private che l’ascolto delle stazioni périphériques ha iniziato a diminuire. Quando è nata RMC Italia, Noël Coutisson non era più in onda in Francia.

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Programma Francese a 205 metri

Al termine dei programmi della RMC italiana sui 205 metri (alle 19.30) il canale diffondeva una programmazione francese: il Programma Francese a 205 metri. Era una versione iniziale di RMC Cote d’Azur?

(C.B.) – Il programma della sera sui 205 metri/1466 kHz era molto popolare e trasmesso anche in onde corte. Ma la sua programmazione non era destinata a un pubblico popolare. C’erano notizie dal panorama culturale della Riviera (francese e italiana), ma anche informazioni politiche (anche dal mondo arabo). Inoltre, nei fine settimana era trasmesso un incontro “Jet Set” con Dieter Friedrich. Alcuni programmi erano a pagamento, ed era un modo per rendere redditizio il trasmettitore in attesa dell’inizio delle trasmissioni internazionali della TWR (Trans World Radio) più tardi nella serata.

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Un titolo italiano, uno francese

Nel 2021 intervistammo per Newslinet, Ettore Andenna. Riportiamo qui di seguito qualche ricordo importante.

Il 12/12/1967, dopo un provino in studio a Monte Carlo, alle 16.45 presentato in audio da Barbara Marchand, che mi chiese di lanciare un titolo dopo la mia presentazione. Lo ricordo come fosse ora: era “Mes rèves de satin”, versione francese di “Nights in white satin” dei Moody Blues, interpretata da Patricia, una cantante svizzero-francese.  La primissima programmazione, che, sotto la guida del grande Noel Coutisson, rimase sempre identica a se stessa era: un titolo francese, uno italiano e due di lingua inglese, con un minimo di bla bla e l’intromissione di rubriche sempre di carattere musicale. Questo per i primi anni; poi subentrarono anche giochi a partecipazione diretta popolare. Le voci erano quelle di Gigi Salvadori, Barbara Marchand, Robertino, Valeria Porrà, il grande Herbert Pagani e Sandra. Tranne Herbert, eravamo tutti senza cognome: Ettore, Barbara, Robertino, Gigi, Valeria, Sandra di Radio Monte Carlo.

Ettore Andenna

I miei ascoltatori della jungla

Vi racconto un aneddoto. Nel 1970, per seguire una ragazza italiana stupenda che era stata mandata in Madagascar a collaborare con le missioni malgasce, mi ritrovai a Fianarantsoa, a 400 km. a sud di Tananarive, allora in piena jungla o brousse come la chiamavano. Ero ospite in una missione condotta da preti italiani e la sera, mentre mangiavamo, accesero la radio, sornioni. E mi ritrovai ad ascoltare me stesso: in una trasmissione che avevo registrato, per supplire alla mia assenza per quel viaggio. Al mio stupore mi dissero che loro ascoltavano regolarmente RMC, in onde corte! Non era vero: avevano montato un’antenna con filo di rame su per il campanile per farmi la sorpresa e captare le onde corte. Ma si sentiva! A 20.000 km di distanza! Comunque le onde medie dei mitici 205, con le antenne di Mont Agel, arrivavano fino in Libano e ricevevamo cartoline dai luoghi più impensati del Mediterraneo…

Noel Coutisson: grande. Anzi grandissimo!

Noel Coutisson? Era un grande!! Anzi, un grandissimo! A quell’epoca, secondo me, il più grande per la radio nell’Europa continentale. Aveva una visione e delle intuizioni che precorrevano e di molto quelli che sarebbero stati gli sviluppi della radio. È grazie a lui che in Italia si è cambiato il modo di fare radio. Fu lui che ci formò in tal senso.

Noel Coutisson, RMC, Ettore Andenna

Figli di un Dio minore

I colleghi della RMC francese ci consideravano i figli di un Dio minore e ci trattavano con molta condiscendenza. Io venni accettato e frequentai alcuni di loro (diventati in seguito importantissimi in Francia) dopo 4/5 anni.

Torniamo a Ghibaudo.

– Parliamo del 1976, quando ormai è attiva anche la frequenza dei 701 KHz. Secondo Ettore Andenna, i conduttori italiani erano considerati figli di un Dio minore. Sciovinismo francese o la rete disponeva di risorse superiori? Cosa differenziava le due emittenti?

(C.B.) – Ovviamente il servizio francese era considerato migliore del servizio italiano. RMC in francese portava più soldi con la pubblicità perché il mercato era enorme. Consideriamo che RTL e Europe 1 avevano pochissimi ascoltatori nel sud della Francia. Inoltre, nel famoso palazzo di boulevard Princesse Charlotte di gli studi “francesi” erano al primo piano e gli “italiani” al piano terra. Ma RMC Italia era molto popolare e c’erano molti visitatori italiani durante le vacanze estive.

RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique

– E le locali RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique? Quali erano zone d’ascolto, lingue e programmazioni?

(C.B.) – Con trasmettitori FM molto potenti, le tre stazioni erano udibili in tutta la regione, quasi fino a Marsiglia. E anche nel nord della Corsica. Le trasmissioni erano solo in francese, in particolare RMC Côte d’Azur era molto popolare.

Queste tre stazioni erano state create per competere con le stazioni locali che stavano iniziando a trasmettere in FM dall’Italia

RMC Côte d’Azur era davvero una stazione radio locale, proprio come lo era RMC nel dopoguerra. Per le altre due si trattava, come suggerisce il nome, di programmi musicali.

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RMC in FM

– Con l’inizio della diffusione in FM l’impostazione della RMC italiana cambia radicalmente, passando da un format nazional-popolare a quello “Radio di Gran Classe” ideato dalla sua nuova proprietà italiana (gruppo Finelco). Anche la RMC francese cambia di proprietà.

(C.B.) – RMC era molto popolare e vantava molti ascoltatori, ma dal 1986 con lo sviluppo dei grandi network privati francesi iniziarono a diminuire. Nel 1993 ci fu un cambio verso un formato music & news. Ma non funzionò e si tornò quindi alla programmazione degli anni precedenti.

Il deficit

Nel frattempo la radio continuava a spendere come nella belle epoque, anche a fronte di introiti pubblicitari ridotti

Si arriva ad un deficit equivalente a 70 milioni di Euro e nel 1998 lo Stato francese (Sofirad) vende la stazione, di fatto smantellandola. L’acquirente della parte francese è il gruppo Sud Communication, che però la rivende nel 2000 al gruppo NRJ. Ma la cessione non è approvata dalle autorità francesi per questioni antitrust. RMC riduce il suo organico da 600 a circa 110 persone. Nel gennaio 2001 ha luogo il rilancio con RMC Infos e il formato attuale (news, talk, sport). L’audience ricomincia quindi a crescere grazie a questo nuovo formato.

Per quanto riguarda la RMC italiana la storia la conosci tu meglio di me: passa a Hazan, fondatore di Studio 105, che la rilancia con – direi – un grande successo. (M.H.B. per FM-world)

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Catania piange Antonio Di Gregorio, pioniere delle tv locali e volto storico dell’intrattenimento siciliano

In un post su Facebook l’ex vice presidente del Consiglio comunale di Catania, Lanfranco Zappalà, lo ha ricordato con affetto e rimpianto, sottolineando la passione per la televisione e l’amicizia di tanti anni, ricordando anche come Antonio Di Gregorio sia rimasto nella memoria di molti per la trasmissione “Angeli della Notte”, andata in onda negli anni 2000 su Radio Antenna Uno, guidata dall’indimenticato Ubaldo Ferrini, Tele D e Rei TV.

Catania piange Antonio Di Gregorio, figura molto nota in città soprattutto per i suoi trascorsi nelle emittenti locali come Tele D con il programma “Il Cervellone” del gruppo Di Fazio negli anni ’90 e Tele Sicilia Color-Rete 8 negli anni 2000.

Di recente aveva ideato una trasmissione in modalità online durante il periodo del Covid, realizzando successivamente contenuti anche per il circuito di Globus Television. I suoi erano veri e propri programmi di intrattenimento, antesignani dei grandi show televisivi.

Tra le trasmissioni che si ricordano con maggiore affetto vi è “Fantasy”, andato in onda dagli studi di Tele D a Palagonia: uno show trasmesso anche da Malta. A questo seguì “100 minuti”, trasmissione stile Non è la Rai, in diretta dal President Park Hotel, e successivamente “Punto e a capo”, sempre dedicata all’intrattenimento locale con giovani protagoniste.

Nel 1998/99 aveva inoltre realizzato il programma “Angeli della Notte” su Rei, format poi riproposto negli anni successivi insieme al gruppo Tele D, con cui nel 2000 realizzò anche uno speciale dal Festival di Sanremo.

Una notizia che addolora profondamente il mondo delle televisioni e delle radio locali. Di Gregorio era profondamente legato a volti storici come l’indimenticato Ubaldo Ferrini e il noto conduttore e patron del Premio Radio e TV, Ettore Tortorici.

Con Antonio Di Gregorio se ne va una generazione che ha segnato il mondo dell’emittenza privata in Sicilia, lasciando un’eredità fatta di passione, creatività e amore autentico per lo spettacolo.

Carmelo Aurite

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La Sala Stampa Lucio Dalla, cuore mediatico del Festival, compie 25 anni

Venticinque anni di attività al servizio dell’informazione radiofonica, televisiva e digitale.

La Sala Stampa Lucio Dalla celebra un traguardo importante, confermandosi uno dei punti di riferimento del sistema mediatico che ogni anno racconta il Festival di Sanremo.

La sua nascita si deve all’intuizione di Giorgio Lecca. Prima della sua istituzione, radio e televisioni locali erano costrette a muoversi tra i corridoi e gli ingressi del Teatro Ariston, nel tentativo di intercettare artisti e protagonisti per una dichiarazione o uno scatto “rubato”.

Dopo vari tentativi e sollecitazioni, il Comune di Sanremo decise di individuare una sede stabile per ospitare i giornalisti. La scelta cadde sul Palafiori, che ancora oggi accoglie la sala stampa.

In origine denominata Sala Stampa Radio e TV Locali, la struttura ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione aprendosi al mondo digitale, fino a diventare Sala Stampa Radio, TV e Web. Successivamente è stata intitolata a Lucio Dalla, omaggiando uno degli artisti più amati della musica italiana.

Nel corso degli anni, la sala è stata oggetto di continui miglioramenti tecnologici: dall’introduzione degli split audio, che consentono alle emittenti radiofoniche di registrare direttamente le conferenze stampa, alla disponibilità di una connessione internet stabile, oggi imprescindibile per il lavoro delle redazioni. In passato, infatti, le testate erano costrette ad affittare banda dedicata con costi elevati, fino a 600 euro per una sola settimana di collegamento.

Costante anche la crescita nei numeri. Oggi la Sala Stampa Lucio Dalla conta circa 900 giornalisti accreditati, con testate provenienti non solo dall’Italia ma anche dall’estero: dagli Stati Uniti all’Australia, passando per il Cile e numerosi Paesi europei.

Anche in questa edizione è stato assegnato il Premio Sala Stampa Lucio Dalla: nella sezione Big il riconoscimento è andato a Serena Brancale, mentre tra le Nuove Proposte si è imposta Angela Bove. Un premio attribuito direttamente dal voto dei giornalisti accreditati, che da un quarto di secolo rappresenta uno sguardo autorevole sul gradimento della stampa nei confronti della musica italiana.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Sanremo traina i social: il Gruppo RTL 102.5 vola a +28% e supera i 56 milioni di visualizzazioni

Boom di ascolti e interazioni per il Gruppo RTL 102.5 nella settimana del Festival di Sanremo.

L’emittente registra un incremento del 28% delle visualizzazioni sui propri canali social, raggiungendo quota 56 milioni in soli sette giorni.

Un risultato che conferma la centralità di RTL 102.5 nel racconto della kermesse più seguita d’Italia. Instagram, Facebook, TikTok, X e Twitch sono stati il palcoscenico digitale di una copertura capillare: dirette quotidiane, retroscena, interviste esclusive agli artisti e aggiornamenti in tempo reale hanno accompagnato il pubblico minuto per minuto.

Tra le novità più rilevanti di questa edizione, spiccano le dirette su Twitch, ospitate sul canale ufficiale dell’emittente: una scelta strategica che ha premiato con una media di 37 mila spettatori, performance significativa per un contenuto radiofonico proposto su una piattaforma tipicamente orientata al live streaming video.

Non sono mancate, inoltre, le dirette multipiattaforma su Instagram, TikTok e YouTube, a conferma di una strategia digitale sempre più integrata e orientata alla crossmedialità.

Numeri che non solo rafforzano la leadership del Gruppo RTL 102.5 nel panorama radiofonico e digitale italiano, ma rappresentano anche un valore aggiunto per i partner commerciali, consolidando ulteriormente il posizionamento del brand nel mercato media.

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GlitterBeam Italia sbarca a Malta in DAB+: la radio LGBTQIA+ amplia il suo segnale internazionale

La radio LGBTQIA+ che parla italiano amplia i propri confini e approda ufficialmente a Malta.

GlitterBeam Italia annuncia il debutto sul sistema DAB+ dell’isola, segnando un nuovo capitolo nel percorso di espansione del network internazionale.

Dopo il successo di GlitterBeam Radio, lanciata sulla rete digitale maltese nel settembre 2023, il gruppo – riporta un comunicato – rafforza così la propria presenza nel Mediterraneo, puntando a servire la numerosa comunità italofona residente a Malta con una programmazione dedicata e inclusiva. Sotto il claim “La Tua Radio LGBT+”, l’emittente propone un mix di pop, dance e grandi classici, con una selezione musicale che si distingue dalle playlist mainstream per identità e ricerca.

Quello di GlitterBeam Italia non è un esordio assoluto. L’emittente raccoglie infatti l’eredità di Radio Stonata, storica webradio fondata nel 2009 per connettere gli italiani all’estero attraverso musica e intrattenimento. Nel corso degli anni, il progetto si è evoluto fino al rebranding nel 2024, con l’ingresso nel gruppo internazionale GlitterBeam e il consolidamento della propria missione: offrire uno “safe space” per la comunità LGBTQIA+ e per i suoi alleati, promuovendo diversità, cultura e diritti civili.

Nei giorni scorsi, l’emittente è stata protagonista anche sul fronte dei grandi eventi musicali, con la copertura per il decimo anno consecutivo del Festival di Sanremo e la partecipazione alla giuria del Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it, confermandosi voce autorevole nel racconto inclusivo dello spettacolo italiano.

«Portare GlitterBeam Italia in DAB+ a Malta è un passo fondamentale. Vogliamo essere la casa di tutti gli italiani che cercano una radio attenta ai contenuti, alla musica e, soprattutto, alle persone. La nostra storia parte da lontano e oggi, grazie a questa sinergia internazionale, la nostra voce risuona ancora più forte e chiara», hanno dichiarato i fondatori Eugenio Ceriello e Michael Walton-Dalzell.

A rafforzare questa crescita contribuisce anche il recente trasferimento nel quartier generale “The Auravine”, nel Kent, nel Regno Unito, studio all’avanguardia che rappresenta oggi il centro operativo del network. Con l’approdo in DAB+ a Malta, GlitterBeam Italia consolida così la propria dimensione internazionale, unendo visione globale e produzione in lingua italiana, pronta a conquistare nuove frequenze e nuovi ascoltatori.

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Ferrara, tre serate di festa per il compleanno di Radio 105: definito il piano sicurezza in Prefettura

La città estense si prepara ad accogliere tre serate di musica e spettacolo per celebrare il “compleanno” di Radio 105, in programma il 20, 21 e 22 marzo in Piazza Trento e Trieste.

Un evento di portata nazionale, a ingresso gratuito, che si preannuncia capace di richiamare un pubblico particolarmente numeroso.

Secondo quanto riportato dal sito del Ministero dell’Interno, il piano di sicurezza della manifestazione è stato al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Massimo Marchesiello.

Nel corso dell’incontro è stato definito un articolato dispositivo di sicurezza e sono stati individuati i protocolli operativi necessari a garantire il massimo coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti e gli organizzatori privati dell’evento. L’obiettivo è assicurare lo svolgimento delle tre serate in condizioni di piena sicurezza, tenuto conto dell’elevata affluenza prevista.

L’attenzione non sarà rivolta soltanto all’area che ospiterà il palco in Piazza Trento e Trieste, ma anche alle zone limitrofe, dove è atteso un significativo afflusso di visitatori. Per questo motivo, sarà attivato un sistema integrato di gestione dei flussi.

I lavori di allestimento del palcoscenico prenderanno il via il 5 marzo. L’area di cantiere sarà costantemente sorvegliata per prevenire criticità e garantire il regolare avanzamento delle operazioni.

(Nella foto, l’amministratore delegato di Radio Mediaset Paolo Salvaderi ed il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, al termine della conferenza stampa di presentazione, tenutasi nei giorni scorsi)

Per consentire un accesso ordinato e sicuro, saranno predisposti sistemi di filtraggio e sbarramenti mobili. La gestione degli ingressi e dei flussi di pubblico sarà affidata a una stretta collaborazione tra Forze di Polizia e operatori di vigilanza privata. È previsto inoltre un presidio continuo dell’area e l’attivazione di nuclei di pronto intervento.

Sul fronte della viabilità, una futura ordinanza comunale individuerà misure specifiche per agevolare l’accesso e il deflusso degli spettatori e garantire la massima tempestività dei soccorsi in caso di necessità.

Ferrara si prepara dunque a vivere tre serate all’insegna della musica e della partecipazione, con un imponente dispositivo di sicurezza pensato per coniugare festa e tutela dell’ordine pubblico.

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“Che fastidio!” di Ditonellapiaga conquista le radio

EarOne ha pubblicato la prima chart post-sanremese, con la anticipazioni di metà settimana.

Al vertice, si è già collocata Ditonellapiaga con “Che fastidio!”.

In seconda posizione, Fedez e Marco Masini con “Male necessario”, mentre terzo è Bruno Mars con “I just might” – che conseguentemente è il brano internazionale più trasmesso.

Chiudono la temporanea ‘top 5’ Tommaso Paradiso con “I romantici” (quarto) e Meek con “Fabulous”, alla posizione numero 5.

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Radio Subasio compie 50 anni: il 7 marzo, gli auguri di tanti amici e una programmazione speciale

Cinquanta anni e non sentirli.

Dal 7 marzo 1976 a oggi, Radio Subasio è la radio del cuore: accompagna senza invadere, segue gli stati d’animo, fa sognare. Un’amica con cui confrontarsi e confidarsi, capace – dopo mezzo secolo – di conservare intatta la freschezza e la curiosità di chi vive pienamente il proprio tempo.

Nata in piena stagione delle radio libere, Radio Subasio si è distinta fin dall’inizio per una visione chiara e imprenditoriale. Ha saputo crescere, superare i confini regionali e trasformarsi da impresa familiare in protagonista del panorama nazionale, entrando nell’ultimo decennio a far parte del Gruppo leader in Italia nel settore radiofonico.

Oggi, sotto la direzione di Beppe Cuva, Radio Subasio è una superstation con numeri importanti, che la pongono tra le prime dieci radio più ascoltate in Italia, punto di riferimento per un pubblico trasversale e fedele.

Determinante il contributo dei suoi conduttori – (in ordine alfabetico): Alessandra Barzaghi, Davide Berton, Leonardo Fabrizi, Ignazio Failla, Gloria Gallo, Katia Giuliani, Gianluca Giurato, Jonathan Mensi, Stefano Pozzovivo, Francesca Quaglietti, Roberta Reversi, Manuel Saraca, Vera Torrisi – insieme a tutti i professionisti che operano quotidianamente nei diversi comparti dell’emittente.

I punti di forza? Una programmazione musicale che alterna la grande tradizione italiana al meglio della scena internazionale, con una selezione capace di attingere al passato restando saldamente ancorata al presente. Format consolidati come Radio Subasio Music Club, riferimento per artisti e addetti ai lavori, dove la musica dal vivo si intreccia al racconto personale, e l’intramontabile Per un’ora d’Amore, spazio emozionale per eccellenza.

Un’alchimia unica, in cui l’interazione con il pubblico rappresenta un elemento distintivo. Attraverso le voci degli ascoltatori, protagonisti quotidiani dei momenti di confronto disseminati nel palinsesto, Radio Subasio mantiene costante e tangibile il dialogo con la propria community.

Per celebrare il primo mezzo secolo di vita, sabato 7 marzo sarà una giornata-evento: dalle 5.00 alle 24.00 saranno in onda tutti i conduttori della radio e gli ascoltatori potranno partecipare inviando un messaggio vocale al 348 0758060 per raccontare cosa rappresenta per loro Radio Subasio.

Ma non saranno i soli protagonisti.

Cinquanta artisti e amici – tra cantanti e volti noti della televisione – hanno inviato un videomessaggio di auguri, visibile sui canali social dell’emittente e trasmesso nel corso della programmazione.

Tra loro: Achille Lauro, Alfa, Alessandra Amoroso, Amadeus, Annalisa, Arisa, Carlo Conti, Cristiano Malgioglio, Elettra Lamborghini, Emma, Enzo Iacchetti, Ermal Meta, Ernia, Eros Ramazzotti, Fabrizio Moro, Fedez, Fiorella Mannoia, Francesco Gabbani, Francesco Renga, Gerry Scotti, Gianluca Grignani, Gianna Nannini, Gianni Morandi, Gigi D’Alessio, Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Irama, J-Ax, Jovanotti, Laura Pausini, Levante, Malika Ayane, Marco Masini, Max Giusti, Max Pezzali, Michele Bravi, Michele Zarrillo, Noemi, Patty Pravo, Pinguini Tattici Nucleari, Pooh, Raf, Sal Da Vinci, Serena Brancale, Tananai, The Kolors, Tiromancino, Tiziano Ferro, Tommaso Paradiso, Zucchero.

Cinquant’anni di musica, emozioni e condivisione. Un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza. E voi, davvero volete mancare a questo appuntamento?

(Comunicato stampa)

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Lucio

Nettuno Bologna Uno ricorda Lucio Dalla nel giorno della sua nascita

Come ogni anno, anche per questo 4 marzo Nettuno Bologna Uno ricorda Lucio Dalla nel giorno della sua nascita.

I programmi sportivi della radio saranno introdotti – per tutto il giorno, ad ogni rientro dalla pubblicità – da uno dei tanti capolavori di Lucio, grande artista, ma anche grande sportivo amante della Virtus Pallacanestro e co-autore – insieme a Mingardi, Morandi e Carboni – dell’inno del Bologna FC 1909 “Le Tue Ali Bologna”.

Al termine del palinsesto “parlato”, a partire dalle 20.00, la serata proseguirà con una playlist tutta dedicata al Maestro di via d’Azeglio.

“Una Canzone per Lucio” – questo il nome dello ‘speciale’ del 4 marzo – è in onda su Nettuno Bologna Uno in radio e in tv (canale 93 del digitale terrestre).

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Torna Capital Jam: protagonisti Anna Castiglia, Jack Savoretti e Noemi

Prosegue alla Fabbrica del Vapore di Milano, il Capital Jam di Radio Capital, che mercoledì 11 marzo firma il suo settimo appuntamento con una serata già sold out.

Sul palco della Cattedrale salgono Anna Castiglia, Jack Savoretti e Noemi per un evento che va oltre il concerto tradizionale e si configura come una jam session narrata, in cui i protagonisti escono dai propri repertori per reinterpretare e reinventare le canzoni in modo unico e irripetibile.

La serata, condotta da Luca De Gennaro insieme a LaLaura e Fabio Canino, si apre alle 20.30 con il dj set di Maurino Belgieri e prosegue con un intreccio di esibizioni soliste, duetti e momenti collettivi, accompagnati da una super band di sette elementi diretta da Vittorio Cosma, capace di spaziare tra groove, rock, funk e pop orchestrale sostenendo tanto gli arrangiamenti quanto le improvvisazioni.

Il cuore dell’11 marzo è l’incontro tra la scrittura intima e contemporanea di Anna Castiglia, l’anima internazionale e il passo da songwriter di Jack Savoretti e la voce calda e graffiata di Noemi, in un dialogo musicale costruito su una scaletta aperta, pensata come bussola e mai come gabbia.

La data dell’11 marzo, così come quella del 18 marzo, è esaurita, mentre restano disponibili gli ultimi biglietti per l’appuntamento conclusivo del 25 marzo 2026.

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