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Radio Piterpan collegata a Trieste in FM

Radio Piterpan è stata collegata in FM a Trieste.

La superstation veneta è in onda, dal pomeriggio di giovedì 16 aprile, sui 97.0 e sui 98.3 MHz.

Subentra a Radioattività, storica emittente del territorio che continua a trasmettere online sul sito RadioAttivita.com.

Radio Piterpan completa invece la copertura dell’intero Friuli Venezia Giulia, andando a ottimizzare l’unica provincia finora non raggiunta.

L’elenco completo delle frequenze è disponibile cliccando QUI.

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Radio Rumantsch lascia l’FM: dal 14 aprile, l’emittente solo in DAB+ e streaming

Stop alle trasmissioni in FM per Radio Rumantsch: da martedì 14 aprile, l’emittente sarà ascoltabile in Alto Adige esclusivamente in modalità digitale DAB+.

La decisione è stata presa dalla RAS, che spegnerà gli ultimi sei trasmettitori analogici ancora attivi sul territorio.

Per continuare a seguire la programmazione sarà quindi necessario dotarsi di una radio compatibile con il DAB+, tecnologia ormai diffusa e già accessibile al 99% della popolazione locale.

Lo spegnimento dell’FM riguarda impianti situati in diverse aree della provincia, che oggi coprono una quota limitata di ascoltatori. Il passaggio definitivo al digitale consentirà – riporta un comunicato dell’emittente – una maggiore qualità del segnale e una gestione più efficiente dei costi e delle risorse tecniche.

Negli ultimi anni la rete DAB+ è stata progressivamente ampliata, permettendo una copertura completa dell’Alto Adige anche in zone prima non raggiunte dalla banda analogica. Per questo motivo, il cambiamento sarà quasi impercettibile per la maggior parte degli ascoltatori, già abituati alla ricezione digitale.

Il passaggio segna di fatto la fine dell’FM per Radio Rumantsch e conferma la tendenza verso una tecnologia sempre più digitale e stabile.

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Athesia

Athesia rafforza la presenza nella radio: nuove acquisizioni e crescita nel mercato locale altoatesino

Il gruppo editoriale Athesia accelera la propria espansione nel settore radiofonico, consolidando ulteriormente il proprio ruolo nel panorama dei media locali del Trentino-Alto Adige.

L’operazione, che prevede l’acquisizione di quattro emittenti (Die Antenne, Radio 2000, Radio Edelweiss e Stadtradio Bozen), segna un nuovo tassello nella strategia di sviluppo del gruppo guidato dalla famiglia Ebner.

Già protagonista negli anni di una significativa crescita nel comparto editoriale, Athesia aveva rafforzato la propria posizione con l’acquisizione del quotidiano L’Adige e di Radio Dolomiti, una delle emittenti più ascoltate del territorio, insieme alla relativa concessionaria pubblicitaria.

Un percorso che ha portato il gruppo a diventare uno dei principali poli mediatici regionali, con una presenza capillare tra stampa, radio e digitale.

Le nuove acquisizioni nel comparto radiofonico si inseriscono in questa traiettoria di crescita e puntano a rafforzare l’offerta editoriale e la capacità di presidiare il mercato locale dell’informazione e dell’intrattenimento.

L’obiettivo è quello di sviluppare sinergie tra i diversi mezzi, integrando contenuti e piattaforme in un sistema sempre più articolato.

Non mancano tuttavia le riflessioni sul tema della concentrazione editoriale. Negli anni, infatti, l’espansione di Athesia ha sollevato interrogativi sul pluralismo dell’informazione in un territorio caratterizzato da un numero limitato di operatori.

Dopo le operazioni del 2018, il gruppo controlla infatti numerose testate e canali, consolidando una posizione dominante nel sistema mediatico locale.

In questo contesto, l’ulteriore rafforzamento nel settore radio rappresenta sia un’opportunità di sviluppo industriale sia una sfida sul piano dell’equilibrio informativo, in un mercato sempre più concentrato ma anche sempre più orientato alla convergenza tra media tradizionali e digitali.

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Radio Stella collegata a Milano e parte della Lombardia

Novità nell’etere lombardo.

A Milano e parte delle province limitrofe è presente, da alcune ore, Radio Stella.

Si tratta della versione ‘toscana‘ della storica emittente modenese, facente parte del gruppo editoriale di Radio Bruno.

Il claim riporta “la musica dei ricordi più belli” e sintetizza la programmazione dell’emittente, caratterizzata da hit degli anni ’70, ’80, ’90.

La modulazione avviene sugli 87.7 MHz, ex frequenza di Radio Bruno, la quale continua a coprire la Lombardia centrale in primis sui 105.1 MHz.

(Si ringrazia Andrea Lombardo per la collaborazione)

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Radio Studio 54 torna in onda in Toscana: le frequenze acquisite dal gruppo Becagli

La toscana Radio Studio 54 si prepara a tornare in onda. Lo rende noto La Nazione.

Le storiche frequenze FM 96.0 e 96.5 sono state acquistate all’asta, lo scorso settembre, dal gruppo Site Holding, realtà familiare guidata da Tommaso e Teresa Becagli. L’obiettivo è far ripartire ufficialmente le trasmissioni tra maggio e giugno.

La scelta degli imprenditori è stata quella di mantenere il marchio della storica emittente fiorentina fondata nel 1974 dal dj Guido “Gheri” Gheri, scomparso nel dicembre 2024. “Radio Studio 54 è un nome che per me ha un valore personale – spiega Tommaso Becaglilegato ai ricordi dell’infanzia. Quando si è presentata l’opportunità di acquisirla, l’abbiamo colta con convinzione”.

Il progetto punta a rilanciare la radio mantenendone l’identità storica ma con uno sguardo al futuro. L’idea è sviluppare una piattaforma crossmediale che integri radio tradizionale, podcast e dirette video. Gli studi non dovrebbero essere più a Scandicci: il gruppo è alla ricerca di nuovi spazi a Firenze per sviluppare il progetto.

Fondato nel 1977 da Mario Becagli, il gruppo è oggi attivo in diversi settori, dall’immobiliare al turismo fino all’agricoltura, con circa 250 dipendenti. Con il rilancio di Radio Studio 54, una delle voci più riconoscibili del territorio fiorentino potrebbe presto tornare a trasmettere musica, informazione e cronaca locale.

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GlitterBeam Italia sbarca a Malta in DAB+: la radio LGBTQIA+ amplia il suo segnale internazionale

La radio LGBTQIA+ che parla italiano amplia i propri confini e approda ufficialmente a Malta.

GlitterBeam Italia annuncia il debutto sul sistema DAB+ dell’isola, segnando un nuovo capitolo nel percorso di espansione del network internazionale.

Dopo il successo di GlitterBeam Radio, lanciata sulla rete digitale maltese nel settembre 2023, il gruppo – riporta un comunicato – rafforza così la propria presenza nel Mediterraneo, puntando a servire la numerosa comunità italofona residente a Malta con una programmazione dedicata e inclusiva. Sotto il claim “La Tua Radio LGBT+”, l’emittente propone un mix di pop, dance e grandi classici, con una selezione musicale che si distingue dalle playlist mainstream per identità e ricerca.

Quello di GlitterBeam Italia non è un esordio assoluto. L’emittente raccoglie infatti l’eredità di Radio Stonata, storica webradio fondata nel 2009 per connettere gli italiani all’estero attraverso musica e intrattenimento. Nel corso degli anni, il progetto si è evoluto fino al rebranding nel 2024, con l’ingresso nel gruppo internazionale GlitterBeam e il consolidamento della propria missione: offrire uno “safe space” per la comunità LGBTQIA+ e per i suoi alleati, promuovendo diversità, cultura e diritti civili.

Nei giorni scorsi, l’emittente è stata protagonista anche sul fronte dei grandi eventi musicali, con la copertura per il decimo anno consecutivo del Festival di Sanremo e la partecipazione alla giuria del Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it, confermandosi voce autorevole nel racconto inclusivo dello spettacolo italiano.

«Portare GlitterBeam Italia in DAB+ a Malta è un passo fondamentale. Vogliamo essere la casa di tutti gli italiani che cercano una radio attenta ai contenuti, alla musica e, soprattutto, alle persone. La nostra storia parte da lontano e oggi, grazie a questa sinergia internazionale, la nostra voce risuona ancora più forte e chiara», hanno dichiarato i fondatori Eugenio Ceriello e Michael Walton-Dalzell.

A rafforzare questa crescita contribuisce anche il recente trasferimento nel quartier generale “The Auravine”, nel Kent, nel Regno Unito, studio all’avanguardia che rappresenta oggi il centro operativo del network. Con l’approdo in DAB+ a Malta, GlitterBeam Italia consolida così la propria dimensione internazionale, unendo visione globale e produzione in lingua italiana, pronta a conquistare nuove frequenze e nuovi ascoltatori.

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Carlo Conti e l’appello per salvare la radio in auto: “È un errore toglierla”

Durante la conferenza stampa tenuta il 27 febbraio, in occasione del Festival di Sanremo – trasmesso da Rai1, Rai Radio2, Rai 4K e RaiPlay – Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della manifestazione, ha lanciato un appello alle aziende produttrici di automobili: non togliete le radio dai veicoli.

Conti ha dichiarato infatti:

“Ho sentito che vogliono togliere le radio nelle automobili: sarebbe un errore gravissimo. La radiofonia per me è fondamentale… La soddisfazione più grande è girare in macchina dopo Sanremo e ascoltare le canzoni del Festival alla radio.”

Queste parole non sono semplici affermazioni nostalgiche ma riflettono una preoccupazione più ampia su un fenomeno in corso nel settore auto: l’eliminazione delle stazioni radio tradizionali dai sistemi di infotainment delle nuove vetture, in favore di servizi digitali, connettività in streaming e app integrate.

La radio ha un ruolo culturale profondo in Italia e nel mondo:

  • È stata per decenni la fonte principale attraverso cui intere generazioni hanno scoperto musica, cultura e informazione.

  • Per molti artisti, essere trasmessi “in radio” è ancora oggi sinonimo di successo e di diffusione capillare.

  • Per Conti in particolare, persona cresciuta professionalmente proprio nei contesti radiofonici, la radio ha rappresentato una scuola di musica, di ascolto e di rapporto con il pubblico.

Nel suo intervento, Conti ha sottolineato come la radio sia ancora centrale per la popolarità delle canzoni di Sanremo: uno degli indicatori di impatto di un brano è proprio quante volte viene trasmesso sulle stazioni nazionali e locali – e spesso ci si ritrova proprio in auto ad ascoltarle.

Negli ultimi anni, alcune case automobilistiche hanno iniziato a ridurre o eliminare i ricevitori FM/AM nei nuovi modelli, preferendo sistemi digitali (come Android Auto, Apple CarPlay o servizi di streaming integrati). Questo perché:

  • I costruttori spingono verso un’infotainment più personalizzato e connesso.

  • Le stazioni radio tradizionali, in alcuni mercati, perdono ascoltatori a favore delle piattaforme digitali.

  • Alcuni modelli, anche elettrici o di fascia alta, offrono configurazioni solo digitali per ridurre costi o peso.

Tuttavia, questa evoluzione non è priva di critiche: molti automobilisti apprezzano ancora la radio come servizio gratuito, semplice e immediato, soprattutto fuori dalle aree urbane dove la connettività dati può essere debole o assente.

Non esistono politiche ufficiali europee o italiane che impongano la rimozione delle radio FM/AM dalle auto, ma alcuni produttori locali hanno già annunciato modelli “digital-first” senza sintonizzatore tradizionale, generando dibattito tra consumatori e appassionati. (Nota: questa tendenza è emersa in diversi mercati internazionali e potrebbe essere stata la base delle preoccupazioni citate da Conti, anche se non è stata ancora formalizzata in un obbligo di legge o uno standard industriale in Italia).

Alla luce di questa situazione, Conti ha annunciato l’intenzione di lanciare una petizione pubblica per chiedere alle case automobilistiche di non eliminare le radio nei nuovi modelli.

Il gesto ha un valore simbolico, ma può anche rimettere al centro un dibattito spesso trascurato: la salvaguardia delle tecnologie di comunicazione “tradizionali” come patrimonio culturale e sociale, non solo un semplice optional tecnico.

Il fatto che l’appello sia stato lanciato durante la conferenza stampa di Sanremo – uno degli eventi mediatici più seguiti in Italia – rafforza l’idea che la radio sia ancora percepita come uno strumento di condivisione collettiva, popolare e identitario.

Per ascoltatori e appassionati, lo scenario è duplice:

  • Da un lato, la tecnologia avanza e le soluzioni digitali aumentano le possibilità di fruizione personalizzata della musica.

  • Dall’altro, la radio rimane un catalizzatore culturale, soprattutto per eventi come Sanremo, dove l’immediatezza della trasmissione fa “sentire l’Italia” allo stesso tempo.

Per molti spettatori del Festival, l’immagine evocata da Conti – quella di uscire dall’Ariston, salire in macchina e ascoltare subito le canzoni di Sanremo alla radio – rappresenta il cuore di un’esperienza collettiva che va oltre il singolo programma televisivo.

L’appello di Carlo Conti alla conferenza stampa del Sanremo 2026 ha acceso un dibattito culturale interessante: non si tratta solo di tecnologia o di preferenze personali, ma di un valore simbolico legato alla centralità storica e sociale della radio. In un momento in cui l’infotainment delle auto evolve rapidamente, la richiesta di preservare un elemento apparentemente “minore” come la radio potrebbe diventare un segnale più grande sulla tutela della cultura popolare nell’era digitale.

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Ciaoradiook

Ciao Radio si espande: collegata la provincia di Modena

Ciao Radio, storica emittente bolognese recentemente entrata a far parte del gruppo editoriale di Radio PaneBurroMarmellata, si espande e collega parte della provincia di Modena.

Oltre ai 93.3 (ex 93.25) per il capoluogo emiliano, ora si ascolta anche a Vignola e nel modenese sui 101.45 MHz.

L’emissione diffondeva in precedenza proprio PaneBurroMarmellata, ricevibile su altre frequenze.

Del medesimo gruppo, fanno parte anche Radio Banana e Radio International.

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Radicale

Radio Radicale, allarme per i tagli: appello trasversale per salvare una voce del pluralismo

Il dimezzamento del finanziamento pubblico a Radio Radicale riaccende il dibattito sul futuro dell’emittente, considerata da più parti un presidio insostituibile di informazione e memoria democratica.

Nel decreto Milleproroghe per il 2026 sono stati infatti previsti 4 milioni di euro, una cifra giudicata insufficiente da associazioni di categoria, sindacati e osservatori del settore, che temono conseguenze fino alla possibile chiusura della radio.

A lanciare l’allarme è stata anche Questione giustizia, rivista di Magistratura Democratica, che sottolinea come la riduzione del contributo rischi di “condurre all’anemia e alla chiusura” un’emittente che da decenni svolge un servizio di informazione e cultura ritenuto unico. La radio, evidenzia la rivista, rappresenta inoltre un archivio imprescindibile per la ricostruzione della storia politica italiana degli ultimi cinquant’anni.

Preoccupazioni analoghe arrivano dalla Federazione nazionale della Stampa italiana e dall’Associazione Stampa Romana. In una nota congiunta, la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante e il segretario regionale Stefano Ferrante riconoscono la reintroduzione del finanziamento, ma avvertono che il suo dimezzamento “mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’emittente”. I due dirigenti richiamano il ruolo svolto da Radio Radicale nella formazione dell’opinione pubblica e nella trasmissione in diretta dei lavori parlamentari, un servizio definito “senza prezzo per la democrazia”.

Anche il sindacato Slc Cgil, con il segretario generale Riccardo Saccone, parla di “pesante decurtazione” e di segnale negativo per la libertà di informazione, soprattutto in un contesto in cui — secondo il sindacato — il servizio pubblico radiotelevisivo attraversa già crescenti difficoltà. L’invito al governo è a intervenire finché c’è tempo per evitare una crisi irreversibile.

In precedenza il comitato di redazione della radio, insieme a Snater e Cgil, aveva rivolto un appello alla politica affinché si assuma la responsabilità di garantire la continuità del servizio riconosciuto come di interesse generale, oppure — avvertiva — di decretarne esplicitamente la chiusura proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario delle trasmissioni.

Al centro della mobilitazione c’è soprattutto il mancato rifinanziamento pieno del contributo storico legato alla copertura in diretta dei dibattiti parlamentari, attività considerata di pubblica utilità e strumento contro la crescente sfiducia nelle istituzioni. Per molti osservatori, la difesa della radio rappresenta anche un banco di prova concreto per la tutela del pluralismo informativo.

Il tempo per una revisione delle risorse è limitato, ma dal mondo dell’informazione e del lavoro arriva un appello convergente: salvaguardare Radio Radicale significherebbe preservare una voce libera e un patrimonio documentale ritenuto fondamentale per la democrazia italiana.

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CRDAB Sicilia si espande, accendendo l’impianto di Erice

Il consorzio CRDAB Sicilia, di cui fanno parte – tra le altre – le emittenti Radio Margherita, Radio Arcobaleno e Canzoni Napoletane, amplia la propria presenza sul territorio regionale con l’attivazione del nuovo impianto di Erice (Tp).

L’accensione del sito rappresenta un ulteriore passo nel piano di sviluppo del consorzio, che consolida così la copertura in alcune delle principali aree urbane dell’isola. Con l’ingresso di Erice, il mux raggiunge attualmente circa metà della Sicilia, includendo i bacini di Palermo, Catania, Messina e Trapani, in un percorso di espansione che resta in evoluzione.

L’operazione rafforza la presenza radiofonica del gruppo in un territorio strategico come quello siciliano, garantendo una maggiore diffusione dei contenuti e una più ampia accessibilità per gli ascoltatori.

L’attivazione dell’impianto di Erice si inserisce in un contesto di continuo sviluppo infrastrutturale, che conferma l’attenzione del consorzio verso l’innovazione e il potenziamento della distribuzione del segnale sul territorio regionale.

Un traguardo significativo che testimonia la volontà di crescita e consolidamento del progetto CRDAB Sicilia, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente una copertura sempre più estesa dell’isola.

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Radio Sabbia si espande in DAB: collegate le Marche

Radio Sabbia si espande e sbarca in DAB+ nelle Marche.

Dopo l’Emilia-Romagna, dove è presente nel mux CRDAB sul blocco 9B, ora l’emittente di Riccione punta anche alla regione limitrofa.

La diffusione avviene sul canale 6B di Marche DAB.

In questa regione, è presente in FM a Pesaro sui 101.6 MHz.

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