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Radio Studio 54 torna in onda in Toscana: le frequenze acquisite dal gruppo Becagli

La toscana Radio Studio 54 si prepara a tornare in onda. Lo rende noto La Nazione.

Le storiche frequenze FM 96.0 e 96.5 sono state acquistate all’asta, lo scorso settembre, dal gruppo Site Holding, realtà familiare guidata da Tommaso e Teresa Becagli. L’obiettivo è far ripartire ufficialmente le trasmissioni tra maggio e giugno.

La scelta degli imprenditori è stata quella di mantenere il marchio della storica emittente fiorentina fondata nel 1974 dal dj Guido “Gheri” Gheri, scomparso nel dicembre 2024. “Radio Studio 54 è un nome che per me ha un valore personale – spiega Tommaso Becaglilegato ai ricordi dell’infanzia. Quando si è presentata l’opportunità di acquisirla, l’abbiamo colta con convinzione”.

Il progetto punta a rilanciare la radio mantenendone l’identità storica ma con uno sguardo al futuro. L’idea è sviluppare una piattaforma crossmediale che integri radio tradizionale, podcast e dirette video. Gli studi non dovrebbero essere più a Scandicci: il gruppo è alla ricerca di nuovi spazi a Firenze per sviluppare il progetto.

Fondato nel 1977 da Mario Becagli, il gruppo è oggi attivo in diversi settori, dall’immobiliare al turismo fino all’agricoltura, con circa 250 dipendenti. Con il rilancio di Radio Studio 54, una delle voci più riconoscibili del territorio fiorentino potrebbe presto tornare a trasmettere musica, informazione e cronaca locale.

* Per comunicati e segnalazioni: info@fm-world.it

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GlitterBeam Italia sbarca a Malta in DAB+: la radio LGBTQIA+ amplia il suo segnale internazionale

La radio LGBTQIA+ che parla italiano amplia i propri confini e approda ufficialmente a Malta.

GlitterBeam Italia annuncia il debutto sul sistema DAB+ dell’isola, segnando un nuovo capitolo nel percorso di espansione del network internazionale.

Dopo il successo di GlitterBeam Radio, lanciata sulla rete digitale maltese nel settembre 2023, il gruppo – riporta un comunicato – rafforza così la propria presenza nel Mediterraneo, puntando a servire la numerosa comunità italofona residente a Malta con una programmazione dedicata e inclusiva. Sotto il claim “La Tua Radio LGBT+”, l’emittente propone un mix di pop, dance e grandi classici, con una selezione musicale che si distingue dalle playlist mainstream per identità e ricerca.

Quello di GlitterBeam Italia non è un esordio assoluto. L’emittente raccoglie infatti l’eredità di Radio Stonata, storica webradio fondata nel 2009 per connettere gli italiani all’estero attraverso musica e intrattenimento. Nel corso degli anni, il progetto si è evoluto fino al rebranding nel 2024, con l’ingresso nel gruppo internazionale GlitterBeam e il consolidamento della propria missione: offrire uno “safe space” per la comunità LGBTQIA+ e per i suoi alleati, promuovendo diversità, cultura e diritti civili.

Nei giorni scorsi, l’emittente è stata protagonista anche sul fronte dei grandi eventi musicali, con la copertura per il decimo anno consecutivo del Festival di Sanremo e la partecipazione alla giuria del Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it, confermandosi voce autorevole nel racconto inclusivo dello spettacolo italiano.

«Portare GlitterBeam Italia in DAB+ a Malta è un passo fondamentale. Vogliamo essere la casa di tutti gli italiani che cercano una radio attenta ai contenuti, alla musica e, soprattutto, alle persone. La nostra storia parte da lontano e oggi, grazie a questa sinergia internazionale, la nostra voce risuona ancora più forte e chiara», hanno dichiarato i fondatori Eugenio Ceriello e Michael Walton-Dalzell.

A rafforzare questa crescita contribuisce anche il recente trasferimento nel quartier generale “The Auravine”, nel Kent, nel Regno Unito, studio all’avanguardia che rappresenta oggi il centro operativo del network. Con l’approdo in DAB+ a Malta, GlitterBeam Italia consolida così la propria dimensione internazionale, unendo visione globale e produzione in lingua italiana, pronta a conquistare nuove frequenze e nuovi ascoltatori.

* Per comunicati e segnalazioni: info@fm-world.it

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Carlo Conti e l’appello per salvare la radio in auto: “È un errore toglierla”

Durante la conferenza stampa tenuta il 27 febbraio, in occasione del Festival di Sanremo – trasmesso da Rai1, Rai Radio2, Rai 4K e RaiPlay – Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della manifestazione, ha lanciato un appello alle aziende produttrici di automobili: non togliete le radio dai veicoli.

Conti ha dichiarato infatti:

“Ho sentito che vogliono togliere le radio nelle automobili: sarebbe un errore gravissimo. La radiofonia per me è fondamentale… La soddisfazione più grande è girare in macchina dopo Sanremo e ascoltare le canzoni del Festival alla radio.”

Queste parole non sono semplici affermazioni nostalgiche ma riflettono una preoccupazione più ampia su un fenomeno in corso nel settore auto: l’eliminazione delle stazioni radio tradizionali dai sistemi di infotainment delle nuove vetture, in favore di servizi digitali, connettività in streaming e app integrate.

La radio ha un ruolo culturale profondo in Italia e nel mondo:

  • È stata per decenni la fonte principale attraverso cui intere generazioni hanno scoperto musica, cultura e informazione.

  • Per molti artisti, essere trasmessi “in radio” è ancora oggi sinonimo di successo e di diffusione capillare.

  • Per Conti in particolare, persona cresciuta professionalmente proprio nei contesti radiofonici, la radio ha rappresentato una scuola di musica, di ascolto e di rapporto con il pubblico.

Nel suo intervento, Conti ha sottolineato come la radio sia ancora centrale per la popolarità delle canzoni di Sanremo: uno degli indicatori di impatto di un brano è proprio quante volte viene trasmesso sulle stazioni nazionali e locali – e spesso ci si ritrova proprio in auto ad ascoltarle.

Negli ultimi anni, alcune case automobilistiche hanno iniziato a ridurre o eliminare i ricevitori FM/AM nei nuovi modelli, preferendo sistemi digitali (come Android Auto, Apple CarPlay o servizi di streaming integrati). Questo perché:

  • I costruttori spingono verso un’infotainment più personalizzato e connesso.

  • Le stazioni radio tradizionali, in alcuni mercati, perdono ascoltatori a favore delle piattaforme digitali.

  • Alcuni modelli, anche elettrici o di fascia alta, offrono configurazioni solo digitali per ridurre costi o peso.

Tuttavia, questa evoluzione non è priva di critiche: molti automobilisti apprezzano ancora la radio come servizio gratuito, semplice e immediato, soprattutto fuori dalle aree urbane dove la connettività dati può essere debole o assente.

Non esistono politiche ufficiali europee o italiane che impongano la rimozione delle radio FM/AM dalle auto, ma alcuni produttori locali hanno già annunciato modelli “digital-first” senza sintonizzatore tradizionale, generando dibattito tra consumatori e appassionati. (Nota: questa tendenza è emersa in diversi mercati internazionali e potrebbe essere stata la base delle preoccupazioni citate da Conti, anche se non è stata ancora formalizzata in un obbligo di legge o uno standard industriale in Italia).

Alla luce di questa situazione, Conti ha annunciato l’intenzione di lanciare una petizione pubblica per chiedere alle case automobilistiche di non eliminare le radio nei nuovi modelli.

Il gesto ha un valore simbolico, ma può anche rimettere al centro un dibattito spesso trascurato: la salvaguardia delle tecnologie di comunicazione “tradizionali” come patrimonio culturale e sociale, non solo un semplice optional tecnico.

Il fatto che l’appello sia stato lanciato durante la conferenza stampa di Sanremo – uno degli eventi mediatici più seguiti in Italia – rafforza l’idea che la radio sia ancora percepita come uno strumento di condivisione collettiva, popolare e identitario.

Per ascoltatori e appassionati, lo scenario è duplice:

  • Da un lato, la tecnologia avanza e le soluzioni digitali aumentano le possibilità di fruizione personalizzata della musica.

  • Dall’altro, la radio rimane un catalizzatore culturale, soprattutto per eventi come Sanremo, dove l’immediatezza della trasmissione fa “sentire l’Italia” allo stesso tempo.

Per molti spettatori del Festival, l’immagine evocata da Conti – quella di uscire dall’Ariston, salire in macchina e ascoltare subito le canzoni di Sanremo alla radio – rappresenta il cuore di un’esperienza collettiva che va oltre il singolo programma televisivo.

L’appello di Carlo Conti alla conferenza stampa del Sanremo 2026 ha acceso un dibattito culturale interessante: non si tratta solo di tecnologia o di preferenze personali, ma di un valore simbolico legato alla centralità storica e sociale della radio. In un momento in cui l’infotainment delle auto evolve rapidamente, la richiesta di preservare un elemento apparentemente “minore” come la radio potrebbe diventare un segnale più grande sulla tutela della cultura popolare nell’era digitale.

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Ciao Radio si espande: collegata la provincia di Modena

Ciao Radio, storica emittente bolognese recentemente entrata a far parte del gruppo editoriale di Radio PaneBurroMarmellata, si espande e collega parte della provincia di Modena.

Oltre ai 93.3 (ex 93.25) per il capoluogo emiliano, ora si ascolta anche a Vignola e nel modenese sui 101.45 MHz.

L’emissione diffondeva in precedenza proprio PaneBurroMarmellata, ricevibile su altre frequenze.

Del medesimo gruppo, fanno parte anche Radio Banana e Radio International.

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Radicale

Radio Radicale, allarme per i tagli: appello trasversale per salvare una voce del pluralismo

Il dimezzamento del finanziamento pubblico a Radio Radicale riaccende il dibattito sul futuro dell’emittente, considerata da più parti un presidio insostituibile di informazione e memoria democratica.

Nel decreto Milleproroghe per il 2026 sono stati infatti previsti 4 milioni di euro, una cifra giudicata insufficiente da associazioni di categoria, sindacati e osservatori del settore, che temono conseguenze fino alla possibile chiusura della radio.

A lanciare l’allarme è stata anche Questione giustizia, rivista di Magistratura Democratica, che sottolinea come la riduzione del contributo rischi di “condurre all’anemia e alla chiusura” un’emittente che da decenni svolge un servizio di informazione e cultura ritenuto unico. La radio, evidenzia la rivista, rappresenta inoltre un archivio imprescindibile per la ricostruzione della storia politica italiana degli ultimi cinquant’anni.

Preoccupazioni analoghe arrivano dalla Federazione nazionale della Stampa italiana e dall’Associazione Stampa Romana. In una nota congiunta, la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante e il segretario regionale Stefano Ferrante riconoscono la reintroduzione del finanziamento, ma avvertono che il suo dimezzamento “mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’emittente”. I due dirigenti richiamano il ruolo svolto da Radio Radicale nella formazione dell’opinione pubblica e nella trasmissione in diretta dei lavori parlamentari, un servizio definito “senza prezzo per la democrazia”.

Anche il sindacato Slc Cgil, con il segretario generale Riccardo Saccone, parla di “pesante decurtazione” e di segnale negativo per la libertà di informazione, soprattutto in un contesto in cui — secondo il sindacato — il servizio pubblico radiotelevisivo attraversa già crescenti difficoltà. L’invito al governo è a intervenire finché c’è tempo per evitare una crisi irreversibile.

In precedenza il comitato di redazione della radio, insieme a Snater e Cgil, aveva rivolto un appello alla politica affinché si assuma la responsabilità di garantire la continuità del servizio riconosciuto come di interesse generale, oppure — avvertiva — di decretarne esplicitamente la chiusura proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario delle trasmissioni.

Al centro della mobilitazione c’è soprattutto il mancato rifinanziamento pieno del contributo storico legato alla copertura in diretta dei dibattiti parlamentari, attività considerata di pubblica utilità e strumento contro la crescente sfiducia nelle istituzioni. Per molti osservatori, la difesa della radio rappresenta anche un banco di prova concreto per la tutela del pluralismo informativo.

Il tempo per una revisione delle risorse è limitato, ma dal mondo dell’informazione e del lavoro arriva un appello convergente: salvaguardare Radio Radicale significherebbe preservare una voce libera e un patrimonio documentale ritenuto fondamentale per la democrazia italiana.

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CRDAB Sicilia si espande, accendendo l’impianto di Erice

Il consorzio CRDAB Sicilia, di cui fanno parte – tra le altre – le emittenti Radio Margherita, Radio Arcobaleno e Canzoni Napoletane, amplia la propria presenza sul territorio regionale con l’attivazione del nuovo impianto di Erice (Tp).

L’accensione del sito rappresenta un ulteriore passo nel piano di sviluppo del consorzio, che consolida così la copertura in alcune delle principali aree urbane dell’isola. Con l’ingresso di Erice, il mux raggiunge attualmente circa metà della Sicilia, includendo i bacini di Palermo, Catania, Messina e Trapani, in un percorso di espansione che resta in evoluzione.

L’operazione rafforza la presenza radiofonica del gruppo in un territorio strategico come quello siciliano, garantendo una maggiore diffusione dei contenuti e una più ampia accessibilità per gli ascoltatori.

L’attivazione dell’impianto di Erice si inserisce in un contesto di continuo sviluppo infrastrutturale, che conferma l’attenzione del consorzio verso l’innovazione e il potenziamento della distribuzione del segnale sul territorio regionale.

Un traguardo significativo che testimonia la volontà di crescita e consolidamento del progetto CRDAB Sicilia, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente una copertura sempre più estesa dell’isola.

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Radio Sabbia si espande in DAB: collegate le Marche

Radio Sabbia si espande e sbarca in DAB+ nelle Marche.

Dopo l’Emilia-Romagna, dove è presente nel mux CRDAB sul blocco 9B, ora l’emittente di Riccione punta anche alla regione limitrofa.

La diffusione avviene sul canale 6B di Marche DAB.

In questa regione, è presente in FM a Pesaro sui 101.6 MHz.

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Radio Musica Italiana accende il DAB in Liguria con la colonna sonora del Festival di Sanremo

A ridosso dell’ormai prossimo Festival di Sanremo, Radio Musica Italiana sceglie di essere presente in modo speciale e simbolico.

Dal 14 al 28 febbraio, l’emittente trasmetterà infatti in DAB nella regione Liguria, proponendo una programmazione interamente dedicata alle canzoni che hanno caratterizzato negli anni l’evento.

Per tutta la durata dell’iniziativa, Radio Musica Italiana manderà in onda esclusivamente i brani che hanno fatto la storia della kermesse canora più amata dagli italiani: dalle prime edizioni degli anni Cinquanta fino alle più recenti. Un vero e proprio viaggio musicale attraverso generazioni, stili e voci che hanno contribuito a costruire il patrimonio culturale della canzone italiana.

Accanto alla musica, la programmazione sarà arricchita da pillole informative, curiosità, aneddoti e racconti legati al Festival della Canzone Italiana, con l’obiettivo di accompagnare gli ascoltatori all’interno dell’atmosfera unica che da sempre caratterizza Sanremo.

In questi giorni, la città ligure si conferma il cuore pulsante della radiofonia italiana. Numerose emittenti nazionali, regionali e locali sono presenti sul territorio con dirette, programmi speciali e produzioni straordinarie. A tutte loro va il plauso di Radio Musica Italiana per l’impegno organizzativo ed editoriale richiesto da un evento di tale portata.

Radio Musica Italiana ha scelto invece di vivere il Festival in modo differente, costruendo una colonna sonora continua della manifestazione: un progetto pensato per chi ama Sanremo, la sua storia e quella musica italiana che, proprio da quel palco, continua a nascere e a rinnovarsi.

Un’iniziativa resa possibile anche grazie al supporto del consorzio MediaDab, che ha creduto e sostenuto il progetto, consentendo all’emittente di raggiungere il pubblico ligure in un momento così simbolico per la musica italiana.

Per tutto il mese di febbraio, Radio Musica Italiana si propone così come una finestra sonora sempre aperta su Sanremo: una radio che non si limita a raccontare il Festival, ma lo fa ascoltare, senza interruzioni.

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Radio Adige torna “via etere”: l’emittente veronese è stata collegata in DAB+

Festeggerà 50 anni dalla sua nascita in questo 2026.

Stiamo parlando di Radio Adige, storica emittente di Verona che, dopo la cessione delle frequenze FM a Radiofreccia nel 2017, è entrata a far parte del gruppo Verona Network.

Da allora, l’emittente è diventata una visual radio, diffusa sul digitale terrestre, in HbbTV e sul web.

Ora, Radio Adige torna a trasmettere (anche) in versione ‘solo audio’ via etere.

In questi giorni, è stata collegata nel mux regionale veneto Go Dab (canale 5D).

Un esordio importante che consentirà alla voce scaligera di essere nuovamente fruita dagli ascoltatori del mezzo radiofonico tradizionale e dalle autoradio.

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Radio Duchessa rafforza la presenza su Parma e provincia in DAB+

Radio Duchessa amplia la propria copertura e consolida il legame con il territorio: l’emittente parmense è ora ascoltabile anche in DAB+ a Parma e in tutta la provincia, segnando un passaggio strategico fondamentale nel proprio percorso di crescita.

L’arrivo sul digital audio broadcasting, in particolare sull’autoradio, è accompagnato da una importante campagna di comunicazione outdoor che coinvolge 18 autobus cittadini brandizzati IGPDecaux. Per tre mesi, i mezzi in circolazione per Parma porteranno in città il messaggio che identifica da sempre l’emittente: la radio che “ascolti e senti Parma”.

L’attivazione del nuovo impianto di Monte Canate, nel Comune di Pellegrino Parmense (Pr), consente a Radio Duchessa di estendere ufficialmente il proprio segnale sull’intero territorio provinciale, garantendo una qualità di ascolto superiore, stabile e priva di interferenze, particolarmente apprezzabile in mobilità.

Una presenza sempre più capillare, visibile e quotidiana, che rafforza l’identità di una radio profondamente locale, capace di parlare alla comunità con un linguaggio autentico e vicino alle persone. Il passaggio al DAB+ rappresenta così non solo un’evoluzione tecnologica, ma anche un ulteriore passo nella missione dell’emittente: essere punto di riferimento informativo e musicale per Parma e il suo territorio.

A confermare il momento particolarmente positivo di Radio Duchessa arrivano anche i dati certificati FluidStream, che registrano nel 2025 una crescita significativa rispetto ai dodici mesi precedenti: +47,49% di ascoltatori totali e +114,75% di Total Listening Hours.

Oltre al DAB+ in Emilia-Romagna, Radio Duchessa è ascoltabile anche tramite streaming dal sito ufficiale radioduchessa.it, attraverso l’app gratuita disponibile su tutti gli store digitali — compatibile con Apple CarPlay e Android Auto — oltre che su smart speaker Alexa e Google Home e sull’aggregatore FM-world.

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RTR99 Ti Ricordi collegata in DAB+ in Campania

Prosegue l’espansione di RTR99 Ti Ricordi in DAB+.

L’emittente capitolina è stata collegata in Campania.

La diffusione avviene sul canale 10D di CR Dab Campania.

Si tratta di un ulteriore tassello per la copertura di RTR99 Ti Ricordi che, in digitale, è già presente nel Lazio, in Umbria, in Toscana ed in Lombardia.

Tutti i dettagli sulle modalità di ascolto dell’emittente sono online all’indirizzo rtr99.it.

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Am900 1200x500

CHIN Radio festeggia 60 anni e annuncia il lancio di AM900 a Toronto

CHIN Radio festeggia 60 anni di attività e apre una nuova fase della sua storia con il lancio di AM900, una nuova stazione radiofonica multiculturale dedicata all’area di Toronto.

Il progetto ha ottenuto l’approvazione ufficiale del CRTC (Canadian Radio-television and Telecommunications Commission) e sarà operativo nei prossimi mesi.

Fondata nel 1966 da Johnny Lombardi – italo-canadese di origine lucana – CHIN Radio/TV International è stata pioniera del broadcasting multiculturale in Canada, diventando nel tempo un punto di riferimento per decine di comunità linguistiche ed etniche. Oggi, a sessant’anni dalla nascita, l’emittente conferma il proprio ruolo centrale nel panorama radiofonico canadese, rilanciando la propria presenza sul territorio con una nuova frequenza strategica.

La nuova AM900, annunciata come “coming soon”, rappresenta un passaggio chiave per rafforzare la copertura radiofonica nell’area metropolitana di Toronto, anche alla luce della rilocazione del trasmettitore AM1540 avvenuta nel 2024. L’attivazione della nuova frequenza consentirà a CHIN di ripristinare e migliorare la diffusione dei propri contenuti, mantenendo alta la qualità del servizio offerto alle comunità locali.

Secondo quanto comunicato dall’emittente, AM900 sarà una stazione interamente dedicata alla radio multiculturale, in linea con la missione storica di CHIN: promuovere diversità culturale, inclusione e connessione tra le comunità. Un impegno che, negli anni, ha portato l’azienda a produrre programmi in oltre 50 lingue, sia in ambito radiofonico che televisivo.

“60 anni di storia, e siamo solo all’inizio”: è questo il messaggio che accompagna l’annuncio ufficiale. Un traguardo importante che non guarda al passato, ma apre a un nuovo capitolo per la radio multiculturale a Toronto, in un contesto mediatico in continua evoluzione.

Con AM900, CHIN Radio ribadisce la propria vocazione: essere una voce plurale, rappresentativa e inclusiva, capace di raccontare la città attraverso le sue molteplici identità culturali. Un anniversario che diventa così occasione di rilancio, confermando il ruolo di CHIN come uno dei simboli storici del multiculturalismo canadese nel mondo dei media.

(Si ringrazia Giuseppe Fiorellini per la segnalazione)

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