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EarOne Airplay Midweek, Annalisa e Madame conquistano la vetta con “Amica”

È “Amica” di Annalisa e Madame il brano più trasmesso dalle radio nella EarOne Airplay Midweek di martedì 13 ottobre, relativa alle rilevazioni effettuate da venerdì 9 a lunedì 12 ottobre.

Al secondo posto si conferma Cesare Cremonini con “Paparazzi”, mentre il terzo gradino del podio è occupato da Madonna con “Danceteria”. La quarta posizione è per Ernia con “Dedica”, seguito da Miley Cyrus con “Bass Persuades”, che completa le prime cinque posizioni.

Il risultato più significativo riguarda il balzo di “Amica”, che nella precedente rilevazione Midweek del 6 ottobre occupava la quinta posizione, portandosi ora al vertice. Cambia anche la situazione nelle posizioni immediatamente successive: “Dedica” di Ernia, precedentemente al primo posto, scende al quarto, mentre Cremonini e Madonna mantengono rispettivamente la seconda e la terza posizione.

La top five restituisce un quadro eterogeneo della programmazione radiofonica, con una forte presenza di artisti italiani affiancati da protagonisti internazionali. Il duetto tra Annalisa e Madame guida così la classifica intermedia, in attesa dei risultati delle successive rilevazioni Airplay di venerdì.

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Addio a Gianfranco Ballerini, editore di Radio Italia 5. Dalla stagione delle radio libere alla crescita di un’emittente radicata nel territorio

Si è spento domenica 11 ottobre Gianfranco Ballerini, editore di Radio Italia 5, storica emittente con sede a Poppi, in provincia di Arezzo.

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo significativo della radiofonia locale toscana, legato a una figura che ha vissuto in prima persona la stagione pionieristica delle radio libere e ha saputo trasformare un’esperienza nata dalla passione in una realtà editoriale strutturata, capace di raggiungere un pubblico ben oltre i confini del Casentino.

La scomparsa di Gianfranco Ballerini non interrompe il percorso di Radio Italia 5, che continua regolarmente a trasmettere e a proporre la propria programmazione. L’emittente resta presente in FM, sul digitale DAB+ e attraverso lo streaming, con un palinsesto musicale e informativo accessibile anche dal sito ufficiale. Una continuità che accompagna il ricordo del suo editore e del progetto che ha contribuito a costruire in quasi cinquant’anni di storia.

La storia di Ballerini e quella della sua radio si intrecciano nei fermenti degli anni Settanta, quando la diffusione delle emittenti private contribuì a cambiare profondamente il panorama della comunicazione italiana. In quel periodo, dopo un’esperienza negli Stati Uniti, Ballerini diede vita a Poppi a un progetto radiofonico indipendente, partendo da una vecchia torre del borgo e coinvolgendo un gruppo di amici e giovani del territorio. Nacque così Radio Diffusione Poppi, un’emittente caratterizzata da voci spontanee, programmi realizzati con entusiasmo e una forte vicinanza alla comunità locale.

Non si trattava soltanto di trasmettere musica, ma di sperimentare un nuovo modo di fare radio, nel quale anche persone senza una precedente esperienza professionale potevano trovare spazio e mettersi alla prova davanti al microfono. Attorno alla stazione si sviluppò progressivamente un ambiente vivace, capace di coinvolgere giovani aspiranti conduttori e collaboratori. Per alcuni quell’esperienza rappresentò anche l’inizio di un percorso professionale nel mondo della comunicazione, mentre per altri rimase una stagione da ricordare, segnata dall’entusiasmo e dalla possibilità di essere protagonisti di una nuova forma di informazione e intrattenimento.

Con il passare degli anni, quell’iniziativa pionieristica si trasformò in Radio Italia 5. L’emittente crebbe progressivamente, ampliando la propria copertura e consolidando la propria organizzazione editoriale e commerciale. Da piccola realtà nata in un contesto locale, divenne un’azienda strutturata, gestita attraverso Gruppo Cinque e capace di sviluppare una rete di oltre trenta ripetitori, con una copertura che interessa la Toscana, l’Emilia-Romagna, le Marche e l’Umbria.

La crescita tecnologica ha accompagnato l’evoluzione del progetto senza cancellarne l’impronta originaria. Accanto alla diffusione in FM, Radio Italia 5 ha ampliato la propria presenza attraverso il digitale DAB+ e lo streaming, rendendo disponibili i propri contenuti anche al di fuori dell’area di copertura tradizionale. Il sito internet e l’applicazione hanno ulteriormente esteso le possibilità di ascolto, portando l’emittente a confrontarsi con le nuove modalità di fruizione dei contenuti radiofonici.

Anche la programmazione si è sviluppata nel segno della varietà. Alla proposta musicale, che va oltre i soli successi del momento, si affiancano spazi dedicati all’informazione, alla cultura, allo sport e all’attualità, con interviste a esponenti delle istituzioni e approfondimenti sulle persone e sulle vicende del territorio. Un palinsesto pensato per accompagnare gli ascoltatori nella quotidianità, mantenendo un legame con la comunità di riferimento e con le sue trasformazioni.

In questo percorso, Ballerini ha conservato un ruolo centrale nella definizione dell’identità dell’emittente e nella cura della programmazione. La sua visione ha contribuito a mantenere insieme due dimensioni spesso decisive per le radio locali: la capacità di evolversi sul piano organizzativo e tecnologico e quella di conservare un rapporto diretto con il pubblico, le attività economiche e la vita delle comunità raggiunte dal segnale.

La vicenda di Radio Italia 5 racconta così anche una parte della storia della radio italiana. Dall’entusiasmo delle prime emittenti indipendenti, nate in un periodo di grandi cambiamenti, fino a un sistema multicanale nel quale FM, DAB+ e streaming convivono, il percorso costruito da Ballerini testimonia la possibilità per una realtà locale di crescere senza perdere la propria identità.

La sua scomparsa lascia il ricordo di un editore che ha dedicato gran parte della propria esperienza alla radio, contribuendo a trasformare un’intuizione nata a Poppi in una presenza consolidata nel panorama dell’emittenza toscana e del Centro Italia. Una storia iniziata con una voce che si affacciava per la prima volta sulle frequenze e proseguita per decenni, accompagnando l’evoluzione della radio e il rapporto tra comunicazione e territorio. Radio Italia 5 continua oggi il proprio percorso, raccogliendo l’eredità di una storia costruita nel tempo e mantenendo vivo il legame con i suoi ascoltatori.

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Rai Radio Techetè ricorda David Riondino tra musica, radio e teatro

Una puntata speciale di “Radio Techetè racconta”, in onda mercoledì 14 ottobre alle 13, ripercorre la carriera del cantautore e attore toscano attraverso materiali d’archivio e le testimonianze di amici e colleghi.

Rai Radio Techetè dedica una puntata speciale a David Riondino, cantautore, attore, regista e scrittore toscano recentemente scomparso. L’appuntamento, in onda mercoledì 14 ottobre alle 13 all’interno di Radio Techetè racconta, ripercorrerà le tappe principali della sua carriera, con particolare attenzione al rapporto con la musica e la radio.

A condurre la trasmissione sarà Elisabetta Malantrucco, affiancata da Mauro De Cillis, giornalista e autore radiofonico, che guiderà il racconto attraverso le diverse sfaccettature di un artista capace di muoversi tra canzone d’autore, teatro, narrazione e sperimentazione.

La puntata proporrà anche i ricordi di Dario Vergassola, Stefano Bollani e Davide Rondoni, che con Riondino hanno condiviso esperienze professionali e momenti di amicizia. Le loro testimonianze contribuiranno a ricostruire il profilo umano e artistico di una figura che ha fatto dell’ironia e della contaminazione tra linguaggi alcuni dei tratti distintivi del proprio percorso.

Ampio spazio sarà riservato alle registrazioni conservate nell’Audioteca Radio Rai, che permetteranno di recuperare momenti significativi della sua attività. Al progetto ha collaborato anche Giovanna Savignano, collega di Rai Radio3 e moglie dell’artista.

La puntata sarà trasmessa in diretta su Rai Radio Techetè e successivamente disponibile su RaiPlay Sound, nella pagina dedicata al programma: raiplaysound.it/programmi/radiotecheteracconta.

Un percorso nella memoria radiofonica per riscoprire l’opera di David Riondino e il suo contributo alla cultura italiana, tra musica, parola e spettacolo.

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I giovani si allontanano dalla radio? La riflessione pubblicata su Rockol

Perchè i giovani spengono la radio?

È la domanda che si pone Umberto Labozzetta in un articolo pubblicato su Rockol, frutto di un mese di ascolti delle emittenti italiane, dai grandi network alle radio locali.

Tra i principali fattori critici emergono la rigidità dei palinsesti, la ripetitività delle rotazioni musicali e un linguaggio spesso distante dalle abitudini della Generazione Z, cresciuta con piattaforme come Spotify e TikTok e abituata a contenuti personalizzati e on demand.

Secondo Labozzetta, mentre le grandi emittenti investono nelle principali piazze del mercato italiano, resta aperta la sfida di riconquistare il pubblico più giovane. Un’opportunità arriva dalle radio locali, grazie al rapporto con il territorio, e dalle emittenti verticali e native digitali, capaci di costruire comunità attorno a generi musicali e identità editoriali specifiche.

A complicare il quadro è anche la difficoltà di misurare in modo completo gli ascolti digitali, che rischiano così di rimanere ai margini delle valutazioni del settore.

La conclusione è un invito a ripensare il modello radiofonico: il digitale non può essere soltanto una replica dell’FM, ma deve diventare uno spazio di sperimentazione, con nuovi linguaggi, maggiore personalità editoriale e contenuti capaci di offrire ai giovani motivi concreti per scegliere la radio.

Ulteriori dettagli su Rockol.it.

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Renzo Arbore si racconta a Francesco Fredella di RTL 102.5: «Tutti i miei oggetti andranno a Foggia»

Il musicista e showman si racconta a Francesco Fredella di RTL 102.5, tra i ricordi di una carriera internazionale, l’amore per la città natale e l’attesa per l’apertura di Casa Arbore. Annunciata per le 18.30 di martedì 13 ottobre la pubblicazione dell’intervista su Instagram.

Tutti i suoi oggetti, dalle collezioni di dischi agli strumenti musicali, passando per opere d’arte, fotografie e occhiali da sole, sono destinati a tornare a Foggia, la città in cui è nato e dove ha mosso i primi passi nel mondo della musica. È il progetto a cui Renzo Arbore guarda con particolare affetto: una casa-museo nel cuore della città pugliese, destinata a custodire i ricordi e le testimonianze di una carriera artistica lunga e ricca di esperienze.

Il musicista, conduttore e inventore di programmi televisivi e radiofonici ne ha parlato con Francesco Fredella, speaker di RTL 102.5, in un’intervista nella quale il legame con le proprie origini è stato uno dei temi centrali. Il contenuto, annunciato per le 18.30 di martedì 13 ottobre, è disponibile sull’account Instagram della prima radio italiana.

Nel dialogo, caratterizzato anche da una conversazione in dialetto foggiano, Arbore ha ribadito il desiderio di riportare nella propria città gli oggetti raccolti nel corso degli anni. Gli scatoloni, ha raccontato, sono già pronti da mesi, in attesa che il progetto di Casa Arbore possa finalmente concretizzarsi con l’apertura al pubblico. Un’iniziativa che rappresenta una testimonianza concreta del suo rapporto con Foggia, dove ha trascorso gli anni della formazione e scoperto la passione per il jazz, anche grazie alla frequentazione della storica Taverna del Gufo, in via Arpi.

Una casa tra musica, arte e ricordi

La casa romana di Arbore restituisce l’immagine di un percorso artistico e umano segnato da viaggi, incontri e passioni. Tra le stanze trovano spazio fotografie scattate durante le tournée internazionali, opere luminose, dischi, ritratti, cravatte e gilet, oltre a una vasta collezione di occhiali da sole in plastica. In salotto spicca un pianoforte bianco a coda, mentre diversi clarinetti sono custoditi su una grande libreria.

Non mancano i richiami alle due città che hanno segnato la sua formazione: Napoli, alla quale Arbore è rimasto profondamente legato dopo gli anni universitari trascorsi studiando Giurisprudenza, e Foggia, luogo delle origini e dei primi incontri con la musica. Tra gli oggetti conservati figura anche una copia della laurea honoris causa conferita a Totò, una testimonianza dell’ammirazione di Arbore per il principe della risata.

Il futuro museo raccoglierà questo patrimonio personale, trasformandolo in un percorso attraverso la vita e il lavoro di uno dei protagonisti più originali dello spettacolo italiano. L’attesa è ora concentrata sull’inaugurazione, che consentirà di rendere accessibili al pubblico materiali e ricordi accumulati nel corso di decenni.

Dall’Orchestra Italiana alla televisione online

Nel corso dell’intervista, spazio anche alla lunga esperienza con l’Orchestra Italiana, il progetto con cui Arbore ha contribuito a portare la canzone napoletana sui palcoscenici di tutto il mondo. Le tournée hanno toccato numerosi Paesi, dalla Cina all’Australia fino agli Stati Uniti, per un totale di oltre 1.400 concerti in circa trent’anni di attività.

Un’esperienza che, pur continuando a vivere attraverso l’orchestra, non vedrà Arbore nuovamente impegnato in tournée con la formazione. Restano il repertorio, gli arrangiamenti e il lavoro di valorizzazione della tradizione musicale napoletana, al centro di un progetto che ha saputo raggiungere pubblici internazionali.

Accanto alla musica, continua anche l’attività di conservazione e condivisione del proprio archivio artistico. Arbore ha infatti avviato Renzo Arbore Channel, un canale televisivo online che raccoglie programmi, canzoni, esibizioni e momenti significativi della sua carriera. Un vero e proprio archivio audiovisivo pensato per riproporre al pubblico una parte importante della storia della radio e della televisione italiana.

Dalla passione per il jazz coltivata a Foggia agli anni trascorsi a Napoli, fino ai successi televisivi e ai concerti in tutto il mondo, il percorso di Arbore attraversa linguaggi e generazioni. Casa Arbore si prepara ora a diventare un nuovo punto di riferimento per raccontare questa storia proprio nella città in cui tutto è cominciato, restituendo alla comunità un patrimonio di oggetti e memorie che l’artista ha scelto di legare alle proprie radici.

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Coltano rende omaggio a Marconi: la località pisana diventa “Coltano Marconi”

Da lunedì 12 ottobre, la località di Coltano, nel territorio di Pisa, assume ufficialmente la denominazione di Coltano Marconi, in omaggio a Guglielmo Marconi e al ruolo storico del borgo nello sviluppo delle radiocomunicazioni.

Proprio a Coltano, infatti, lo scienziato realizzò la prima stazione radiotelegrafica italiana a onde lunghe, inaugurata nel 1911, dalla quale fu trasmesso per la prima volta un segnale verso il Nord America.

Alla cerimonia – come riferisce l’Ansa – hanno partecipato il sindaco di Pisa, Michele Conti, la principessa Elettra Marconi, figlia dello scienziato, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, nipote dell’inventore, e Fabio Cosci, presidente di Marconi Labs Coltano, insieme alle autorità civili e militari e a numerosi cittadini.

Per celebrare il legame con la storia della radio sono stati installati nuovi cartelli turistici marroni con la dicitura «Coltano Marconi – Prima stazione radiotelegrafica italiana a onde lunghe». Nei pressi del cippo commemorativo sono stati inoltre collocati una palina con il nome della località e un pannello informativo dedicato alle vicende storiche legate alla presenza di Marconi.

«Il nome di Marconi è legato in maniera indissolubile alla storia di Coltano e di Pisa», ha dichiarato il sindaco Conti, sottolineando come la nuova denominazione punti a rendere più riconoscibile questo patrimonio e a conservarne la memoria.

L’assessore comunale alla Toponomastica, Amanuel Sikera, ha evidenziato come il borgo sia stato protagonista di eventi di rilevanza mondiale, nonostante il suo ruolo nella storia delle comunicazioni sia ancora poco conosciuto. La nuova segnaletica e gli strumenti informativi intendono quindi valorizzare questo patrimonio e rafforzare l’identità storica e culturale di Coltano.

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Addio a Giorgio Bracardi, la voce che ha rivoluzionato la comicità radiofonica

È morto a 93 anni Giorgio Bracardi, attore, musicista e autore che ha lasciato un segno nella storia della radio e della televisione italiana.

La sua popolarità è legata soprattutto ad Alto Gradimento, il programma radiofonico ideato da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni che, negli anni Settanta, contribuì a rinnovare il linguaggio dell’intrattenimento, puntando sull’improvvisazione, sull’assurdo e su personaggi fuori dagli schemi.

Proprio alla radio Bracardi ha costruito alcune delle sue maschere più celebri, entrate nella memoria collettiva grazie a tormentoni e interpretazioni surreali: da Scarpantibus al professor Aurelio Ovidio Marcellini, con il suo inconfondibile «Patroclooo!», fino al giornalista Max Vinella e al gerarca Ermanno Catenacci. Figure grottesche, capaci di mettere in ridicolo vizi, debolezze e contraddizioni della società italiana attraverso una comicità originale e imprevedibile.

Il suo contributo alla radiofonia si inserisce nella stagione che ha visto Alto Gradimento rompere gli schemi tradizionali della comicità radiofonica, trasformando voci, rumori, invenzioni linguistiche e personaggi improbabili in elementi centrali della narrazione. Accanto ad Arbore, Boncompagni e Mario Marenco, Bracardi fu tra i protagonisti di un’esperienza che avrebbe influenzato anche il successivo intrattenimento televisivo.

Musicista e pianista fin da giovane, cresciuto in una famiglia legata al mondo dello spettacolo, Bracardi ha affiancato alla comicità l’attività di compositore, arrivando a firmare anche brani per il Festival di Sanremo. Il passaggio dalla radio alla televisione ne ha consolidato la notorietà: nel 1985 partecipò a Quelli della notte con Renzo Arbore, per poi prendere parte ad altri programmi Rai, tra cui Pronto, chi gioca? e Chiappala chiappala. Nel 1995 approdò a Striscia la notizia, dove interpretò il fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, Lucio Smentisco.

Nel ricordarlo, Arbore lo ha definito un «intellettuale sotto mentite spoglie», sottolineando la capacità di inventare personaggi di fantasia, surreali e lontani dalla satira convenzionale. Un talento riconosciuto anche da Dario Ballantini, che ne ha evidenziato l’unicità e la raffinatezza.

Con la scomparsa di Bracardi se ne va uno dei protagonisti di una stagione irripetibile dello spettacolo italiano. La sua eredità resta legata soprattutto alla radio, dove ha contribuito a dimostrare come la voce, l’invenzione e la libertà espressiva potessero trasformare un programma in un laboratorio di comicità, capace di attraversare generazioni e lasciare personaggi e battute ancora oggi riconoscibili.

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Violenza nelle scuole, Radio Radicale trasmetterà il confronto del 14 ottobre

Radio Radicale seguirà e trasmetterà l’incontro dedicato alla sicurezza negli istituti scolastici, promosso per il 14 ottobre da La Voce della Scuola, Oggi Scuola, FederIstruzione e altre realtà coinvolte nell’organizzazione.

La notizia è riportata dal sito News Istruzione.

L’iniziativa punta ad approfondire il fenomeno della violenza negli ambienti scolastici, affrontando temi come bullismo, intimidazioni, aggressioni, disagio giovanile e difficoltà nelle relazioni educative. L’obiettivo è andare oltre i singoli episodi di cronaca e favorire un confronto sulle possibili soluzioni e sugli strumenti di prevenzione.

Il ruolo di Radio Radicale sarà centrale nella diffusione dei contenuti dell’evento: attraverso i propri canali, l’emittente permetterà anche a chi non potrà partecipare direttamente di seguire gli interventi e le riflessioni dei relatori, ampliando la portata del dibattito.

Il convegno intende promuovere una collaborazione più strutturata tra scuola, famiglie, istituzioni e società civile, nella consapevolezza che la sicurezza degli studenti e del personale scolastico richiede risposte condivise e un impegno continuativo.

La partecipazione dell’emittente contribuirà così a portare il tema all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, valorizzando il confronto su una questione che coinvolge l’intero sistema educativo.

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Luca Barbarossa nominato Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana: “Che grandissimo onore!”

Un riconoscimento conferito dal presidente Sergio Mattarella per il cantautore romano, che ha commentato la notizia ringraziando il Capo dello Stato e il suo consigliere per la stampa e la comunicazione, Giovanni Grasso.

Luca Barbarossa ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con decreto del 17 luglio 2026.

Il cantautore romano ha condiviso la notizia con poche parole, affidate a un messaggio che esprime tutta la sua emozione: “Che grandissimo onore! Grazie al Presidente Mattarella e a Giovanni Grasso”. Un commento essenziale per accompagnare un riconoscimento istituzionale di particolare prestigio, come testimonia anche il diploma ufficiale ricevuto.

L’onorificenza rientra nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, istituito per riconoscere i meriti acquisiti nei confronti della Nazione nei diversi ambiti della vita pubblica e professionale.

Barbarossa, da decenni protagonista della musica italiana, ha costruito un percorso artistico che affianca alla produzione discografica l’attività dal vivo e l’impegno radiofonico. È infatti anche una delle voci di Rai Radio2, dove conduce da anni “Radio2 Social Club” (oggi con Ema Stokholma e con la regia di Marco Lolli), programma che unisce musica, intrattenimento e incontri con artisti e protagonisti dello spettacolo.

La reazione del cantautore, affidata a un ringraziamento diretto al presidente Mattarella e a Giovanni Grasso, accompagna così la condivisione di un traguardo significativo della sua vita professionale.

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Festival del Podcasting, il decennale guarda alla TV: “Io ero un milanese” diventa una fiction Rai

Annunciata al Festival la trasposizione in otto puntate del podcast di Mauro Pescio, attesa su Rai 1 a gennaio 2027. L’edizione del decennale chiude a Milano con presenze in crescita del 22% e riconoscimenti a inchieste, nuovi autori e racconti dei territori.

Il podcast amplia il proprio pubblico e apre nuove prospettive di sviluppo anche sul fronte televisivo. È uno dei segnali emersi dalla decima edizione del Festival del Podcasting, conclusasi il 3 ottobre a Cascina Triulza, nell’area MIND di Milano, dove Andrea Borgnino, responsabile dei contenuti podcast originali di RaiPlay Sound, ha annunciato l’arrivo su Rai1 di una fiction tratta da “Io ero un milanese”, il podcast di Mauro Pescio.

Il progetto prevede otto puntate da 45 minuti, con uscita annunciata per gennaio 2027. Il passaggio dal racconto audio alla serialità televisiva rappresenta un esempio delle possibilità di sviluppo dei contenuti nati per il podcast, capaci di raggiungere nuovi pubblici attraverso linguaggi e piattaforme differenti.

L’annuncio arriva in una fase di crescita del settore. Secondo la ricerca NielsenIQ per Audible, presentata il 30 settembre in occasione del Podcast International Day, in Italia gli ascoltatori di podcast sono 18,5 milioni, oltre 500 mila in più rispetto al 2025, con un incremento annuo del 3% e una crescita complessiva dell’80% dal 2018. Tra i principali canali attraverso cui il pubblico scopre nuovi contenuti ci sono i social media, mentre informazione, approfondimento e intrattenimento continuano ad alimentare l’interesse.

Il bilancio del Festival

Diretto da Ester Memeo e organizzato da Podstar, con il patrocinio del Comune di Milano, il Festival ha riunito il 2 e 3 ottobre creator, giornalisti, editori, piattaforme e aziende. Le due giornate hanno registrato oltre 400 presenze, il 22% in più rispetto al 2025, coinvolgendo 78 speaker, sei workshop, tre podcast dal vivo, tre premi e due menzioni speciali.

L’Industry Day e il Creator Day hanno affrontato temi centrali per il comparto, dalla distribuzione dei contenuti al videopodcast, dall’intelligenza artificiale alla scrittura, fino alle strategie di monetizzazione.

Tra gli appuntamenti dal vivo, “Sky Tg25 Bonus Track”, il vodcast di Alessio Viola, ha ospitato il comico Federico Basso, mostrando l’incontro tra informazione e intrattenimento. Spazio anche ai progetti di Askanews, Radio Popolare e AlaNews, oltre a Mario Moroni, autore e voce de “Il Caffettino” di OnePodcast.

Il Podcast Pitch ha offerto agli autori un’occasione di confronto con professionisti del settore, tra cui Andrea Borgnino, Alessandra Scaglioni di Radio 24 e 24Ore Podcast e Giuseppe Paternò Raddusa, con Ester Memeo nel ruolo di moderatrice.

I dati degli utenti registrati alla web app del Festival restituiscono uno spaccato della filiera: il 42,9% si è dichiarato creator o podcaster, il 17,6% rappresentante di aziende, agenzie ed enti, il 12,1% appartenente a piattaforme, media e stampa, l’8,2% professionista del settore e il 19,2% ascoltatore.

I premi: inchieste, cultura e territori

L’edizione del decennale ha dato spazio anche alla produzione indipendente e alle diverse forme del racconto audio. Sono state 137 le candidature per i podcast emergenti e 60 quelle per la prima edizione del premio dedicato ai branded podcast.

Il Premio Media Key per il miglior podcast emergente è stato assegnato ad “Arte Scorretta”, progetto torinese di Serena Gerli, Marco Previato, Niccolò Nettis e Alessandro Bena, dedicato al cinema e all’arte con un approccio diretto e senza filtri.

Il Premio Audioboost per il miglior branded podcast è andato a “Dolomiti Sound Stories”, produzione Vois per Dolomiti Superski che raccoglie voci, tradizioni e storie delle comunità dolomitiche. La menzione speciale è stata attribuita a “Non chiamatela fortuna”, progetto di Daniela Magnetti e Daniele Scaglione per la Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., dedicato al tema della violenza sulle donne.

Sul fronte dell’inchiesta, il Premio POD24 di 24Ore Podcast per il miglior podcast indipendente di inchiesta e reportage è stato assegnato ad “A chi interessa” di Maria Vittoria Sparano. Il lavoro ricostruisce la vicenda del capitano di corvetta Natale De Grazia, morto mentre indagava sui presunti affondamenti di navi cariche di rifiuti radioattivi.

La menzione speciale è andata a “Noi restiamo qui, giovani storie montanare”, audio documentario di Marco Romano e Sara Sartori, realizzato nell’ambito di un progetto del Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige.

Il podcasting si apre ai territori

Il Festival di Milano ha concluso il programma di eventi diffusi avviato il 21 settembre, che ha coinvolto diverse città italiane con 22 appuntamenti e oltre 400 presenze stimate tra incontri, attività formative e ascolti collettivi.

Nel bilancio della decima edizione emerge quindi un settore che continua a crescere e a diversificarsi, con autori indipendenti, editori, media e imprese sempre più coinvolti nella ricerca di nuovi linguaggi e modelli di sostenibilità.

Dalla fiction annunciata per Rai1 ai riconoscimenti per le inchieste e i racconti delle comunità locali, il Festival del Podcasting ha messo in evidenza le potenzialità di un formato che non si limita più all’ascolto in cuffia, ma può diventare il punto di partenza per nuove produzioni e per una circolazione più ampia delle storie.

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R101 anticipa il Natale: è già attiva la webradio R101 Christmas

A R101 è già Natale.

L’emittente ha infatti anticipato le Festività con il lancio di R101 Christmas, la webradio interamente dedicata alla musica natalizia, già attiva e destinata a rimanere online fino al 7 gennaio 2027.

L’annuncio del progetto è arrivato lunedì 5 ottobre nel corso di “La Banda di R101”, il morning show dell’emittente. Una scelta che porta l’atmosfera delle Feste con largo anticipo rispetto al calendario, attraverso un canale tematico pensato per accompagnare gli ascoltatori con le canzoni che hanno segnato il Natale di diverse generazioni.

Su R101 Christmas trovano spazio, in rotazione continua, i grandi successi natalizi di tutti i tempi, in una programmazione interamente dedicata alle canzoni che ogni anno tornano a caratterizzare il periodo delle feste.

Con questa iniziativa, R101 anticipa dunque il Natale puntando su una webradio tematica che affianca la programmazione tradizionale dell’emittente e consente agli ascoltatori di entrare nell’atmosfera natalizia già dalle prime settimane di ottobre.

L’emittente è online all’indirizzo www.r101.it/web-radio/r101-christmas.

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Radio Alfa sul podio social: è la radio cattolica locale più seguita in Lombardia

Radio Alfa taglia un traguardo storico e si posiziona come la realtà radiofonica locale d’ispirazione cattolica (legata a diocesi o parrocchie) più seguita in assoluto sui social in tutta la Lombardia.

I numeri certificano una crescita straordinaria che va ben oltre i confini provinciali: con oltre 22.500 follower su Facebook, 3.750 su Instagram e l’incredibile cifra di oltre 7 milioni di visualizzazioni mensili, l’emittente si conferma non solo leader assoluta nel territorio mantovano, ma anche come un punto di riferimento informativo e di intrattenimento sempre più riconosciuto e autorevole nell’intera Lombardia orientale.

La formula vincente di Radio Alfa risiede nella sua capacità di far coesistere anime diverse: un palinsesto musicale dinamico – che unisce i grandi successi di oggi ai grandi classici del passato –, un’informazione puntuale e un ricco ventaglio di rubriche autoprodotte, senza mai smarrire la propria identità e la propria vocazione ai valori della pastorale cristiana.

Grande la soddisfazione espressa dal Direttore Editoriale, Daniele Guidetti: «Questo storico risultato della nostra emittente evidenzia come la radio sia concretamente al servizio della comunità. Il nostro lavoro si muove nel solco del passato e della nostra forte tradizione territoriale, ma con una costante e decisa attenzione verso il futuro, l’innovazione e i nuovi linguaggi della comunicazione. Questo primato digitale dimostra che l’informazione di prossimità e i valori di cui siamo portatori sanno parlare alle persone anche attraverso le moderne piattaforme social.»

Con questo primato, Radio Alfa dimostra come una storica emittente locale possa trasformarsi in una moderna piattaforma crossmediale, capace di unire le persone, valorizzare il territorio e creare una community unita, attiva e in continua espansione.

(Comunicato stampa)

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