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Radio Bruno Latina: è Francesco Cigna alla guida del nuovo progetto musicale in Toscana

La radiofonia toscana si arricchisce di una nuova voce dedicata ai ritmi caraibici e alle loro evoluzioni contemporanee.

È nata Radio Bruno Latina, nuova emittente tematica che propone un palinsesto incentrato su bachata tradizionale e sensual, salsa, merengue, reggaeton, con uno sguardo attento alle più recenti sonorità urban.

Curatore del progetto è Francesco Cigna, in arte Franceskino DJ, chiamato a guidare e definire l’identità editoriale della nuova radio. Figura di riferimento nel panorama della musica latina, Cigna non si limita alla direzione artistica dell’emittente, ma sta già lavorando allo sviluppo di collaborazioni con festival ed eventi, scuole di ballo e locali, con l’obiettivo di creare un ecosistema che unisca radio, territorio e cultura musicale.

Radio Bruno Latina è ascoltabile in DAB+ in tutta la Toscana, in streaming su radiobruno.it e tramite l’app dedicata disponibile su Apple Store e Google Play, oltre che all’interno dell’app ufficiale di Radio Bruno, accanto agli altri format tematici come Radio Bruno Dance, Radio Bruno Gold e Radio Bruno Rock Station.

Con questo nuovo progetto, il gruppo Radio Bruno rafforza la propria offerta digitale e tematica, puntando su un genere in forte crescita e su una direzione artistica autorevole, capace di dare coerenza, visione e sviluppo a una radio pensata per chi vive il ritmo latino come linguaggio culturale, prima ancora che musicale.

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90IsGood: prende il via il nuovo canale tv dedicato ai videoclip anni ’90

Ha debuttato sabato 27 dicembre sul digitale terrestre, in modalità HbbTV, 90IsGood, il nuovo canale televisivo interamente dedicato ai videoclip musicali degli anni Novanta.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il team di IsGoodForYou e gli editori del gruppo Fascino Tv, con l’obiettivo di riportare al centro uno dei decenni più iconici e di svolta della storia della musica contemporanea.

La programmazione propone una selezione di videoclip Pop, Dance, Rock e Rap, raccontando attraverso immagini e suoni un periodo caratterizzato da profonde contaminazioni: dal rock alternativo e il britpop, fino all’esplosione della dance e alla diffusione di hip-hop, R&B e nuove forme di rap.

Il canale è accessibile su tutto il territorio nazionale tramite digitale terrestre in HbbTV, sintonizzandosi sul canale 157 di Fascino Tv e attivando il servizio con il tasto giallo del telecomando.

Accanto alla presenza televisiva, 90IsGood è attivo anche sui social network – Instagram, Facebook e TikTok – con una “pagina dei ricordi” dedicata a filmati, spot e contenuti simbolo degli anni ’90.

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Legge di Bilancio, nel 2026 niente taglio da 20 milioni all’emittenza locale

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni-TV Locali, Aeranti-Corallo e ALPI accolgono positivamente la riformulazione dell’emendamento governativo alla Legge di Bilancio che ripristina per il solo 2026 le risorse destinate a radio e tv locali, evitando il taglio da 20 milioni di euro inizialmente previsto. Una decisione che scongiura, almeno nell’immediato, effetti molto pesanti sull’informazione territoriale.

Il passo – riporta un comunicato congiunto – è considerato un primo segnale di attenzione verso un comparto che assicura pluralismo, occupazione e informazione di prossimità. Restano però criticità rilevanti: i tagli sono ancora previsti per il 2027 e il 2028, con un impatto strutturale che renderebbe impossibile qualsiasi programmazione industriale e occupazionale; inoltre, permane il trasferimento della gestione del Fondo unico per il pluralismo sotto la Presidenza del Consiglio, ridimensionando il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore.

Per le Associazioni, il ripristino dei fondi nel 2026 non basta: chiedono l’eliminazione dei tagli anche per il 2027-2028 e la conferma del ruolo del MIMIT nella ripartizione del Fondo, a garanzia di stabilità, competenza e continuità istituzionale. In vista del voto in Commissione Bilancio al Senato, l’appello è rivolto a tutte le forze politiche affinché correggano definitivamente il provvedimento.

L’emittenza locale, concludono, non è un costo da comprimere, ma un presidio democratico essenziale e un investimento strategico per il pluralismo sancito dall’articolo 21 della Costituzione.

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Television

Allarme delle associazioni: a rischio i fondi per radio e tv locali, appello al Parlamento

Le associazioni di categoria che rappresentano le televisioni e le radio locali tornano a lanciare l’allarme sui contenuti di alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio, giudicati fortemente penalizzanti per il settore dell’emittenza locale.

È quanto emerge da un estratto di un comunicato stampa congiunto diffuso da Confindustria Radio Televisioni-TV Locali, AERANTI-CORALLO e A.L.P.I. Radio-TV.

Secondo le associazioni, le modifiche proposte all’articolo 129 della manovra prevederebbero un taglio strutturale di circa 20 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028 alle risorse destinate a radio e televisioni locali, con il rischio di mettere in difficoltà economica le imprese del settore, compromettere migliaia di posti di lavoro e indebolire il pluralismo dell’informazione sui territori.

Le organizzazioni di categoria prendono atto che, dopo le proteste del comparto, in Commissione Bilancio del Senato sono stati presentati subemendamenti correttivi, sia da parte della maggioranza sia dell’opposizione, ritenuti utili per ridurre o superare le criticità evidenziate. Tra questi vengono citate le proposte presentate da esponenti di Lega, Fratelli d’Italia e Partito Democratico.

Alla vigilia delle votazioni, le associazioni rivolgono quindi un appello a tutte le forze politiche affinché sostengano i subemendamenti correttivi, per evitare conseguenze considerate gravi e potenzialmente irreversibili per il sistema dell’informazione locale.

Difendere radio e televisioni locali – sottolineano infine le associazioni – significa tutelare il pluralismo informativo, l’occupazione e il diritto dei cittadini a essere informati su quanto accade nei propri territori.

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Cantù inaugura l’assistente digitale per i cittadini, grazie ad una sinergia con 22HBG

Nel Comune di Cantù, prenderà il via dal 2026 RispondiCittadino.it, una piattaforma di assistenza virtuale basata su intelligenza artificiale che guiderà i cittadini nella consultazione delle informazioni ufficiali e nell’accesso ai servizi comunali.

Il sistema, sviluppato da Peperoni AI, sarà distribuito a livello nazionale da 22HBG, che porta così la propria esperienza tecnologica nel mondo della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Il servizio, accessibile dal sito istituzionale dell’ente, permetterà di ottenere risposte immediate alle richieste più frequenti, offrendo supporto 24 ore su 24 e in più lingue, senza necessità di competenze tecniche da parte degli utenti o degli operatori comunali. La piattaforma funzionerà esclusivamente sui contenuti ufficiali del Comune, garantendo accuratezza delle informazioni, conformità al GDPR e all’AI Act europeo, oltre alla piena integrazione con i siti istituzionali italiani attraverso un modello SaaS.

L’Amministrazione comunale considera il progetto un tassello centrale del percorso di digitalizzazione in corso. Il vicesindaco e assessore alla digitalizzazione, Valeriano Maspero, ha sottolineato come l’attivazione della piattaforma rappresenti il primo passo di un piano più ampio che coinvolgerà vari settori dell’ente, con l’obiettivo di rendere i servizi più accessibili, efficienti e vicini alle persone. Una linea ribadita anche dal sindaco Alice Galbiati, che ha evidenziato la volontà di affiancare il rapporto umano con strumenti tecnologici capaci di semplificare concretamente la vita dei cittadini.

Dal fronte tecnologico, il fondatore e CEO di Peperoni AI, Pier Carlo Montali, ha definito l’iniziativa come un esempio di come l’intelligenza artificiale possa rendere più rapido e trasparente il dialogo tra cittadini e istituzioni. In questo quadro, il ruolo di 22HBG è centrale nella diffusione del servizio sul territorio nazionale, rafforzando il posizionamento dell’azienda come partner tecnologico per l’innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione.

Cantù diventa così il primo Comune ad adottare la piattaforma, avviando un modello destinato a suscitare interesse in altre amministrazioni italiane.

(Immagine da PrimaComo.it)

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Chiara Trombetta Direttore Media e Eventi StartupItalia 1 1080x500

Nasce il Virtual Village, il nuovo hub digitale di StartupItalia con Radio 105

StartupItalia lancia il Virtual Village, il primo ecosistema digitale italiano pensato con un approccio founder-centric per mettere in contatto startup, investitori e corporate innovator.

La piattaforma, basata su Intelligenza Artificiale e logiche di community, nasce per favorire l’incontro tra progetti, capitali e competenze, offrendo visibilità e opportunità di networking qualificato.

Il Virtual Village riunisce già oltre 100 startup e rappresenta l’evoluzione online dell’Innovation Village, lo spazio fisico che ha accompagnato negli anni le tappe dei SIOS. L’ingresso è gratuito: dopo l’iscrizione, ogni startup ottiene una vetrina digitale personalizzabile e l’accesso a iniziative, workshop ed eventi di networking selezionati.

“Con il Virtual Village vogliamo offrire un punto di accesso stabile e aperto per le startup italiane. Uno spazio digitale curato e selezionato dove trovare connessioni utili, confrontarsi e raccontare il proprio percorso”, afferma Chiara Trombetta (nella foto), Direttore Media e Eventi StartupItalia.

La piattaforma offre anche un’area dedicata agli investitori, che possono consultare i profili delle startup, contattare direttamente i founder e partecipare a momenti di incontro digitale per valutare nuove opportunità.

In collaborazione con Radio 105 nasce inoltre il 105 Startup Lab, in programma il 17 dicembre durante SIOS25 Winter a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. I founder selezionati potranno partecipare a simulazioni di interviste radiofoniche e ambire alla diretta su Radio 105, oltre a concorrere al Radio 105 Special Award 2025.

Obiettivo del progetto è costruire un ambiente stabile e aperto capace di connettere community, opportunità e relazioni professionali, rafforzando l’ecosistema dell’innovazione italiana.

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UE apre procedura d’infrazione: Italia sotto accusa per le interferenze FM ai Paesi confinanti

La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato intervento sulle interferenze FM che da anni colpiscono Francia, Croazia, Malta e Slovenia.

Lo rende noto Newslinet.

Bruxelles contesta l’assenza di misure efficaci e concede due mesi per una risposta formale.

Secondo la Commissione, l’Italia non ha rispettato il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, ignorando gli obblighi di eliminare le trasmissioni che disturbano lo spettro radio dei Paesi vicini.

Dopo anni di negoziati senza risultati, la lettera di costituzione in mora apre la strada a possibili provvedimenti immediati, come ordinanze di spegnimento degli impianti interferenti e un ritorno alla pianificazione nazionale della FM, anche tramite una rottamazione volontaria delle frequenze analogiche.

Se la risposta italiana non sarà ritenuta adeguata, Bruxelles potrà procedere con un parere motivato, passo che precede l’eventuale deferimento alla Corte di Giustizia UE.

L’articolo integrale è disponibile cliccando QUI.

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Nuove regole Agcom sulla prominence: più visibilità per radio e tv sui dispositivi connessi

L’Agcom ha pubblicato la delibera 250/25/Cons che aggiorna le linee guida sulla prominence dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale.

Si tratta delle regole che assicurano la facile individuazione e accessibilità di TVradio su smart TV e dispositivi connessi. L’intervento attua l’articolo 29 del Tusma, che mira a garantire pluralismo, libertà di espressione e un’informazione realmente fruibile dal maggior numero di utenti.

Smart TV: una fascia dedicata in home page

Nella schermata iniziale delle smart TV (o dei decoder connessi) dovrà essere presente una sezione visibile e riconoscibile:

  • l’icona per l’accesso al digitale terrestre;
  • le icone delle app dei principali broadcaster nazionali (come Rai e Mediaset);
  • un’app aggregatrice per le TV locali;
  • un’altra per le TV nazionali;
  • un’app aggregatrice specifica per le radio, che permetterà l’accesso all’offerta online gratuita delle emittenti.

Aggregatori intermediari

Viene introdotta la nuova figura degli aggregatori intermediari, responsabili delle tre app aggregatrici. Le applicazioni non devono essere preinstallate, ma la loro icona deve comunque comparire nella fascia dedicata della home.

Applicazione anche ai dispositivi già esistenti

Le regole non riguardano solo i nuovi modelli: si estendono anche ai dispositivi già immessi sul mercato, purché ancora soggetti a produzione, manutenzione o aggiornamenti software.

Chi rientra nei Servizi di interesse generale (Sig)

Rientrano tra i Sig — e quindi beneficiano della prominence — tutti i canali Rai (inclusa l’offerta online), le emittenti nazionali e locali che rispettano determinati requisiti editoriali, e tutti i servizi radiofonici in broadcast: AM, FM e DAB+.


Novità principali per le radio

Le radio, riconosciute Sig in modo automatico, ricevono particolare attenzione:

  • La prominence dovrà essere garantita non solo su autoradio e sistemi di infotainment, ma anche su radio domestiche e portatili dotate di una home page di navigazione.
  • Restano esclusi dall’obbligo smart speaker, smartphone, tablet e computer.
  • Ogni dispositivo incluso dalle linee guida dovrà offrire un punto di accesso unificato alle radio, tramite un’unica icona dedicata.
  • In modo facoltativo, si potranno aggiungere un comando vocale o un tasto fisico dedicato.

Web TV e web radio: per ora fuori

Le web TV e le web radio disponibili solo online non vengono incluse tra i Sig in questa fase.
Le misure diventano operative 12 mesi dopo la pubblicazione dell’elenco dei Sig da parte dell’Agcom; per le radio, già incluse di diritto, il conto dei 12 mesi parte direttamente dalla pubblicazione della delibera.

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Svizzera: il linguista ed esperto di media Alessio Petralli critica la scelta di abbandonare l’FM

Continua a far discutere e a dividere, in Svizzera, il tema della dismissione delle trasmissioni radiofoniche in FM.

L’ultima riflessione critica – in ordine cronologico – porta la firma di Alessio Petralli, direttore della Fondazione Möbius Lugano, linguista ed esperto di media, da sempre attento alle dinamiche linguistiche e comunicative tra locale e globale. Docente in diversi ordini di scuola del Canton Ticino e già insegnante presso l’Università degli Studi di Bergamo e l’Università della Svizzera italiana, Petralli è autore di numerosi saggi sui linguaggi dei media e membro della Giuria degli Swiss Press Award.

Nel suo intervento sul Corriere del Ticino, Petralli contesta la decisione della SSR di rinunciare all’FM in favore del solo DAB, scelta che – sostiene – ha penalizzato molti ascoltatori, soprattutto quegli automobilisti le cui vetture non sono ancora dotate di ricevitori digitali. Per un risparmio stimato in circa quindici milioni di franchi annui, la radiotelevisione pubblica avrebbe perso una parte significativa del proprio pubblico, lasciandolo alle emittenti private o a stazioni estere di servizio pubblico.

L’alternativa dello streaming su smartphone o l’installazione di nuovi dispositivi viene giudicata scomoda e costosa.

Petralli sottolinea come il semplice gesto aggiuntivo richiesto all’utente modifichi radicalmente l’esperienza d’ascolto, rendendola meno immediata e inducendo molti a rinunciare.

L’autore evidenzia inoltre il rischio di un impoverimento qualitativo: l’intrattenimento offerto da molte radio private viene descritto come improvvisato e ripetitivo, lontano dagli standard professionali del servizio pubblico. La perdita dei contenuti RSI in FM, secondo Petralli, ha spinto molti ascoltatori verso alternative non sempre all’altezza.

Il commento si chiude con una nota costruttiva: Petralli accoglie positivamente le dichiarazioni della direttrice generale della SSR, Susanne Wille, intenzionata a valutare il ritorno alle trasmissioni FM. Il suo auspicio è che la decisione venga anticipata senza attendere ulteriori passaggi istituzionali, per rispondere alle esigenze concrete degli ascoltatori.

L’articolo originale è disponibile cliccando QUI.

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Svizzera: la Commissione Trasporti chiede più tempo per il passaggio al DAB+

La radiodiffusione in FM in Svizzera potrebbe non spegnersi nel 2026.

La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha infatti sostenuto, con un voto molto equilibrato (5 favorevoli, 4 contrari e 2 astensioni), una mozione del Consiglio nazionale che chiede di prolungare l’utilizzo della modulazione di frequenza.

La CTT-S esprime forte preoccupazione per il calo degli ascoltatori registrato dopo lo spegnimento degli impianti FM da parte della SSR all’inizio del 2025. Secondo la Commissione, è necessario dare più tempo al pubblico e al mercato per completare la transizione verso il DAB+. In un comunicato diffuso dai servizi parlamentari, viene sollevato anche il rischio che l’abbandono della FM possa spingere una parte dell’audience verso emittenti radiofoniche estere.

La decisione di dismettere la FM risale a oltre dieci anni fa e si basava su previsioni che allora apparivano realistiche. Ma la situazione attuale racconta un esito diverso: dallo spegnimento delle frequenze analogiche, la radio pubblica ha subito un calo significativo di ascolti. Lo aveva già evidenziato lo scorso settembre il relatore commissionale Damien Cottier (PLR/NE) durante il dibattito al Consiglio nazionale.

La mozione “Nuova gara pubblica per le concessioni FM a partire dal 1° gennaio 2027” propone di rinviare la disattivazione almeno fino alla fine del 2031, definendo il nuovo termine in accordo con le emittenti private.

Una minoranza della CTT-S si oppone, ricordando che lo spegnimento della FM era stato inizialmente sostenuto proprio dal settore radiofonico e che il passaggio al DAB+ è stato annunciato con ampio anticipo. Viene inoltre sottolineato che mantenere attiva l’infrastruttura analogica ha un costo rilevante.

Il consigliere federale Albert Rösti ha ricordato in aula che la FM costa ogni anno tra i 15 e i 20 milioni di franchi, finanziati in parte dal canone radiotelevisivo. Secondo il capo del DATEC, tali risorse sarebbero più utili se investite nel rafforzamento dei contenuti giornalistici, anziché nel mantenimento di una tecnologia superata.

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Le visual radio del gruppo Klasse Uno in HbbTV in tutta Italia

Le versioni visual di Radio Birikina, Radio Piterpan, Radio Bellla & Monella, Radio Sorrriso sono ora visibili in tutta Italia in HbbTV.

Le emittenti sono presenti al canale 244 del digitale terrestre.

Entrando nel menù col tasto rosso, è possibile accedere ad una offerta di canali che include anche le quattro reti radiofoniche.

Le tv di Radio Birikina, Radio Piterpan, Radio Bellla & Monella, Radio Sorrriso sono inoltre disponibili anche su app, web e – in alcune regioni del nord-Italia – sul digitale terrestre.

(Si ringrazia Andrea Lombardo per la segnalazione)

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Radiofreccia: “Le auto senza radio sono un rischio per la libertà di scelta”

Il settore automotive sta progressivamente eliminando la radio dai nuovi modelli, sostituendola con sistemi di infotainment basati su piattaforme a pagamento e connettività via smartphone.

Ne parla, in queste ore, Radiofreccia, in un articolo a firma di Doctor Mann.

Una scelta che, secondo l’autore, mina il ruolo storico della radio come compagna di viaggio gratuita, immediata e universale.

Il caso Tesla, che dal 2026 rimuoverà l’autoradio da alcuni modelli base negli Stati Uniti, viene indicato come segnale di un trend già visibile anche in Italia. Una tendenza che solleva interrogativi sul diritto degli automobilisti a mantenere l’accesso a un mezzo di comunicazione che, per decine di milioni di cittadini, resta uno spazio di informazione, intrattenimento e socialità.

Doctor Mann ricorda inoltre come l’Agcom, attraverso il commissario Massimiliano Capitanio, abbia già sollecitato interventi normativi per obbligare i costruttori a garantire la presenza della radio nei cruscotti.

Senza misure concrete, conclude l’analisi, il rischio è quello di trasformare l’auto in un ambiente sempre più controllato da logiche commerciali, sottraendo agli utenti la libertà di scegliere le voci e i contenuti che da sempre rendono la radio “casa” anche durante i viaggi.

* FM-world –> per contatti e segnalazioni: [email protected]