Dalle colline bolognesi alle coste dell’Atlantico, passando per Londra e i centri nevralgici della ricerca britannica: è la “strada” di Guglielmo Marconi, lo scienziato che ha cambiato per sempre la storia delle comunicazioni.
A ripercorrerla è Italic, carattere italiano, il programma di Rai Storia condotto da Giorgio Zanchini, con la puntata “Guglielmo Marconi, un visionario in Inghilterra”, in onda giovedì 9 gennaio alle 22.00.
Il racconto prende avvio in una soffitta sulle colline bolognesi, luogo simbolico in cui un giovanissimo Marconi, animato da curiosità e intuizione, muove i primi passi tra esperimenti rudimentali sull’elettricità. Da lì, la traiettoria del suo genio si allarga rapidamente fino a toccare i quattro angoli del pianeta, accompagnando la nascita e lo sviluppo delle comunicazioni wireless, della radio e, indirettamente, della televisione. È nel Regno Unito, però, che Marconi trova il terreno più fertile per trasformare l’intuizione in sistema, l’esperimento in tecnologia.
Arrivato in Inghilterra alla fine dell’Ottocento, il giovane scienziato consolida gli studi sulle onde elettromagnetiche e avvia collaborazioni decisive, in particolare con la Royal Navy. Sono anni cruciali, in cui il telegrafo senza fili dimostra tutto il suo potenziale: grazie alle invenzioni di Marconi diventano possibili le prime comunicazioni a lunga distanza e vengono messi a punto dispositivi fondamentali per il salvataggio in mare. È in questo contesto che, per la prima volta, vengono inviati messaggi di SOS, segnando una svolta epocale nella sicurezza della navigazione.
La puntata di Italic, realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi e il Museo Marconi, ricostruisce in modo rigoroso e divulgativo l’avventura britannica dello scienziato: dal primo brevetto fino alla storica trasmissione transatlantica del 1901, da Poldhu, in Cornovaglia, a Terranova. Un’impresa che consacra Marconi a livello internazionale e che lo porterà, nel 1909, al premio Nobel per la Fisica, condiviso con Karl Ferdinand Braun.
Il viaggio televisivo attraversa anche i luoghi chiave della vita e del lavoro di Marconi nel Regno Unito.
Londra, crocevia cosmopolita che a fine Ottocento ospitava una nutrita comunità italiana; Chelmsford, sede della sua prima azienda industriale; Bath, teatro di esperimenti determinanti sulle comunicazioni a lunga distanza; e Oxford, con la Bodleian Library, che dal 2004 custodisce la più grande collezione di documenti appartenuti a Marconi e alla sua compagnia, una miniera preziosa per storici e studiosi dei media.
A dare ulteriore forza al racconto contribuiscono servizi video originali realizzati tra Italia e Gran Bretagna, che restituiscono i paesaggi e i contesti attraversati dallo scienziato, insieme a schede divulgative arricchite da materiali fotografici e audiovisivi provenienti da archivi italiani e internazionali, tra cui BBC History. Ricostruzioni d’epoca ed estratti di documentari e serie televisive aiutano a collocare l’opera di Marconi nel suo tempo, senza rinunciare a uno sguardo contemporaneo.
In studio, il dialogo si completa grazie agli interventi di Elettra Marconi, figlia di Guglielmo, del fisico Guido Tonelli, tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, e di Gabriele Balbi, professore di Media Studies. Un confronto a più voci che sottolinea l’eredità scientifica e culturale di Marconi: quella di un visionario capace di immaginare un mondo connesso quando le distanze sembravano ancora invalicabili, e di aprire, con le sue onde invisibili, le porte della modernità.
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