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Format clock, Claudio Astorri replica a Umberto Labozzetta: “Il problema non è la griglia, ma ciò che ci mettiamo dentro”

Ha acceso molti dibattiti la riflessione di Umberto Labozzetta sui “format clock”, ripresa anche da FM-world.

Oltre ai tanti commenti pubblicati sui nostri social, a replicare a Labozzetta arriva un altro noto “grande nome” della radiofonia italiana: Claudio Astorri.

Nel suo intervento, Astorri contesta a Labozzetta l’idea che sia proprio la struttura della programmazione a rendere le emittenti prevedibili e poco innovative.

Per Astorri, il clock è semplicemente uno strumento, mentre il vero elemento distintivo è il progetto editoriale: la stessa struttura può produrre una radio ricca e dinamica oppure limitarsi ad “amministrare il nulla”. Anche il progressivo impoverimento dell’offerta durante l’estate, secondo l’autore, non sarebbe quindi responsabilità della griglia, ma di precise scelte editoriali e industriali.

Astorri mette inoltre in discussione l’idea che le piattaforme digitali abbiano superato la logica della programmazione. Playlist e raccomandazioni sono infatti governate da algoritmi e sistemi di profilazione, che costruiscono un “clock” individuale e invisibile per ogni ascoltatore.

Nel ragionamento trova spazio anche Audiradio: i dati di ascolto, osserva Astorri, non possono dimostrare da soli che la musica abbia perso rilevanza, perché non misurano direttamente le motivazioni che spingono una persona a scegliere, mantenere o abbandonare un’emittente.

La sua tesi è quindi quella di una “Radio Repubblica”, nella quale possono convivere modelli, pubblici e promesse editoriali differenti. Musica, conduzione, linguaggio, informazione, territorio e programmazione contribuiscono tutti alla costruzione del prodotto e del brand.

La conclusione è netta: la domanda non dovrebbe essere se la radio debba liberarsi del clock, ma se quella griglia stia organizzando un prodotto rilevante oppure stia semplicemente amministrando il vuoto.

L’intero articolo è disponibile su Astorri.it.

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Radio Maria, primo passo in Galles: attivato il DAB a Cardiff

Radio Maria UK arriva sul DAB a Cardiff e nell’area circostante, portando per la prima volta una programmazione cattolica 24 ore su 24 nella capitale gallese.

A renderlo noto è il sito Radio Maria in the World, che segnala come il nuovo segnale sia entrato in funzione lo scorso 15 luglio.

L’attivazione rappresenta il primo segnale DAB di Radio Maria in Galles e amplia ulteriormente la presenza dell’emittente cattolica nel Regno Unito. La programmazione comprende preghiera, catechesi, musica e conversazioni ispirate agli insegnamenti della Chiesa cattolica.

Cardiff si aggiunge così alle aree del Regno Unito recentemente raggiunte dal servizio, tra cui la Scozia e Bath. L’espansione segna inoltre un nuovo capitolo per Radio Maria UK, precedentemente conosciuta come Radio Maria England.

A salutare con favore l’arrivo dell’emittente è stato Monsignor Mark O’Toole, Arcivescovo di Cardiff-Menevia, che ha definito il nuovo servizio «un dono prezioso per l’evangelizzazione», sottolineandone il possibile contributo non soltanto alla comunità cattolica del Galles meridionale, ma anche a chi è interessato ad approfondire la propria conoscenza del cristianesimo.

Soddisfazione anche da parte di Padre Toby Lees OP, direttore di Radio Maria UK, secondo il quale l’emittente vuole portare preghiera, insegnamento e compagnia nella fede nelle case, nei luoghi di lavoro e durante gli spostamenti quotidiani. L’obiettivo, ha spiegato, è fare della radio una «compagna nel cammino di fede» per i nuovi ascoltatori dell’area di Cardiff.

Per Rebecca Coyne, Coordinatrice operativa di Radio Maria UK, l’attivazione rappresenta invece «una tappa storica», proprio perché si tratta del primo segnale di trasmissione digitale dell’emittente in Galles. L’espansione consentirà di raggiungere direttamente case, luoghi di lavoro e automobili dell’area di Cardiff, ampliando ulteriormente la comunità di ascoltatori.

Radio Maria UK è disponibile a Cardiff e dintorni sulle radio digitali DAB, oltre che attraverso smart speaker, l’app Radio Maria Play e l’ascolto online. I programmi sono inoltre disponibili in podcast sulle principali piattaforme, tra cui Spotify e Apple Podcasts.

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Lutto a Rai Isoradio per la scomparsa di Rossella Diaco

Lutto nel mondo del giornalismo e della radio.

È morta Rossella Diaco, giornalista e conduttrice, scomparsa dopo una lunga malattia. A ricordarla con un messaggio sui social è Rai Isoradio, emittente con la quale collaborava dal 2012.

La notizia della morte è stata comunicata dalla figlia attraverso un post: «Con immenso dolore, annuncio la scomparsa della mia mamma. Ha lottato fino all’ultimo e stamattina ci ha lasciato».

Nata e cresciuta in Canada, Diaco aveva iniziato la sua carriera nelle radio locali di Roma, prima di vincere nel 1983 il concorso Supersfida Dj per Rai Stereo Uno. Nel corso della sua carriera aveva collaborato a lungo con la Rai e, nel 1998, era entrata a Rai International, conducendo – tra gli altri – il “Notturno Italiano” e “Taccuino Italiano”.

Nel 2012 era approdata a Rai Isoradio, diventandone una delle voci conosciute dal pubblico. Proprio Isoradio, nelle ore successive alla sua scomparsa, ha voluto ricordarla pubblicamente, esprimendo il proprio cordoglio per la perdita della giornalista e collega.

Diaco non aveva mai nascosto la sua lunga battaglia contro la malattia. Alla fine di luglio aveva scritto sui social: «Buon pomeriggio amici, è tanto che non scrivo. Il tutto dovuto al mio stato di salute che non mi permette di fare molto».

Nel suo ultimo messaggio aveva raccontato le difficoltà affrontate negli ultimi anni: «Sono in ospedale per chi non avesse capito, ho quel brutto mostro… il tumore, terapie andate male, forze che diminuiscono. La mia vita mi manca, il vostro affetto si sente sempre».

I funerali si terranno mercoledì mattina alle 10.30 presso la Cattedrale Sacri Cuori di Gesù e Maria, nella zona La Storta, accanto alla St. George.

Rai Isoradio si unisce così al cordoglio per la scomparsa di una professionista che ha attraversato decenni di radio e televisione, lasciando un ricordo particolare anche tra i colleghi e gli ascoltatori dell’emittente.

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Radio, la “gabbia dorata” del format clock: programmiamo ancora per l’ascoltatore? La riflessione di Umberto Labozzetta

La radio italiana è ancora troppo legata alla rigidità del “format clock”?

È la domanda al centro della riflessione di Umberto Labozzetta, che parte dall’esempio dei palinsesti estivi, spesso caratterizzati da meno conduzione e maggiore rotazione musicale, per allargare il ragionamento all’intero modello di programmazione radiofonica.

Secondo Labozzetta, nell’epoca dello streaming e dell’ascolto on-demand, la musica non sarebbe più l’elemento realmente distintivo di un’emittente: a fare la differenza sarebbero soprattutto la forza del brand, la riconoscibilità e il rapporto con l’ascoltatore. Da qui la provocazione: il “format clock” è ancora uno strumento utile oppure è diventato una sorta di gabbia dorata che rassicura più chi fa radio che chi la ascolta?

Di seguito, la riflessione integrale di Umberto Labozzetta, pubblicata sui social.

Ascoltare la radio in queste settimane estive offre una prospettiva impietosa. Con i palinsesti ridotti all’osso, i conduttori titolari in ferie e spazi spesso affidati a voci esordienti alla prima esperienza, il vuoto editoriale viene riempito da una sola soluzione di ripiego: aumentare a dismisura la rotazione musicale. Ascoltando questo flusso, viene da farsi una provocazione estrema: visto il risultato, non converrebbe spegnere i microfoni, mandare tutti in vacanza e trasmettere solo musica a mo’ di jukebox? Nella migliore delle ipotesi, la maggioranza delle radio in questo periodo risulta semplicemente inascoltabile.
Ma il problema estivo è solo la punta dell’iceberg. Tutto l’anno l’architettura della radio italiana si regge su modelli di programmazione rigorosi. Che si tratti del Top 40 (un carosello serrato di novità ad altissima rotazione e interventi flash), di un formato All News (scandito da cicli fissi di notiziari e rubriche al minuto) o di formati di flusso come il Classic Hits o l’Easy Listening, il principio è sempre lo stesso: il format clock. Quella griglia a fette di torta che governa ogni singolo minuto dell’ora radiofonica.
La domanda da porsi oggi, senza ipocrisie, è radicale: questi format ingessati sono ancora utili o ci stanno portando fuori strada? Siamo sicuri che l’ascoltatore moderno — abituato alla fluidità totale e all’on-demand delle piattaforme di streaming — cerchi ancora questa maniacale prevedibilità?
Oggi la playlist in stile piattaforma ha completamente ridefinito le abitudini: non segue più una linea editoriale rigida, non rispetta le vecchie caselle orarie e vive di suggestioni dinamiche, mentre la radio continua a blindarsi dentro clock che la fanno percepire come un prodotto industriale e anacronistico.
E qui si apre il secondo grande interrogativo, guardando freddamente i dati Audiradio: quanto influisce ancora la musica sul rendimento e sull’ascolto di una radio in Italia?
I dati dimostrano che la musica in sé non è più il fattore discriminante dell’ascolto: i brani sono ovunque, replicabili e ovunque accessibili con un tap. A trainare i flussi e a giustificare le quote d’ascolto non è più il singolo prodotto o la perfezione millimetrica della playlist, bensì la forza e il ricordo del brand (il marchio, il logo insomma, chiamatelo come vi pare) dell’emittente. D’altronde lo vediamo chiaramente anche in TV: tutti i grandi network sono presenti con i loro marchi, spesso affiancati agli eventi in piazza, proprio per attrarre a sé utenti e ascoltatori. Più forte è la visibilità, più forte è il ricordo del marchio. È la percezione del brand a fidelizzare, mentre il palinsesto spesso gira pericolosamente a vuoto all’interno di una gabbia.
La domanda, o se preferite la riflessione sotto l’ombrellone in una domenica di agosto, è questa: abbiamo paura di rompere gli schemi perché temiamo i dati, o semplicemente perché non sappiamo più immaginare una radio che sappia vivere e respirare fuori da una griglia? O forse, peggio ancora, ci siamo assuefatti alla comodità di una gabbia dorata? È il momento di riaccendere il cervello, prima che sia l’ascoltatore a spegnerci per sempre.
Umberto Labozzetta
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Radio Globo ripercorre il tragico sisma di Amatrice nel podcast “In 20 secondi”

A dieci anni dal terremoto che, alle 3.36 del 24 agosto 2016, colpì Amatrice e il Centro Italia causando quasi 300 vittime, arriva “In 20 secondi – Il racconto del terremoto che ha distrutto Amatrice e il Centro Italia”, un podcast in sei puntate prodotto da BIG per Radio Globo.

Il titolo richiama la durata della prima, devastante scossa che sconvolse Amatrice e gli altri territori colpiti dal sisma.

Il podcast raccoglie le testimonianze di sopravvissuti, soccorritori, volontari e rappresentanti delle istituzioni, ricostruendo le ore precedenti al terremoto, i momenti della scossa, i primi soccorsi e il lungo percorso della ricostruzione.

A raccontare quella notte e ciò che è accaduto negli anni successivi sono anche le persone che, nonostante la perdita della casa, degli affetti e di gran parte della propria vita, hanno scelto di restare nei luoghi colpiti e continuare a viverci.

Tra le voci del podcast ci sono quelle dell’attuale sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, dell’ex sindaco Sergio Pirozzi e di Nicola Zingaretti, all’epoca presidente della Regione Lazio. Il racconto comprende inoltre le testimonianze dei volontari della Protezione Civile Rieti ’93, del vigile del fuoco Palmino, dell’anatomopatologo Luigi Cipolloni, della professoressa di storia dell’arte medievale Maria Teresa Gigliozzi e del direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV Salvatore Stramondo.

Prospettive diverse che contribuiscono a costruire una memoria collettiva del terremoto, raccontando senza filtri la drammaticità di quelle ore e la complessità della ricostruzione, ma anche la forza di una comunità che ha continuato a riconoscersi nei propri luoghi.

Il podcast è composto da sei puntate. Il teaser sarà disponibile da lunedì 17 agosto sulle principali piattaforme di podcast. Le prime due puntate saranno pubblicate alle 3.36 del 24 agosto, esattamente dieci anni dopo la scossa, mentre gli episodi successivi arriveranno ogni lunedì.

“In 20 secondi” è prodotto da BIG per Radio Globo. I testi e la voce narrante sono di Giovanni Lucifora, con Emma Traversi in redazione e Valerio Galli come producer. Il sound design, mix e master sono di Donato Cirocco, le musiche originali di David Giacomini, mentre la supervisione editoriale è affidata a Bruno Benvenuti e il coordinamento artistico a Riccardo Di Lazzaro. I fonici di presa diretta sono Fabio Di Pietro, Samuele Pernazza e Marco Latella.

Sul sito di Radio Globo è disponibile la pagina dedicata al progetto, con tutte le informazioni e il teaser: radioglobo.it/in-20-secondi.

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Radio Birikina porta a Jesolo “Ieri, oggi e sempre”: una serata tra musica e grandi protagonisti

Il ritmo dell’estate fa tappa a Jesolo con un appuntamento imperdibile all’insegna della musica italiana.

Martedì 18 agosto, dalle ore 21, Piazza Milano ospiterà l’evento speciale firmato da Radio Birikina, l’emittente che da sempre accompagna intere generazioni con il collaudatissimo format “Ieri, oggi e sempre“. Con il patrocinio della Città di Jesolo, la serata, ad ingresso totalmente gratuito, offrirà uno spettacolo unico, capace di unire i grandi successi del passato alle sonorità più contemporanee in un mix travolgente di suoni.

Il cast artistico della serata è di assoluto rilievo e vedrà alternarsi sul palcoscenico le icone della musica italiana ma non solo.

Tra i nomi più attesi spiccano Orietta Berti, amata interprete di brani entrati nella storia della musica italiana come Fin che la barca va, Io, tu e le rose e Tipitipitì, e Rettore, artista anticonformista che ha segnato un’epoca con successi quali Splendido splendente, Kobra e Lamette. Accanto a loro, l’energia di Mauro Repetto, co-fondatore degli 883, e la carica travolgente di Tracy Spencer, autentica regina della dance degli eighties, pronta a far ballare con la hit Run to Me. Il programma della serata si arricchirà della performance di Gian Pieretti, monumento dei mitici anni sessanta, della raffinata voce internazionale di Kelly Joyce e dell’esibizione di Renzo dei Delfini, idolo dei nostalgici del beat, insieme a Consuelo.

L’evento si preannuncia come uno dei momenti culminanti della stagione turistica di Jesolo, unendo residenti e turisti in una notte dove la musica sarà l’unica vera grande protagonista.

(Comunicato stampa)

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Terzo appuntamento con “Yoga Radio Estate”, lo show di Radio Bruno su Italia1

Dopo il successo delle prime due serate dedicate a Riccione e Piacenza, “Yoga Radio Estate”, lo show musicale di Radio Bruno, torna in televisione con un nuovo appuntamento su Italia 1.

Martedì 18 agosto, in prima serata, sarà la volta dello spettacolo andato in scena lo scorso giugno a Reggio Emilia, quando Piazza della Vittoria si è riempita per una grande serata dedicata alla musica italiana.

Sul palco si sono alternati alcuni dei principali protagonisti della scena musicale dell’estate: Anna, Bambole di Pezza, Cioffi, Clementino, Cristina D’Avena, Eddie Brock, Elena D’Elia, Enrico Nigiotti, Gemelli Diversi, Malika Ayane, Mara Sattei, Marco Masini, Maria Antonietta & Colombre, Noemi, Rhove, Rocco Hunt e Rosa Chemical.

A impreziosire il cast, anche la partecipazione straordinaria di Gianni Morandi, uno dei momenti più attesi della serata.

La tappa reggiana di “Yoga Radio Estate” ha portato nel cuore della città un grande spettacolo dal vivo, con il pubblico di Piazza della Vittoria a fare da cornice alle esibizioni degli artisti.

Oltre alla musica, la serata ha permesso di conoscere più da vicino i protagonisti attraverso le interviste realizzate nel backstage, accompagnate dalla conduzione di Enrico Papi, Noemi ed Enzo Ferrari.

Dopo le puntate dedicate alle precedenti tappe di Riccione e Piacenza, Italia 1 propone quindi un nuovo capitolo dello show estivo firmato Radio Bruno, offrendo a chi non era presente a Reggio Emilia e a chi vuole rivivere quella serata la possibilità di rivedere artisti, performance e momenti più significativi dell’evento.

L’appuntamento con “Yoga Radio Estate – Reggio Emilia” è per martedì 18 agosto in prima serata su Italia 1.

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Radio, chitarre ed amplificatori a tutto volume: arrestato 61enne a Kyoto dopo 7 anni di disturbi ai vicini

A Kyoto, in Giappone, la radio accesa a tutto volume giorno e notte è diventata il centro di una vicenda che ha portato all’arresto di un uomo di 61 anni.

Kazunori Yokoi, residente nel quartiere Nishikyo, è accusato di aver provocato per anni gravi disagi ai vicini utilizzando radio, chitarre e amplificatori a volume elevatissimo. Secondo la polizia, la situazione andava avanti dal 2019, nonostante le numerose segnalazioni e gli avvertimenti rivolti all’uomo.

La particolarità della vicenda riguarda proprio la radio: Yokoi avrebbe lasciato un apparecchio acceso giorno e notte, collocandolo vicino a una finestra aperta, mentre dalle prime ore del mattino fino alla sera si dedicava anche a suonare la chitarra elettrica.

Il risultato era un sottofondo sonoro praticamente continuo. Le rilevazioni effettuate dalla polizia avrebbero registrato picchi superiori agli 80 decibel, un livello paragonabile al rumore all’interno di un treno in movimento.

Quattro vicini, di età compresa tra 49 e 80 anni, avrebbero riportato problemi di salute attribuiti alla prolungata esposizione al rumore: insonnia, disturbi del sonno, depressione e acufeni. Una delle persone coinvolte avrebbe sviluppato un persistente ronzio alle orecchie.

E quando la polizia è intervenuta, si è trovata davanti a una vera e propria dotazione da musicista: oltre 40 chitarre, numerosi amplificatori, lettori CD e apparecchi radio sono stati sequestrati nell’abitazione.

Yokoi ha ammesso di aver fatto suonare radio e chitarre, ma nega di aver provocato intenzionalmente i problemi di salute ai vicini.

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Rai Storia ripropone “Cari amici vicini e lontani”

Oltre quarant’anni dopo la sua prima messa in onda, “Cari amici vicini e lontani” anima l’estate di Rai Storia in una versione riadattata e contestualizzata da Renzo Arbore.

Il programma, realizzato all’epoca per celebrare i 60 anni della radio italiana, recupera oggi immagini, personaggi e momenti storici di una delle stagioni più importanti del mezzo radiofonico e televisivo.

La nuova versione, firmata dallo stesso Arbore insieme a Ugo Porcelli ed Enrico Salvatori, propone una selezione delle puntate originali, accompagnata dagli interventi e dalle introduzioni di Arbore, che rilegge con lo sguardo di oggi una grande pagina della storia della radio.

La puntata in programma domenica 16 agosto alle 21.10 su Rai Storia si apre con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, protagonisti di un racconto ironico sul loro rapporto con la radio e di un curioso aneddoto dedicato a “Nonno Radio”, pioniere delle trasmissioni rivolte ai bambini.

Tra gli ospiti torna poi Lelio Luttazzi, accolto da una vera ovazione al suo rientro in televisione dopo una lunga assenza. Luttazzi dirige l’Orchestra Rai sulle note di Moonlight Serenade. La puntata ricorda inoltre Oreste Del Buono e Nicolò Carosio, storica voce dello sport alla radio.

Proprio lo sport radiofonico è protagonista di un altro momento curioso, con i protagonisti di “Tutto il calcio minuto per minuto” e Gigi Riva coinvolti da Arbore in una improbabile esecuzione di Dai dai gol.

Ampio spazio viene quindi dedicato ad “Alto Gradimento”, la rivoluzionaria trasmissione ideata da Arbore e Gianni Boncompagni. Sul palco arrivano i suoi creatori e alcuni dei personaggi più celebri legati a Giorgio Bracardi e Mario Marenco, tra sketch e un altrettanto surreale momento di jazz “rumoroso” al pianoforte.

La seconda parte, in onda alle 22.10, riparte da Guglielmo Marconi, con l’ingresso in scena di un altro grande protagonista della storia dello spettacolo italiano: Alberto Sordi. L’attore romano racconta i suoi esordi radiofonici, compresi personaggi come Mario Pio, e si esibisce in Nonnetta, giocando ironicamente proprio sull’età del pubblico.

La radio torna protagonista attraverso altri grandi nomi. Arbore coinvolge Angelo Brigada, storico direttore d’orchestra, mentre Walter Chiari rende omaggio all’amico Campanini riproponendo il celebre sketch Vieni avanti, cretino.

Si passa quindi all’informazione, con un approfondimento sui Giornali Radio e l’ascolto di alcune delle voci storiche del GR degli anni Ottanta. Lello Bersani ricorda Vittorio Veltroni e la rubrica Ciak, insieme a Elsa Martinelli e Galeazzo Benti. Spazio anche a Mike Bongiorno, che ripercorre gli inizi della sua carriera nella radio americana e il successo di Motivo in maschera.

La puntata si chiude con un omaggio a Napoli, attraverso l’imitazione di Sophia Loren proposta da Isabella Biagini e un medley partenopeo de “I Senza Vergogna”.

Particolarmente significativo, per il pubblico radiofonico, è il segmento dedicato al terremoto dell’Irpinia del 1980. La trasmissione ripropone gli appelli radiofonici dei sopravvissuti e ricorda il ruolo svolto dalla Rai nel coordinamento dei soccorsi.

Arbore affronta quella drammatica pagina della storia italiana insieme a Gianni Bisiach, Giuseppe Zamberletti e Carlo Tognoli, riportando al centro il ruolo che la radio ebbe nel fornire informazioni e nel raccogliere richieste di aiuto in una situazione di emergenza.

In chiusura, nel rispetto della tradizione dello show, tornano le gemelle Nete e “I Senza Vergogna”, con Un bacio a mezzanotte.

“Cari amici vicini e lontani” è oggi un vero e proprio viaggio nella memoria della radio italiana, attraverso le voci, i programmi, gli artisti e gli eventi che hanno contribuito a costruirne la storia. Una rilettura che permette anche alle nuove generazioni di riscoprire quanto il mezzo radiofonico fosse centrale nella vita quotidiana, nell’informazione e nell’intrattenimento degli italiani.

Il programma è di Rai Cultura ed è firmato da Renzo Arbore, Ugo Porcelli ed Enrico Salvatori, con la collaborazione di Lucia Ciancaglini. Produttore esecutivo è Alessandra Giorgi. La regia è di Luca Nannini e Agostino Pozzi.

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Svizzera, niente FM nelle gallerie: la Confederazione non ripristinerà gli impianti

Le gallerie della rete stradale nazionale svizzera non saranno nuovamente attrezzate per consentire agli automobilisti di ricevere il segnale FM.

A darne notizia è RSI.ch, che riferisce la decisione della Confederazione nonostante il ritorno alla tecnologia FM annunciato dalla Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR).

A confermare la scelta è stato Jérôme Jacky, portavoce dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), intervenuto venerdì mattina ai microfoni di Radio SRF. Secondo l’USTRA, il ripristino della diffusione FM nelle gallerie comporterebbe costi troppo elevati.

C’è inoltre un cambiamento nel modo in cui vengono fornite le informazioni agli automobilisti. Oggi, ha spiegato Jacky, le comunicazioni all’interno delle gallerie avvengono principalmente attraverso segnali luminosi. In caso di coda, per esempio, i conducenti vengono avvertiti attraverso segnali lampeggianti, mentre in caso di incendio le uscite di emergenza sono indicate da apposita segnaletica luminosa.

La questione si inserisce nel complesso percorso che sta accompagnando la transizione della radio svizzera dall’FM al DAB+. La SSR aveva infatti interrotto la diffusione dei propri programmi in FM alla fine del 2024, anticipando lo spegnimento generale della tecnologia, inizialmente previsto per la fine del 2026. L’obiettivo era portare tutte le emittenti a trasmettere esclusivamente in DAB+.

Lo scenario è però cambiato lo scorso dicembre, quando il Parlamento svizzero ha approvato una mozione per mantenere più a lungo le trasmissioni FM.

La SSR ha quindi annunciato l’intenzione di tornare a utilizzare questa tecnologia, spiegando che una rinuncia definitiva alle FM avrebbe avuto senso soltanto se l’intero settore radiofonico avesse interrotto le trasmissioni analogiche entro la fine del 2026.

La SSR ha inoltre sottolineato di non potersi permettere di rinunciare alle FM e, di conseguenza, a una parte degli ascoltatori. Al momento, tuttavia, non è ancora stata comunicata la data precisa per la ripresa delle trasmissioni FM da parte dell’emittente di servizio pubblico.

Resta quindi una situazione particolare: la radio FM si prepara a tornare in Svizzera, ma non nelle gallerie della rete stradale nazionale, dove la Confederazione ha scelto di non sostenere i costi necessari per il ripristino degli impianti.

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Pisa, Coltano diventa “Coltano-Marconi”: avviato l’iter per la nuova denominazione

Il Comune di Pisa ha avviato l’iter per modificare la denominazione della frazione rurale di Coltano in “Coltano-Marconi”, in omaggio al legame tra il territorio e Guglielmo Marconi, premio Nobel per la Fisica e protagonista della storia delle telecomunicazioni.

La decisione è contenuta in una recente delibera di Giunta. In occasione dell’avvio del procedimento, l’amministrazione comunale ha incontrato Elettra Marconi, figlia dello scienziato, per illustrarle il progetto.

Nel corso dell’incontro, Elettra Marconi ha ricordato il rapporto del padre con Pisa e, in particolare, con Coltano, dove nei primi anni del Novecento Marconi individuò il luogo nel quale realizzare una grande stazione radiotelegrafica a onde lunghe.

“Mio padre era molto legato a Pisa e, in particolare, a Coltano – ha raccontato Elettra Marconi –. Ricordo le antenne altissime che aveva costruito e mi raccontava che da lì poteva parlare con i Paesi più lontani del mondo. Era felice a Coltano, circondato da persone che gli volevano bene. È un ricordo di mio padre che porto sempre con me”.

Elettra Marconi ha quindi espresso la propria gratitudine al sindaco Michele Conti e a quanti hanno contribuito al progetto per la nuova denominazione.

Per il sindaco Conti, il nome di Marconi è indissolubilmente legato alla storia di Coltano e di Pisa. Proprio qui lo scienziato scelse infatti di realizzare il proprio centro radio, dando vita a comunicazioni capaci di raggiungere località lontanissime e contribuendo alla rivoluzione delle telecomunicazioni.

“Con la denominazione – ha spiegato il primo cittadino – vogliamo rendere questo legame subito riconoscibile e contribuire a tramandarne la memoria”.

La delibera della Giunta sarà ora trasmessa alla Prefettura, per l’acquisizione del parere previsto dalla normativa. Il procedimento coinvolgerà successivamente anche la Soprintendenza e la Deputazione di Storia Patria. Una volta completati tutti i passaggi e acquisito il parere prefettizio, la denominazione ufficiale della frazione sarà modificata in “Coltano-Marconi”.

Il legame tra Marconi e Coltano affonda le sue radici all’inizio del Novecento. Il Centro radio di Coltano fu inaugurato il 19 novembre 1911 dallo stesso Guglielmo Marconi, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, con una trasmissione diretta verso Glace Bay, in Nuova Scozia, Canada.

Anni dopo, il 12 ottobre 1931, un altro episodio entrò nella storia delle telecomunicazioni: il segnale inviato da Marconi da Roma e trasmesso attraverso Coltano raggiunse Rio de Janeiro, dove venne utilizzato per accendere l’illuminazione del Cristo Redentore.

Con la nuova denominazione, Pisa punta dunque a legare ancora più esplicitamente il nome di Coltano a quello di uno degli italiani che hanno segnato la storia mondiale della comunicazione.

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Noemi

Noemi è la più trasmessa in radio a ridosso di Ferragosto

Come ogni venerdì, EarOne e Radio Airplay hanno pubblicato la classifica dei brani più trasmessi in radio nell’ultima settimana.

Al vertice, arriva Noemi con “Tu cosa fai questa sera”, nuovo ‘tormentone’ dell’estate 2026.

Sul podio anche “Partenope” di Merk & Kremont feat. Serena Brancale & The Kolors e “Sorry Scusa Lo Siento” dei Pinguini Tattici Nucleari.

Queste le top ten delle due chart.

EARONE
1. Tu cosa fai questa sera – Noemi
2. Partenope – Merk & Kremont feat. Serena Brancale & The Kolors
3. Sorry Scusa Lo Siento – Pinguini Tattici Nucleari
4. Agitare coca cola – Tommaso Paradiso
5. Flamenco paranoia – Samurai Jay
6. Canto d’amore – Angelina Mango e Marco Mengoni
7. Antidroga – Emma e Fabri Fibra
8. Viajando por el mundo – Karol G e Manu Chao
9. Danceteria – Madonna
10. White girl wasted – Anna

RADIO AIRPLAY
1. Tu cosa fai questa sera – Noemi
2. Sorry Scusa Lo Siento – Pinguini Tattici Nucleari
3. Partenope – Merk & Kremont feat. Serena Brancale & The Kolors
4. Agitare coca cola – Tommaso Paradiso
5. Flamenco paranoia – Samurai Jay
6. Canto d’amore – Angelina Mango e Marco Mengoni
7. Viajando por el mundo – Karol G e Manu Chao
8. Antidroga – Emma e Fabri Fibra
9. Danceteria – Madonna
10. Movin’ to the sun – Hugel & Imael Angel feat. Ultra Naté

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