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Un adesivo, una storia: Fatboy Slim e quell’omaggio a Deejay Television sulla valigia dei vinili

C’è un dettaglio che non è passato inosservato agli occhi più attenti: sulla storica valigetta dei dischi di Fatboy Slim campeggia un adesivo di Deejay Television.

Un piccolo frammento di storia pop, riemerso oggi grazie alle immagini pubblicate dal dj britannico per annunciare la rinnovata collaborazione con il fotografo Mark Vessey.

Dopo aver trasformato in opera d’arte una pila di vinili tratta dalla monumentale collezione di Norman Cook – oltre 10mila LP – Vessey ha realizzato un nuovo scatto, intitolato “Norman’s Record Box”, dedicato proprio alla leggendaria valigia dei dischi che ha accompagnato Fatboy Slim per una vita intera di dj set in giro per il mondo.

“Al giorno d’oggi i dj girano con i loro set su una penna USB, ma quella valigetta per me è stata una compagna di viaggio”, ha raccontato l’artista in un’intervista al Financial Times. “Me la sono trascinata tra aeroporti, alberghi e perfino nelle paludi di Glastonbury. La valigia dei dischi è un’estensione di te”.

Un oggetto vissuto, segnato, carico di adesivi e memorie, che oggi diventa simbolo di un’epoca in cui il djing era fatto di peso reale, di vinile e di strada. Le stampe in edizione limitata sono attualmente esposte alla Hang-Up Gallery di Londra e messe all’asta sul sito ufficiale della galleria.

E in mezzo a tutto questo, quell’adesivo di Deejay Television: un dettaglio minimo, ma capace di raccontare quanto lontano – e quanto profondamente – sia arrivata la cultura musicale italiana, finendo appiccicata, letteralmente, alla storia di una leggenda globale della dance.

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Sanremo dopo Conti, il nodo è la direzione artistica: “Serve esperienza, non solo un volto” dichiara a Radio Subasio

Il futuro del Festival di Sanremo passa più dalla direzione artistica che dal nome del prossimo conduttore.

Ne è convinto Carlo Conti, che ai microfoni di Radio Subasio, nello spazio Destinazione Sanremo, ha ribadito come l’edizione 2026 – la sua quinta – sarà l’ultima sotto la sua guida.

Nessun nome per il dopo-Conti, ma un punto fermo sì: “Al di là del conduttore o della conduttrice, il ruolo decisivo è quello del Direttore Artistico”. Un incarico che, sottolinea Conti, richiede know how, esperienza e ‘ore di volo’ per governare una macchina complessa che va dalle canzoni alla regia, dalle immagini alle luci, fino agli ospiti.

E se il successo 2026 superasse i record precedenti? Per Conti sarebbe un motivo in più per lasciare: “Alzare l’asticella all’infinito è impossibile”. Il vero risultato, spiega, non è solo televisivo ma discografico: la presenza massiccia dei brani del Festival nelle classifiche di vendita.

Quanto alla formula, nessuna rivoluzione: il Festival resta una gara di canzoni. Un’impostazione ereditata da Pippo Baudo, che Conti celebrerà nel primo anno senza di lui. “Il direttore può innovare nel contorno – conclude – ma la forza del Festival di Sanremo è e deve restare la competizione musicale”.

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24Ore Podcast presenta “La Gita”, la memoria dell’esodo raccontata dalla voce di una bambina

In occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio, 24 Ore Podcast presenta La Gita. Storia di un esodo, il nuovo podcast di Alessandro Casale, in uscita mercoledì 4 febbraio.

Disponibile sul sito e sull’app di Radio 24, su 24orepodcast.com e sulle principali piattaforme audio, il progetto è composto da sei episodi pubblicati in un’unica uscita.

Al centro del racconto c’è una testimonianza diretta e toccante: quella di Alida, madre dell’autore, che all’epoca dei fatti aveva solo cinque anni. A lei viene detto che sta partendo per una gita. In realtà è l’inizio dell’esodo giuliano-dalmata. Dal porto di Pola, sotto la neve del 1947, la bambina sale sulla motonave Toscana insieme a migliaia di italiani costretti ad abbandonare casa, terra e identità.

Attraverso una voce fragile e potentissima, il podcast ripercorre bombardamenti, foibe, repressione jugoslava e gli anni nei campi profughi, fino alla periferia di Bergamo. Un’infanzia vissuta tra coperte appese come pareti e una quotidianità segnata dallo sradicamento, che lascia un segno indelebile.

La Gita è il racconto intimo di una famiglia ma anche la ricostruzione di una memoria collettiva a lungo rimossa. Un dialogo tra madre e figlio che restituisce dignità alle storie di chi ha perso tutto e trasforma il ricordo in ascolto e consapevolezza, invitando a non dimenticare una delle pagine più buie del Novecento italiano.

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Cambio al vertice in radio: “I Just Might” di Bruno Mars è il brano più trasmesso

La EarOne Airplay Midweek, aggiornata a martedì 3 febbraio, fotografa i cinque brani più trasmessi dalle radio italiane negli ultimi giorni e registra un cambio importante al vertice della classifica.

Al primo posto arriva “I Just Might” di Bruno Mars (Warner), che balza in testa diventando il brano più programmato dalle emittenti radiofoniche. Un risultato che conferma ancora una volta la forte presa dell’artista americano sul pubblico radiofonico italiano.

Scende al n.2 “Berlino” di Ernia (Island), che dopo aver guidato la classifica cede il primato ma resta stabile tra i titoli più trasmessi del momento. Terza posizione per “Esibizionista” di Annalisa (Warner), che continua il suo percorso radiofonico con una presenza costante in alta rotazione.

Completano la top five “Bianca” di Noemi (Sony), quarta, e “Ragazze Facili” di Cesare Cremonini (EMI), che si conferma al quinto posto, mantenendo una solida esposizione sulle principali frequenze nazionali.

L’aggiornamento completo della settimana sarà disponibile venerdì 6 febbraio.

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Radio Italia festeggia 44 anni tra Sanremo e musica italiana: contest, palinsesto speciale e una Mystery Box dedicata

Radio Italia si prepara a celebrare i suoi 44 anni, che cadranno il prossimo 26 febbraio, con una serie di iniziative speciali pensate per coinvolgere direttamente il pubblico e rendere omaggio alla musica italiana, nel cuore della settimana più attesa dell’anno.

Dal 9 al 15 febbraio sarà attivo un contest speciale che offrirà a un ascoltatore, con accompagnatore, la possibilità di vivere una giornata da Vip a Sanremo insieme a Radio Italia. L’iniziativa, sostenuta da una campagna di comunicazione dedicata, sarà ospitata sul sito ufficiale dell’emittente. Per partecipare, gli utenti saranno chiamati a raccontare un ricordo, una canzone o un’emozione che li lega alla radio di sola musica italiana.

Il 26 febbraio, giorno del compleanno, il festeggiamento entrerà nel vivo anche in onda: il palinsesto di Radio Italia e Radio Italia TV proporrà jingle e visual celebrativi, una selezione delle canzoni vincitrici del Festival negli ultimi 44 anni e interviste ad alcuni dei protagonisti storici dell’edizione 1982 della kermesse.

Per l’occasione arriva anche un merchandise esclusivo: una Mystery Box celebrativa, preordinabile sullo store ufficiale dell’emittente.

A sottolineare il valore simbolico di questo anniversario è Mario Volanti, Editore e Presidente di Radio Italia: «Quest’anno il compleanno di Radio Italia cade durante la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo e abbiamo pensato di festeggiarlo in maniera particolare. Negli ultimi 42 anni Radio Italia è sempre stata presente nella città dei fiori ed è stata la prima radio privata a trasmettere in diretta. Non c’era occasione migliore per brindare tutti insieme alla musica italiana».

Un compleanno che diventa così un vero e proprio tributo alla storia, al presente e al futuro della musica italiana, nel luogo che più di ogni altro la rappresenta.

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Audiradio 2026: come si rilevano gli ascolti radiofonici in Italia

In attesa dell’imminente uscita dei dati annuali e del secondo semestre 2025, come vengono rilevati gli ascolti radiofonici nel nostro Paese?

La Nota Metodologica Audiradio 2026 è un documento ufficiale che descrive in dettaglio come viene realizzata l’indagine. Il testo è stato pubblicato da Audiradio S.r.l., la società incaricata di condurre la rilevazione che fornisce i dati di ascolto delle radio italiane, sia nazionali che locali.

Scopo dell’indagine

L’obiettivo principale dell’indagine è misurare in modo statistico e rappresentativo quanti e come ascoltano la radio in Italia. I risultati servono a capire l’audience complessiva delle emittenti, i profili dell’ascolto, e consentono a editori, inserzionisti e operatori di mercato di conoscere l’effettiva portata delle diverse stazioni radio.

Chi è coinvolto

L’indagine è condotta da Audiradio S.r.l., che lavora in collaborazione con istituti di ricerca specializzati come GfK Italia, Ipsos e AltLab. Il documento metodologico è redatto secondo le regole stabilite dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), a garanzia di trasparenza e rigore tecnico.

Come si raccolgono i dati

La raccolta delle informazioni avviene principalmente tramite interviste telefoniche assistite da computer (metodo CATI), rivolte a persone di almeno 14 anni residenti in Italia. Le interviste sono organizzate in tre gruppi distinti – detti “Stream” – che coprono diverse parti dell’indagine:

  • Stream A1 e A2: servono soprattutto per misurare l’ascolto delle radio locali e nazionali e stimare la copertura in vari periodi (giorno medio, sette giorni, ecc.).
  • Stream B: è dedicato principalmente alle emittenti nazionali.
    I dati raccolti da questi tre Stream vengono poi fusi in un unico database per produrre le stime complessive di ascolto.

Campione e rappresentatività

Il campione è costruito in modo da rappresentare fedelmente la popolazione italiana di 14 anni e oltre. Si utilizzano numeri di telefoni fissi e cellulari per assicurare che quasi tutte le persone abbiano la possibilità di essere contattate. L’uso di un quadro unico di campionamento e una distribuzione omogenea delle interviste nel tempo servono a ridurre errori e distorsioni, garantendo che i risultati siano affidabili e confrontabili tra periodi diversi.

Tecniche di elaborazione

Una parte importante della metodologia riguarda la ponderazione dei dati, cioè l’aggiustamento delle interviste per riflettere correttamente l’intera popolazione. Il documento spiega anche come vengono stimati gli ascolti in base a diversi parametri (giorno medio, quarto d’ora medio, ecc.), come si calcolano gli intervalli di confidenza e quali sono le regole per combinare i risultati dei vari Stream.

Cosa include il rilascio dei dati

I risultati finali vengono pubblicati in diversi formati e con cadenze specifiche:

  • Tavole statistiche con i numeri di ascoltatori;
  • Anticipazioni in PDF;
  • Database dettagliati per editori e operatori di mercato.
    La frequenza di pubblicazione è trimestrale per le radio nazionali e mobile semestrale per le radio locali.

Conclusioni

In sintesi, la Nota Metodologica Audiradio 2026 descrive un sistema di misurazione complesso ma strutturato, progettato per offrire dati sugli ascolti radiofonici in Italia. Grazie a un’ampia base di interviste e a procedure statistiche solide, l’indagine permette di cogliere non solo quanto ascoltano le radio tradizionali, ma anche di prepararsi all’inclusione futura di consumi on-demand e digitali.

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Radio Fresh compie dieci anni: l’editore e fondatore Emanuele Fabbri racconta in un libro la realizzazione di un sogno

Radio Fresh, la più giovane tra le radio dell’appennino bolognese, compie dieci anni.

Per celebrare il traguardo, il fondatore ed editore Emanuele Fabbri, 36 anni, racconta in un libro come è riuscito a realizzare il suo sogno.

Il titolo del volume è “Cavalcare l’onda”, un testo che non è soltanto lo sviluppo di una radio locale, ma la testimonianza concreta di come un’idea nata quasi per caso possa trasformarsi in un progetto solido e duraturo.

L’idea di Radio Fresh nasce nel 2014, tra la passione per il microfono, un corso di conduzione radiofonica e un piccolo podcast autoprodotto con alcuni amici, registrato in un garage. Un’esperienza semplice, ma sufficiente a far maturare la convinzione che quel sogno potesse diventare qualcosa di più strutturato. Dopo il mancato ingresso in una emittente già esistente, Fabbri sceglie la strada più complessa: creare una radio da zero.

Per lungo tempo il progetto resta sulla carta. Mesi e mesi dedicati allo studio, alla burocrazia, agli incontri con tecnici e commercialisti, alla definizione di un organigramma e alla comprensione di un iter lungo e articolato. Un percorso affrontato da un gruppo di soci fondatori senza una reale esperienza nel settore, ad eccezione di qualche lontana esperienza nelle radio pionieristiche degli anni 70/80.

La svolta arriva nella primavera del 2016, con la prima sede operativa ad aprile e due mesi di lavoro intenso per cablare e organizzare tutto in vista dell’esordio. Il 30 giugno 2016, Radio Fresh accende ufficialmente la sua prima frequenza FM. Da allora, la crescita è stata progressiva e costante. Oggi l’emittente trasmette su quattro frequenze FM – 88.4 (due impianti isocanale), 91.3 e 94.6 – coprendo l’Appennino bolognese, ed è presente in DAB+ su tutta l’Emilia-Romagna, ampliando in modo significativo la propria area di diffusione.

Un elemento centrale della storia raccontata nel libro è il rapporto con il territorio. Radio Fresh è stata “raccontata” alla comunità ancora prima di andare in onda, coinvolgendo cittadini e realtà locali nel sogno di una radio nuova e diversa. Un approccio che ha dato risultati concreti: il primo inserzionista è arrivato prima ancora dell’esordio ufficiale e, a distanza di dieci anni, è ancora partner dell’emittente.

Scritto durante il periodo della pandemia, “Cavalcare l’onda” adotta un taglio diretto e documentato. Nomi, date, fatti e cifre reali trasformano il racconto in un vero e proprio caso di studio contemporaneo, colmando un vuoto nella bibliografia radiofonica, tradizionalmente concentrata sull’epoca delle radio libere e poco attenta alle esperienze nate dopo il 2000. La prefazione del volume è firmata da Alfredo Porcaro di Consulenza Radiofonica, che ha seguito il progetto.

Il libro non è però solo la cronaca di dieci anni di radio. Tra le pagine emerge con chiarezza l’obiettivo originario di Radio Fresh: creare qualcosa di nuovo, diverso e autenticamente “fresh”. Un progetto portato avanti da volontari, oggi circa una trentina, che hanno scelto di fare radio per passione, senza vincoli di stipendi o orari rigidi, ma con un approccio professionale che ha permesso di reinvestire nel tempo tutte le risorse: dalla sede di proprietà alle apparecchiature sempre aggiornate, fino all’organizzazione di eventi che portano la radio fuori dallo studio e a contatto diretto con il pubblico.

Nel decennale di Radio Fresh, “Cavalcare l’onda” diventa così non solo un bilancio, ma un messaggio rivolto a chi sogna di costruire qualcosa partendo da zero. Un libro pensato per gli appassionati di radio, ma anche per chi cerca una storia vera di determinazione e visione, capace di dimostrare che, anche oggi, credere nella propria idea può fare la differenza.

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RTL 102.5 racconta la Festa di Sant’Agata: quattro giorni in diretta dal cuore di Catania

Dal 3 al 6 febbraio, RTL 102.5 accende i riflettori sulla Festa di Sant’Agata, uno degli appuntamenti religiosi più partecipati d’Europa, seguendo da vicino la quattro giorni che ogni anno trasforma Catania nel centro della devozione popolare.

L’emittente racconterà l’evento con collegamenti quotidiani in diretta nei momenti più significativi della festa, restituendo agli ascoltatori l’atmosfera, le emozioni e i passaggi simbolici delle celebrazioni. A supporto del racconto radiofonico, le immagini e i contributi giornalistici di Antenna Sicilia, da anni punto di riferimento per la copertura televisiva dell’evento.

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Accanto alla radio, anche i canali social di RTL 102.5 saranno protagonisti, con contenuti dedicati, curiosità e dietro le quinte, per accompagnare il pubblico dentro uno dei riti collettivi più sentiti del Paese. Un’operazione che conferma l’impegno dell’emittente nel valorizzare i grandi eventi del territorio italiano, raccontandone tradizione e rilevanza culturale.

La Festa di Sant’Agata celebra la giovane martire cristiana del III secolo, simbolo di fede e coraggio, patrona e protettrice di Catania. Per i catanesi, Agata rappresenta forza, purezza e difesa della città dalle calamità. Nei giorni della festa, il capoluogo etneo si anima di processioni, preghiere, riti secolari e tradizione popolare: il fercolo con il busto reliquiario, il velo sacro e le candelore scandiscono il percorso della devozione.

I devoti, vestiti con il tradizionale “sacco” bianco, formano una marea umana che attraversa la città nei giri esterno e interno, seguendo regole precise per dare ritmo e forza all’incedere della Santa, anche nelle salite più impegnative e nelle vie strette del centro storico. Con milioni di presenze, la Festa di Sant’Agata è considerata la terza celebrazione religiosa più partecipata al mondo.

Da decenni, emittenti come Telecolor, Antenna Sicilia e Siciliaweb dedicano una vera e propria maratona televisiva all’evento, contribuendo a tramandarne il racconto e a rafforzarne il valore identitario. Un patrimonio collettivo che, anche quest’anno, RTL 102.5 porterà in diretta nazionale.

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“Sophia, la libera enciclopedia di Rai Radio3” disponibile su RaiPlay

Da lunedì 2 febbraio, l’offerta culturale di Rai Radio3 si arricchisce di una nuova dimensione visiva.

È partita infatti su RaiPlay “Sophia, la Libera Enciclopedia di Radio3”, un progetto crossmediale realizzato in collaborazione con RaiPlay Sound, pensato per portare il patrimonio di saperi dell’emittente anche in formato video.

Le prime sei voci disponibili inaugurano una library destinata a crescere: “Desiderio” con Pietro Del Soldà, “Felicità” con Ilaria Gaspari, “Onde” con Piero Martin, “Agatha Christie” con Florinda Fiamma, “Bitcoin” con Stefano Feltri e “Bacio” con Marco Motta. Brevi lezioni, della durata di circa 5-7 minuti, che affrontano grandi temi della contemporaneità e del pensiero, nel solco della tradizione culturale di Radio3.

Filosofia, scienza, letteratura, teatro, cinema, musica, economia, poesia: Sophia nasce come una biblioteca multimediale in continua evoluzione, che affianca e arricchisce il patrimonio di trasmissioni e podcast già disponibili su RaiPlay Sound. Un progetto che punta a rendere accessibile il sapere, con linguaggi chiari ma rigorosi, valorizzando il contributo di conduttori, esperti e collaboratori storici dell’emittente.

In un’epoca segnata dalla diffusione di enciclopedie generate dall’intelligenza artificiale, Sophia rilancia il valore dell’“intelligenza naturale”: quella delle donne e degli uomini che ogni giorno fanno cultura, in un dialogo diretto e continuo con il pubblico. Tra gli autori coinvolti figurano, tra gli altri, Francesca Buoninconti, Michele Dall’Ongaro, Pietro Del Soldà, Stefano Feltri, Florinda Fiamma, Ilaria Gaspari, Vittorio Lingiardi, Piero Martin, Marco Motta, Michela Ponzani e Susanna Tartaro.

Curato da Sara Sanzi, il progetto è pensato per studenti, curiosi, ascoltatori e appassionati che vogliono scoprire, riscoprire o approfondire le cose del mondo da prospettive sempre diverse. Un’iniziativa che conferma il ruolo della Rai come principale azienda culturale e di servizio pubblico del Paese, capace di innovare senza rinunciare alla qualità e alla profondità dei contenuti.

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Gianni Simioli al Corriere racconta mezzo secolo in radio e l’arrivo di un libro-verità

Gianni Simioli si avvicina ai cinquant’anni di carriera radiofonica e annuncia un libro-verità in cui racconterà persone, incontri e contraddizioni vissute in mezzo secolo di microfono, tra gratitudine e delusioni.

Il conduttore, che ha sempre scelto di restare a Napoli, ripercorre – in una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno – gli inizi giovanissimi nel 1977, quando a soli 13 anni muoveva i primi passi in una radio privata di Secondigliano, tra programmi artigianali, zero compensi e tanta passione.

Oggi Simioli lavora per RTL 102.5 e Radio Marte, grazie a un accordo che gli consente di trasmettere in smartworking, rivendicando con orgoglio una carriera costruita senza appoggi politici ma solo sulla creatività e sull’esperienza accumulata nel tempo. Ricorda il rapporto complesso con la famiglia, che avrebbe preferito per lui un lavoro stabile e il patto con il padre macellaio che lo costrinse per anni ad aiutare in negozio, anticipando di fatto il mestiere del rider.

Nel racconto emergono i modelli di riferimento, da Renzo Arbore, da cui dice di aver appreso la curiosità per i personaggi nuovi, fino alla soddisfazione di aver scoperto e lanciato artisti come Clementino, Rocco Hunt e Geolier, tutti descritti come riconoscenti. Gli irriconoscenti, invece, finiranno tra le pagine del libro, annunciato come un bilancio umano prima ancora che professionale.

Non manca l’amarezza per alcune esperienze televisive interrotte bruscamente – come Telegaribaldi – e per quella che definisce una fragilità strutturale di Napoli: l’incapacità, secondo lui, degli addetti ai lavori di sostenersi a vicenda. Guardando al futuro, Simioli conferma l’impegno nella valorizzazione della nuova scena musicale campana e annuncia un nuovo progetto dedicato alla musica emergente.

Sul piano personale, infine, ricorda la sorella Loredana, scomparsa sette anni fa, spiegando che il fatto di non riuscire a sognarla è, secondo chi lo ha aiutato, il segno di una presenza ancora viva nella sua quotidianità.

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Il progetto digitale di Claudio Cecchetto tra radio, app e nuovi linguaggi

Dopo le esperienze alla guida di Radio Deejay e Radio Capital, Claudio Cecchetto presenta in un post la nuova veste di Radio Cecchetto, un progetto che si colloca nel solco della radio tradizionale, ma ne amplia l’impostazione attraverso un utilizzo esteso delle tecnologie digitali.

L’obiettivo è quello di proporre un modello di fruizione accessibile ovunque, superando i limiti geografici della diffusione convenzionale.

La sede operativa è lo storico Studio Rotondo di Milano, da cui l’emittente trasmette in modalità digitale raggiungendo un pubblico potenzialmente globale. Il progetto si sviluppa come una piattaforma che integra contenuti radiofonici, interazione e strumenti digitali, con particolare attenzione all’esperienza dell’ascoltatore.

Sul fronte commerciale, Radio Cecchetto introduce la formula pubblicitaria “Bis”, che prevede la ripetizione consecutiva dello stesso spot all’interno di un unico intervento pubblicitario orario. Una scelta pensata per aumentare la memorizzazione del messaggio limitando al contempo il numero complessivo di interruzioni durante l’ascolto.

Un elemento centrale del progetto è l’app proprietaria, concepita come spazio di interazione diretta con il pubblico. L’applicazione consente agli utenti di inviare contenuti visivi che vengono integrati nel flusso digitale dell’emittente, rendendo l’ascoltatore parte attiva dell’esperienza, oltre alla tradizionale fruizione audio.

Il palinsesto si articola in una programmazione che combina repertorio musicale, partecipazione degli ascoltatori e sperimentazione di nuovi format. La fascia mattutina è dedicata a una selezione musicale che attraversa quattro decenni, dagli anni Settanta ai Duemila. Altri spazi sono riservati a format in cui il pubblico contribuisce direttamente attraverso messaggi vocali e interventi registrati.

La musica italiana trova spazio in programmi tematici dedicati, affiancati da appuntamenti incentrati su remix, riletture di brani storici e utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale applicati alla produzione musicale. La programmazione include inoltre format orientati al racconto del costume e della cultura pop degli anni Ottanta e Novanta.

Non mancano contenuti di carattere formativo e partecipativo, come uno spazio affidato agli studenti delle scuole medie e superiori, né appuntamenti dedicati alle interviste, realizzate all’interno dello Studio Rotondo. A completare il palinsesto, una serie di format brevi e giochi radiofonici pensati per un ascolto rapido e frammentato.

Nel fine settimana la programmazione assume un’impostazione musicale continua, con particolare attenzione ai generi dance e pop. L’insieme dei contenuti definisce Radio Cecchetto come un progetto che sperimenta una possibile evoluzione digitale del mezzo radiofonico, mantenendo un legame con i linguaggi e le strutture della radio tradizionale, ma adattandoli a modalità di fruizione più contemporanee.

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Filippo Nardi esordisce su Radio Centrale con “Romagna Calling”

Prosegue il rinnovamento di Radio Centrale sotto la direzione di Roberto Righi.

La storica emittente cesenate annuncia l’arrivo di Filippo Nardi, che da lunedì 2 febbraio condurrà il nuovo programma Romagna Calling.

Volto noto al grande pubblico per la partecipazione alla seconda edizione del Grande Fratello nel 2001, Nardi è oggi dj e conduttore televisivo. Nato a Londra e residente in Romagna, porterà in radio uno sguardo sul territorio filtrato dalla propria esperienza personale.

Romagna Calling andrà in onda tutti i giorni alle ore 13 e sarà trasmesso in FM, DAB+ e streaming. L’inserimento di Nardi nel palinsesto si inserisce nel nuovo corso di Radio Centrale, orientato a rafforzare il racconto del territorio affiancandolo a figure conosciute dal pubblico nazionale.

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