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Davide Peverini riparte da Radio Onda Libera con “Buona la prima”

Una nuova partenza, nel segno della radio e della consapevolezza personale.

Davide Peverini inaugura una nuova fase del proprio percorso professionale con Radio Onda Libera, storica emittente umbra attiva dal 1976. Dal 31 gennaio è in onda ogni sabato e domenica, dalle 7 alle 9 del mattino, con il programma Buona la prima.

Un ritorno al microfono che si inserisce in un momento di riflessione e ripartenza, come lo stesso Peverini ha raccontato nei giorni scorsi attraverso i social. Parole che accompagnano l’avvio del nuovo progetto e che descrivono il senso di un cambiamento vissuto come scelta consapevole: ricominciare, mettersi in gioco, accettare l’incertezza come parte del percorso.

Nel suo messaggio, Peverini parla della necessità di uscire dalla comfort zone, di affrontare nuove sfide anche nei momenti più complessi, non per dimostrare qualcosa agli altri, ma come atto di rispetto verso se stessi. Un percorso che porta a scoprire risorse inattese, a misurarsi con i propri limiti e a ridefinire la propria identità. “Ricominciare non è perdere qualcosa – scrive – ma guadagnare consapevolezza, forza, identità”.

Buona la prima si inserisce così nel palinsesto del fine settimana di Radio Onda Libera come uno spazio di accompagnamento alle prime ore del mattino, in una fascia tradizionalmente legata all’ascolto più fedele e attento. Una nuova avventura che, nelle intenzioni del conduttore, non rappresenta solo un cambiamento professionale, ma un passaggio personale, riassunto in un invito semplice e diretto: ripartire, restare sintonizzati e continuare a essere “on air”.

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“Is Good For You” e “90 Is Good”: entrambi i progetti sono in HbbTV al canale 157

Ha festeggiato il primo mese di vita “90 Is Good”.

Il canale, nato da un’idea di Matteo Sandri, propone solo video musicali degli anni ’90, facendo rivivere in toto l’epoca del decennio.

Il tutto, abbinato ai profili social che offrono ulteriori spunti e ricordi, sia per chi li ha vissuti in prima persona, sia per chi è nato successivamente e cerca di immedesimarsi in un’epoca che ha fatto la storia.

“90 Is Good” trasmette in HbbTV sul canale 157 del digitale terrestre (Fascino Tv), premendo il tasto giallo.

Questa rete aveva inizialmente preso il posto dell’emittente originaria “Is Good For You”.

Ora però, anche la tv dedicata ai migliori videoclip contemporanei ed alle interviste di eventi ed iniziative nei locali di tutta Italia è tornata h24.

La diffusione avviene sempre in HbbTV dal canale 157, ma selezionando il tasto verde.

Per cui, tramite Fascino Tv, è possibile seguire sia “90 Is Good” (tasto giallo) sia “Is Good For You” (tasto verde).

Un’ampia offerta di musica e videoclip, sempre all’insegna del ritmo e del divertimento che caratterizza il gruppo.

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Djstoria

Radio Deejay: 44 anni di musica, intrattenimento e storie da raccontare

Il 1° febbraio 1982 segna una data di riferimento per la storia della radio italiana: in quella giornata, a Milano, nasceva Radio Deejay, fondata da Claudio Cecchetto, allora giovane protagonista della radio e della tv italiana.

Quella che iniziò come emittente musicale è presto diventata una delle icone della radiofonia nazionale, capace di attraversare decenni fatti di hit, innovazione e momenti collettivi che hanno segnato generazioni.

All’inizio, Radio Deejay si impose con uno stile musicale fresco: la programmazione puntava su una selezione di musica internazionale e, negli anni a seguire, su conduttori con personalità forte, capaci di rendere la radio non solo un luogo di musica, ma di identità culturale e socialità.

Negli anni, l’emittente ha saputo rinnovarsi, anticipare tendenze e lanciare voci destinate a diventare celebri ben oltre i confini dello studio radiofonico.

Proprio qui si sono formati o affermati grandi nomi come Gerry Scotti, Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Albertino, La Pina, Fabio Volo e Alessandro Cattelan, solo per citare alcuni dei tanti che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura pop italiana.

Nel corso dei decenni, Radio Deejay ha sviluppato programmi entrati nell’immaginario collettivo: dal “Deejay Time” a “Deejay chiama Italia” a molti altri.

Consultando i post celebrativi sui social, come quelli pubblicati su Instagram per il 44° compleanno — che raccolgono foto storiche, backstage, volti noti e momenti ‘live’ — si legge un filo conduttore fatto di: volti di conduttori e ascoltatori insieme; immagini di iniziative e feste, dove la radio diventa “evento” oltre che servizio quotidiano; ritratti nostalgici di cassette, microfoni e vecchie console che raccontano l’evoluzione tecnologica e gli stili; commenti di fan che ricordano la loro prima volta in radio o lo show che non dimenticheranno mai.

Queste foto non sono soltanto immagini: sono emozioni condivise, punti di contatto tra generazioni che, negli anni, hanno vissuto la radio come compagna di vita.

Dopo 44 anni, Radio Deejay – diretta da oltre trenta da Linus e contraddistinta dal claim One Nation, One Station, One Love – resta uno dei pilastri della radiofonia italiana, capace di accompagnare le giornate con musica, intrattenimento e ascolto.

Una radio che è diventa una community, grazie al contatto diretto con il pubblico che va ben oltre il semplice sottofondo.

Tanti auguri Radio Deejay!

 

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Carloconti

Sanremo 2026, la serata delle cover celebra la grande musica italiana e internazionale

Sarà una serata all’insegna dei grandi brani e delle emozioni quella di venerdì 27 febbraio, quarta serata del Festival di Sanremo 2026, tradizionalmente dedicata alle cover.

I 30 artisti in gara nella sezione Campioni interpreteranno un brano scelto dal repertorio italiano o internazionale, pubblicato entro il 31 dicembre 2025, affiancati da ospiti e collaborazioni speciali.

Le esibizioni saranno valutate attraverso un sistema di voto incrociato che coinvolge Televoto, Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e Giuria delle Radio. Al termine della serata, l’artista più votato sarà proclamato vincitore della Serata delle Cover.

Le esibizioni in programma

Arisa proporrà Quello che le donne non dicono con il Coro del Teatro Regio di Parma.
Bambole di Pezza interpreteranno Occhi di gatto insieme a Cristina D’Avena.
Chiello porterà sul palco Mi sono innamorato di te con Morgan.

Dargen D’Amico si esibirà in Su di noi con Pupo e Fabrizio Bosso.
Ditonellapiaga proporrà The Lady Is a Tramp con Tony Pitony.
Eddie Brock canterà Portami via con Fabrizio Moro.

Elettra Lamborghini presenterà Aserejé con Las Ketchup.
Enrico Nigiotti interpreterà En e Xanax con Alfa.
Ermal Meta proporrà Golden Hour con Dardust.

Fedez e Marco Masini porteranno Meravigliosa creatura con Stjepan Hauser.
Francesco Renga interpreterà Ragazzo solo, ragazza sola con Giusy Ferreri.
Fulminacci proporrà Parole parole con Francesca Fagnani.

J-Ax canterà E la vita, la vita con Ligera County Fam.
LDA e Aka 7even interpreteranno Andamento lento con Tullio De Piscopo.
Leo Gassmann porterà Era già tutto previsto con Aiello.

Levante proporrà I maschi con Gaia.
Luchè interpreterà Falco a metà con Gianluca Grignani.
Malika Ayane canterà Mi sei scoppiato dentro il cuore con Claudio Santamaria.

Mara Sattei proporrà L’ultimo bacio con Mecna.
Maria Antonietta e Colombre interpreteranno Il mondo con Brunori Sas.
Michele Bravi porterà Domani è un altro giorno con Fiorella Mannoia.

Nayt canterà La canzone dell’amore perduto con Joan Thiele.
Patty Pravo interpreterà Ti lascio una canzone con Timofej Andrijashenko.
Raf proporrà The Riddle con The Kolors.

Sal Da Vinci canterà Cinque giorni con Michele Zarrillo.
Samurai Jay interpreterà Baila Morena con Belén Rodríguez e Roy Paci.
Sayf proporrà Hit the Road Jack con Alex Britti e Mario Biondi.

Serena Brancale canterà Bésame mucho con Gregory Porter e Delia.
Tommaso Paradiso interpreterà L’ultima luna con Stadio.
Tredici Pietro porterà Vita con Galeffi, Fudasca & Band.

La serata delle cover si conferma così uno dei momenti più attesi del Festival: un appuntamento capace di unire generazioni, stili e linguaggi musicali, valorizzando la memoria collettiva della canzone e offrendo nuove chiavi di lettura attraverso interpretazioni inedite e collaborazioni sorprendenti.

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LatteMiele è la radio ufficiale del Carnevale storico di Pieve di Cento

Il Carnevale storico di Pieve di Cento, tra gli appuntamenti più attesi del calendario culturale del territorio bolognese, torna nel 2026 ad animare il centro cittadino con quattro domeniche di festa a ingresso libero.

A scandire il ritmo dell’evento sarà Radio LatteMiele, scelta come radio ufficiale e media partner della manifestazione.

Le sfilate si svolgeranno nelle domeniche del 1 febbraio (a partire dalle 14.30), 8 e 15 febbraio e 1 marzo, coinvolgendo l’intero centro storico di Pieve di Cento. In programma sei carri allegorici e cinque macchine sceniche, frutto del lavoro di oltre 150 volontari e dieci associazioni carnevalesche: un patrimonio collettivo che racconta la storia e l’identità della comunità locale. Come ha ricordato il sindaco Luca Borsari, il Carnevale è una tradizione che “parla di tutta la comunità” e che si tramanda di generazione in generazione, valorizzando competenze artigianali e legami sociali.

Elemento centrale dell’edizione 2026 sarà la musica, con Radio LatteMiele chiamata a firmare l’atmosfera sonora delle sfilate e degli eventi collaterali. L’emittente accompagnerà l’esordio con l’animazione musicale di Dj Cuccurullo e Ivo Morini, per poi proseguire nelle domeniche successive con spettacoli di danza, percussioni e intrattenimento live, contribuendo a rendere la musica parte integrante dell’esperienza carnevalesca.

Ampio spazio sarà riservato anche ai più piccoli, con baby dance, truccabimbi e mascotte prima delle sfilate, oltre al ritorno — per il secondo anno consecutivo — del concorso cosplay, dedicato ai personaggi dei fumetti e della cultura pop, capace di coniugare innovazione e tradizione.

Il Carnevale storico di Pieve di Cento si conferma così una manifestazione capace di unire creatività, partecipazione e memoria collettiva. Con Radio LatteMiele come radio ufficiale, l’edizione 2026 si presenta come un appuntamento in cui musica e festa diventano linguaggio condiviso della comunità.

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“Capital Jam” torna l’11 febbraio con Alex Britti e Franco126

Prosegue il calendario di Capital Jam, che mercoledì 11 febbraio raggiungerà il suo quinto appuntamento alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano.

Sul palco una line up che mette in dialogo mondi musicali diversi: Alex Britti e Franco126, protagonisti di una serata pensata come jam session aperta e imprevedibile.

Capital Jam non è un semplice concerto, ma un format narrato che invita gli artisti a uscire dai propri repertori per reinterpretare brani, contaminare stili e costruire performance uniche. La rassegna, composta da nove serate, celebra i 30 anni di Radio Capital con cinque mesi di musica dal vivo, in programma fino al 25 marzo 2026.

A guidare il pubblico tra esibizioni, dialoghi e aneddoti sarà Luca De Gennaro, affiancato per questa data da Alessandro Prisco, Betty Senatore e Matilde Amato. La serata prenderà il via alle 20.30 con il dj set di Irene Lamedica, mentre Britti e Franco126 saranno accompagnati da una super band diretta da Vittorio Cosma, fulcro musicale del format e garante dell’equilibrio tra arrangiamenti strutturati e improvvisazione.

Capital Jam si inserisce nel progetto Fuori Massena e nel cartellone “Vapore d’Inverno” del Comune di Milano, confermandosi come uno degli appuntamenti live più rappresentativi della stagione: un percorso che attraversa generazioni e linguaggi della musica italiana, mantenendo al centro la dimensione autentica dell’esecuzione dal vivo.

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Milano Cortina 2026 sulla Rai: tv, radio e digitale per raccontare i Giochi minuto per minuto

Emozioni e immagini che si susseguono senza sosta, lacrime di gioia e di delusione, l’attesa scandita dai cronometri, l’urlo liberatorio sul traguardo e il silenzio carico di tensione prima del verdetto.

È il racconto universale dello sport che la Rai si prepara a portare nelle case degli italiani in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio.

Un impegno editoriale imponente, affidato alla squadra di Rai Sport, che seguirà l’evento attimo dopo attimo con ore di dirette, commenti e aggiornamenti continui. Per l’occasione Rai2 si trasformerà in Rete Olimpica: l’intera programmazione sarà dedicata ai Giochi, ad eccezione degli spazi informativi del TG2, mentre lo streaming sarà disponibile anche su RaiPlay.

La Cerimonia di Apertura, in programma il 6 febbraio, andrà in onda in diretta su Rai1 a partire dalle 19.50. Dallo Stadio Meazza di Milano prenderà forma uno spettacolo di circa tre ore, destinato a segnare un momento simbolico dell’Olimpiade italiana. Per la prima volta, la sfilata degli atleti coinvolgerà più luoghi: oltre a Milano, Predazzo, Livigno e Cortina, dove verrà acceso un secondo braciere olimpico. La telecronaca sarà affidata a Auro Bulbarelli e allo scrittore Fabio Genovesi.

Grande spazio anche alla radio. Su Rai Radio1, Radio1 Sport e RaiPlay Sound, l’Olimpiade sarà raccontata “minuto per minuto”. La radio pubblica tornerà a essere Rete Olimpica, rafforzando la copertura in diretta proprio perché i Giochi tornano in Italia, con l’obiettivo di offrire un presidio costante su tutte le competizioni in calendario.

L’esperienza olimpica sarà completa anche sul fronte digitale. Su Rainews.it sarà disponibile uno speciale dedicato a Milano Cortina 2026: calendario, guida alle 16 discipline, video, approfondimenti e un progetto di interactive storytelling per seguire giorno dopo giorno i Giochi e conoscerne protagonisti, regole e curiosità.

Televisione, radio e web si uniscono così in un unico grande racconto corale, pensato per accompagnare il pubblico dentro l’atmosfera olimpica e restituire, in tempo reale, tutta l’intensità dei cinque cerchi.

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Michele Zarrillo torna a Radio Subasio Music Club e celebra i trent’anni da “L’elefante e la farfalla”

Era il 1996 quando Michele Zarrillo portava sul palco del Festival di Sanremo “L’elefante e la farfalla”, brano destinato a diventare una pietra miliare della canzone italiana.

A trent’anni di distanza, quell’anniversario diventa il filo conduttore di una serata speciale a Radio Subasio Music Club, che celebra la carriera dell’artista tra memoria, musica dal vivo e nuove prospettive creative.

L’appuntamento è per lunedì 16 febbraio, a partire dalle 21.00. In studio e in collegamento video, Zarrillo offrirà al pubblico un’ora di musica live e racconti personali, accompagnato da Gianluca Giurato, padrone di casa del format. Un ritorno che sa di rimpatriata tra amici, come dimostrano le oltre 170 puntate di Music Club realizzate in nove anni, spesso dedicate alle hit più amate del cantautore, riproposte in chiave intima e riarrangiate con l’eleganza che contraddistingue il suo percorso, anche nelle recenti tournée teatrali.

La serata sarà anche l’occasione per guardare avanti. Zarrillo è infatti al lavoro su nuovi progetti discografici, con sessioni in studio già avviate per la produzione di brani inediti. Un percorso che potrebbe sfociare in un nuovo album, ideale prosecuzione di “Vivere e rinascere”, pubblicato dopo il successo sanremese del 2017 con “Mani nelle mani”.

E mentre il pubblico si interroga su un possibile ritorno sul palco dell’Ariston nella 76ª edizione del Festival, resta vivo il ricordo dell’ultima partecipazione in gara nel 2020 con “Nell’estasi o nel fango” e della presenza, l’anno successivo, come ospite nella serata finale per celebrare l’evergreen “Cinque giorni”. Un’ipotesi che accende la curiosità degli appassionati, con un pensiero che inevitabilmente corre alla direzione artistica di Carlo Conti.

Per partecipare all’evento in presenza o da remoto e avere la possibilità di rivolgere una domanda all’artista, è necessario compilare l’apposito form dal sito della radio entro il 7 febbraio; una mail fornirà tutte le indicazioni operative. La diretta audio e video sarà invece accessibile a tutti in simulcast su FM, DAB, App e streaming su Radio Subasio, per una serata che unisce passato e futuro nel segno della grande canzone d’autore italiana.

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RDS è Official Entertainment Partner di Casa Italia alle Olimpiadi 2026

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si preparano a essere non solo una grande vetrina sportiva, ma anche un racconto corale della creatività e dell’identità italiana.

In questo contesto RDS 100% Grandi Successi sarà Official Entertainment Partner di Casa Italia, lo spazio simbolo del CONI dedicato all’eccellenza nazionale.

Casa Italia sarà operativa in tre sedi iconiche: a Milano presso la Triennale, a Cortina d’Ampezzo nella Galleria Farsetti e a Livigno all’Acquagranda. Un progetto diffuso che unisce sport, cultura, arte e intrattenimento con l’obiettivo di celebrare gli atleti azzurri e restituire al pubblico l’esperienza olimpica nella sua dimensione più autentica ed emozionale.

Dal 6 al 22 febbraio, RDS accompagnerà il racconto dei Giochi attraverso la voce dei suoi speaker, protagonisti nei diversi hub di Casa Italia. A Milano si alterneranno Petra Loreggian, Leo Di Bello e Paolo Piva; a Cortina d’Ampezzo sarà presente Filippo Ferraro; a Livigno Rino de Niro. A loro il compito di guidare i “Medal Moment”, gli incontri con gli atleti al termine delle competizioni, chiamati a condividere successi, emozioni e storie direttamente con il pubblico.

Il tema scelto per Casa Italia è “Musa”, un omaggio all’Italia come fonte di ispirazione nell’immaginario globale. In questo percorso la musica assume un ruolo centrale: linguaggio universale capace, insieme allo sport, di creare connessioni, amplificare le emozioni e trasformare ogni vittoria in un’esperienza collettiva.

«Lo sport, come la musica, rappresenta un importante momento di intrattenimento. Emozione e passione sono valori di un linguaggio condiviso, capaci di coinvolgere e di unire», ha dichiarato Massimiliano Montefusco, amministratore delegato di RDS. «Siamo onorati di poter valorizzare l’eccellenza e il talento delle atlete e degli atleti italiani e di raccontare le storie che solo lo sport sa generare».

Con RDS al centro di Casa Italia, Milano-Cortina 2026 si conferma così come un evento che va oltre la competizione: un grande racconto di sport, musica e identità nazionale, capace di dare voce alle emozioni di un Paese intero.

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Radio Studio Più, la dance-station che attraversa il tempo

Intervista a Claudio Tozzo, editore ed anima storica della dance station d’Italia

Di fronte al Lago di Garda, a Desenzano, batte uno dei cuori storici della radiofonia dance italiana. Qui ha sede Radio Studio Più, un nome che da quasi cinquant’anni accompagna generazioni di ascoltatori tra musica, eventi e divertimento. Abbiamo incontrato Claudio Tozzo: editore, patron, ma anche voce e dj della radio. Un uomo che con Studio Più non ha semplicemente costruito un’emittente, ma un vero e proprio brand dell’intrattenimento.

La storia di Claudio Tozzo con la radio inizia prestissimo. È il luglio del 1977 quando, a soli 14 anni, entra a Radio Tele Sullivan di Lonato, nel bresciano. All’inizio segue la parte tecnica, ma ben presto passa al microfono conducendo un programma dedicato ai cantautori italiani.
Nel 1979 arriva anche l’esperienza da dj nella discoteca Sullivan di Ponte San Marco, di proprietà di alcuni soci della radio, dove rimane resident fino al 1983. Sono anni fondamentali, perché radio e pista da ballo iniziano a fondersi in un’unica visione. Proprio in quel periodo Radio Tele Sullivan si fonde con Radio Studio 93, dando vita a Radio Studio Più. Nel 1983 Tozzo rileva le frequenze e avvia la costruzione dell’attuale rete nazionale, acquisendo emittenti in tutta Italia.

L’intervista

Partiamo dalle origini di Radio Studio Più e dal legame con gli eventi

«Studio Più è operativa negli eventi da quando esiste la radio. Nel 1977 entro in radio e la radio era già legata a una discoteca, il Sullivan, dove io facevo il dj. Mandavamo un programma che si chiamava Ieri al Sullivan: faceva sentire quello che era successo la domenica pomeriggio. Era bellissimo, perché chi era stato nel locale poi riascoltava quello che aveva vissuto.
Da lì ho capito una cosa fondamentale: quando la gente si diverte, si ricorda di te. Con questa filosofia abbiamo iniziato a fare feste nelle piazze, soprattutto d’estate, e continuiamo a farle ancora oggi. Di fatto Studio Più è diventato un format. Quando viene chiamata, la gente sa già che si divertirà. Facciamo musica a 360 gradi, senza chiuderci in nicchie. Negli ultimi dieci anni abbiamo però creato format riconoscibili, come I Remember Yesterday, dedicato agli anni ’70 e ’80 con i video originali degli artisti, quasi come se li avessimo sul palco. Oppure Dance Time Machine 90, dedicato ovviamente a quel decennio. Ma anche senza un nome preciso, Studio Più ha sempre fatto sold out nelle piazze».

Il richiamo al passato: pubblico che invecchia o musica che cambia?

«Negli anni ’70 un disco restava in classifica nelle prime posizioni anche un anno intero. Negli anni ’80 e ’90 magari tre o quattro mesi, ma aveva comunque una lunga vita. Oggi invece esce musica in continuazione e si brucia subito. Una volta gli editori e le case discografiche facevano da filtro: le canzoni che uscivano avevano già il potenziale per diventare hit. Oggi per produrre un brano basta poco, ne escono tantissimi, e non hai più la possibilità di scegliere davvero quali possano durare. In più oggi esistono anche canzoni generate dall’intelligenza artificiale. Risultato: la musica contemporanea fatica a riempire le piste da ballo».

E i ventenni di oggi?

«Una volta le canzoni venivano scelte da professionisti che sentivano il mood generale. Oggi quel gusto condiviso non esiste più. I giovani vivono una musica che spesso capiscono solo loro, perché nasce e muore dentro i social. È un mondo chiuso. Quando devi far divertire un pubblico trasversale — in una piazza o in un palasport — non puoi basarti solo su quello. Servono brani che abbiano vissuto momenti reali. Le poche eccezioni arrivano dai grandi dj internazionali, soprattutto da luoghi come Ibiza, che resta la vera patria delle discoteche».

Ibiza: perché continua a essere un riferimento mondiale?

«Ibiza è un piccolo mondo dove passa tutto il mondo. Ci sono locali con dj internazionali e un concetto completamente diverso di esperienza. In Italia, nei locali si è disposti a spendere 15 o 20 euro. A Ibiza superi facilmente i 100, ma li investi per vivere un momento unico. Non vai a vedere un dj, vai a vedere uno show: musica, luci, atmosfera. Vai in un posto sapendo che succederà qualcosa di importante. Lì abbiamo creato Studio Più Ibiza, una radio autonoma che trasmette i dj set di chi si esibisce direttamente sull’isola. Non avrebbe senso portare la Studio Più italiana a Ibiza: sono due mondi diversi, ed è giusto che abbiano identità diverse».

Presente e futuro: i nuovi format

«Abbiamo recentemente creato un nuovo format che si chiama “Noi che siamo gli anni 80 – 90 – 2000”. È l’identità della Studio Più di oggi. Lo presenteremo a Predazzo e Bormio in occasione delle Olimpiadi, con performance live che hanno caratterizzato quegli anni. Cosa c’è di contemporaneo che funziona? Direi che nell’ultimo decennio, dal 2015 al 2020 in particolare, sono stati il Reggaeton e il Moombathon a riportare le persone – soprattutto le ragazze – in discoteca e in quegli anni ho avuto il piacere di suonare quella musica proprio a Ibiza prima al Privilege, poi all’Hi e all’Ushuaia. Qualcosa di nuovo c’è sempre, ma non sarà mai come gli anni ’70 e i primi anni 80: le hit di quegli anni ce le portiamo ancora tutte dietro. Alla fine portiamo avanti ciò che la gente è in grado di sentire come proprio».

Come si ascolterà la radio domani?

«La radio è un brand. E il brand lo vai a cercare in base a ciò che ha rappresentato per te. Non importa dove ti trovi, l’importante è che tu possa trovarla ovunque. L’FM non resterà per sempre il canale principale, ma non è una decisione nostra: è l’utenza che decide. Tu devi essere presente dappertutto. Perché alla fine è il brand che vince».

Concludendo, possiamo dire che Radio Studio Più non è soltanto una dance station. È una storia che attraversa decenni, generazioni, mode e tecnologie, restando fedele a un’idea semplice e potentissima: la musica come esperienza condivisa. Tra piazze piene, piste da ballo, ricordi e nuove sfide digitali, il percorso di Claudio Tozzo racconta come la radio — se diventa identità — possa continuare a far ballare il tempo.

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Achille Lauro alla co-conduzione della seconda serata di Sanremo

Sarà Achille Lauro a salire sul palco del Teatro Ariston in veste di conduttore della seconda serata del Festival di Sanremo, accanto al direttore artistico Carlo Conti e a Laura Pausini.

L’appuntamento è in programma dal 24 al 28 febbraio, in diretta su Rai1, RaiPlay e Rai Radio2.

Per l’artista romano si tratta di un ritorno a Sanremo in una nuova e significativa veste, dopo una lunga storia di partecipazioni che hanno segnato in modo indelebile l’immaginario del Festival. Achille Lauro è stato in gara nel 2019 con Rolls Royce, nel 2020 con Me ne frego, nel 2022 con Domenica e nel 2025 con Incoscienti giovani. A queste si aggiungono la presenza come super ospite fisso nel 2021 e quella come ospite speciale nel 2023, apparizioni che hanno contribuito a consolidarne il ruolo di protagonista trasversale della manifestazione.

Artista capace di muoversi con disinvoltura tra musica, estetica e linguaggi culturali, Achille Lauro ha costruito un percorso unico nel panorama italiano, caratterizzato da una continua reinvenzione. I numeri certificano il successo: 40 dischi di platino, 12 dischi d’oro e sette album in studio, risultati che raccontano un impatto rilevante sia sul piano artistico sia su quello popolare.

Le sue partecipazioni al Festival hanno spesso rappresentato momenti di svolta, trasformando ogni apparizione in un evento mediatico e culturale. Un racconto artistico in costante evoluzione, capace di parlare a pubblici diversi e di lasciare un segno profondo nella storia recente di Sanremo.

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Radio Deejay, “Febbraio Ganbatte” a Pinocchio: un mese di sfide condivise

Febbraio si apre all’insegna della determinazione – o quantomeno del provarci – con il ritorno di Febbraio Ganbatte, l’iniziativa lanciata per il secondo anno consecutivo da La Pina, Diego e La Vale all’interno di Pinocchio.

Un progetto che invita la community del programma a mettersi alla prova insieme, scegliendo di rinunciare a qualcosa di negativo o, al contrario, di introdurre un’abitudine positiva nella propria quotidianità.

Un mese “senza”, ma vissuto collettivamente. La forza dell’iniziativa sta proprio nella dimensione condivisa: la community di Pinocchio ha già dimostrato in più occasioni quanto la partecipazione e il senso di appartenenza siano elementi centrali del programma. Febbraio Ganbatte diventa così un’occasione per rimettere in equilibrio le proprie abitudini, che si tratti di dire stop a carboidrati, latticini, sigarette, alcol, shopping compulsivo o a un uso eccessivo dei social.

Il termine “Ganbatte”, dal giapponese (頑張って), è un’espressione di incoraggiamento che significa “dai il massimo”, “forza”, “non mollare”. Un vero e proprio mantra che accompagna il percorso di febbraio, trasformando una sfida personale in un’esperienza di motivazione collettiva.

A rendere l’iniziativa ancora più coinvolgente è il calendario motivazionale di Pinocchio, disponibile per il download anche quest’anno. Uno strumento semplice e ironico, pensato per annotare giorno dopo giorno pensieri, stati d’animo e progressi, segnando simbolicamente ogni traguardo raggiunto con una X. Un modo per restare concentrati sull’obiettivo e rendersi conto che, passo dopo passo, il mese scorre più veloce del previsto.

Durante le puntate di Pinocchio, La Pina, Diego e La Vale racconteranno l’andamento del Febbraio Ganbatte, tra successi, cedimenti, scivoloni e inevitabili sgarri, condividendo con gli ascoltatori difficoltà e piccole vittorie quotidiane.

Per chi vuole salire a bordo e affrontare la sfida insieme alla squadra di Pinocchio, il calendario è pronto: febbraio può cominciare, tutti insieme, un giorno alla volta.