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Max Parisi a Radio Monte Carlo: il via libera europeo al Daraxonrasib apre nuove speranze

L’annuncio è stato commentato in diretta da Max Parisi a Radio Monte Carlo, ospite di Laura Ghislandi nel programma Breaking News. La sua storia aveva contribuito a portare all’attenzione del pubblico la ricerca di nuove terapie contro una delle forme di tumore più difficili da trattare.

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dato parere positivo al Daraxonrasib, farmaco sperimentale destinato al trattamento del tumore al pancreas metastatico. Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ne ha raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea, un passaggio importante nel percorso che potrebbe portare alla disponibilità della terapia anche in Europa.

La notizia riguarda da vicino Max Parisi, che ha raccontato pubblicamente la propria esperienza con la malattia e la ricerca di una cura. Dopo la diagnosi di tumore al pancreas, Parisi si è recato negli Stati Uniti per accedere al trattamento sperimentale, il cui costo è particolarmente elevato: circa 39.000 dollari al mese. Per sostenere le spese, la famiglia aveva avviato una raccolta fondi online.

Il suo percorso era stato raccontato anche dalla trasmissione televisiva Le Iene, attraverso una testimonianza che aveva mostrato le difficoltà affrontate, le condizioni di salute e la decisione di cercare una possibilità terapeutica oltre oceano.

Nel corso del racconto, Parisi aveva descritto i primi cambiamenti percepiti dopo l’inizio della terapia, avvenuto il 16 settembre. «Ho preso le prime due pillole subito e nel giro di 24 ore ho sentito fisicamente il dolore calare: ha cambiato forma», aveva spiegato, riferendo anche di un miglioramento dell’appetito e di segnali incoraggianti relativi alla funzionalità del fegato.

La sua esperienza ha contribuito ad accendere i riflettori sul Daraxonrasib e sulle prospettive offerte dalla ricerca scientifica. I risultati individuali, tuttavia, non sono sufficienti a stabilire l’efficacia generale di un trattamento, che deve essere valutata attraverso gli studi clinici e le verifiche delle autorità regolatorie.

Fino a oggi, il farmaco non era disponibile attraverso il normale percorso ospedaliero pubblico in Italia. La raccomandazione del CHMP rappresenta quindi un passaggio significativo, ma non equivale ancora, da sola, all’autorizzazione definitiva europea né alla disponibilità immediata negli ospedali italiani: saranno necessari gli ulteriori passaggi regolatori e le procedure previste per l’accesso al trattamento.

Parisi ha commentato la notizia in diretta su Radio Monte Carlo, intervenendo con Laura Ghislandi durante Breaking News. Un aggiornamento che assume un significato particolare per chi, come lui, sta affrontando in prima persona la malattia e segue con attenzione ogni possibile sviluppo della ricerca.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Barbara Marchand: “Con me e con la mia professoressa di lettere è nata nel 1966 la RMC italiana”

La prima voce nel 1966 era la sua professoressa di letttere all’Universita Carlone di Nizza; il primo Sound Designer era la moglie di Coutisson. E mille altri aneddoti.

Il 13 ottobre 2026 abbiamo avuto l’occasione di intervistare Barbara Marchand, la nota conduttrice e animatrice di Radio Rai che fu anche la seconda voce italiana in onda sui 205 metri di Radio Monte Carlo nel 1966. Questa la sua intervista esclusiva per FM-world.

Si possono trovare molte sue interviste online, ma c’erano alcune cose specifiche che volevamo sapere e che apparentemente nessuno aveva domandato. Senza contare che nella conversazione – a ruota libera e senza domande inviate in anteprima, come da sua richiesta – sono emersi alcuni fatti che correggono o integrano parte della narrazione piuttosto omogenea che abbiamo trovato online, in particolare relativamente propri all’inizio della trasmissione “italo-francese”.

Quella che segue è la trascrizione dell’intervista, non filtrata né editata: ma consigliamo tutti di ascoltarla dal vivo, cosa che sarà possibile fare venerdì 16 (prima parte) e venerdì 23 ottobre (seconda parte) sulle frequenze di Centrale Milano (1575 kHz+streaming) e Power 927 (927 kHz+streaming).

Intervista a Barbara Marchand – FM-world

FM-world: Per le interviste di FM-world abbiamo oggi con noi Barbara Marchand. Buongiorno, Barbara.

B.M.: Oh, buongiorno! Ma hai una voce canterina, amico mio!

FM-world: È perché faccio per hobby una specie di notiziario, una radio che abbiamo fatto insieme a Marco Casa di Milano, qui per Nizza. Quindi ho un po’ l’abitudine, forse, di impostarla un pochino. Allora senti, iniziamo tra poco con le domande vere, ma prima mi hai promesso una cosa: una registrazione originale dal tuo archivio di nastri degli anni ’60: il saluto all’inizio di una tua trasmissione. Possiamo sentirlo?

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Trascrizione

«Buongiorno a tutti! Allora, come va questa mattina? Voi siete all’ascolto di Radio Monte Carlo, io sono Barbara di Radio Monte Carlo e vi auguro una giornata straordinaria! Ma dobbiamo partire subito con la musica, perché è inutile che parli io! Ok, andiamo!» (Subito dopo parte Gianni Morandi.)

Lo stile dell’epoca

B.M.: Questo era lo stile mio dell’epoca, pensa sessant’anni fa.

FM-world: E quanti anni avevi, in effetti?

B.M.: Avevo vent’anni nel 1966, quindi fate il conto. Oggi siamo nel 2026!

FM-world: Allora, partiamo da quegli anni, da un periodo che veramente pochi ricordano, purtroppo. La Radio Monte Carlo dei 205 metri, pari a 1466 kHz, nata da una costola di quella francese. Da quello che mi risulta, me l’ha detto un italo-francese, più francese che italiano, Christian Ghibaudo che abita qui a Nizza ed è appassionato di radio, è nata da una costola del trasmettitore di RMC francese, che era diventato inutile quando loro sono passati dalle onde medie alle onde lunghe. Non sapendo cosa farci, hanno detto: «Vabbè, facciamoci un programma italiano». Non so se ti risulta vera questa cosa.

B.M.: Risulta vera fino a un certo punto, perché comunque quelle onde medie e onde corte erano comunque utilizzate per toccare le coste africane, Algeria, Marocco, Tunisia, in lingua francese. Però non davano benefici (francesismo: vuol dire utili N.d.R.) , cioè nessuno pagava. Erano delle trasmissioni che facevano gentilmente da Monaco su quelle onde lì.

La Trasmissione Italo-Francese… Franco-Italiana

Dopodiché, quando hanno capito che appunto non c’erano benefici, arrivò il buon Noël Coutisson, che già lavorava a Radio Monte Carlo, ma nella sede di Parigi, e decise, dopo credo un grande studio, perché non nasce così, non può nascere così un’idea così geniale, di toccare le coste italiane. Perché toccando le coste africane toccavi per forza le coste italiane. Su queste frequenze (link)

E quindi Noël decise di fare una trasmissione italo-francese, perché inizialmente era in italiano e in francese, anzi, meglio, in francese e in italiano, per non mettere a disagio l’ascoltatore affezionato che ascoltava già in francese.

FM-world: Tu c’eri fin dal primo giorno?

B.M.: Io no, no, no. Dal primo giorno c’è stata la mia professoressa di italiano dell’Università di Nizza. Perché? Perché Noël Coutisson non conosceva persone che parlassero le due lingue.

Che cosa fa? Va al Consolato d’Italia e dice: «Avete qualcuno che parli francese e italiano nello stesso momento?». E gli dissero: «Guardi, le uniche persone che possono parlare le due lingue sono i professori di italiano in Francia, cioè a Nizza».

Quindi passarono attraverso l’ambasciata e il consolato. Il consolato indicò la mia professoressa di italiano, perché io studiavo Lettere italiane all’Università di Nizza.

Me la ritrovai un giorno a lezione e l’avevo già sentita io sulla radio. Le ho detto: «Signora, ma è lei che parla alla radio?». «No, no, no, per carità, non sono io!». Invece era lei, era proprio lei.

Si faceva chiamare Simonetta all’epoca, ma non si chiamava Simonetta. Adesso non ricordo bene come si chiamasse. Di cognome si chiamava Bassani, era la moglie del signor Bassani. Poi, per caso, io sono entrata a Radio Monte Carlo. Non è che c’è stato un bando oppure… Io ho incontrato invece la mia professoressa di italiano del liceo di Monaco, che abitava a due isolati da casa mia.

La incontrai per strada e mi disse: «Ma senti un po’, tu che parli italiano…», perché sapeva che andavo in vacanza a Limone Piemonte, quindi parlavo già un po’ italiano, non bene come adesso, «ma tu che parli così bene italiano e francese, perché non vai a fare una prova a Radio Monte Carlo?».

Io le dissi: «Ma signora mia, io non conosco manco un microfono, non so neanche che cos’è!».

«Ma no, dai, provaci! Che cosa fai adesso?».

Dico: «Sto studiando Lettere italiane».

«Ecco, appunto! Vai a Radio Monte Carlo, ti dico da chi devi andare».

E mi diede il numero della segretaria di Noël Coutisson, che mi diede a sua volta un appuntamento per fare un provino, che fu disastroso. E poi sono entrata. Tutto qua, molto semplice.

 

Crescere con gli ascoltatori

FM-world: Tutta la tua vita, alla fine, è stata determinata da questo.

B.M.: Ma io sono cresciuta con i miei ascoltatori, perché io ero nessuno. Cioè, il primo giorno non me ne sono accorta, ma il secondo giorno, quando ho cominciato a pensare che qualcuno forse mi ascoltava, sono andata giù con delle cose oscene! Non mi rendevo conto, non mi rendevo proprio conto.

E poi piano piano, col tempo, sono cresciuta, mi sono impegnata. Mi piaceva molto, tra le altre cose, soprattutto. E quindi tu sai che quando ti piace una cosa la fai ancora più volentieri.

FM-world: Certo, certo. Diventa un mestiere, immagino, molto bello. Senti, immagino  che quando è partita Radio Monte Carlo non ci fossero campagne pubblicitarie o altro per annunciarla. Quindi mi sono sempre domandato, ma come sono arrivati poi i primi ascoltatori. Perché bisognava che uno girasse la manopola lì, abbastanza in alto (1467 kHz). La RAI restava più in basso come frequenze, quindi neanche era tanto probabile che uno ci andasse. Forse chi cercava Vaticana (1530 kHz), forse passaparola, non so.

B.M.: Sì, io me lo chiedo anch’io. Credo che sia per puro caso che uno girasse e sentisse una voce diversa o una musica diversa. Perché non c’era censura su Radio Monte Carlo, quindi passavano anche dei brani che in RAI erano censurati, per esempio.

Quindi penso che sia stato più un colpo di fortuna, una coincidenza, chiamala come ti pare, anche se le coincidenze non esistono (frase da approfondire sul canale YouTube di Barbara, N.d.R.).

E poi piano piano si sono addirittura organizzati gli ascoltatori, visto che si prendeva bene sulla fascia litoranea dell’Italia, non all’interno ma proprio sulle spiagge. Era d’estate, perché io sono entrata a fine giugno. Si organizzarono con le radioline sulla spiaggia, dalle macchine. Guarda, sembra un film, ma è così!

FM-world: Dunque, la trasmissione si chiamava Italo-francese. Ogni tanto Awanagana piazzava dentro al discorso italiano delle frasi intere in francese. Era un’indicazione, era una necessità o era un vezzo?

B.M.: Allora, credo che quello di Awanagana fosse un vezzo. Chiedete a lui conferma, perché già Awanagana venne quando le trasmissioni erano totalmente in italiano.

Detto fatto: ecco la risposta di Awa:

Le trasmissioni italo-francesi sono nate con la mia professoressa e con me, praticamente, perché eravamo obbligati a non disabituare l’ascoltatore che ascoltava le trasmissioni in lingua francese precedenti, per non vessarlo, per abituarlo poi alla lingua italiana.

Ma Awanagana venne molto dopo di me, parecchio, molto dopo di me. Quindi penso che sia un vezzo. Chiedetelo magari.



Gigi Salvadori, sotto a sinistra Sandra, Marika, Coutisson, Barbara Marchand, dietro a Coutisson GP Casini

Noel, un genio

FM-world: Dunque è stato un passaggio morbido tra quella francese e quella italiana, senza una specie di discontinuità (il famoso giorno dell’esordio delle trasmissioni, 6 marzo 1966).

B.M.: No, no, no, è stata una cosa molto dolce, molto. Ma guarda, Coutisson era un mago, è inutile che ci giriamo intorno. Coutisson è stato un mago della radio.

Io non me ne rendevo conto perché non sapevo niente di radio, assolutamente niente. Ma quando lui mi punì perché misi una sigla, allora lì ho capito. Ho detto: «Allora ascoltalo, che forse è meglio!».

Era una persona straordinaria, che non esiste più adesso nelle radio commerciali, chiamiamole così, le radio del web. Non esiste più una persona come Coutisson, non esiste, secondo me. Scusate se lo dico, è così.

FM-world: Hai detto che hai messo una sigla. Cosa intendevi dire?

B.M.: Allora sì, questa è una cosa che racconto sempre molto volentieri.

Noi eravamo intanto Barbara di Radio Monte Carlo, Roberto di Radio Monte Carlo, Liliana di Radio Monte Carlo, Ettore di Radio Monte Carlo. Non avevamo cognome, non dovevamo usare il nostro cognome. Perché? Perché Coutisson aveva deciso così. Aveva deciso bene, secondo me.

E avevamo degli orari sempre variati e variabili. Cioè io potevo fare il lunedì la mattina alle otto, il martedì alle dodici, il mercoledì alle quattordici. Quindi non eravamo sempre presenti alla stessa ora.

Stranamente, una settimana sono rimasta alla solita ora, alle 17, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì alle 17.

Dico: «Ma lo sai che ti dico? Mi metto una sigla, così la gente sa che ci sono io alle 17 e mi ascolta. Chi mi vuole ascoltare volentieri sa che ci sono a quell’ora».

Non l’avessi mai fatto!

Il primo giorno nessuno se ne accorse. Il secondo giorno si aprì la porta dietro di me, perché avevo la porta dietro, quindi non vedevo chi entrava. Era una porta tipo, come si chiama, tipo sottomarino, sai, queste porte enormi.

Entrò Coutisson e mi disse: «Signorina, lei ha messo esattamente la stessa musica di ieri alla stessa ora. E no, così non va bene!».

E gli ho detto: «Scusi, ma io sono di servizio», perché si dice così in Francia, «sono di servizio tutte le sere alle 17, mi sembrava carino mettermi una sigla».

Non l’avessi mai detto! Mi ha cacciata e mi ha lasciata a casa sei mesi senza stipendio. Ecco chi era Coutisson!

FM-world: Cattivissimo, oltretutto! Sei mesi?

B.M.: No, no, cattivissimo! Dovevo imparare, dovevo sottostare alle leggi di Radio Monte Carlo. Io ero già una ribelle, si vede, non lo so.

Sound Designer: la moglie di Coutisson

FM-world: Parliamo della musica, allora. Nel tuo programma potevi scegliere oppure dire la tua sulla musica? O c’erano già quelli che oggi chiamano i sound designer? In ogni modo, che cos’è che passava di musica in quel periodo?

B.M.: Noi sound designer non ne avevamo. Avevamo uno che stilava la scaletta e basta, che tra le altre cose era la moglie di Coutisson.

Passavano i successi del momento, da Al Bano a Elton John, insomma. No, avevamo quello che faceva la scaletta e noi dovevamo seguire la scaletta. Poi avevamo un régisseur. Il régisseur è quello che sta in regia e annota tutti i passaggi delle pubblicità, degli stacchi, eccetera.

E il régisseur ci diceva: «Finite a quest’ora, togliamo questo pezzo, ne mettiamo un altro». E basta. Era una cosa molto semplice, sai, molto casalinga.

Prossimamente

Nel prossimo articolo: la carriera di Barbara dalla RAI in poi, fino ad arrivare ai giorni nostri e alla presenza su YouTube e su alcune Web Radio (M.H.B. per FM-world)

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Max Parisi, nuove cure dagli Stati Uniti: una raccolta fondi per il conduttore radiofonico

Una lunga carriera nel mondo della radio, iniziata nelle “locali” del Piemonte, per poi svilupparsi – per oltre vent’anni – nel gruppo RTL 102.5 e successivamente proseguita, dal 2021, a Radio Monte Carlo.

Max Parisi è un conduttore radiofonico di lunga esperienza. Ora la sua vita professionale e personale è resa difficile da una battaglia contro un tumore al pancreas, diagnosticato nel maggio 2024.

A raccontare la situazione è la moglie Louise, attraverso una raccolta fondi pubblicata su GoFundMe (link: https://gofund.me/61f12e3d6) con l’obiettivo di consentire a Max di accedere a una nuova terapia negli Stati Uniti.

Dopo la diagnosi, Parisi ha affrontato un percorso di chemioterapia, intervento chirurgico e radioterapia. In un primo momento sembrava che le cure avessero dato esito positivo. Successivamente, però, un controllo di routine ha evidenziato la diffusione della malattia al fegato, rendendo necessario un nuovo ciclo di trattamenti.

Max ha continuato a lavorare anche durante questa fase, affrontando gli effetti collaterali delle terapie e cercando di mantenere il più possibile la propria quotidianità. A luglio, tuttavia, i medici hanno comunicato alla famiglia che le terapie in corso non stavano più funzionando e che non erano disponibili ulteriori opzioni terapeutiche standard.

È iniziata così una ricerca internazionale di possibili alternative. Il fratello Alessandro si è occupato delle possibilità in Italia, mentre Louise ha concentrato le ricerche negli Stati Uniti. Tra le opzioni individuate c’era daraxonrasib, trattamento successivamente denominato Rasonque, approvato dalla FDA statunitense il 26 agosto per specifici pazienti adulti con tumore pancreatico metastatico già sottoposti a precedenti trattamenti.

La famiglia ha quindi contattato diversi centri oncologici americani, fino ad arrivare alla Mayo Clinic in Arizona. Dopo la valutazione, i medici hanno stabilito che Max può iniziare il trattamento con Rasonque. Una possibilità concreta, dunque, anche se senza garanzie sull’efficacia della terapia o sulla risposta individuale del paziente.

Il problema, a questo punto, è soprattutto economico. La famiglia vive in Italia e non dispone di un’assicurazione sanitaria americana. Secondo quanto riportato nella raccolta fondi, il costo comunicato per una fornitura di Rasonque della durata di 30 giorni è di 42.082,80 dollari, ai quali si aggiungono le spese per visite, esami, viaggi, alloggio, trasporti e gestione della documentazione sanitaria.

Per questo è stata avviata la raccolta “Una nuova cura, una nuova possibilità per Max”, che punta a raccogliere 110 mila dollari. I fondi, spiegano i promotori, saranno destinati alle spese direttamente collegate al percorso terapeutico, sia negli Stati Uniti sia in Italia, mentre la famiglia sta contemporaneamente verificando la possibilità di ottenere rimborsi attraverso il sistema sanitario italiano e di poter proseguire eventualmente la terapia dall’Italia.

La vicenda arriva in un momento particolarmente significativo anche dal punto di vista professionale. Questo settembre avrebbe dovuto segnare per Max Parisi il 35° anno di attività in radio. Dopo la consueta pausa estiva, il conduttore avrebbe dovuto tornare al microfono, ma questa volta la malattia gli ha impedito di riprendere il lavoro.

Nel messaggio pubblicato dalla famiglia, la richiesta di sostegno non viene presentata come la promessa di una guarigione, ma come la possibilità di accedere a una terapia e, soprattutto, di guadagnare tempo. Tempo da trascorrere con la moglie, le due figlie, il fratello, gli amici e la famiglia, continuando a vivere quella quotidianità fatta anche di radio, viaggi, passioni e momenti condivisi.

La raccolta punta a sostenere il percorso di Max nella speranza che la nuova terapia possa rappresentare un’ulteriore possibilità nella sua battaglia contro la malattia. Ed anche FM-world sostiene questo percorso.

Il link per donare è https://gofund.me/61f12e3d6.

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Radio Monte Carlo è la radio ufficiale della Milano Beauty Week 2026

Radio Monte Carlo sarà la radio ufficiale della Milano Beauty Week 2026, in programma nel capoluogo lombardo dal 16 al 20 settembre.

L’emittente seguirà la manifestazione direttamente dal Beauty Cube allestito davanti a Palazzo Giureconsulti, raccontando in diretta i principali appuntamenti della settimana dedicata alla bellezza, al benessere e all’innovazione.

Il team di speaker di Radio Monte Carlo incontrerà il pubblico e gli ascoltatori, dando spazio a dibattiti, interviste e testimonianze con esponenti del mondo del beauty e rappresentanti delle aziende del settore. Una presenza sul territorio che accompagnerà l’evento attraverso una programmazione dedicata e numerosi momenti di interazione con il pubblico.

Le dirette prenderanno il via mercoledì 16 settembre, dalle 10.00 alle 13.00 con Due come noi insieme a Rosaria Renna, seguito dalle 16.00 alle 18.00 da C’est la vie con Chiara Lorenzutti. Lo stesso schema sarà riproposto giovedì 17 settembre.

Venerdì 18 settembre sarà una giornata particolarmente ricca di appuntamenti: si parte alle 10.00 con Due come noi con Rosaria Renna, mentre dalle 13.30 alle 15.30 sarà la volta di Laura Ghislandi. Dalle 16.00 alle 18.00 tornerà C’est la vie con Chiara Lorenzutti, seguito dalle 18.00 alle 20.00 dalla diretta con Monica Sala.

Sabato 19 settembre, infine, spazio a Erina Martelli, dalle 10.00 alle 13.00, e a Silvia Notargiacomo, dalle 16.00 alle 19.00.

Giunta alla quinta edizione, la manifestazione prevede numerosi appuntamenti, in costante aggiornamento e consultabili attraverso il sito della manifestazione e la nuova app di Milano Beauty Week.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “l’essenzialità”, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul significato più autentico del cosmetico. Non soltanto estetica, quindi, ma soprattutto cura della persona, igiene, prevenzione, protezione della pelle, benessere e qualità della vita.

La Milano Beauty Week conferma così la propria evoluzione da manifestazione rivolta principalmente al pubblico a piattaforma culturale dedicata a uno dei comparti più dinamici del Made in Italy. Un settore che, oltre alla dimensione industriale, comprende ricerca, innovazione, sostenibilità, manifattura e occupazione.

In questo contesto, Radio Monte Carlo accompagnerà la quinta edizione della Milano Beauty Week con una presenza editoriale e sul territorio, portando la manifestazione direttamente all’interno della propria programmazione e creando un ulteriore punto di contatto tra il mondo della radio, gli operatori del settore e il pubblico.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Più informazione nel primo mattino di Radio Monte Carlo: arriva “Breaking News”

Nuova fascia informativa nel primo mattino di Radio Monte Carlo.

Dal 1° settembre l’emittente propone “Breaking News”, nuovo appuntamento in onda dal lunedì al venerdì dalle 5 alle 7, con la conduzione di Laura Ghislandi e la collaborazione della redazione di TgCom24.

Il programma accompagnerà l’avvio della giornata con due ore di informazione e musica, proponendo i principali fatti dell’ultima ora, gli aggiornamenti di attualità e le prime pagine dei quotidiani.

Spazio anche alle previsioni meteorologiche e alle informazioni sul traffico, con gli aggiornamenti di Autotraffic, per offrire agli ascoltatori un quadro completo delle notizie e della situazione della viabilità all’inizio della giornata.

“Breaking News” si inserisce così nella programmazione mattutina di Radio Monte Carlo, con un format che punta a unire informazione, aggiornamenti in tempo reale e musica, accompagnando la fascia compresa tra le 5 e le 7.

L’appuntamento con Laura Ghislandi e la redazione di TgCom24 partirà martedì 1° settembre.

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Jazz

Da Perugia a Modena, l’estate del jazz continua con Radio Monte Carlo

Si chiude oggi, domenica 12 luglio, l’edizione 2026 di Umbria Jazz, dieci giorni che hanno trasformato ancora una volta Perugia nella capitale internazionale del jazz, con concerti, incontri e una programmazione radiofonica speciale firmata Radio Monte Carlo, emittente ufficiale della manifestazione.

Ma per gli appassionati non c’è tempo di abbassare il sipario. Da domani, lunedì 13 luglio, l’emittente si sposterà in Emilia, dove prenderà il via Jazz Open Modena, inaugurando una nuova settimana di dirette, interviste e racconti dal cuore di uno dei principali eventi jazzistici dell’estate italiana.

Radio Monte Carlo conferma così il proprio legame con il mondo del jazz, accompagnando il pubblico da una delle manifestazioni più prestigiose d’Europa a un festival che negli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama nazionale. Dopo aver raccontato l’atmosfera di Umbria Jazz con oltre cento ore di programmazione speciale, l’emittente continuerà a vivere la musica dal vivo direttamente sul territorio.

A Modena, la postazione di Radio Monte Carlo sarà allestita nei pressi di Piazza Roma, da dove andranno in onda collegamenti quotidiani, interviste agli artisti, incontri con il pubblico e approfondimenti dedicati al festival. In programma anche la conduzione dal palco dei concerti e una copertura che accompagnerà l’intera manifestazione fino al 18 luglio.

L’estate del jazz prosegue quindi senza soluzione di continuità, con Radio Monte Carlo pronta a fare da colonna sonora e filo conduttore tra due eventi che, pur con identità diverse, condividono la passione per la grande musica dal vivo e la valorizzazione dei rispettivi territori.

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Umbria Jazz: Radio Monte Carlo in diretta da Perugia con una programmazione speciale

Perugia si prepara ad accogliere Umbria Jazz dal 3 al 12 luglio con undici giorni di concerti, oltre 275 eventi, circa 400 ore di musica e un cartellone che riunisce grandi protagonisti italiani e internazionali.

A raccontare il festival in tempo reale sarà Radio Monte Carlo, confermata radio ufficiale della manifestazione.

La storica postazione di Radio Monte Carlo in Corso Vannucci tornerà a essere il punto di riferimento per artisti, pubblico e ascoltatori. Da qui andranno in onda programmi in diretta, interviste ai protagonisti del festival, incontri con musicisti affermati e talenti emergenti, oltre a collegamenti e racconti dell’atmosfera che anima Perugia durante la manifestazione.

Dal 3 al 12 luglio la radio seguirà l’intera manifestazione con una programmazione dedicata.

Dal lunedì al venerdì

  • 10.00-14.00: Due come noi con Rosaria Renna e Filippo Firli
  • 14.00-17.00: Happy Together con Isabella Eleodori e Chiara Lorenzutti
  • 17.00-20.00: Take It Easy con Tamara Donà e Giancarlo Cattaneo
  • 22.00 in poi: Monte Carlo Nights con Nick The Nightfly

Nei weekend cambiano alcuni appuntamenti del pomeriggio:

  • Happy Together va in onda dalle 13.00 con Isabella Eleodori affiancata da Laura Ghislandi (4-5 luglio) e Silvia Notargiacomo (11-12 luglio).
  • Dalle 16.00 spazio a C’est la vie con Chiara Lorenzutti.
  • Dalle 19.00 torna Take It Easy, mentre dalle 22.00 protagonista è ancora Nick The Nightfly con Monte Carlo Nights, che accompagnerà il pubblico fino a tarda notte.

Nel corso della giornata la programmazione sarà arricchita da interviste ai protagonisti del festival, racconti dal centro storico e collegamenti dall’Arena Santa Giuliana per presentare i concerti in programma. La sera, la postazione di Corso Vannucci tornerà a ospitare Monte Carlo Nights, con musica dal vivo e ospiti fino a notte fonda.

L’edizione 2026 celebra anche i cento anni dalla nascita di Miles Davis e John Coltrane, oltre a ricordare Dario Fo, autore del manifesto ufficiale. Sul palco dell’Arena Santa Giuliana saliranno, tra gli altri, Sting, Jon Batiste, Charles Lloyd, Laurie Anderson, Snarky Puppy, Stefano Bollani, Gilberto Gil, Zucchero ed Elvis Costello, mentre il centro storico di Perugia ospiterà decine di concerti gratuiti, eventi dedicati ai giovani, alle famiglie e alle celebri Clinics della Berklee School of Music.

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Jazz

Perugia e Modena: Radio Monte Carlo raddoppia l’estate del jazz

L’estate 2026 segna un importante rafforzamento del legame tra Radio Monte Carlo e la grande musica dal vivo.

Dopo aver confermato il proprio ruolo di radio ufficiale di Umbria Jazz, in programma a Perugia dal 3 al 12 luglio, l’emittente sarà protagonista anche del debutto italiano di Jazz Open, il prestigioso festival internazionale che arriverà a Modena dal 13 al 18 luglio.

Si tratta di una novità significativa per Radio Monte Carlo, che consolida così la propria presenza accanto ad alcuni dei più importanti eventi dedicati al jazz e alla musica internazionale, seguendo due manifestazioni consecutive che porteranno in Italia alcuni tra i più grandi artisti della scena mondiale.

Per la sua prima edizione italiana, Jazz Open propone una line-up di assoluto prestigio. L’apertura, il 13 luglio, vedrà protagonisti Gregory Porter e Diana Krall, seguiti il giorno successivo da Moby. Il 15 luglio sarà la volta di Parov Stelar e Meute, mentre il 16 luglio saliranno sul palco Jamie Cullum e Joss Stone. Il 17 luglio toccherà a Luca Carboni, prima della chiusura del 18 luglio affidata al pioniere della musica elettronica Jean-Michel Jarre.

Accanto ai grandi concerti in Piazza Roma, il festival proporrà anche una ricca programmazione al Baluardo, dedicata al jazz nelle sue diverse sfumature, con artisti come Emma Smith, Francesca Tandoi, Andrea Sabatino, Mammal Hands, Aaron Parks e Hervé Samb & Band, mentre il Giardino Ducale Estense ospiterà gli Open Stages dedicati ai giovani musicisti e ai talenti emergenti.

Per l’occasione Radio Monte Carlo allestirà una propria postazione nei pressi di Piazza Roma, dalla quale racconterà quotidianamente la manifestazione con collegamenti, interviste agli artisti, agli organizzatori e al pubblico.

Gli appuntamenti in diretta sono previsti da lunedì 13 a venerdì 17 luglio, dalle 14 alle 16 e dalle 17.25 alle 17.40, mentre sabato 18 luglio la programmazione speciale andrà in onda dalle 16 alle 19, con la co-conduzione di Silvia Notargiacomo. A presentare i concerti dal palco e a realizzare le interviste agli artisti sarà Claudio Di Leo.

Nato a Stoccarda e diretto artisticamente da Jürgen Schlensog, Jazz Open è considerato da oltre trent’anni uno dei principali festival europei dedicati alla grande musica internazionale. La sua formula “Jazz & Beyond” supera i confini del jazz tradizionale, accogliendo contaminazioni con pop, soul, rock ed elettronica, caratteristica che ne ha decretato il successo internazionale e che accompagnerà anche la prima edizione modenese.

Con la doppia presenza a Umbria Jazz e Jazz Open Modena, Radio Monte Carlo conferma la propria vocazione musicale e rafforza il posizionamento come emittente di riferimento per il pubblico amante del jazz e della musica di qualità, accompagnando gli ascoltatori lungo due settimane che si preannunciano tra le più importanti dell’estate musicale italiana.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

Umbria Jazz

Umbria Jazz 2026, Radio Monte Carlo si conferma radio ufficiale della manifestazione

Sarà Radio Monte Carlo la radio ufficiale di Umbria Jazz 2026, il celebre appuntamento musicale che dal 3 al 12 luglio trasformerà Perugia in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato da artisti di fama internazionale e nuove promesse del jazz.

Per tutta la durata del festival, l’emittente trasmetterà in diretta dal centro della città, accompagnando ascoltatori e pubblico con una copertura quotidiana e continuativa. La presenza di Radio Monte Carlo a Umbria Jazz si conferma così un punto di riferimento consolidato, capace di unire artisti, addetti ai lavori e appassionati in un racconto condiviso dell’evento.

Dalla postazione allestita nel cuore di Perugia, si alterneranno interviste a grandi nomi della musica, talenti emergenti e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di restituire in tempo reale l’atmosfera del festival. Non solo dirette radiofoniche: lo spazio sarà organizzato con uno studio operativo, un’area lounge, una zona interviste e un’area live pensata per ospitare esibizioni dal vivo.

Il successo dell’iniziativa si basa anche sulle esperienze delle passate edizioni: nel 2025, la postazione di Corso Vannucci ha accolto artisti e ospiti come Samara Joy, Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Renzo Arbore e lo scrittore Paolo Giordano, insieme a numerosi protagonisti della scena culturale e istituzionale.

Anche per il 2026 è prevista una programmazione speciale in diretta, con appuntamenti fissi durante tutta la giornata: si parte alle 10.00 con “Due come noi” condotto da Rosaria Renna e Filippo Firli, si prosegue alle 14.00 con “Happy Together” insieme a Isabella Eleodori e Chiara Lorenzutti, alle 17.00 con “Take it easy” con Tamara Donà e Giancarlo Cattaneo, fino alle 22.00 con “Monte Carlo Nights” di Nick the Nightfly, che accompagnerà il pubblico con musica live fino a notte inoltrata.

A sostenere la collaborazione, una campagna di comunicazione articolata su più piattaforme — dalla televisione alla stampa, fino al digital e ai social — e una serie di iniziative editoriali pensate per avvicinare il pubblico al festival, offrendo agli ascoltatori la possibilità di partecipare ai concerti in programma. Un racconto corale che conferma il legame sempre più stretto tra radio e grande musica dal vivo.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Radio Monte Carlo: più informazione e attualità in “Caffellatte con te”

A partire da lunedì 23 marzo, Radio Monte Carlo amplia la propria offerta editoriale del mattino con un’importante novità: uno spazio quotidiano dedicato all’informazione realizzato in collaborazione con Tgcom24.

La novità si inserisce all’interno di “Caffellatte con te”, il programma in onda dal lunedì al venerdì dalle 5.00 alle 7.00, già punto di riferimento per gli ascoltatori nelle prime ore della giornata. Come raccontato anche nell’approfondimento pubblicato sul sito ufficiale dell’emittente, il format evolve ulteriormente, arricchendosi di contenuti giornalistici senza rinunciare al suo stile leggero e musicale.

Protagonisti restano i conduttori Laura Ghislandi e Max Parisi, che nella seconda ora del programma affiancheranno i giornalisti della redazione radio di Tgcom24, coordinata da Aldo Preda. In questo spazio troveranno posto analisi e commenti sui principali fatti di attualità, con uno sguardo alle prime pagine dei quotidiani italiani e internazionali.

A intervenire saranno, a rotazione, firme della redazione come Federica De Boni, Virginia Giacomin, Giancarlo Bastianelli, Gerry Romano, Mattia Venini e Umberto Cascone. Il loro contributo arricchirà il racconto delle notizie dell’ultima ora e offrirà anticipazioni sugli eventi della giornata, mantenendo aggiornati gli ascoltatori anche su meteo e traffico.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: coniugare intrattenimento e informazione, offrendo un risveglio completo. La musica, da sempre tratto distintivo di Radio Monte Carlo, continuerà a fare da filo conduttore, ma si integrerà con contenuti di servizio e approfondimento, pensati per accompagnare il pubblico verso la giornata con maggiore consapevolezza.

Un’evoluzione naturale per il programma del mattino, che si conferma così sempre più ricco e in linea con le esigenze di un pubblico attento non solo all’intrattenimento, ma anche alla qualità dell’informazione.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Una giornata di festa per celebrare i sessant’anni di Radio Monte Carlo

Il 6 marzo 2026 è una giornata decisamente speciale: Radio Monte Carlo compie sessanta indimenticabili anni.

Sessant’anni di una storia fatta di successi, primati e sfide vinte: un traguardo importante per un’emittente che ha saputo attraversare epoche diverse della radio e della musica, rimanendo sempre riconoscibile e attuale. Una radio capace di raccontare mode e cambiamenti senza perdere la propria identità, quella della “musica di gran classe”.

Per celebrare questo anniversario, Radio Monte Carlo ha preparato una programmazione speciale che ripercorre il suo passato e il suo presente. Durante la giornata si alterneranno voci storiche e speaker di oggi, mentre amici e protagonisti dell’emittente porteranno i loro auguri. Tra questi ci saranno nomi molto legati alla storia della radio come Luisella Berrino, Awanagana, Max Venegoni, Patty Farchetto, Debora Villa, Paolo Dini e Lester.

La giornata sarà arricchita da jingle storici, sigle dei programmi e interviste tratte dagli archivi della radio, oltre a numerose sorprese pensate per gli ascoltatori che da decenni seguono l’emittente.


Le origini: dal Principato di Monaco all’Italia

La storia di Radio Monte Carlo comincia ufficialmente il 6 marzo 1966, quando prende il via la programmazione in lingua italiana dell’emittente che trasmette dal Principato di Monaco. Il progetto è diretto dal giornalista francese Noël Coutisson.

Le prime trasmissioni in italiano iniziano alle 14.00 e vengono diffuse sulle onde medie sui “1466 chilocicli”. Il segnale raggiunge soprattutto la costa tirrenica italiana e parte della Francia meridionale.

In quegli anni la radio italiana è dominata dal monopolio della Rai, ma trasmettendo dall’estero Radio Monte Carlo riesce a proporre un linguaggio radiofonico più moderno e una musica più internazionale. Questo la rende rapidamente popolare tra gli ascoltatori italiani e la trasforma in una sorta di precursore delle future radio libere.


La radio che scopre la musica

Uno degli elementi che hanno sempre caratterizzato Radio Monte Carlo è l’attenzione alla ricerca musicale. La radio ha spesso anticipato le tendenze, proponendo artisti internazionali prima che diventassero popolari nel nostro Paese.

Tra i nomi che hanno trovato spazio nelle sue playlist e che sono stati valorizzati anche grazie alla programmazione dell’emittente figurano artisti come Lana Del Rey, Mario Biondi, Michael Bublé e la compianta Amy Winehouse.

Questo approccio editoriale ha contribuito a costruire l’identità di Radio Monte Carlo: una radio che fa sognare, emozionare e ricordare, ma che allo stesso tempo propone anche successi attuali e produzioni meno inflazionate.


Le voci che hanno fatto la storia

Nel corso dei decenni l’emittente è diventata una vera e propria scuola di radiofonia, lanciando alcune delle voci più amate dal pubblico.

Tra i protagonisti che hanno contribuito alla sua storia si ricordano:

  • Awanagana

  • Federico l’Olandese Volante

  • Herbert Pagani

  • Ettore Andenna

  • Barbara Marchand
  • Luisella Berrino

  • Roberto “Robertino” Arnaldi

Con il loro stile hanno contribuito a definire un modo di fare radio più diretto e moderno, che ha influenzato molte emittenti nate negli anni successivi.


Una festa speciale per i 60 anni

Il compleanno di Radio Monte Carlo non si celebra solo in onda. La sera del 6 marzo l’emittente festeggia a Milano nello storico jazz club Blue Note di Milano con un evento esclusivo.

Tra gli ospiti della serata ci saranno artisti di primo piano come Mario Biondi e la celebre band britannica Incognito, che si uniranno a Nick the Nightfly per una jam session irripetibile.

All’evento prenderanno parte anche 60 fortunati ascoltatori, selezionati attraverso un contest radiofonico, che avranno l’opportunità di vivere una serata unica insieme agli artisti e ai protagonisti dell’emittente.


Una radio che attraversa le epoche

Dalle onde medie degli anni ’60 alla diffusione in FM, fino alla multimedialità di oggi, Radio Monte Carlo ha attraversato sessant’anni di trasformazioni tecnologiche e culturali.

Oggi l’emittente – dopo un lungo periodo in casa Finelco con l’editore Alberto Hazan – fa parte del gruppo RadioMediaset e continua a distinguersi per una proposta musicale raffinata e per una conduzione elegante e riconoscibile.

Sessant’anni dopo quella prima trasmissione del 1966, Radio Monte Carlo continua a fare ciò che ha sempre fatto meglio: raccontare la musica con stile e accompagnare gli ascoltatori con una colonna sonora senza tempo.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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Sessant’anni di RMC: Christian Ghibaudo e Ettore Andenna raccontano le Onde Medie e le altre radio del gruppo

RMC iniziò a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone: fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese, che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

Alcuni anni fa intervistammo per Newslinet Christian Ghibaudo, noto amatore della radio e memoria storica di tutte le RMC e Ettore Andenna, uno dei primissimi conduttori. Nel giorno in cui Radio Monte Carlo Italia compie sessant’anni abbiamo pensato di celebrarla ricordando alcune delle loro parole.

Dalle OL alle OM

RMC iniziò dunque a trasmettere in francese su onde lunghe nel 1965 su 216 kHz dal Col de la Madone con una potenza di 1200 kW, con zona d’ascolto alla metà meridionale della Francia. E fu proprio questo passaggio, dalle OM alle OL del programma francese che permise la nascita della Radio Monte Carlo italiana.

È quindi liberata la frequenza in onde medie dei 205 metri. 

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Il trasmettitore Roumoules

Con l’avvio delle onde lunghe, RMC inizia una programmazione molto popolare, con numerosi nuovi animatori e giornalisti. Programmazione che dura fino all’inizio degli anni ’90. Ovviamente molto orientata al pubblico del sud della Francia; un po’ come faceva RMC Italia. Fu solo dal 1974, quando entrò in servizio il trasmettitore Roumoules (con copertura pari ai tre quarti del territorio francese), che la programmazione cambiò per diventare più nazionale. In concorrenza con RTL ed Europe 1.

L’intervista – Apre la RMC italiana

Nel 1966 nasce la RMC italiana. L’iniziativa è resa possibile dal fatto che il trasmettitore storico di RMC diviene ridondante, come abbiamo visto. Le antenne di trasmissione sono le stesse della RMC francese o sono orientate diversamente?

(Christian Ghibaudo) – Quando RMC ha lanciato l’onda media 205 metri per il servizio italiano, le antenne sono state rivolte verso il nord-est dell’Italia. Inoltre in quel periodo sulle onde corte le trasmissioni della RMC francese sono state sostituite dalla Trasmissioni italo-francese di Noël Coutisson.

Programmazione non ingessata

RMC Italia ha contribuito al rinnovamento della nostra società, proponendo una programmazione non ingessata ed anche brani musicali censurati sul territorio nazionale. Possiamo affermare che la versione francese ha avuto un ruolo analogo per la Francia? Noel Coutisson si occupava anche della rete francese o solo di quella italiana?

(C.B.) – No, Radio Monte Carlo non ha avuto lo stesso impatto in Francia. E questo perché all’epoca c’erano altre tre emittenti private nazionali (le famose radio périphériques: Europe 1, Sud Radio e RTL). Fino al 1982 c’è stato un buon equilibrio tra France Inter (con programmi di qualità finanziati dallo Stato) e le quattro radio private, che guadagnavano molto con la pubblicità. È stato solo con l’arrivo delle stazioni radio FM private che l’ascolto delle stazioni périphériques ha iniziato a diminuire. Quando è nata RMC Italia, Noël Coutisson non era più in onda in Francia.

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Programma Francese a 205 metri

Al termine dei programmi della RMC italiana sui 205 metri (alle 19.30) il canale diffondeva una programmazione francese: il Programma Francese a 205 metri. Era una versione iniziale di RMC Cote d’Azur?

(C.B.) – Il programma della sera sui 205 metri/1466 kHz era molto popolare e trasmesso anche in onde corte. Ma la sua programmazione non era destinata a un pubblico popolare. C’erano notizie dal panorama culturale della Riviera (francese e italiana), ma anche informazioni politiche (anche dal mondo arabo). Inoltre, nei fine settimana era trasmesso un incontro “Jet Set” con Dieter Friedrich. Alcuni programmi erano a pagamento, ed era un modo per rendere redditizio il trasmettitore in attesa dell’inizio delle trasmissioni internazionali della TWR (Trans World Radio) più tardi nella serata.

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Un titolo italiano, uno francese

Nel 2021 intervistammo per Newslinet, Ettore Andenna. Riportiamo qui di seguito qualche ricordo importante.

Il 12/12/1967, dopo un provino in studio a Monte Carlo, alle 16.45 presentato in audio da Barbara Marchand, che mi chiese di lanciare un titolo dopo la mia presentazione. Lo ricordo come fosse ora: era “Mes rèves de satin”, versione francese di “Nights in white satin” dei Moody Blues, interpretata da Patricia, una cantante svizzero-francese.  La primissima programmazione, che, sotto la guida del grande Noel Coutisson, rimase sempre identica a se stessa era: un titolo francese, uno italiano e due di lingua inglese, con un minimo di bla bla e l’intromissione di rubriche sempre di carattere musicale. Questo per i primi anni; poi subentrarono anche giochi a partecipazione diretta popolare. Le voci erano quelle di Gigi Salvadori, Barbara Marchand, Robertino, Valeria Porrà, il grande Herbert Pagani e Sandra. Tranne Herbert, eravamo tutti senza cognome: Ettore, Barbara, Robertino, Gigi, Valeria, Sandra di Radio Monte Carlo.

Ettore Andenna

I miei ascoltatori della jungla

Vi racconto un aneddoto. Nel 1970, per seguire una ragazza italiana stupenda che era stata mandata in Madagascar a collaborare con le missioni malgasce, mi ritrovai a Fianarantsoa, a 400 km. a sud di Tananarive, allora in piena jungla o brousse come la chiamavano. Ero ospite in una missione condotta da preti italiani e la sera, mentre mangiavamo, accesero la radio, sornioni. E mi ritrovai ad ascoltare me stesso: in una trasmissione che avevo registrato, per supplire alla mia assenza per quel viaggio. Al mio stupore mi dissero che loro ascoltavano regolarmente RMC, in onde corte! Non era vero: avevano montato un’antenna con filo di rame su per il campanile per farmi la sorpresa e captare le onde corte. Ma si sentiva! A 20.000 km di distanza! Comunque le onde medie dei mitici 205, con le antenne di Mont Agel, arrivavano fino in Libano e ricevevamo cartoline dai luoghi più impensati del Mediterraneo…

Noel Coutisson: grande. Anzi grandissimo!

Noel Coutisson? Era un grande!! Anzi, un grandissimo! A quell’epoca, secondo me, il più grande per la radio nell’Europa continentale. Aveva una visione e delle intuizioni che precorrevano e di molto quelli che sarebbero stati gli sviluppi della radio. È grazie a lui che in Italia si è cambiato il modo di fare radio. Fu lui che ci formò in tal senso.

Noel Coutisson, RMC, Ettore Andenna

Figli di un Dio minore

I colleghi della RMC francese ci consideravano i figli di un Dio minore e ci trattavano con molta condiscendenza. Io venni accettato e frequentai alcuni di loro (diventati in seguito importantissimi in Francia) dopo 4/5 anni.

Torniamo a Ghibaudo.

– Parliamo del 1976, quando ormai è attiva anche la frequenza dei 701 KHz. Secondo Ettore Andenna, i conduttori italiani erano considerati figli di un Dio minore. Sciovinismo francese o la rete disponeva di risorse superiori? Cosa differenziava le due emittenti?

(C.B.) – Ovviamente il servizio francese era considerato migliore del servizio italiano. RMC in francese portava più soldi con la pubblicità perché il mercato era enorme. Consideriamo che RTL e Europe 1 avevano pochissimi ascoltatori nel sud della Francia. Inoltre, nel famoso palazzo di boulevard Princesse Charlotte di gli studi “francesi” erano al primo piano e gli “italiani” al piano terra. Ma RMC Italia era molto popolare e c’erano molti visitatori italiani durante le vacanze estive.

RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique

– E le locali RMC Cote d’Azur, RMC Rock, RMC Classique? Quali erano zone d’ascolto, lingue e programmazioni?

(C.B.) – Con trasmettitori FM molto potenti, le tre stazioni erano udibili in tutta la regione, quasi fino a Marsiglia. E anche nel nord della Corsica. Le trasmissioni erano solo in francese, in particolare RMC Côte d’Azur era molto popolare.

Queste tre stazioni erano state create per competere con le stazioni locali che stavano iniziando a trasmettere in FM dall’Italia

RMC Côte d’Azur era davvero una stazione radio locale, proprio come lo era RMC nel dopoguerra. Per le altre due si trattava, come suggerisce il nome, di programmi musicali.

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RMC in FM

– Con l’inizio della diffusione in FM l’impostazione della RMC italiana cambia radicalmente, passando da un format nazional-popolare a quello “Radio di Gran Classe” ideato dalla sua nuova proprietà italiana (gruppo Finelco). Anche la RMC francese cambia di proprietà.

(C.B.) – RMC era molto popolare e vantava molti ascoltatori, ma dal 1986 con lo sviluppo dei grandi network privati francesi iniziarono a diminuire. Nel 1993 ci fu un cambio verso un formato music & news. Ma non funzionò e si tornò quindi alla programmazione degli anni precedenti.

Il deficit

Nel frattempo la radio continuava a spendere come nella belle epoque, anche a fronte di introiti pubblicitari ridotti

Si arriva ad un deficit equivalente a 70 milioni di Euro e nel 1998 lo Stato francese (Sofirad) vende la stazione, di fatto smantellandola. L’acquirente della parte francese è il gruppo Sud Communication, che però la rivende nel 2000 al gruppo NRJ. Ma la cessione non è approvata dalle autorità francesi per questioni antitrust. RMC riduce il suo organico da 600 a circa 110 persone. Nel gennaio 2001 ha luogo il rilancio con RMC Infos e il formato attuale (news, talk, sport). L’audience ricomincia quindi a crescere grazie a questo nuovo formato.

Per quanto riguarda la RMC italiana la storia la conosci tu meglio di me: passa a Hazan, fondatore di Studio 105, che la rilancia con – direi – un grande successo. (M.H.B. per FM-world)