Radio e televisione continuano a occupare un ruolo centrale nella vita quotidiana degli italiani, anche in un contesto profondamente trasformato dalla rivoluzione digitale.
È questa, in sintesi, la posizione espressa da Anna Bisogno, docente ed esperta di media, intervenuta nel corso di “Good Morning Kiss Kiss”, il programma mattutino condotto da Max Giannini e Max Vitale.
Secondo l’analisi della studiosa, i cosiddetti “media tradizionali” non sono affatto scomparsi, ma hanno saputo evolversi adattandosi ai nuovi linguaggi e alle nuove modalità di fruizione imposte da social network, piattaforme digitali e intelligenza artificiale. Radio e televisione, infatti, continuano a essere punti di riferimento per il pubblico, pur all’interno di un ecosistema sempre più complesso e interconnesso.
Nel suo intervento, Bisogno sottolinea come la televisione sia oggi diventata una “tv espansa”, capace di andare oltre il mezzo tradizionale e di dialogare costantemente con il digitale. Non si tratta più di un sistema chiuso, ma di un ambiente aperto, in cui contenuti e linguaggi si trasformano e si contaminano.
Un processo che coinvolge inevitabilmente anche la radio, considerata dalla docente uno dei media più dinamici. A differenza della televisione, infatti, la radio ha dimostrato una maggiore rapidità nell’adattarsi ai cambiamenti, riuscendo a integrare nuove forme di fruizione come lo streaming, i podcast e la cosiddetta radiovisione.
Alla domanda se radio e tv siano ancora centrali nella vita degli italiani, la risposta è netta: non solo continuano a esserlo, ma rappresentano ancora oggi “media fondativi”, capaci di costruire linguaggi, format e immaginari collettivi.
Ciò che è cambiato, piuttosto, è il modo in cui questi contenuti vengono consumati. Il digitale ha modificato tempi, abitudini e modalità di accesso, rendendo l’esperienza sempre più personalizzata e interattiva. I social network, in particolare, giocano un ruolo fondamentale: non si limitano a rilanciare i contenuti, ma li reinterpretano, li commentano e li trasformano, creando un dialogo continuo con i media tradizionali.
In questo scenario, eventi mediatici come il Festival di Sanremo diventano emblematici: nascono in televisione, si sviluppano sui social e ritornano in tv arricchiti dal contributo del pubblico, sempre più coinvolto e partecipe.
La fotografia che emerge è quella di un sistema in evoluzione, in cui radio e televisione non perdono rilevanza, ma cambiano forma. Più che competere con il digitale, lo integrano, ridefinendo il proprio ruolo all’interno di un ecosistema mediale sempre più fluido.
In definitiva, radio e tv non sono media del passato, ma strumenti ancora vivi, capaci di reinventarsi e di continuare a raccontare il presente.
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