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RTL 102.5 Power Hits Estate compie dieci anni: a Roma, il primo dei due appuntamenti

Sarà la Capitale ad accendere ufficialmente l’estate musicale italiana.

Domenica 31 maggio, il Centrale del Foro Italico di Roma ospiterà RTL 102.5 Power Hits Estate, il primo grande appuntamento live della stagione, che quest’anno celebra il 10° anniversario con una serata-evento speciale.

A rendere ancora più ricca la line-up è l’annuncio di una super ospite d’eccezione: Giorgia, che si aggiunge a un cast già tra i più ampi e trasversali del panorama italiano.

Oltre 30 artisti sul palco: tra i nomi già confermati figurano Achille Lauro, Annalisa, Biagio Antonacci, Blanco, Bresh, Emma, Fedez, Francesco Gabbani, Gabry Ponte, Gaia, J-Ax, Levante, Marco Masini, The Kolors e Tommaso Paradiso, insieme a molti altri protagonisti della scena pop e urban, tra cui Elettra Lamborghini, Fulminacci, Nayt, Sayf e Serena Brancale. Annunciate anche ulteriori sorprese.

Da Roma parte la corsa al tormentone dell’estate 2026: il live del Foro Italico rappresenta infatti la prima tappa di un percorso musicale che culminerà nella finalissima del 1° settembre all’Arena di Verona, dove verrà decretato il brano vincitore.

L’edizione 2026 si presenta quindi come una celebrazione della musica italiana contemporanea, capace di unire generazioni e stili diversi in un’unica grande serata.

Sui social l’evento sarà raccontato con l’hashtag ufficiale #RTL1025PHE26.

Con un cast stellare e una formula consolidata, RTL 102.5 Power Hits Estate si conferma uno degli eventi musicali più attesi dell’anno, pronto a dare il via alla stagione dei live sotto il segno dei grandi successi.

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Festival del Giornalismo, come cambiano i media: il ruolo (ancora centrale) della radio

Si è tenuto a Perugia, dal 15 al 18 aprile, il Festival Internazionale del Giornalismo, evento di forte richiamo dove si è discusso della trasformazione profonda dei media contemporanei, in un contesto in cui tecnologia, digitale e nuovi linguaggi stanno rivoluzionando il modo di informare.

Un cambiamento che riguarda tutti i mezzi, ma che coinvolge in modo interessante anche la radio, spesso data per superata e invece ancora protagonista.

Nel corso degli incontri è emerso come il sistema dell’informazione stia vivendo una fase di transizione complessa: da un lato la crisi dei modelli economici tradizionali, dall’altro l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali, che stanno modificando produzione e distribuzione delle notizie.

In questo scenario, la radio si conferma uno dei media più resilienti. Pur essendo tra i mezzi più “antichi”, ha saputo adattarsi meglio di altri grazie alla sua flessibilità: oggi non è più solo trasmissione in diretta, ma anche podcast, contenuti on demand e integrazione con i social.

Proprio questa capacità di trasformarsi è stata al centro del dibattito: la radio non è scomparsa, ma si è evoluta in un ecosistema più ampio, diventando spesso un punto di riferimento nell’informazione veloce e accessibile. La sua immediatezza e il rapporto diretto con il pubblico restano elementi distintivi, soprattutto in un’epoca di sovraccarico informativo.

Al Festival si è sottolineato anche come il confine tra i diversi media sia sempre più sfumato: giornalisti, speaker radiofonici e creator digitali condividono strumenti e linguaggi, dando vita a un’informazione ibrida. In questo contesto, la radio gioca un ruolo chiave proprio perché è abituata da sempre a raccontare con pochi mezzi, puntando su voce, ritmo e capacità narrativa.

Un altro aspetto emerso riguarda la formazione: le competenze richieste oggi a chi lavora nei media sono sempre più trasversali. Non basta più saper scrivere o condurre, ma è necessario conoscere piattaforme digitali, produzione audio e nuove modalità di distribuzione dei contenuti.

Il Festival, giunto alla sua ventesima edizione, si conferma così un osservatorio privilegiato sul futuro dell’informazione, dove anche la radio — lungi dall’essere un mezzo del passato — continua a reinventarsi e a mantenere un ruolo centrale nel panorama mediatico contemporaneo.

(Immagine di copertina da journalismfestival.com)

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Tim Battiti Live Spring, lo show registrato a Ferrara andrà in onda il 29 aprile

Sarà trasmesso in prima serata il prossimo 29 aprile su Canale 5, Tim Battiti Live Spring, lo show musicale registrato a Ferrara che porterà sul piccolo schermo tre serate di grande musica e spettacolo.

L’evento, andato in scena dal 20 al 22 marzo in Piazza Trento e Trieste nei giorni in cui si è festeggiato il cinquantesimo compleanno di Radio 105, ha trasformato il cuore della città estense in un grande palco a cielo aperto, richiamando migliaia di spettatori e oltre quaranta artisti tra i più amati del panorama italiano.

Alla conduzione ci sono Michelle Hunziker e Alvin, coppia ormai consolidata del format, che accompagneranno il pubblico tra esibizioni dal vivo e momenti di intrattenimento. Sul palco si sono alternati big della musica italiana come Annalisa, Emma, Geolier, Fedez, Tommaso Paradiso e molti altri, in un mix capace di unire generazioni e generi diversi.

Lo show rappresenta la versione primaverile del celebre Battiti Live, pensata per portare la musica nelle piazze italiane anche fuori dalla stagione estiva. Le tre serate ferraresi, registrate davanti a migliaia di fan, saranno ora proposte in televisione in formato di puntate, pronte a replicare anche sullo schermo l’atmosfera di festa vissuta dal vivo.

Ferrara, per qualche giorno capitale della musica italiana, tornerà quindi protagonista anche in tv, con uno degli eventi più attesi della primavera televisiva.

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Bari corre con la Deejay Ten: in 10mila tra sport, musica e festa

Bari si è trasformata in una grande pista a cielo aperto per la Deejay Ten 2026, la corsa non competitiva ideata da Linus e firmata Radio Deejay, che ha richiamato nel capoluogo pugliese circa 10mila partecipanti.

Un fiume di runner ha invaso le strade cittadine in una domenica di sole, tra entusiasmo, musica e spirito di condivisione.

L’evento, giunto a una nuova tappa del suo tour nazionale, ha confermato il suo successo crescente: migliaia di persone, di tutte le età e livelli di preparazione, si sono ritrovate per correre lungo i due percorsi previsti – da 10 e da 5 chilometri – vivendo la città in modo diverso, tra sport e divertimento.

A dare il via alla manifestazione è stato lo stesso Linus, affiancato da rappresentanti istituzionali locali, mentre lungo il percorso si è respirata un’atmosfera di festa più che di competizione. Non a caso la Deejay Ten è da sempre pensata come un evento inclusivo, capace di unire appassionati di running, famiglie e semplici curiosi.

Il cuore pulsante dell’iniziativa è stato anche il “Deejay Village”, punto di ritrovo e animazione nei giorni precedenti, tra musica, attività e momenti di aggregazione. Un’occasione che ha reso l’evento non solo una corsa, ma una vera esperienza collettiva.

Le strade di Bari, dal centro al lungomare, si sono colorate di maglie e sorrisi, trasformando la città in un’onda verde di energia. Il passaggio dei runner ha coinvolto alcuni dei luoghi più suggestivi, offrendo uno spettacolo che ha unito sport e bellezza urbana.

Non sono mancati entusiasmo e partecipazione anche tra gli organizzatori e le istituzioni, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento per la promozione del territorio e dello sport. La risposta della città è stata infatti massiccia, confermando Bari come una delle tappe più partecipate della manifestazione.

La Deejay Ten dimostra nuovamente di essere un evento capace di creare comunità, mescolando musica, movimento e socialità. E se i numeri di quest’anno parlano di 10mila partecipanti, il futuro lascia intravedere margini di crescita ancora più ampi, segno di un appuntamento ormai entrato nel cuore dei baresi.

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Radio e social (Primaonline), frenata dopo Sanremo: calano le interazioni, spiccano Radio Globo e Radio Radio

Dopo il picco legato al Festival di Sanremo 2026, il rapporto tra radio italiane e social network registra una battuta d’arresto.

È quanto emerge dalla classifica delle emittenti più attive online realizzata da Sensemakers per Primaonline.

Nel mese di marzo, infatti, si osserva un calo significativo – intorno al 40% – sia nelle interazioni sia nelle video views, dopo l’exploit del mese precedente trainato proprio dall’evento sanremese.

Nonostante il rallentamento generale, restano solide alcune leadership: RTL 102.5 continua a dominare sul fronte dell’engagement, mentre RDS si conferma tra i riferimenti per le visualizzazioni video.

Il dato più interessante riguarda però le eccezioni: in un contesto di flessione diffusa, emergono con performance in controtendenza Radio Globo e Radio Radio, capaci di distinguersi per crescita e capacità di coinvolgimento del pubblico.

La fotografia che ne deriva è quella di un settore sempre più legato ai grandi eventi mediatici: quando manca un “driver” forte come Sanremo, i volumi social tendono a ridimensionarsi. Allo stesso tempo, però, alcune emittenti dimostrano che strategie editoriali mirate e contenuti efficaci possono fare la differenza anche in fasi di mercato meno brillanti.

Tutti i dettagli sono disponibili su primaonline.it.

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Lutto per la scomparsa di Susanna Biagini

Lutto nel mondo della radio.

È venuta a mancare Susanna Biagini, storica voce – conosciuta negli ultimi anni come Susy B – e figura molto amata nel mondo delle emittenti private italiane.

La sua scomparsa ha colpito profondamente colleghi e ascoltatori che l’hanno seguita per decenni e che la ricordano via social in queste ore.

Biagini è stata una vera veterana della radio, con una carriera lunghissima. Ha lavorato in diverse emittenti, tra cui il debutto a Radio Serena nei primi anni ’80, Radio Centro Suono, Studio 93, Radio Italia 5, oltre a collaborazioni in Rai.

Era particolarmente apprezzata per la sua competenza musicale, con una grande passione per la black music, che ha contribuito a diffondere attraverso i suoi programmi.

Negli ultimi anni aveva affrontato un periodo difficile, a causa di problemi di salute. Nonostante ciò, il ricordo che emerge da chi l’ha conosciuta è quello di una professionista tenace e profondamente legata al mezzo radiofonico.

Colleghi e amici la descrivono come una persona stimata, appassionata e generosa, capace di lasciare un segno umano oltre che professionale. La sua voce e il suo stile hanno accompagnato generazioni di ascoltatori, rendendola una figura riconoscibile e amata nel panorama radiofonico italiano.

La redazione di FM-world si unisce alle condoglianze.

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m2o Morning Club: domenica 19 aprile il penultimo appuntamento del format che ha conquistato Milano

Si avvicina alla conclusione una delle esperienze più originali della stagione musicale milanese: domenica 19 aprile torna l’m2o Morning Club e sarà un appuntamento speciale perché rappresenta il penultimo evento prima del gran finale.

Il format firmato Radio m2o ha portato alla Fabbrica del Vapore una nuova idea di clubbing, trasformando la domenica mattina in un momento di incontro tra musica elettronica, brunch e socialità. Un successo crescente che, data dopo data, ha registrato grande partecipazione e curiosità da parte del pubblico.

Nato a gennaio, il progetto ha ampliato il suo calendario fino ad arrivare a nove appuntamenti complessivi, distribuiti tra inverno e primavera, tutti ospitati nello spazio Vapore 1928.

Quella di domenica 19 aprile sarà quindi una tappa cruciale: l’ottava data, l’ultima prima del closing party del 26 aprile, che chiuderà ufficialmente la rassegna con un evento speciale.

Per questo penultimo appuntamento è prevista una line up che promette energia e qualità: in consolle saliranno ZSS (Zamna Soundsystem) con uno speciale house set, insieme ad Andro e Vittilucchi, confermando la vocazione del format a mescolare nomi affermati e nuove tendenze della scena elettronica.

Il successo del Morning Club sta anche nella sua formula: soft clubbing, ovvero un modo diverso di vivere la musica, lontano dai ritmi notturni e più vicino a uno stile di vita equilibrato. Dj set, colazione, esperienze e momenti di condivisione trasformano l’evento in qualcosa di più di un semplice party.

L’ingresso resta gratuito con registrazione obbligatoria tramite piattaforme dedicate, ma la richiesta è altissima e i posti si esauriscono rapidamente, segno di un format che ha saputo intercettare un nuovo modo di vivere la musica e la città.

Con il penultimo appuntamento ormai alle porte, cresce l’attesa per il gran finale del 26 aprile. Ma prima, c’è ancora una domenica mattina tutta da vivere: quella del 19 aprile, che si preannuncia come uno dei momenti più intensi di questa stagione targata m2o.

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I Concerti del Quirinale: su Rai Radio3, l’Ensemble Dohnányi tra Ravel e Casella

Domenica 19 aprile alle 11.50, la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale a Roma ospita un nuovo appuntamento con i Concerti del Quirinale, trasmesso in diretta su Rai Radio3.

Protagonista della mattinata musicale sarà l’Ensemble Dohnányi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, impegnato in un programma raffinato che mette a confronto due opere nate nel fervore culturale della Parigi di inizio Novecento.

Il concerto propone un dialogo tra visioni estetiche diverse ma complementari, rappresentate da Maurice Ravel e Alfredo Casella. Del primo sarà eseguito il Trio in la minore per violino, violoncello e pianoforte op. 67 (1914), un capolavoro composto alla vigilia della Prima guerra mondiale. In questa pagina intensa, Ravel riesce a sublimare l’urgenza emotiva del momento storico in una scrittura limpida, costruita su un equilibrio formale che incarna un classicismo moderno, profondamente francese.

A questo universo sonoro si contrappone la Serenata op. 46 (1927) di Casella, pensata per un organico insolito – clarinetto, fagotto, tromba, violino e violoncello – che diventa terreno di sperimentazione timbrica e stilistica. Qui emerge un neoclassicismo maturo, ironico e pungente: Casella gioca con le forme del passato, evitando ogni simmetria e intrecciando rigore e leggerezza in un raffinato esercizio di stile. Alla nostalgia lucida di Ravel risponde così una scrittura brillante e beffarda, capace di trasformare il richiamo all’antico in un arguto gioco intellettuale.

L’Ensemble Dohnányi, formazione cameristica dell’OSN Rai, riunisce musicisti di grande esperienza: Salvatore Passalacqua al clarinetto, Simone Manna al fagotto, Alessandro Caruana alla tromba, Paolo Manzionna al violino, Amedeo Fenoglio al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte. Un gruppo affiatato che, attraverso sensibilità diverse, restituisce al pubblico la ricchezza e le sfumature di un repertorio che continua a parlare con forza al presente.

Un appuntamento che si preannuncia di grande fascino, capace di unire profondità storica e brillantezza interpretativa nel cuore delle istituzioni italiane.

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Deejay Ten: domenica 19 aprile, la seconda tappa dell’anno a Bari

Torna domenica 19 aprile a Bari la Deejay Ten, la celebre corsa non competitiva organizzata da Radio Deejay, pronta a richiamare migliaia di partecipanti tra sport, musica e intrattenimento.

L’evento, diventato negli anni un appuntamento fisso per runner e appassionati, prevede due percorsi: uno da 10 chilometri, riservato a chi ha compiuto almeno 16 anni, e uno da 5 chilometri aperto a tutte le età, anche ai meno allenati.

Le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale della manifestazione e resteranno disponibili fino a esaurimento dei pettorali. La partecipazione è a numero chiuso e prevede una quota che include kit gara, pettorale, chip per il cronometraggio, assistenza e ristoro finale.

La partenza è fissata alle 9.30 da Corso Vittorio Emanuele II, con arrivo tra il centro cittadino e il lungomare, lungo un tracciato che attraversa alcuni dei punti più suggestivi della città. Il percorso da 10 km si sviluppa tra centro e waterfront, toccando arterie principali e panorami sul mare, mentre quello da 5 km propone un itinerario più breve ma ugualmente scenografico.

Fulcro dell’evento sarà il Deejay Village in Piazza della Libertà, punto di ritrovo per il ritiro dei pettorali e per le attività collaterali tra musica, animazione e incontri con gli speaker dell’emittente.

La Deejay Ten si conferma così una manifestazione capace di unire sport e spettacolo, coinvolgendo un pubblico trasversale: dai runner esperti a chi vuole semplicemente vivere una giornata all’aria aperta in un clima di festa e condivisione.

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Radio Rock al cinema con “Aldair. Cuore giallorosso”: il documentario che racconta una leggenda

Giovedì 21 maggio, arriva nelle sale cinematografiche “Aldair. Cuore giallorosso”, il documentario diretto da Simone Godano dedicato a una delle figure più iconiche della storia della AS Roma.

Il film non è solo il racconto della straordinaria carriera di Aldair, ma un viaggio intimo nel legame profondo tra un uomo, una squadra e una città.

Elemento distintivo del progetto è il ruolo di Radio Rock, che si afferma non soltanto come media partner, ma come parte attiva nella produzione del documentario.

Un contributo concreto che ha inciso nella costruzione narrativa, restituendo uno sguardo autentico, diretto e profondamente appassionato sull’universo giallorosso.

Con la voce narrante di Claudio Amendola e le testimonianze di protagonisti come Francesco Totti, Cafu, Fabio Capello e Carlo Verdone, il film attraversa oltre trent’anni di calcio e romanità, mettendo al centro un campione silenzioso diventato simbolo di appartenenza e identità.


A breve, ulteriori dettagli.

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“Come Radio GAP”: domenica 19 aprile, staffetta nazionale delle radio indipendenti

Domenica 19 aprile, le principali radio indipendenti italiane si uniscono in una lunga diretta condivisa dal titolo “Come Radio GAP”, una staffetta radiofonica che andrà in onda dalle 9 alle 14 contemporaneamente in FM e in streaming su tutto il territorio nazionale.

Protagoniste dell’iniziativa saranno Radio Città Fujiko, Radio Onda Rossa, Radio Onda d’Urto, Radio Ciroma e Radio Blackout, emittenti con una lunga storia di informazione alternativa, cultura underground e impegno sociale.

La diretta sarà articolata in una staffetta oraria tra le diverse sedi – Bologna, Roma, Brescia, Cosenza e Torino – ma ogni radio trasmetterà l’intero flusso, permettendo agli ascoltatori di seguire senza interruzioni interventi, interviste, approfondimenti e collegamenti in tempo reale. Al centro del palinsesto, il tema della censura e della repressione del dissenso, questioni che – spiegano gli organizzatori – riguardano sempre più da vicino sia i movimenti sociali sia il mondo dell’informazione indipendente.

Le emittenti promotrici rivendicano il proprio ruolo di spazio libero, svincolato dalle logiche commerciali e dai grandi gruppi editoriali, capace di dare voce a realtà spesso marginalizzate. Negli ultimi anni, sottolineano, sarebbero aumentati i tentativi di controllo e limitazione nei confronti di queste esperienze radiofoniche e dei contenuti trasmessi.

La staffetta “Come Radio GAP” nasce proprio come risposta collettiva a questo scenario, con l’obiettivo di rafforzare una rete nazionale di informazione indipendente e rilanciare il valore della libertà di espressione.

A fare da cornice simbolica all’iniziativa, le parole di Vittorio Arrigoni: un richiamo alla libertà e alla resistenza che sintetizza lo spirito della giornata.

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Il 18 aprile è la Giornata Mondiale del Radioamatore

Il 18 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Radioamatore, ricorrenza che affonda le sue radici nel 1925, quando a Parigi nacque l’International Amateur Radio Union (IARU) durante il primo meeting globale dedicato agli appassionati delle comunicazioni via radio.

L’Italia si unì al movimento due anni più tardi con la fondazione dell’Associazione Radioamatori Italiani (ARI), istituita nel 1927 da Ernesto Montù. Figura simbolo del settore fu Guglielmo Marconi, pioniere delle telecomunicazioni, che ricoprì il ruolo di presidente onorario fino alla sua scomparsa.

Il valore dei radioamatori non è soltanto storico o tecnologico, ma anche sociale. Già nel 1913, negli Stati Uniti, durante una grave alluvione nel Midwest, furono proprio le comunicazioni radio amatoriali a permettere di informare tempestivamente le autorità sull’emergenza in corso, dimostrando l’importanza di una rete indipendente e resiliente.

Oggi, nonostante l’evoluzione delle tecnologie digitali e la diffusione capillare dei sistemi di comunicazione, il mondo dei radioamatori continua a essere attivo e diffuso: si stima che siano circa 2 milioni a livello globale, di cui circa 35.000 in Italia. Un patrimonio di competenze e passione che continua a rappresentare una risorsa preziosa, soprattutto nelle situazioni di emergenza e protezione civile.

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