I Concerti del Quirinale: su Rai Radio3, l’Ensemble Dohnányi tra Ravel e Casella

I Concerti del Quirinale: su Rai Radio3, l’Ensemble Dohnányi tra Ravel e Casella

19 Aprile 2026

Domenica 19 aprile alle 11.50, la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale a Roma ospita un nuovo appuntamento con i Concerti del Quirinale, trasmesso in diretta su Rai Radio3.

Protagonista della mattinata musicale sarà l’Ensemble Dohnányi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, impegnato in un programma raffinato che mette a confronto due opere nate nel fervore culturale della Parigi di inizio Novecento.

Il concerto propone un dialogo tra visioni estetiche diverse ma complementari, rappresentate da Maurice Ravel e Alfredo Casella. Del primo sarà eseguito il Trio in la minore per violino, violoncello e pianoforte op. 67 (1914), un capolavoro composto alla vigilia della Prima guerra mondiale. In questa pagina intensa, Ravel riesce a sublimare l’urgenza emotiva del momento storico in una scrittura limpida, costruita su un equilibrio formale che incarna un classicismo moderno, profondamente francese.

A questo universo sonoro si contrappone la Serenata op. 46 (1927) di Casella, pensata per un organico insolito – clarinetto, fagotto, tromba, violino e violoncello – che diventa terreno di sperimentazione timbrica e stilistica. Qui emerge un neoclassicismo maturo, ironico e pungente: Casella gioca con le forme del passato, evitando ogni simmetria e intrecciando rigore e leggerezza in un raffinato esercizio di stile. Alla nostalgia lucida di Ravel risponde così una scrittura brillante e beffarda, capace di trasformare il richiamo all’antico in un arguto gioco intellettuale.

L’Ensemble Dohnányi, formazione cameristica dell’OSN Rai, riunisce musicisti di grande esperienza: Salvatore Passalacqua al clarinetto, Simone Manna al fagotto, Alessandro Caruana alla tromba, Paolo Manzionna al violino, Amedeo Fenoglio al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte. Un gruppo affiatato che, attraverso sensibilità diverse, restituisce al pubblico la ricchezza e le sfumature di un repertorio che continua a parlare con forza al presente.

Un appuntamento che si preannuncia di grande fascino, capace di unire profondità storica e brillantezza interpretativa nel cuore delle istituzioni italiane.

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