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Torna “Real Trust”, da settembre in onda su Dj Osso Radio

Un ritorno che guarda al futuro, ma con alle spalle una storia importante nel panorama della radio e dell’intrattenimento musicale italiano.

Da settembre, “Real Trust” tornerà infatti in onda su Dj Osso Radio, riportando in scena il format ideato da Roberto Molinaro che, negli anni, ha saputo costruire un linguaggio originale, unendo il racconto di storie vere alla musica.

Ad anticipare la ripartenza è la locandina che presenta il nuovo corso del programma: “Real Trust – Una storia vera a tempo di…”, con la firma di Roberto Molinaro e la voce di Nanni Venditti, due elementi che hanno contribuito a rendere immediatamente riconoscibile il progetto.

La storia di Real Trust affonda le proprie radici negli anni della programmazione su m2o, dove il format è andato in onda fino al 2019. L’idea era tanto semplice quanto particolare: raccontare una storia, reale o ispirata a personaggi e vicende realmente esistiti, costruendo attorno alla narrazione una vera e propria colonna sonora mixata.

Un incontro tra storytelling e club culture, con sonorità prevalentemente Minimal, House, Techno e Dance, che trasformavano il racconto in un’esperienza radiofonica diversa dal tradizionale programma musicale.

Alla base del progetto c’era Roberto Molinaro, ideatore del format e responsabile della parte musicale. Le storie erano scritte da Michele Diomaiuta e affidate, per quanto riguarda Real Trust, alla voce di Nanni Venditti.

Nel corso degli anni sono state raccontate centinaia di storie, attraversando mondi e personaggi molto diversi tra loro: da Mario Balotelli a Dario Argento, fino a Osama Bin Laden, senza dimenticare incursioni nell’universo della cultura pop e del fumetto, come Dylan Dog.

Dal progetto originario sono nate anche altre declinazioni. Tra queste, “Real Movie”, la versione cinematografica del format, andata in onda su m2o con il sottotitolo: “Un film proiettato da una voce sulla tela della musica”.

In questo caso, protagoniste erano le trame di film celebri, raccontate e accompagnate dal mix musicale di Roberto Molinaro, con le voci dei personaggi delle pellicole che entravano nel racconto. La parte narrativa era affidata a Gaia Bolognesi.

Dopo la conclusione dell’esperienza su m2o, Real Trust non è però scomparso. Il format ha continuato il proprio percorso anche attraverso altre realtà, passando per la torinese Radio Shake Hit e trovando spazio successivamente anche sulle piattaforme digitali, tra cui Spotify.

Ora si apre un nuovo capitolo. Da settembre, Real Trust approderà su Dj Osso Radio, pronto a ripresentarsi al pubblico con quella formula che ne ha rappresentato il segno distintivo: una voce che racconta, una storia che prende forma e la musica che non si limita ad accompagnarla, ma diventa parte integrante della narrazione.

Per Roberto Molinaro e Nanni Venditti si tratta dunque di una nuova partenza, con alle spalle un patrimonio di storie e un’identità consolidata.

(Si ringrazia Claudio Tresoldi per la collaborazione)

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Rai Storia: Renzo Arbore protagonista con «Cari amici vicini e lontani» e «Quelli della notte»

Doppio appuntamento con la storia della radio e della televisione italiana, domenica 23 agosto dalle 21.10 su Rai Storia, che ripropone due programmi cult firmati da Renzo Arbore: “Cari amici vicini e lontani” e “Quelli della notte”.

Si parte con una selezione di Cari amici vicini e lontani, tra ricordi, personaggi e momenti storici della radio. Protagonisti Alberto Sordi, Pippo Baudo, Walter Chiari e Mike Bongiorno, insieme alle storiche voci dei Giornali Radio Rai. Spazio anche a Napoli, alla musica e a un approfondimento sul terremoto dell’Irpinia del 1980, con il ricordo del ruolo svolto dalla Rai durante l’emergenza.

A seguire, Quelli della notte in cattedra, uno speciale dedicato allo storico e innovativo show televisivo di Arbore. Al Teatro Ateneo della Sapienza di Roma, Renzo Arbore, Aldo Grasso e Roberto D’Agostino ripercorrono, attraverso immagini d’archivio e testimonianze, sketch, gag e intuizioni che hanno segnato un’epoca della televisione italiana.

In prima fila anche alcuni protagonisti dello storico programma, tra cui Simona Marchini, Nino Frassica, Andy Luotto, Maurizio Ferrini e il maestro Gianni Mazza.

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Radio, la “gabbia dorata” del format clock: programmiamo ancora per l’ascoltatore? La riflessione di Umberto Labozzetta

La radio italiana è ancora troppo legata alla rigidità del “format clock”?

È la domanda al centro della riflessione di Umberto Labozzetta, che parte dall’esempio dei palinsesti estivi, spesso caratterizzati da meno conduzione e maggiore rotazione musicale, per allargare il ragionamento all’intero modello di programmazione radiofonica.

Secondo Labozzetta, nell’epoca dello streaming e dell’ascolto on-demand, la musica non sarebbe più l’elemento realmente distintivo di un’emittente: a fare la differenza sarebbero soprattutto la forza del brand, la riconoscibilità e il rapporto con l’ascoltatore. Da qui la provocazione: il “format clock” è ancora uno strumento utile oppure è diventato una sorta di gabbia dorata che rassicura più chi fa radio che chi la ascolta?

Di seguito, la riflessione integrale di Umberto Labozzetta, pubblicata sui social.

Ascoltare la radio in queste settimane estive offre una prospettiva impietosa. Con i palinsesti ridotti all’osso, i conduttori titolari in ferie e spazi spesso affidati a voci esordienti alla prima esperienza, il vuoto editoriale viene riempito da una sola soluzione di ripiego: aumentare a dismisura la rotazione musicale. Ascoltando questo flusso, viene da farsi una provocazione estrema: visto il risultato, non converrebbe spegnere i microfoni, mandare tutti in vacanza e trasmettere solo musica a mo’ di jukebox? Nella migliore delle ipotesi, la maggioranza delle radio in questo periodo risulta semplicemente inascoltabile.
Ma il problema estivo è solo la punta dell’iceberg. Tutto l’anno l’architettura della radio italiana si regge su modelli di programmazione rigorosi. Che si tratti del Top 40 (un carosello serrato di novità ad altissima rotazione e interventi flash), di un formato All News (scandito da cicli fissi di notiziari e rubriche al minuto) o di formati di flusso come il Classic Hits o l’Easy Listening, il principio è sempre lo stesso: il format clock. Quella griglia a fette di torta che governa ogni singolo minuto dell’ora radiofonica.
La domanda da porsi oggi, senza ipocrisie, è radicale: questi format ingessati sono ancora utili o ci stanno portando fuori strada? Siamo sicuri che l’ascoltatore moderno — abituato alla fluidità totale e all’on-demand delle piattaforme di streaming — cerchi ancora questa maniacale prevedibilità?
Oggi la playlist in stile piattaforma ha completamente ridefinito le abitudini: non segue più una linea editoriale rigida, non rispetta le vecchie caselle orarie e vive di suggestioni dinamiche, mentre la radio continua a blindarsi dentro clock che la fanno percepire come un prodotto industriale e anacronistico.
E qui si apre il secondo grande interrogativo, guardando freddamente i dati Audiradio: quanto influisce ancora la musica sul rendimento e sull’ascolto di una radio in Italia?
I dati dimostrano che la musica in sé non è più il fattore discriminante dell’ascolto: i brani sono ovunque, replicabili e ovunque accessibili con un tap. A trainare i flussi e a giustificare le quote d’ascolto non è più il singolo prodotto o la perfezione millimetrica della playlist, bensì la forza e il ricordo del brand (il marchio, il logo insomma, chiamatelo come vi pare) dell’emittente. D’altronde lo vediamo chiaramente anche in TV: tutti i grandi network sono presenti con i loro marchi, spesso affiancati agli eventi in piazza, proprio per attrarre a sé utenti e ascoltatori. Più forte è la visibilità, più forte è il ricordo del marchio. È la percezione del brand a fidelizzare, mentre il palinsesto spesso gira pericolosamente a vuoto all’interno di una gabbia.
La domanda, o se preferite la riflessione sotto l’ombrellone in una domenica di agosto, è questa: abbiamo paura di rompere gli schemi perché temiamo i dati, o semplicemente perché non sappiamo più immaginare una radio che sappia vivere e respirare fuori da una griglia? O forse, peggio ancora, ci siamo assuefatti alla comodità di una gabbia dorata? È il momento di riaccendere il cervello, prima che sia l’ascoltatore a spegnerci per sempre.
Umberto Labozzetta
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Terzo appuntamento con “Yoga Radio Estate”, lo show di Radio Bruno su Italia1

Dopo il successo delle prime due serate dedicate a Riccione e Piacenza, “Yoga Radio Estate”, lo show musicale di Radio Bruno, torna in televisione con un nuovo appuntamento su Italia 1.

Martedì 18 agosto, in prima serata, sarà la volta dello spettacolo andato in scena lo scorso giugno a Reggio Emilia, quando Piazza della Vittoria si è riempita per una grande serata dedicata alla musica italiana.

Sul palco si sono alternati alcuni dei principali protagonisti della scena musicale dell’estate: Anna, Bambole di Pezza, Cioffi, Clementino, Cristina D’Avena, Eddie Brock, Elena D’Elia, Enrico Nigiotti, Gemelli Diversi, Malika Ayane, Mara Sattei, Marco Masini, Maria Antonietta & Colombre, Noemi, Rhove, Rocco Hunt e Rosa Chemical.

A impreziosire il cast, anche la partecipazione straordinaria di Gianni Morandi, uno dei momenti più attesi della serata.

La tappa reggiana di “Yoga Radio Estate” ha portato nel cuore della città un grande spettacolo dal vivo, con il pubblico di Piazza della Vittoria a fare da cornice alle esibizioni degli artisti.

Oltre alla musica, la serata ha permesso di conoscere più da vicino i protagonisti attraverso le interviste realizzate nel backstage, accompagnate dalla conduzione di Enrico Papi, Noemi ed Enzo Ferrari.

Dopo le puntate dedicate alle precedenti tappe di Riccione e Piacenza, Italia 1 propone quindi un nuovo capitolo dello show estivo firmato Radio Bruno, offrendo a chi non era presente a Reggio Emilia e a chi vuole rivivere quella serata la possibilità di rivedere artisti, performance e momenti più significativi dell’evento.

L’appuntamento con “Yoga Radio Estate – Reggio Emilia” è per martedì 18 agosto in prima serata su Italia 1.

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Rai Storia ripropone “Cari amici vicini e lontani”

Oltre quarant’anni dopo la sua prima messa in onda, “Cari amici vicini e lontani” anima l’estate di Rai Storia in una versione riadattata e contestualizzata da Renzo Arbore.

Il programma, realizzato all’epoca per celebrare i 60 anni della radio italiana, recupera oggi immagini, personaggi e momenti storici di una delle stagioni più importanti del mezzo radiofonico e televisivo.

La nuova versione, firmata dallo stesso Arbore insieme a Ugo Porcelli ed Enrico Salvatori, propone una selezione delle puntate originali, accompagnata dagli interventi e dalle introduzioni di Arbore, che rilegge con lo sguardo di oggi una grande pagina della storia della radio.

La puntata in programma domenica 16 agosto alle 21.10 su Rai Storia si apre con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, protagonisti di un racconto ironico sul loro rapporto con la radio e di un curioso aneddoto dedicato a “Nonno Radio”, pioniere delle trasmissioni rivolte ai bambini.

Tra gli ospiti torna poi Lelio Luttazzi, accolto da una vera ovazione al suo rientro in televisione dopo una lunga assenza. Luttazzi dirige l’Orchestra Rai sulle note di Moonlight Serenade. La puntata ricorda inoltre Oreste Del Buono e Nicolò Carosio, storica voce dello sport alla radio.

Proprio lo sport radiofonico è protagonista di un altro momento curioso, con i protagonisti di “Tutto il calcio minuto per minuto” e Gigi Riva coinvolti da Arbore in una improbabile esecuzione di Dai dai gol.

Ampio spazio viene quindi dedicato ad “Alto Gradimento”, la rivoluzionaria trasmissione ideata da Arbore e Gianni Boncompagni. Sul palco arrivano i suoi creatori e alcuni dei personaggi più celebri legati a Giorgio Bracardi e Mario Marenco, tra sketch e un altrettanto surreale momento di jazz “rumoroso” al pianoforte.

La seconda parte, in onda alle 22.10, riparte da Guglielmo Marconi, con l’ingresso in scena di un altro grande protagonista della storia dello spettacolo italiano: Alberto Sordi. L’attore romano racconta i suoi esordi radiofonici, compresi personaggi come Mario Pio, e si esibisce in Nonnetta, giocando ironicamente proprio sull’età del pubblico.

La radio torna protagonista attraverso altri grandi nomi. Arbore coinvolge Angelo Brigada, storico direttore d’orchestra, mentre Walter Chiari rende omaggio all’amico Campanini riproponendo il celebre sketch Vieni avanti, cretino.

Si passa quindi all’informazione, con un approfondimento sui Giornali Radio e l’ascolto di alcune delle voci storiche del GR degli anni Ottanta. Lello Bersani ricorda Vittorio Veltroni e la rubrica Ciak, insieme a Elsa Martinelli e Galeazzo Benti. Spazio anche a Mike Bongiorno, che ripercorre gli inizi della sua carriera nella radio americana e il successo di Motivo in maschera.

La puntata si chiude con un omaggio a Napoli, attraverso l’imitazione di Sophia Loren proposta da Isabella Biagini e un medley partenopeo de “I Senza Vergogna”.

Particolarmente significativo, per il pubblico radiofonico, è il segmento dedicato al terremoto dell’Irpinia del 1980. La trasmissione ripropone gli appelli radiofonici dei sopravvissuti e ricorda il ruolo svolto dalla Rai nel coordinamento dei soccorsi.

Arbore affronta quella drammatica pagina della storia italiana insieme a Gianni Bisiach, Giuseppe Zamberletti e Carlo Tognoli, riportando al centro il ruolo che la radio ebbe nel fornire informazioni e nel raccogliere richieste di aiuto in una situazione di emergenza.

In chiusura, nel rispetto della tradizione dello show, tornano le gemelle Nete e “I Senza Vergogna”, con Un bacio a mezzanotte.

“Cari amici vicini e lontani” è oggi un vero e proprio viaggio nella memoria della radio italiana, attraverso le voci, i programmi, gli artisti e gli eventi che hanno contribuito a costruirne la storia. Una rilettura che permette anche alle nuove generazioni di riscoprire quanto il mezzo radiofonico fosse centrale nella vita quotidiana, nell’informazione e nell’intrattenimento degli italiani.

Il programma è di Rai Cultura ed è firmato da Renzo Arbore, Ugo Porcelli ed Enrico Salvatori, con la collaborazione di Lucia Ciancaglini. Produttore esecutivo è Alessandra Giorgi. La regia è di Luca Nannini e Agostino Pozzi.

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Enzo Mazza FIMI

FIMI fissa le regole per i brani realizzati con l’IA: fuori dalle classifiche le produzioni non conformi

FIMI introduce nuovi criteri per stabilire l’idoneità dei brani realizzati con l’intelligenza artificiale generativa nelle classifiche ufficiali Top of the Music by FIMI/NIQ.

L’obiettivo è tracciare un confine preciso tra l’utilizzo dell’IA come strumento creativo e le produzioni interamente sintetiche o realizzate attraverso modelli non autorizzati.

Il provvedimento arriva anche dopo il caso di “Dimanche Midi Pile” di Gisèle, sospeso da NIQ/FIMI dalle classifiche perché non conforme ai parametri previsti per la verifica sull’utilizzo dell’IA. Una decisione che ha avuto un’immediata conseguenza anche sul fronte radiofonico: RTL 102.5, Radio Zeta e Radiofreccia hanno sospeso il brano dalla propria rotazione musicale.

Il Gruppo RTL 102.5 si è infatti schierato apertamente a favore dell’autoregolamentazione del settore. «Occorre evitare che brani del genere, che non rispettano i parametri IA, arrivino nelle classifiche e al prossimo Festival di Sanremo, ma più in generale nelle rotazioni di tutte le radio», ha dichiarato il presidente Lorenzo Suraci. «Come gruppo radiofonico condividiamo l’operato della FIMI e diventiamo portavoce di questa autoregolamentazione».

I criteri per entrare in classifica

Secondo i nuovi principi adottati da FIMI, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è vietato in assoluto. Una registrazione sviluppata con strumenti di IA potrà infatti essere ammessa alle classifiche se rispetterà precise condizioni.

In particolare, il servizio di IA utilizzato dovrà essere autorizzato e lecito, mentre il brano dovrà essere sostanzialmente realizzato dall’essere umano. Non dovranno inoltre emergere elementi riconducibili a manipolazioni fraudolente degli ascolti o della classifica.

La registrazione dovrà poi rispettare la normativa vigente, compresi diritto d’autore, diritti connessi e diritti della personalità, oltre ai termini di utilizzo del servizio di IA impiegato. L’eventuale ricorso all’intelligenza artificiale dovrà inoltre essere adeguatamente comunicato agli utenti, attraverso le piattaforme di streaming e gli altri servizi interessati, secondo la normativa e gli standard di settore.

Il nodo dei modelli addestrati sulla musica degli artisti

Uno dei temi più delicati riguarda i sistemi di IA generativa addestrati utilizzando musica e contenuti di artisti senza autorizzazione. Un fenomeno che ha già portato alla comparsa sulle piattaforme di streaming di numerosi brani realizzati con strumenti generativi.

Per questo le principali case discografiche stanno lavorando allo sviluppo e alla concessione in licenza di servizi musicali basati sull’intelligenza artificiale che rispettino i diritti degli autori e degli artisti.

I nuovi criteri FIMI si inseriscono inoltre in un più ampio percorso internazionale sull’etichettatura dei brani realizzati con l’IA. L’obiettivo è fornire agli ascoltatori informazioni più chiare distinguendo, in particolare, tra musica “generata dall’IA” e musica “assistita dall’IA”.

Mazza: «Le classifiche devono continuare a celebrare la creatività umana»

«Le classifiche musicali ufficiali celebrano gli artisti, gli autori e i team creativi dietro la musica che entra in contatto con il pubblico italiano», sottolinea Enzo Mazza, CEO di FIMI. «Man mano che l’IA diventa uno strumento creativo sempre più importante, è essenziale che le nostre classifiche continuino a riconoscere l’autentica creatività umana, sostenendo al contempo un’innovazione responsabile».

Per Mazza, i nuovi principi rappresentano quindi un quadro destinato a consentire gli utilizzi legittimi dell’intelligenza artificiale, impedendo però che nelle classifiche ufficiali vengano riconosciute produzioni realizzate attraverso modelli non autorizzati o associate a forme di manipolazione degli ascolti.

Giovedì 13 agosto, Enzo Mazza sarà ospite di “Non Stop News” su RTL 102.5, dove sarà possibile approfondire il nuovo orientamento della FIMI e il rapporto, sempre più complesso, tra intelligenza artificiale, industria musicale, classifiche e radio.

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Rai Radio3 torna alla Mostra del Cinema di Venezia con “Hollywood Party”: dirette dal Glass Studio e un premio al cinema emergente

Da oltre trent’anni racconta il cinema in radio e anche quest’anno “Hollywood Party” sarà protagonista alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La storica trasmissione di Rai Radio3 seguirà infatti la kermesse veneziana in diretta dal Glass Studio, lo spazio situato di fronte al tappeto rosso, con appuntamenti quotidiani dal vivo dalle 19.00 alle 19.40.

A guidare il racconto saranno ancora una volta Alberto Crespi e Steve Della Casa, pronti a commentare i film presentati al Lido, incontrare registi e attori e raccogliere le voci dei protagonisti della Mostra. Nel corso delle puntate non mancheranno inoltre i dialoghi con le istituzioni e gli organizzatori del festival: tra gli ospiti attesi anche il direttore della Mostra Alberto Barbera.

“Hollywood Party” racconterà non solo il cinema sul grande schermo, ma anche tutto ciò che ruota attorno al festival, dai retroscena alle discussioni che ogni anno animano Venezia, passando per le curiosità e le storie che accompagnano uno degli appuntamenti cinematografici più importanti a livello internazionale.

La presenza veneziana sarà anche l’occasione per anticipare le prossime iniziative della trasmissione. Nell’anno in cui il dibattito sulla presenza delle registe nella selezione ufficiale della Mostra è tornato al centro dell’attenzione, Rai Radio3 con “Hollywood Party Factory” dedicherà una serata speciale al cinema emergente italiano.

L’appuntamento è fissato per il 19 ottobre a Roma, dove verrà assegnato il premio al miglior esordio italiano dell’anno, scelto dagli studenti delle scuole di cinema italiane. Il riconoscimento andrà a “Paternal Leave”, opera prima della regista Alissa Jung, selezionata dagli studenti come miglior debutto cinematografico.

Cinema, radio e nuove generazioni di autori si incontrano così nel percorso di “Hollywood Party”, che continua a confermare il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sul mondo della settima arte.

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“Lovely Planet”, su Rai Radio3 dieci nuovi viaggi tra cultura, storia e luoghi da scoprire

Dal 10 al 21 agosto, dal lunedì al venerdì alle 11.00, Rai Radio3 torna a viaggiare con “Lovely Planet – Le guide di Radio3”, il programma curato da Anna Maria Giordano, giunto alla sua quattordicesima edizione.

Dieci puntate per attraversare continenti, città e paesaggi lontani, accompagnando gli ascoltatori alla scoperta di luoghi e storie attraverso le voci di viaggiatori, scrittori, giornalisti e studiosi.

“La meta è partire”, prendendo in prestito un verso di Giuseppe Ungaretti, è l’invito che accompagna questa nuova edizione. Dalla Nuova Zelanda alla Polinesia, dall’Algeria alla Danimarca, passando per Marocco, Cina, Spagna e Regno Unito, il programma propone dieci itinerari raccontati in modo personale e originale, disponibili anche in podcast su RaiPlay Sound.

Si parte lunedì 10 agosto con il Te Araroa Trail, il lungo percorso che attraversa la Nuova Zelanda da nord a sud. Spiagge, fiumi, foreste, vulcani e paludi saranno al centro del racconto di Linda Campostrini, viaggiatrice.

Martedì 11 agosto sarà la volta di Bayreuth, città legata indissolubilmente a Richard Wagner e al celebre festival che quest’anno celebra i 150 anni. Ma Bayreuth è anche università, librerie antiquarie, terme, palazzi, teatri e giardini. A raccontarla sarà il musicologo Marco Mauceri.

Mercoledì 12 agosto “Lovely Planet” farà tappa a Canton, la grande metropoli cinese considerata uno dei cuori della “fabbrica del mondo”. Una città attraversata dal fiume, sospesa tra villaggi urbani, moderni business district e una ricca tradizione gastronomica, raccontata dallo scrittore Alessandro Ceschi.

Giovedì 13 agosto il viaggio approderà a Tahiti, tra lagune, onde, fiori, perle nere, vaniglia e monoi. Un percorso nella Polinesia evocata anche dalle parole di Jacques Brel, insieme a Valentina Soggiu, manager.

Venerdì 14 agosto spazio alla grande camminata di George Meegan, il viaggiatore che percorse a piedi il continente americano dalla Patagonia all’Alaska in un’impresa durata sette anni. A due anni dalla sua scomparsa, il programma ripercorrerà una vita dedicata al viaggio e all’esplorazione.

La seconda settimana si aprirà lunedì 17 agosto in Marocco, a Rabat, con una visita al sito archeologico di Chellah, dove convivono i resti della città romana di Sala Colonia e una necropoli merinide. A guidare gli ascoltatori sarà Katty Tedeschi, cooperante.

Martedì 18 agosto si volerà invece a Odense, sull’isola danese di Fyn, patria di Hans Christian Andersen. Una città dove il concetto di hygge, fatto di calore, convivialità e semplicità, diventa una vera filosofia di vita. Il racconto sarà affidato al giornalista Tino Mantarro.

Mercoledì 19 agosto sarà dedicato ad Antoni Gaudí, l’“architetto della gioia”, a cento anni dalla sua morte. Le sue opere, caratterizzate dal rapporto tra luce, materia, artigianato e spiritualità, saranno raccontate dall’architetto Chiara Curti.

Giovedì 20 agosto “Lovely Planet” accompagnerà il pubblico in Algeria, tra dune, viali alberati, architetture coloniali e profumi di datteri. Un viaggio attraverso un Paese dal forte legame con Albert Camus, raccontato dallo scrittore di viaggi Piero Pasini.

A chiudere la quattordicesima edizione, venerdì 21 agosto, sarà Agatha Christie. A cinquant’anni dalla morte della scrittrice, il programma seguirà le tracce dei luoghi in cui visse e di quelli che ispirarono i suoi personaggi: cottage, treni, scavi archeologici, teatri, hotel e sale da tè. A guidare il viaggio sarà la giornalista Melania Guarda Ceccoli.

Dieci puntate, dieci destinazioni e altrettanti modi di intendere il viaggio, tra geografia, letteratura, musica, storia e incontri. Un percorso che conferma la vocazione di “Lovely Planet” a trasformare l’esplorazione dei luoghi in un racconto culturale e umano.

Le puntate andranno in onda dal 10 al 21 agosto, dal lunedì al venerdì alle 11.00 su Rai Radio3, e saranno disponibili anche in podcast su RaiPlay Sound.

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Linus, Albertino e Costella firmano la programmazione di agosto di Deejay TV

Per tutto il mese di agosto, Deejay TV, la televisione musicale di Radio Deejay visibile sul canale 69 del digitale terrestre, propone un palinsesto pensato per accompagnare gli appassionati di musica in tre diversi momenti della giornata.

L’emittente conferma la propria vocazione, alternando playlist dedicate a decenni e generi differenti, curate da alcuni dei nomi più rappresentativi del mondo Deejay.

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Alle 10.00 va in onda “Radio Linetti”, una selezione musicale firmata da Linus, che raccoglie alcuni dei brani più amati e rappresentativi scelti dal direttore artistico di Radio Deejay.

Nel pomeriggio, alle 14.00, spazio all’energia della dance anni ’90 con “Deejay Time”, dove Albertino ripropone le hit che hanno fatto la storia delle piste da ballo e di uno dei programmi radiofonici più iconici della musica dance italiana.

La sera, alle 20.00, arriva “Good Times”, il viaggio musicale tra i grandi successi degli anni ’70 e ’80, con una playlist selezionata da Gianluca Costella, dedicata agli ascoltatori che vogliono rivivere le atmosfere e le sonorità di due decenni fondamentali della musica internazionale.

In streaming, l’emittente è online su deejay.it/tv.

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La Rai ricorda Francesco Guccini con una programmazione speciale

La Rai sta ricordando Francesco Guccini con una programmazione speciale dedicata a uno dei più grandi cantautori italiani, scomparso all’età di 86 anni.

Dalle reti radiofoniche alla televisione, fino alle piattaforme digitali, il servizio pubblico ha deciso di rendere omaggio all’artista modenese con una serie di iniziative che ne ripercorrono la carriera e il patrimonio culturale.

Rai Radio3 ha modificato il palinsesto dando spazio alle sue canzoni, a interviste d’archivio e a testimonianze di amici e collaboratori, mentre Rai Radio Tutta Italiana sta trasmettendo i suoi brani allo scoccare di ogni ora, riproponendo una storica intervista del 2016. Anche Rai 3 ha riprogrammato la sua ultima intervista televisiva, realizzata per Timeline.

L’omaggio prosegue su RaiPlay, RaiPlay Sound e Rai Teche, che mettono a disposizione raccolte di contenuti, documentari, interviste storiche e materiali d’archivio dedicati a Guccini.

Sabato 8 agosto, inoltre, Rai Movie trasmetterà Radiofreccia di Luciano Ligabue, film nel quale il cantautore interpreta il barista Adolfo, in un tributo che celebra non solo il musicista, ma anche l’intellettuale e lo scrittore che ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana.

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Più informazione su MC2: nasce la partnership con MonteCarloin.net

L’informazione dedicata al Principato di Monaco approda anche in radio grazie a una nuova collaborazione editoriale tra MonteCarloin.net e le emittenti MC2 e MC2 News.

A renderlo noto è un comunicato stampa, che annuncia l’avvio della partnership a partire da lunedì 3 agosto.

L’accordo prevede che il quotidiano online diretto da Cinzia Sgambati Colman e dall’editore Alberto Colman realizzi contenuti informativi destinati ai notiziari radiofonici delle 7.45, 13.45 e 19.45. Gli appuntamenti offriranno agli ascoltatori aggiornamenti quotidiani sull’attualità del Principato di Monaco, affrontando temi che spaziano dall’attività istituzionale all’economia, dalla cultura ai grandi eventi, senza trascurare turismo, lifestyle, innovazione e sostenibilità.

Secondo quanto riportato nel comunicato, la collaborazione rappresenta anche un ulteriore passo verso l’integrazione tra informazione digitale e radiofonica. Sul portale MonteCarloin.net sono infatti disponibili i player ufficiali di MC2 e MC2 News, consentendo ai lettori di seguire in diretta la programmazione delle due emittenti e i relativi notiziari.

Per Cinzia Sgambati Colman il progetto assume anche un valore personale e professionale. Prima di fondare MonteCarloin.net, infatti, aveva maturato un’importante esperienza come giornalista e speaker di Radio Monte Carlo, un percorso che trova oggi una nuova continuità attraverso questa iniziativa editoriale.

Il comunicato descrive inoltre MC2 come un network nato con una filosofia completamente digitale, distribuito attraverso DAB+, applicazioni proprietarie e streaming online, con l’obiettivo di raggiungere gli ascoltatori sulle piattaforme oggi più utilizzate, dall’auto agli smartphone fino agli smart speaker. Il gruppo comprende cinque marchi editoriali – MC2, MC2 News, Radio Sanremo, Radio Venezia e Radio Milano Lombardia – supportati da un’infrastruttura nativa digitale e da un flusso informativo continuo garantito da MC2 News.

Sempre secondo la nota stampa, questo modello digital-first si inserisce in una tendenza già evidente nel panorama radiofonico italiano, dimostrando come la distribuzione digitale possa consentire una rapida crescita del pubblico anche senza ricorrere alla tradizionale diffusione in FM.

I dati diffusi parlano di una platea complessiva di circa 510.000 ascoltatori mensili per MC2 e MC2 News, ai quali si aggiungono 81.000 ascoltatori al mese per le emittenti regionali del gruppo. Numeri che, viene sottolineato nel comunicato, hanno fatto registrare una crescita costante nel corso del primo semestre del 2026.

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