RSI sovradimensionata secondo i commentatori della Svizzera tedesca

Svizzera, la SSR torna a trasmettere in FM: via libera atteso ad agosto

La SSR si prepara a riaccendere i propri trasmettitori FM.

Secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino, l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) dovrebbe concedere l’autorizzazione ufficiale nel corso del mese di agosto, consentendo il ritorno delle trasmissioni analogiche già dal prossimo autunno.

Copertura nazionale nelle quattro regioni linguistiche

L’obiettivo dell’emittente pubblica svizzera è quello di garantire nuovamente una copertura estesa dell’intero territorio nazionale, con tre programmi radiofonici destinati a ciascuna delle quattro regioni linguistiche del Paese. Intanto, l’UFCOM ha già autorizzato una serie di test tecnici, avviati lo scorso 20 luglio, in vista della riattivazione del servizio.

Un ritorno che avrà un costo importante

Il ripristino della rete FM comporterà però un investimento significativo. In una fase iniziale i costi operativi sono stimati in circa 6,6 milioni di franchi svizzeri all’anno, anche a causa dell’utilizzo di infrastrutture che richiedono interventi di aggiornamento. Secondo documenti citati dal Corriere del Ticino, ulteriori lavori previsti nel 2027 potrebbero far salire la spesa annuale fino a 15 milioni di franchi.

Dal DAB+ al ritorno dell’analogico

La SSR aveva abbandonato la diffusione in FM nel gennaio 2025, scegliendo di trasmettere esclusivamente attraverso il DAB+. Tuttavia, nei mesi successivi al passaggio completo al digitale, le emittenti del servizio pubblico avrebbero registrato un calo di circa il 6% della quota di mercato.

A determinare il cambio di strategia è stata anche una decisione politica. Il Parlamento svizzero, infatti, ha approvato una mozione che prolunga la possibilità di utilizzare la banda FM, rinviando la prevista dismissione definitiva della tecnologia analogica.

L’obiettivo è non perdere ascoltatori

Alla base della scelta vi è il timore che una parte del pubblico, trovandosi senza la possibilità di ascoltare le emittenti private ancora presenti in FM, potesse preferire sintonizzarsi su radio estere anziché acquistare ricevitori compatibili con il DAB+.

Per questo motivo la SSR ha deciso di riallinearsi al resto del settore radiofonico svizzero, ribadendo che l’abbandono definitivo della FM avrebbe senso soltanto se avvenisse contemporaneamente per tutti gli operatori. Continuare a trasmettere esclusivamente in digitale, infatti, avrebbe rischiato di tradursi in una perdita significativa di ascoltatori.

(Si ringrazia Andrea Lombardo per la collaborazione)

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Jovanotti riparte con “L’Arca di Loré”: Radio Italia è la radio ufficiale

Lorenzo Jovanotti torna protagonista della scena musicale con un progetto che supera i confini del semplice tour.

L’artista rimette in moto il suo universo creativo con “L’Arca di Loré”, un viaggio musicale e simbolico che unirà bicicletta, incontri, avventura e grandi appuntamenti dal vivo, con destinazione finale Roma.

Radio Italia è la Radio Ufficiale de “L’Arca di Loré – Jova Summer Party”, il grande progetto live che accompagnerà Lorenzo Jovanotti in questa nuova avventura fatta di musica, energia e condivisione, raccontando tutte le emozioni del viaggio e delle tappe che coinvolgeranno il pubblico italiano.

Dopo il successo del PalaJova, che ha richiamato oltre 600 mila spettatori, Jovanotti sceglie ancora una volta di reinventare il concetto di tournée, trasformandolo in un percorso da vivere e condividere. Lorenzo tornerà a pedalare attraverso paesi e città, attraversando il mondo e poi l’Italia, con uno spirito da esploratore contemporaneo: ogni strada diventa un racconto e ogni tappa una nuova occasione di festa.

“L’Arca di Loré” sarà un grande viaggio itinerante che porterà Jovanotti fino al gran finale di “Jova al Massimo” al Circo Massimo di Roma, la sua città natale, dove il percorso si concluderà il 12 e 13 settembre 2026. Un approdo che, nelle intenzioni dell’artista, potrebbe essere anche un nuovo punto di partenza.

Il progetto nasce come una fusione tra musica e movimento: una sorta di nuovo Cantagiro in bicicletta, una carovana fatta di ruote, canzoni, energia e partecipazione. Un’esperienza collettiva alla quale il pubblico potrà contribuire, diventando parte integrante del viaggio.

Dopo la parte internazionale, l’Arca approderà in Italia con il Jova Summer Party 2026, prodotto e organizzato da Trident Concerts. Il tour toccherà alcune delle aree del Sud rimaste fuori dal precedente percorso del PalaJova, attraversando Sardegna, Abruzzo, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia.

Tra le tappe più attese c’è il ritorno di Jovanotti nell’isola siciliana dopo otto anni dall’ultima esibizione del 2018. La data del 29 agosto a Palermo, all’Ippodromo La Favorita, ha già registrato una risposta straordinaria da parte dei fan, arrivando a un passo dal sold out. Per questo motivo Trident ha annunciato una seconda data nel capoluogo siciliano, fissata per domenica 30 agosto, con prevendite già aperte.

Il calendario italiano de “L’Arca di Loré – Jova Summer Party” prevede questi appuntamenti:

  • 7 agosto – Olbia, Arena Sound Park
  • 12 agosto – Montesilvano, Music Arena
  • 17 agosto – Barletta, Music Arena
  • 22 agosto – Catanzaro, Calabria Music Arena
  • 29 agosto – Palermo, Ippodromo La Favorita
  • 30 agosto – Palermo, Ippodromo La Favorita
  • 5 settembre – Napoli, Ippodromo Dagnano
  • 12 settembre – Roma, Circo Massimo – “Jova al Massimo” (sold out)
  • 13 settembre – Roma, Circo Massimo – “Jova al Massimo”

Ogni appuntamento sarà pensato come una vera giornata di festa: non soltanto un concerto, ma un’esperienza immersiva con musica dal vivo, dj set, artisti internazionali e realtà locali. Le porte apriranno nel primo pomeriggio, dando spazio a villaggi con aree di intrattenimento, zone relax, attività per il pubblico e un’area food dedicata alle eccellenze gastronomiche dei territori attraversati.

La filosofia resta quella che ha caratterizzato i grandi eventi di Jovanotti: trasformare luoghi inaspettati in nuove piazze di incontro. Aree industriali dismesse, periferie, ippodromi e spazi normalmente lontani dai circuiti dei grandi concerti diventeranno scenari di una festa urbana fatta di musica, colori e condivisione.

“L’Arca di Loré” sarà quindi un viaggio senza una vera linea d’arrivo: un percorso attraverso il mondo e l’Italia, dove la musica diventa il mezzo per muoversi, incontrarsi e guardare il futuro con una prospettiva nuova.

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Ascoltava Radio Maria ad alto volume, il Tribunale assolve un uomo del cuneese: «Serviva a confortare la madre malata»

Ascoltare Radio Maria a volume elevato per assistere un familiare malato non costituisce, di per sé, un comportamento sanzionabile.

Lo ha stabilito il Tribunale di Cuneo, che ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da un uomo nei confronti del vicino di casa, denunciato per le presunte molestie causate dalla radio accesa per diverse ore al giorno. La vicenda è riportata dal Corriere della Sera.

La controversia risale al 2023 e ha avuto origine dalle lamentele di un residente del cuneese, secondo il quale il vicino collocava l’apparecchio radiofonico in prossimità del muro di confine tra le due abitazioni, mantenendolo acceso ad alto volume sulle frequenze di Radio Maria, in particolare durante la recita del Rosario e le trasmissioni religiose.

A marzo dello stesso anno erano intervenuti i carabinieri in seguito a una segnalazione del vicino, che sosteneva come il volume fosse volutamente elevato per arrecargli disturbo. Un secondo intervento delle forze dell’ordine si era reso necessario nel mese di ottobre, dopo un nuovo diverbio tra i due.

Il Tribunale, tuttavia, ha accolto la ricostruzione fornita dall’uomo finito sotto accusa. Nella sentenza, il giudice Ruggiero Berardi evidenzia come l’impianto radio fosse utilizzato principalmente per offrire conforto all’anziana madre dell’imputato, gravemente malata e costretta a letto, profondamente legata alle trasmissioni dell’emittente religiosa.

Secondo il magistrato, mantenere la radio sintonizzata su Radio Maria rappresentava un’utilità di carattere morale per la donna e non un comportamento finalizzato a molestare il vicino. Inoltre, il Tribunale ha ritenuto che non fossero state fornite prove sufficienti per dimostrare che il volume fosse realmente eccessivo. Le registrazioni video prodotte nel corso del procedimento, infatti, non hanno consentito di accertare con certezza l’intensità dell’audio.

Alla luce di queste valutazioni, il Tribunale di Cuneo ha rigettato le accuse e ha condannato il vicino che aveva promosso l’azione legale al pagamento di 1.500 euro di spese processuali, chiudendo una vicenda che aveva contrapposto per mesi i due residenti.

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“Vorrei dirigere una radio”: Tiberio Timperi confessa il suo desiderio in un’intervista al Messaggero

Della televisione resta uno dei volti più noti, ma il cuore di Tiberio Timperi continua a battere per la radio.

È quanto emerge da un’intervista rilasciata a Il Messaggero, nella quale il conduttore ripercorre la propria carriera, soffermandosi sul mezzo che considera la sua vera casa professionale.

Nel corso della conversazione, Timperi si definisce di fatto un uomo di radio prestato alla televisione, ricordando gli esordi nelle emittenti radiofoniche e sottolineando come il microfono continui a rappresentare una parte fondamentale del suo percorso. Un legame che, negli anni, non si è mai interrotto: parallelamente all’attività televisiva, infatti, ha continuato a essere presente in radio ai microfoni di RTR 99 Ti Ricordi, mantenendo vivo il rapporto con gli ascoltatori.

L’aspetto più significativo dell’intervista riguarda però il futuro. Timperi non nasconde infatti l’ambizione di dirigere una radio, spiegando che gli piacerebbe mettere la propria esperienza al servizio di un’emittente nazionale. Secondo il conduttore, la radio dovrebbe valorizzare maggiormente personalità, contenuti e capacità di raccontare, andando oltre una programmazione basata quasi esclusivamente su playlist e messaggi degli ascoltatori.

Nelle sue riflessioni cita anche il ruolo dei direttori radiofonici, osservando come, a suo avviso, siano pochi i professionisti della sua generazione ad aver avuto la possibilità di guidare realmente una grande emittente. Da qui il desiderio di poter affrontare questa sfida, forte di un’esperienza maturata in decenni trascorsi davanti al microfono.

Parole che confermano quanto la radio rappresenti ancora oggi un elemento centrale nella carriera di Timperi, il quale, pur essendo uno dei volti storici della televisione italiana, continua a guardare con interesse al mezzo che lo ha formato e al quale, un domani, vorrebbe contribuire anche in veste di direttore.

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Premio PRT TV Radio 2026, assegnati i riconoscimenti alle eccellenze dell’emittenza siciliana

Si è svolta a Pedara (Ct), nella suggestiva cornice del Parco Angelo D’Arrigo, la quinta edizione del Premio PRT TV Radio, il galà dedicato alle eccellenze della radio e della televisione siciliana. L’evento, organizzato dal patron Ettore Tortorici, è stato condotto dallo stesso Tortorici insieme a Paola Parisi. A riportarne i principali momenti è Carmelo Aurite per FM-world.

Tra gli appuntamenti più significativi della serata, la consegna del Premio Ubaldo Ferrini a Massimo Anastasio, riconoscimento consegnato da Carola Pilato e accolto con particolare partecipazione dal pubblico presente.

Grande spazio anche ai premi alla carriera. Il PRT Oro 2026 è stato assegnato a Flaminia Belfiore, protagonista della storia dell’emittenza siciliana fin dagli anni di Radio Catania International e Teletna, dove ha condotto il programma Noi Oggi.

Per quanto riguarda la radio, il titolo di Miglior Radio della Sicilia è andato a Radio Studio 104, emittente guidata da Luigi Scimò. Il premio per il Miglior Programma Radiofonico è stato invece conquistato da “Free Pass”, trasmissione di Oriana Vella in onda su FM Italia. Riconoscimenti anche per Lucia Giusa, eletta Miglior Voce Femminile, e Franco Papale, premiato come Miglior Voce Maschile.

Numerosi i premi assegnati anche al mondo della televisione. Ernesto Trapanese è stato nominato Miglior Conduttore TV, mentre Alessandra Costanza ha ricevuto il riconoscimento di Miglior Conduttrice TV. Il premio per il Miglior Format è andato a “Speciale Sport” di Serena Giacalone, in onda su WestSicily TV, mentre Antonello Zitelli è stato premiato per il Miglior Programma TV con “Dalla A alla Z”, trasmesso da Video Regione.

Nel corso della manifestazione sono stati conferiti anche numerosi premi speciali: Pippo Barone ha ricevuto il riconoscimento per l’Eccellenza Teatrale, Felice Corticchia quello per l’Eccellenza Cinematografica, Original Sicilian Style per l’Eccellenza Musicale, il professor Bruno Cacopardo per l’Eccellenza Letteraria e Anthony Di Stefano per l’Eccellenza Giornalistica.

La serata è stata arricchita dalle esibizioni di Baldo Alberti, Bellamorea, Eman, Francesco Santocono, Giada Carcione, J&B e dell’Accademia Orfei, oltre al dj set di Gigi Sortino. Presente anche l’assessore allo Spettacolo del Comune di Pedara, Carmelo Mazzella, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale.

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Gedi, via libera di Agcom ad Antenna Media: intanto prendono forma i nuovi palinsesti di Deejay e Capital

L’Agcom ha autorizzato recentemente il passaggio del Gruppo Gedi, editore de “La Repubblica”, da Exor della famiglia Elkann ad Antenna Media (vedi Delibera 152/26/CONS | Agcom), società riconducibile all’imprenditore greco Theodoris Kyriakou.

Restano – secondo fonti di stampa – alcuni interrogativi sulla struttura proprietaria della società acquirente, con il provvedimento dell’Autorità che mantiene omissis sull’identità del socio unico.

Con l’acquisizione, Kyriakou entra anche nel mercato radiofonico italiano, rilevando – come noto – Radio Deejay, Radio Capital e m2o.

E intanto, in questi giorni si stanno definendo le novità e i cambiamenti che riguarderanno le emittenti nella stagione 2026/2027.

Dopo aver anticipato il ritorno di Andrea e Michele alle 6.00 del mattino su Radio Deejay (in fascia quotidiana), l’arrivo di Carolina di Domenico e Pier Ferrantini nell’ora meridiana di Radio Capital e l’inversione nella conduzione del pomeridiano “Capital Records” (Marco Biondi dalle 14.00 alle 16.00, Luca De Gennaro – da solo – dalle 16.00 alle 18.00), emergono altre anticipazioni.

Tra le altre, Mary Cacciola e Flavia Cercato torneranno con il loro “Fattore C” non dal lunedì dal venerdì, ma nel weekend dal 5 settembre. Invariato l’orario che resta dalle 12.00 alle 14.00.

Non riprenderà invece il notturno “Extra”, come dichiarato dallo stesso Alex Paletta, dopo sette anni di palinsesto notturno di Radio Capital.

E ulteriori novità arrivano anche da Radio Deejay.

Claudio Lauretta ha reso noto che, dopo 17 anni, termina la propria collaborazione con “Ciao belli” (memorabili le sue tante imitazioni), mentre i Vitiello torneranno con “Deenotte”, anticipando alle 22.00 – per lo meno dal 31 agosto – l’orario d’inizio.

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Strage

La Rai ricorda la strage di Bologna: programmazione speciale tra tv, radio, RaiPlay e podcast

A quarantasei anni dalla strage alla stazione di Bologna, la Rai dedica una vasta programmazione speciale per commemorare le 85 vittime e gli oltre 200 feriti dell’attentato del 2 agosto 1980, una delle pagine più dolorose della storia della Repubblica italiana.

Televisione, radio e piattaforme digitali proporranno documentari, testimonianze, approfondimenti storici, podcast e concerti per mantenere viva la memoria e ripercorrere il lungo cammino della giustizia.

Il concerto commemorativo da Piazza Maggiore

Tra gli appuntamenti più significativi figura il tradizionale concerto conclusivo della XXXII edizione del Concorso Internazionale di Composizione “2 agosto”, in programma domenica 2 agosto a Bologna. L’evento sarà trasmesso in diretta da Rai Radio3 alle 21.15 e da Rai 5 alle 21.20.

Sul palco saliranno i tre giovani vincitori dell’edizione 2026 – Jorge Coll Navarro, Teo Montero Rey e Maichol Bondanelli – le cui opere inedite saranno eseguite dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione di Marco Angius, figura di riferimento della musica contemporanea. La diretta radiofonica sarà presentata da Guido Barbieri.

Rai Storia ricostruisce i fatti e dà voce ai testimoni

Ampio spazio sarà riservato alla ricostruzione storica su Rai Storia. Nella notte tra l’1 e il 2 agosto andrà in onda una puntata speciale de “Il giorno e la storia”, che ripercorrerà l’esplosione avvenuta alle 10.25 del 2 agosto 1980 nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna Centrale.

Il programma illustrerà anche il complesso percorso giudiziario che ha portato alle condanne definitive degli esecutori materiali e dei responsabili dei depistaggi, fino alle più recenti sentenze che hanno interessato Gilberto Cavallini e Paolo Bellini.

Sempre il 2 agosto sarà proposto lo speciale “Bologna, 2 agosto 1980 – Le voci di chi c’era”, realizzato da Alessandro Chiappetta. Il documentario raccoglie le testimonianze di familiari delle vittime, feriti, operatori sanitari, giornalisti e cittadini che vissero in prima persona quei drammatici momenti.

Particolarmente toccante il racconto di chi perse familiari nell’attentato e di chi partecipò ai soccorsi, come l’autista del celebre bus 37, divenuto simbolo della straordinaria solidarietà mostrata dalla città nelle ore successive alla tragedia.

RaiPlay e RaiPlay Sound: documentari, archivi e podcast

Anche le piattaforme digitali del servizio pubblico offriranno numerosi contenuti dedicati all’anniversario. Su RaiPlay sarà disponibile una raccolta speciale con i documentari “La bomba” e “Bologna, 2 agosto 1980”, oltre al concerto commemorativo e a materiali d’archivio provenienti dalle Teche Rai.

Tra questi figurano anche le storiche puntate de “La notte della Repubblica”, dedicate agli anni del terrorismo e alle vicende legate alla strage.

Su RaiPlay Sound, invece, troveranno spazio podcast, inchieste e documentari come “Un giorno nella storia”, “Wikiradio”, “Blu Notte”, “La strage” e “Una mattina d’agosto”, offrendo agli ascoltatori l’opportunità di approfondire i fatti e il lungo percorso verso l’accertamento della verità.

Il ricordo anche sulle reti radiofoniche

La commemorazione attraverserà l’intera offerta radiofonica Rai. Rai Radio2 dedicherà servizi e approfondimenti all’interno dei programmi “Radio2 vado al Massimo” e “Good Morning Radio2 Weekend”. Su Rai Radio3, oltre alla diretta del concerto da Piazza Maggiore, il tema sarà affrontato nelle trasmissioni “Tutta la città ne parla” e “Pantagruel”.

Anche Rai Radio1 contribuirà al ricordo della strage con servizi, interviste e approfondimenti nelle principali edizioni del Giornale Radio e nei programmi “Zapping” e “Italia in Diretta”.

Una memoria che continua a parlare al presente

Con questa articolata programmazione, la Rai rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria del 2 agosto 1980, una data che continua a rappresentare una ferita aperta nella storia italiana. Attraverso il racconto dei testimoni, la ricostruzione dei fatti e la valorizzazione dei documenti d’archivio, il servizio pubblico contribuisce a trasmettere alle nuove generazioni il ricordo delle vittime e il valore della ricerca della verità e della giustizia.

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San Marino RTV e Gruppo Sae, nasce “Point of View”: nuova alleanza editoriale

San Marino RTV e Gruppo Sae insieme per nuovi progetti editoriali e audiovisivi.

Le due realtà hanno firmato un protocollo d’intesa che dà vita a “Point of View”, un progetto pensato per sviluppare contenuti condivisi, approfondimenti, eventi culturali e nuovi linguaggi dell’informazione.

L’obiettivo è mettere in rete competenze, professionalità e strumenti diversi, valorizzando da una parte il servizio pubblico della Repubblica di San Marino e dall’altra il patrimonio editoriale e il radicamento territoriale del Gruppo Sae. La collaborazione manterrà comunque l’autonomia e l’identità delle due realtà.

“Point of View” punta inoltre a favorire nuove occasioni di confronto e crescita professionale, coinvolgendo giornalisti, firme dell’informazione, mondo della cultura e della ricerca. L’accordo guarda anche a una dimensione europea e internazionale, rafforzando il ruolo di San Marino RTV come realtà aperta all’innovazione e al dialogo tra territori e comunità.

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50 anni di Radio Bruno: una mostra a Carpi ripercorre la storia dell’emittente

Gli esordi in una casa di campagna, i protagonisti, la musica.

Ma soprattutto il legame con il territorio, gli eventi, l’informazione e l’affetto di milioni di persone per “la loro/nostra radio”. Tra le emittenti interregionali più ascoltate d’Italia, Radio Bruno celebra il 50esimo compleanno con la mostra “50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia”, in programma da venerdì 4 a domenica 13 settembre nel Cortile e nella Sala ex Poste del Palazzo dei Pio di Carpi (Mo), a ingresso libero.

Il percorso espositivo è un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere visitatori di ogni età attraverso immagini, filmati, oggetti storici, installazioni e contenuti multimediali. Un progetto, quello curato dall’agenzia 21 Make it count, concepito come un viaggio nella memoria collettiva, fatto di canzoni, voci e jingle che hanno scandito la nostra vita.

La mostra propone cinque temi che raccontano il rapporto tra Radio Bruno e il territorio: le persone che ne hanno costruito il successo, l’impegno nei momenti più difficili vissuti dalle comunità, i grandi eventi live di “Radio Bruno Estate”, l’espansione delle frequenze e dei bacini di ascolto, i ricordi legati alle canzoni che hanno segnato intere generazioni. Il pubblico potrà registrare un ricordo vocale sul tema “Ero con Radio Bruno quando…” e le testimonianze diventeranno un patrimonio di ricordi condivisi.

Tra registratori Revox, microfoni d’epoca e foto in bianco e nero, non mancherà lo storico mixer anni ’70 di Radio Bruno, immortalato nel film “Radiofreccia” di Ligabue. E poi, foto e memorabilia delle tante iniziative promosse fuori dagli studi, a cominciare dal progetto di solidarietà “Teniamo Botta” a seguito dei terremoti del 2012 in Emilia-Romagna e Lombardia, senza dimenticare i concerti che la radio iniziò a organizzare dai primi anni ’80, coinvolgendo, tra gli altri, Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Orietta Berti e Gianni Morandi.

L’esposizione è tra i momenti centrali delle celebrazioni per i cinquant’anni della radio e testimonia il forte legame costruito con il pubblico e con il territorio, che oggi comprende Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Piemonte e Veneto.

In occasione della mostra sarà presentato il libro “Radio Bruno. Chiamala per nome! 1976-2026” (Giunti, 2026) che ripercorre la storia dell’emittente attraverso immagini, testimonianze, aneddoti. Si potrà acquistare il volume anche presso gli studi di Radio Bruno, nei punti vendita Giunti Editore e online sul sito di Giunti Editore.

“Con la mostra e il libro ripercorriamo la nostra avventura dagli inizi ai giorni nostri – spiega l’editore di Radio Bruno, Gianni Prandi -. Un’avventura fatta di passione, di qualche intuizione, di tanto lavoro e anche un po’ di fortuna. Non è stato semplicissimo ricordare e ricollocare cinquant’anni di storia radiofonica, dalle prime trasmissioni nel garage fino ai giorni nostri. Molti episodi sono riaffiorati grazie all’aiuto di tanti amici, che desidero ringraziare. Ma il ringraziamento più grande va ai milioni di ascoltatori che in questi cinquant’anni ci hanno regalato la loro fiducia seguendo le nostre trasmissioni”.

“Radio Bruno è nata a Carpi e, in cinquant’anni, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento nel panorama radiofonico nazionale – aggiunge il sindaco di Carpi, Riccardo Righisenza mai perdere il legame con la sua città. Dopo lo straordinario successo di Radio Bruno Estate dello scorso 6 giugno, siamo felici che le celebrazioni proseguano con una mostra ospitata nei Musei di Palazzo dei Pio, il luogo ideale per raccontare una storia che appartiene a tutta la nostra comunità. Radio Bruno è un patrimonio di Carpi e siamo orgogliosi di celebrarne questo importante traguardo”.

La mostra “50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia” è organizzata con il sostegno di Sinergas, CMB e Comune di Carpi, che concede anche il patrocinio.

(Comunicato stampa)

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Radio Number One, Liliana Russo lascia “Donne al Volante”: il testimone passa a Chiara Papanicolaou

Si conclusa venerdì 31 luglio, una lunga e importante pagina nella storia di Radio Number One.

Con l’ultima puntata stagionale di Donne al Volante, Liliana Russo ha terminato infatti il suo percorso alla guida del programma, dopo oltre vent’anni di dirette e di radio vissuta quotidianamente dagli ascoltatori.

La puntata odierna ha rappresentato idealmente un passaggio di testimone: da Lilly, come è stata affettuosamente ribattezzata nel corso degli anni, a Chiara Papanicolaou, che dal prossimo settembre affiancherà Agnese alla conduzione di Donne al Volante.

Per Liliana Russo si tratta della conclusione di un’avventura particolarmente significativa, costruita in oltre due decenni di radio su Radio Number One. Un percorso nel quale ha condiviso una lunga parte della propria esperienza professionale soprattutto con Katia De Rossi, storica partner in onda e protagonista insieme a lei di numerose dirette.

Lilly, nel suo saluto, ha voluto sottolineare il valore di una presenza diventata nel tempo parte integrante dell’identità della radio. “Dopo oltre vent’anni di straordinarie e memorabili dirette su Radio Number One”, cita nel messaggio, Liliana Russo ha deciso di “appendere le cuffie al chiodo” per dedicarsi a nuovi ed entusiasmanti progetti.

Un addio che, dunque, non sembra rappresentare la fine del percorso professionale di Lilly, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase. Nel frattempo, Donne al Volante guarda alla prossima stagione con una nuova formazione e con l’ingresso di Chiara Papanicolaou, pronta a raccogliere un’eredità importante.

Il messaggio di Radio Number One si chiude con un doppio sentimento: il grazie a Liliana Russo per la storia costruita in questi anni e il benvenuto a Chiara Papanicolaou, chiamata a dare continuità al programma a partire da settembre.

 

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(Si ringrazia Michelangelo Borello per la segnalazione)

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Il Museo della Radio e Televisione Rai riapre a Torino

Dopo i lavori di riqualificazione, il Museo della Radio e Televisione Rai di via Verdi 16 a Torino riapre al pubblico sabato 1° agosto.

Gli interventi hanno rinnovato gli spazi e contribuito a valorizzare ulteriormente il percorso dedicato alla storia della radio e della televisione italiana.

Tra le principali novità c’è la sostituzione della vecchia moquette con una nuova pavimentazione ispirata agli studi televisivi, scelta pensata per rendere più coerente e coinvolgente l’ambientazione del museo. Sono stati inoltre rifatti i servizi igienici e armonizzato l’allestimento scenografico dell’intera struttura.

Il percorso di visita è stato aggiornato anche in alcuni punti, con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza più curiosa, stimolante e confortevole. Un rinnovamento che interessa quindi non soltanto gli ambienti, ma anche la fruizione dei contenuti esposti.

Per tutto il mese di agosto il Museo sarà aperto eccezionalmente ogni giorno, compreso Ferragosto, dalle 9.30 alle 18.30. L’ingresso resterà completamente gratuito, offrendo così a residenti e turisti l’opportunità di scoprire o riscoprire un luogo che conserva apparecchiature, documenti e testimonianze legate alla storia della Rai e della comunicazione audiovisiva italiana.

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“Basta ostacoli alle radio locali, serve più rispetto per chi racconta musica e territorio”: la denuncia di Peppe Alaia

Un appello rivolto agli operatori del settore musicale e agli organizzatori di eventi, ma anche una presa di posizione netta a difesa delle radio locali.

È questo il senso dell’intervento di Peppe Alaia, direttore artistico di GRS Radio e speaker di RPZ Radio Punto Zero, che dopo oltre trent’anni di attività nel mondo radiofonico denuncia quelli che definisce atteggiamenti eccessivamente restrittivi nei confronti delle emittenti territoriali.

Alaia – in un comunicato inviato alla redazione di FM-world – racconta una situazione che, a suo giudizio, si ripete puntualmente durante la stagione estiva, soprattutto in occasione di concerti e manifestazioni. “Le radio locali vengono trattate come se fossero un fastidio”, scrive, citando alcuni dei divieti che, secondo la sua esperienza, vengono posti alle emittenti: dall’impossibilità di installare un banner alla realizzazione di un’intervista, fino al divieto di trasmettere in diretta o utilizzare il logo dell’artista.

Il punto centrale della sua riflessione riguarda però le motivazioni di queste limitazioni. “In nome di quali contratti? Di quali regole? E soprattutto… a vantaggio di chi?”, si domanda Alaia, precisando di non voler rivolgere le proprie critiche agli artisti, ma piuttosto ad alcuni entourage e intermediari che, a suo avviso, renderebbero eccessivamente complicata la collaborazione con le emittenti locali.

La radio, sostiene Alaia, continua ad avere un ruolo fondamentale nella promozione della musica, indipendentemente dalle dimensioni dell’emittente. Le radio contribuiscono infatti a far conoscere gli artisti, sostengono le produzioni musicali, assolvono agli obblighi relativi ai diritti e mantengono un rapporto costante con il territorio.

Da qui l’esempio delle feste patronali e delle manifestazioni locali, spesso sostenute con investimenti significativi per portare sul palco artisti di rilievo. Quando un’organizzazione sceglie di collaborare con una radio locale, secondo Alaia, l’emittente deve essere messa nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro, raccontando l’evento, realizzando interviste, promuovendo la manifestazione e, laddove previsto e concordato, effettuando la diretta.

“Senza radio non esiste promozione”, sottolinea il direttore artistico, evidenziando il valore di una presenza che non si limita alla serata del concerto, ma accompagna artisti ed eventi durante tutto l’anno.

Il suo intervento si conclude con un vero e proprio appello alla categoria: “È arrivato il momento di avere più rispetto per le radio locali”. La richiesta è quella di ridurre burocrazia e divieti non adeguatamente motivati, favorendo invece collaborazione, rispetto e buon senso.

Alaia annuncia infine di voler continuare a contestare quelli che considera atteggiamenti penalizzanti per chi lavora nel settore con professionalità e passione. E rivolge la stessa domanda ai colleghi radiofonici italiani: quante volte è capitato di ricevere un “no” senza una motivazione valida? Un invito a condividere esperienze e testimonianze per aprire un confronto più ampio sul rapporto tra radio locali, artisti, organizzatori ed entourage.

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