Claudio Cecchetto al Corriere: “I tormentoni non sono canzoni facili, ma opere d’arte”

Claudio Cecchetto al Corriere: "I tormentoni non sono canzoni facili, ma opere d'arte"

13 Agosto 2025

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Claudio Cecchetto ha raccontato la sua visione su un’estate musicale insolita, segnata dall’assenza di veri e propri tormentoni contemporanei.

Secondo il produttore e talent scout, il motivo non sarebbe un calo di creatività, ma piuttosto la saturazione del panorama musicale: nei decenni scorsi è stata prodotta troppa musica di qualità, tanto che oggi è difficile replicare quei successi.

Cecchetto ha ricordato che l’ultimo vero tormentone estivo, a suo giudizio, è stato Sesso e samba di Tony Effe e Gaia. Ha spiegato che il passato ha regalato brani talmente potenti da essere ancora attuali, citando come esempio Vamos a la playa, capace di far ballare le persone a più di quarant’anni dalla sua uscita.

"‘Tormentone’"- racconta Cecchetto nell'intervista -"per molti ha connotazione negativa anche solo nel nome. Sfatiamo un "non mito", i tormentoni sono in realtà bellissimi. Vere e proprie opere d’arte: è vero, non ce ne sono in questa estate nel 2025 e tutti quelli che lo sottolineano hanno ragione da vendere".

Ripensando alla sua carriera, ha ricordato come molti, all’epoca, avessero bollato hit come People From Ibiza di Sandy Marton o il suo stesso Gioca Jouer come semplici canzoni “usa e getta”. Il tempo, invece, ha dimostrato il contrario, trasformandole in classici intramontabili.

Oggi, ha aggiunto, i dj hanno a disposizione un repertorio storico vastissimo, e questo riduce la domanda di nuovi tormentoni: il pubblico trova già tutto ciò che vuole nelle hit del passato.

A proposito dell’idea che l’estate sia ormai meno strategica rispetto ad appuntamenti come Sanremo, Cecchetto ha osservato che, proprio per il peso di un repertorio così importante, quando un artista scrive una canzone davvero forte tende a pubblicarla in momenti più mirati e vantaggiosi, anche dal punto di vista discografico.

Sul fronte dei concerti, ha infine commentato la stagione dei “sold out” veri o presunti, distinguendo tra gli spettacoli dove il pubblico canta, balla e partecipa pienamente e quelli dove prevale l’uso del telefono per registrare ogni momento. A suo avviso, dopo il Covid, molti hanno voluto recuperare il tempo perduto investendo nelle esperienze dal vivo, soprattutto perché oggi quasi nessuno acquista più dischi.

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