Ascolti radio in Svizzera: è il Canton Ticino ad aver subito maggiormente l’assenza dell’FM

Ascolti radio in Svizzera: è il Canton Ticino ad aver subito maggiormente l'assenza dell'FM

08 Agosto 2026

Il ritorno della SSR sulle frequenze FM è ormai questione di settimane.

Dopo lo spegnimento delle antenne avvenuto il 31 dicembre 2024 - riporta un editoriale del Corriere del Ticino - la Radiotelevisione Pubblica Svizzera si prepara dunque a riaccendere la modulazione di frequenza, prendendo atto che il passaggio esclusivo a DAB+ e internet non ha prodotto i risultati sperati.

Il dato più significativo arriva dal Ticino, dove l’effetto dell’addio all’FM è stato particolarmente pesante. Nei primi sei mesi successivi allo spegnimento delle frequenze, la RSI ha registrato un calo del 27% della penetrazione netta, vale a dire della quota di persone che ascoltano almeno una volta al giorno i suoi programmi radiofonici.

Un dato decisamente superiore alla flessione complessiva registrata dalla radio pubblica svizzera, la cui quota di mercato è scesa dal 59% al 53%, con una perdita quindi di circa sei punti percentuali, che evidenzia come l'area tedesca del Paese fosse più pronta al cambiamento.

Nel territorio italofono, la perdita di ascoltatori della RSI ha coinciso con la crescita delle emittenti private. Radio 3i e Radio Ticino hanno infatti aumentato sia la penetrazione netta sia la propria quota di mercato, intercettando una parte degli ascoltatori rimasti senza la possibilità di ricevere facilmente la radio pubblica in FM.

A beneficiare della situazione sono state anche le emittenti straniere (sostanzialmente italiane), che hanno progressivamente conquistato spazio nel mercato radiofonico ticinese. Un fenomeno che ha fatto scattare l’allarme nel settore, anche per le possibili conseguenze sugli introiti pubblicitari delle radio private.

La Svizzera, insomma, si è rivelata meno pronta del previsto al definitivo abbandono della modulazione di frequenza. Già prima dello spegnimento era stato evidenziato come 1,7 milioni di automobili fossero ancora equipaggiate con autoradio utilizzabili esclusivamente in FM.

E proprio il caso del Ticino rappresenta forse il segnale più evidente del problema: il passaggio tecnologico non ha semplicemente spostato gli ascoltatori dall’FM al DAB+ o allo streaming, ma in una parte del Paese ha prodotto una vera migrazione degli ascolti verso altre radio, private e straniere.

Di fronte a questi numeri, il Parlamento svizzero ha deciso lo scorso dicembre di rinunciare alla disattivazione della diffusione FM. La SSR, pochi giorni dopo, ha annunciato la volontà di riaccendere le proprie antenne a partire dall’autunno, interpretando il voto delle Camere federali come un mandato a tornare a garantire la diffusione dei propri programmi anche attraverso la storica modulazione di frequenza.

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