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Nel messaggio, Sergio definisce la Rai «una grande impresa industriale e culturale», un presidio democratico e un punto di riferimento per milioni di cittadini, sottolineando soprattutto il valore delle persone che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento, davanti e dietro le telecamere.
Il dirigente ha ringraziato giornalisti, redazioni, tecnici, ingegneri, operatori, maestranze, sedi regionali, centri di produzione e strutture amministrative, attribuendo all'impegno collettivo dei dipendenti i risultati raggiunti negli anni. Un passaggio particolare è dedicato anche ai colleghi scomparsi, con il ricordo personale di Maurizio, Pier Francesco e Riccardo.
Sergio ha quindi rivolto un messaggio ai dipendenti più giovani, invitandoli a custodire l'orgoglio di appartenere alla Rai, innovando e guardando al futuro senza perdere di vista la funzione specifica del Servizio Pubblico.
Nel bilancio finale, il dirigente parla di una Rai chiamata ad affrontare una profonda trasformazione e uno scenario globale sempre più complesso, ma dotata, a suo giudizio, delle competenze e del talento necessari per continuare a essere protagonista.
Sergio conclude il suo messaggio sottolineando di lasciare l'incarico con «serenità, gratitudine e orgoglio» e preferendo definire il momento non come un addio, ma come un «arrivederci». «Grazie per questi ventidue anni – scrive – è stato un privilegio, un onore e una responsabilità che porterò con me per sempre».
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