La “battaglia” sulla radiodiffusione digitale torna d’attualità con la modifica all’articolo 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche notificata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla Commissione Europea.
La proposta prevede che le nuove autovetture siano obbligate a integrare solo FM e DAB+, lasciando fuori AM e DRM30, in contrasto con le indicazioni di AGCOM e con il principio di neutralità tecnologica sancito dall’UE.
OMItaliane denuncia il rischio di un “monopolio del DAB+” che cancellerebbe pluralismo e libertà tecnologica. L’associazione ricorda che diverse emittenti AM sono già pronte a trasmettere in DRM30, standard digitale che garantisce copertura in aree remote, continuità del servizio in emergenza e compatibilità con le reti esistenti.
Da tre anni segnala la vendita in Italia di ricevitori non conformi e oggi chiede la correzione della proposta ministeriale, l’estensione dell’obbligo a tutti gli standard (AM, FM, DAB+ e DRM30) e una vigilanza effettiva sul mercato. In caso contrario, è pronta a rivolgersi alla Commissione Europea e alle sedi giudiziarie nazionali e comunitarie.
Questo il comunicato stampa ufficiale.
OMItaliane: intervento di modifica all’art. 98-vicies sexies e l’esclusione di AM e DRM30 nelle autoradio
La vicenda della radiodiffusione digitale in Italia torna al centro del dibattito. Tutto parte dalla segnalazione AGCOM del 19 aprile 2025, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera c), n. 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, in materia di interoperabilità dei ricevitori autoradio di cui all’articolo 98-vicies sexies e all’allegato 11 del Codice delle comunicazioni elettroniche. La segnalazione era scaturita da dubbi legittimi sull’interoperabilità dei ricevitori radio, già evidenziati nella Delibera 110/25/CONS, che aveva confermato correttamente l’obbligo di includere l’AM nei ricevitori radio.
L’Autorità aveva sottolineato la necessità di aggiornare la normativa affinché anche le moderne autovetture dotate di sistemi di infotainment connessi via banda larga siano in grado di ricevere trasmissioni analogiche e digitali (AM, FM e DAB+), assicurando un accesso diffuso e continuo ai servizi radio su tutto il territorio nazionale.
Il travisamento della norma da parte del MIMIT
Nonostante le indicazioni precise di AGCOM, il Ministero dell’Impresa e del Made in Italy (MIMIT) ha notificato alla Commissione Europea, il 1° ottobre 2025 (2025/0550/IT), un intervento di modifica all’art. 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche (D. Lgs. 259/2003), limitando l’obbligo di ricezione radio alle sole trasmissioni FM e DAB+.
Secondo il Ministero, la modifica interessa tutti i veicoli nuovi della categoria M ed N e i quadricicli L6 e L7, imponendo l’obbligo di dotare tali mezzi di sistemi in grado di riprodurre i servizi radio digitali terrestri DAB+. La norma, tuttavia, ignora completamente AM e DRM30, in contrasto con quanto suggerito da AGCOM e con il principio di neutralità tecnologica sancito dall’UE.
Il ruolo strategico di AM e DRM30
OMItaliane sottolinea che già 4 emittenti delle oltre 30 attive in AM hanno ottenuto il nulla osta per iniziare le trasmissioni in DRM30, che garantiscono:
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Copertura anche in aree remote
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Continuità del servizio radio in caso di blackout o emergenze
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Pluralismo editoriale
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Soluzioni economiche, sostenibili e compatibili con le infrastrutture esistenti
Il DRM30, in particolare, permette trasmissioni digitali sulle onde medie senza sostituire la rete esistente, valorizzando gli investimenti già effettuati e garantendo libertà tecnologica e concorrenza.
Tre anni di segnalazioni e “rimpalli”
«Da luglio 2022 OMItaliane segnala a MIMIT e AGCOM la presenza, sugli scaffali della grande distribuzione e sulle principali piattaforme e-commerce, di dispositivi non conformi alla legge e al diritto UE. Nessuna vigilanza, nessun controllo, nessuna sanzione. Oggi, invece con notifica MIMIT 2025/0550/IT il Governo, tramite il MIMIT, intende modificare l’art. 98-vicies sexies per legittimare il monopolio del DAB+, violando la neutralità tecnologica e il principio di concorrenza escludendo l’AM dai ricevitori automobilistici. OMItaliane ha già inoltrato la sua segnalazione a tutti i direttivi della Unione Europea e alle istituzioni italiane ed è pronta a proseguire l’iter in altre sedi per raggiungere lo scopo.» (Direttivo OMItaliane)
Da tre anni, infatti, l’associazione denuncia la vendita in Italia di ricevitori non conformi, sia nella grande distribuzione che online. La proposta ministeriale rischia di legalizzare un mercato già distorto, danneggiando operatori privati, pluralismo dei media e utenti finali.
Un mercato digitale in crescita, ma ostacolato
Nonostante l’incremento dell’offerta digitale, la crescita dell’ascolto della radio in auto è rallentata dalla mancata inclusione dell’autoradio tradizionale nei veicoli di nuova costruzione, sostituita da sistemi connessi a smartphone via banda larga.
OMItaliane ricorda che l’autoradio resta l’unico dispositivo in grado di garantire la continuità dell’informazione, anche sotto il profilo della sicurezza stradale e della gestione delle emergenze.
La posizione di OMItaliane
L’associazione di categoria chiede:
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La correzione della proposta ministeriale
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L’estensione dell’obbligo di autoradio interoperabili (AM, FM, DAB+ e DRM30) a tutti i veicoli, inclusi i sistemi di infotainment connessi
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Una vigilanza effettiva sul mercato, per evitare la vendita di dispositivi non conformi
OMItaliane è pronta a rivolgersi alla Commissione Europea e alle sedi giudiziarie nazionali e comunitarie qualora non venga rispettato il principio di neutralità tecnologica, il pluralismo e la libertà dei media.
Conclusione
«Ignorare AM e la prossima applicazione del DRM30 significa cancellare pluralismo, memoria tecnologica e sicurezza delle comunicazioni. L’Italia non può diventare un mercato a standard unico» conclude il Direttivo di OMItaliane.
La vicenda mette in luce come una corretta applicazione delle norme europee e nazionali sia essenziale non solo per garantire libertà e pluralismo dei media, ma anche per tutelare cittadini, utenti e la sicurezza nazionale.
Il Direttivo di OMItaliane
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]