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“Quelli della radio”, a Firenze il racconto di una stagione che ha cambiato l’etere

Una sala gremita e partecipe ha fatto da cornice, domenica 29 marzo, alla presentazione del volume “Quelli della radio”, firmato da Pierluigi Picerno con Gianluca Tenti e pubblicato da Mauro Pagliai Editore.

L’evento si è svolto presso l’Innovation Center di Fondazione CR Firenze, confermandosi come un momento di forte richiamo per appassionati, addetti ai lavori e cittadini.

L’incontro ha evidenziato quanto il mondo della radio continui a suscitare interesse e coinvolgimento, non solo come mezzo di comunicazione, ma come patrimonio culturale e sociale. Il libro ripercorre infatti una vicenda che intreccia storia dell’emittenza locale e identità del territorio toscano, restituendo uno spaccato vivido di un’epoca di grande fermento.

A impreziosire il pomeriggio, gli interventi di Carlo Conti, della sindaca Sara Funaro, del governatore Eugenio Giani e del direttore del Dipartimento Materno Infantile della ASL Toscana Centro Alberto Mattei. Le loro testimonianze hanno arricchito il dibattito con ricordi e riflessioni su una stagione straordinaria per l’informazione e l’intrattenimento radiofonico.

Al centro del volume, il racconto di una generazione capace di trasformare una passione in un progetto imprenditoriale e umano di rilievo. Dalle prime esperienze nelle radio locali fiorentine alla crescita del gruppo Mynet, emerge un percorso fatto di determinazione, intuizioni e capacità di innovazione, senza mai perdere il contatto con il pubblico.

Il libro ripercorre la nascita e lo sviluppo di emittenti che hanno segnato il panorama toscano, come Radio Diffusione Firenze e Lady Radio, fino alle realtà più recenti del gruppo, tra cui Radio Mitology 70-80 e Radio Divina. Progetti nati per intercettare nuovi linguaggi, nuovi gusti musicali e nuovi ascoltatori, mantenendo saldo il legame con il territorio.

Ne emerge il ritratto di un’epoca in cui la radio era molto più di un semplice mezzo: una palestra di idee, una voce vicina alle persone, uno spazio di libertà e sperimentazione. “Quelli della radio” restituisce proprio questo spirito, raccontando una storia fatta di incontri, sfide e visione.

La serata si è conclusa con un momento conviviale, che ha permesso al pubblico di incontrare gli autori e proseguire il confronto in un clima informale e partecipato. Un appuntamento capace di intrecciare memoria e attualità, restituendo valore a una storia che ha segnato il territorio e continua ancora oggi a parlare al presente della comunicazione.

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È morto Roberto Arditti: è stato direttore delle news di RTL 102.5

È lutto per la morte Roberto Arditti.

Il giornalista era stato ricoverato in condizioni descritte come estremamente gravi, dopo un arresto cardiaco.

I supporti vitali – riporta un comunicato – verranno mantenuti attivi dai medici del San Camillo di Roma fino al prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente.

La famiglia ha chiesto il massimo rispetto della privacy.

Roberto Arditti è stato Direttore delle News di RTL 102.5 dal 1992 al 1997 e ha sempre fatto parte della famiglia di questa radio.

Il Presidente Lorenzo Suraci e tutta RTL 102.5 – riporta un comunicato via social – sono vicini alla famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli volevano bene.

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Party Like a Deejay 2026: il grande ritorno della festa al Parco Sempione

Dopo il successo travolgente delle ultime edizioni, con centinaia di migliaia di partecipanti, torna anche nel 2026 Party Like a Deejay, la grande festa firmata Radio Deejay che ogni anno trasforma Milano in un gigantesco hub di musica, intrattenimento e cultura pop.

Dal 5 al 7 giugno, il cuore della città – tra Parco Sempione e Arco della Pace – si animerà con un mix unico di concerti, incontri, attività sportive e momenti di condivisione pensati per un pubblico trasversale, dai fan della radio alle famiglie.


Un format unico in Italia

Party Like a Deejay non è solo un festival musicale: è un’esperienza immersiva che mette insieme radio, live show e intrattenimento urbano.

Durante il giorno, il parco si trasforma in una vera e propria “città del divertimento”, con aree dedicate allo sport, al gioco, alle attività per bambini e agli incontri con gli speaker. Un format che negli anni ha reso l’evento uno dei più riconoscibili nel panorama nazionale.

La sera, invece, tutto converge verso il grande palco dell’Arco della Pace, dove vanno in scena i concerti con alcuni dei nomi più importanti della musica italiana contemporanea.


Tre giorni, tre anime diverse

L’edizione 2026 si sviluppa come un vero e proprio racconto in tre atti:

  • Venerdì 5 giugno – l’apertura
    Il via ufficiale è affidato a “50 Linetti”, uno show speciale di Linus che celebra la sua storia in radio con un racconto tra musica e aneddoti personali.
  • Sabato 6 giugno – il pop contemporaneo
    La prima grande serata live è dedicata agli artisti più amati della scena attuale, in un concerto collettivo che rappresenta una fotografia della musica italiana di oggi.
  • Domenica 7 giugno – cultura urban e memoria musicale
    Il festival si chiude con la “One Two One Two Celebration”, un omaggio alla storica trasmissione hip hop della radio, che riporta sul palco la cultura rap e urban italiana tra passato e presente.

Gli speaker diventano protagonisti

Uno degli elementi distintivi dell’evento è il rapporto diretto con il pubblico.

Attraverso gli Speakers’ Corner, gli ascoltatori possono incontrare dal vivo le voci più amate della radio: da Nicola Savino ad Alessandro Cattelan, fino a Fabio Volo. Non semplici talk, ma veri momenti di interazione tra chi la radio la fa e chi la vive ogni giorno.


Un evento che è diventato un rituale

Nel tempo, Party Like a Deejay si è trasformato in qualcosa di più di un festival: è diventato un appuntamento simbolico dell’inizio dell’estate milanese.

Un luogo dove convivono generazioni diverse, gusti musicali differenti e modi diversi di vivere l’intrattenimento. Dalla nostalgia degli anni ’90 alla scena urban contemporanea, passando per il pop mainstream, tutto trova spazio in un unico grande evento.

E proprio questa capacità di mescolare linguaggi e pubblici è il segreto del suo successo: non solo concerti, ma un’esperienza collettiva che mette al centro la cultura della musica e della radio.

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Autismo, la Rai si mobilita: anche la radio in prima linea per informare e sensibilizzare

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo del 2 aprile, la Rai mette in campo un palinsesto articolato di sensibilizzazione che coinvolge tv, radio e piattaforme digitali, con particolare attenzione al servizio pubblico radiofonico.

Già nei giorni precedenti, la programmazione è stata affiancata dalla campagna della Fondazione Italiana per l’Autismo, con spot istituzionali e il sostegno alla raccolta fondi destinata a progetti scientifici e didattici.

Accanto agli approfondimenti televisivi su Rai1 e e agli spazi informativi delle testate giornalistiche, è soprattutto la radio a distinguersi per continuità e capillarità dell’impegno. Su Rai Radio1, la Giornata sarà raccontata attraverso servizi e interviste nelle principali edizioni dei giornali radio, con il contributo della redazione Scienza e Società. La rete aveva già sostenuto la campagna FIA nei giorni precedenti con programmi come “Progetto Benessere”, “Formato Famiglia” e gli spazi sportivi del weekend.

Ampio spazio anche su Rai Radio2, che il 2 aprile dedica diversi momenti di approfondimento: da “Radio2 Stai Serena” a “Il Pomeriggio di Radio2”, dove sarà ospite Stefano Fonzi, ideatore dell’app BluGo per favorire l’autonomia delle persone nello spettro autistico, fino agli appuntamenti serali “Alle dieci della sera” e “I Lunatici”.

Non meno rilevante il contributo di Rai Radio3, che attraverso “Radio3 Scienza” ha promosso nei giorni scorsi la campagna della FIA, confermando il ruolo della rete come presidio di divulgazione scientifica e culturale.

L’offerta radiofonica si completa online su RaiPlay Sound, con programmi, testimonianze e audio documentari dedicati al tema dell’autismo, rafforzando una narrazione inclusiva e accessibile. Un impegno trasversale che conferma la radio come uno degli strumenti centrali del servizio pubblico nella sensibilizzazione sociale.

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Radio 24 torna protagonista a Vinitaly

Radio 24 torna protagonista a Vinitaly, la principale manifestazione internazionale dedicata alla filiera vitivinicola che si svolge alla Fiera di Verona dal 12 al 15 aprile per trasmettere in diretta alcuni dei suoi principali programmi.

Lo studio di Radio 24 è ubicato nel Padiglione 5 presso lo stand Pasqua Vini, una azienda vitivinicola profondamente radicata nel territorio, che ricerca con costanza la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti.

L’edizione, la numero 58, del Vinitaly quest’anno si inserisce in un contesto globale segnato da forti incertezze geopolitiche e da ricadute economiche evidenti anche nel settore del vino.

All’interno di questo contesto, Radio 24 seguirà la manifestazione in diretta con una serie di programmi e approfondimenti.

Il palinsesto prende il via domenica 12 aprile con “Madre Terra” condotto da Rosanna Magnano, e il programma “Essere e avere” con Maria Luisa Pezzali.

Lunedì 13 aprile spazio allo sport con “Tutti convocati”, che vedrà il collegamento da Vinitaly di Pierluigi Pardo insieme a Carlo Genta in studio a Milano, seguito nel pomeriggio da “Focus economia” con Sebastiano Barisoni.

Martedì 14 aprile si prosegue con “Effetto giorno” condotto da Alessio Maurizi e ancora con “Focus economia”, confermando l’attenzione ai temi economici e di attualità legati al settore.

Mercoledì 15 aprile chiude la programmazione “Due di denari” con Debora Rosciani e Mauro Meazza, mentre nel corso della manifestazione troveranno spazio anche contenuti dedicati ai nuovi linguaggi con il programma “TikTokers” di Marta Cagnola e le interviste di “Si può fare” con Laura Bettini.

Una presenza articolata che accompagna Vinitaly raccontandone non solo i numeri e le tendenze, ma anche le storie, le voci e le prospettive di un settore simbolo del Made in Italy.

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Il Tg1 celebra il successo del Morning Club di m2o

Nel giorno in cui m2o celebra sette anni dall’inizio della direzione artistica di Albertino, avviata il 1° aprile 2019, l’emittente si ritrova al centro di un racconto che va oltre la radio e fotografa un nuovo modo di vivere la musica elettronica.

A rilanciare il fenomeno è stato anche un servizio del Tg1, dedicato al cosiddetto “soft clubbing”, la tendenza che trasforma la domenica mattina in uno spazio di incontro, musica e socialità.

È dentro questo scenario che si inserisce m2o Morning Club, il format con cui la radio ha scelto di portare la propria identità fuori dallo studio e dentro la città, costruendo un’esperienza dal vivo coerente con il suo posizionamento musicale. L’idea è semplice ma forte: spostare il clubbing fuori dagli orari tradizionali della notte, puntando su appuntamenti diurni, accessibili, gratuiti e pensati per una community che vuole vivere la musica in modo diverso, tra dj set, atmosfera rilassata e connessioni reali. È proprio questa la chiave sottolineata anche dal servizio del Tg1, che racconta come “la domenica mattina sia il nuovo sabato sera”.

Il progetto ha preso forma alla Fabbrica del Vapore di Milano, nello spazio del Bar Vapore 1928, ed è cresciuto rapidamente fino a diventare uno degli appuntamenti più riconoscibili della stagione. Dopo il debutto del 18 gennaio 2026, la rassegna ha continuato ad allargarsi: m2o ha annunciato nuove date in aprile, portando il calendario complessivo a nove giornate. L’accesso resta gratuito, con registrazione obbligatoria tramite DICE, confermando la volontà di mantenere l’evento aperto e partecipato, pur con una gestione organizzata degli ingressi.

Le line-up delle prime settimane hanno dato subito il senso dell’ambizione del format. In consolle si sono alternati Albertino, Alex Neri, Vittilucchi, William Djoko, Parisi, Sam Ruffillo, MAGNVM!, Riva Starr, Samuel, Bambonou, Lorenzo Bartolo, fino ad arrivare all’appuntamento del 29 marzo con Stylophonic, Nice7 e Mattei & Omich. Un percorso artistico che tiene insieme nomi riconosciuti della scena elettronica e nuove tendenze, rafforzando la missione editoriale di m2o: presidiare il presente della club culture senza rinunciare alla propria riconoscibilità storica.

Proprio il 29 marzo, Albertino ha partecipato all’evento ed è stato intervistato dalla Rai per il successo dell’iniziativa. Un dettaglio che assume un valore simbolico ancora più forte oggi, alla luce dell’anniversario del suo arrivo alla guida artistica della radio. Per m2o, infatti, il Morning Club non è solo un evento collaterale, ma la prova concreta di una visione che in questi sette anni ha cercato di rendere il brand sempre più riconoscibile, contemporaneo e connesso ai linguaggi reali del pubblico.

Il Morning Club racconta anche l’evoluzione di un’emittente che, sotto la direzione artistica di Albertino, ha lavorato per consolidare il proprio legame con il mondo elettronico, con la scena dj e con una cultura musicale capace di rinnovarsi. In questo senso il format mattutino rappresenta una naturale estensione del progetto m2o: non solo trasmettere musica, ma costruire occasioni di appartenenza, esperienze condivise e nuovi rituali urbani. Si tratta di uno “spazio di incontro tra musica, radio e città”, mentre m2o stessa descrive il Morning Club come un momento in cui pubblico, dj e community possono ritrovarsi in una forma nuova di partecipazione.

A sette anni dall’inizio della sua avventura da direttore artistico, Albertino vede così m2o festeggiare non soltanto una ricorrenza interna, ma anche la capacità di intercettare un cambiamento culturale. Il successo del Morning Club dimostra che la radio, quando sa leggere il proprio tempo, può ancora diventare un motore di tendenze, trasformando un’intuizione editoriale in un fenomeno capace di uscire dall’etere e conquistare anche il racconto televisivo nazionale.

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Udine: inaugurati i nuovi studi per l’emittente diocesana
Radio Spazio

Nuova sede per Radio Spazio, l’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Udine.

Mercoledì 1° aprile, i nuovi studi sono stati benedetti dall’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, e inaugurati alla presenza degli amministratori, dei dipendenti, del vicepresidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Mario Anzil e di Andrea Zini, assessore alla Pianificazione territoriale ed Edilizia privata del Comune di Udine, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale udinese. Redazione, regia e studi di registrazione sono stati allestiti al primo piano dello stabile di via Treppo 5/B dedicato ai media diocesani, operando dunque in più stretta sinergia con la redazione del settimanale La Vita Cattolica, con cui l’emittente radiofonica condivide ora la sede. Settimanale che, peraltro, in questo 2026 celebra i suoi cento anni di pubblicazione.

La piccola (ma significativa) media company formata da Radio Spazio e La Vita Cattolica, società distinte ma entrambe soggette a direzione e coordinamento da parte dell’Arcidiocesi di Udine, rafforza quindi la sua struttura editoriale e commerciale. «La collaborazione tra le due redazioni è fondamentale per risultare essere più funzionali nel servizio che viene offerto alla diocesi» ha affermato l’arcivescovo Riccardo Lamba al momento del taglio del nastro. «Il punto di forza di questa emittente è la sua capacità di trasmettere messaggi belli, positivi e “di valore” partendo da temi di attualità e da significative presenze sul territorio. In aggiunta, utilizza modalità molto all’avanguardia».

Ha espresso soddisfazione il direttore di Radio Spazio e La Vita Cattolica, don Daniele Antonello: «Questi lavori non rappresentano soltanto un intervento strutturale – ha affermato –. Il riassetto degli spazi, oltre a rispondere a un’esigenza di maggiore sostenibilità organizzativa ed economica, nasce dal desiderio di rafforzare l’integrazione tra i media dell’Arcidiocesi udinese secondo una logica crossmediale, favorendo sempre più collaborazione, scambio di idee e progettualità condivise».

Significative le parole di Mario Anzil, vicepresidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia: «Radio Spazio e La Vita Cattolica hanno saputo non solo raccontare cento anni di storia, ma anche ascoltare profondamente le vicende del territorio, comprenderle e restituirle alla comunità. Questo è un patrimonio prezioso. L’inaugurazione di questo nuovo spazio rappresenta una notizia importante per Udine e per il Friuli, perché non si tratta solo di una nuova sede operativa, ma un luogo di incontro, di racconto e di servizio alla comunità. Radio Spazio, da oggi ancora più in sinergia con La Vita Cattolica, rappresenta da sempre una voce autorevole e radicata nel territorio, profondamente legata al Friuli e all’identità friulana e capace di accompagnare la vita delle persone con attenzione all’attualità, sensibilità culturale e forte vocazione sociale. Come Regione Friuli Venezia Giulia – ha concluso il vicepresidente – guardiamo con apprezzamento a realtà come questa, che contribuiscono in modo concreto all’informazione e alla valorizzazione del nostro territorio».

«Radio Spazio è una realtà preziosa per il nostro territorio, perché sa dare voce plurale a esperienze e associazioni del terzo settore che meritano attenzione e ascolto» ha affermato Andrea Zini, assessore alla Pianificazione territoriale ed Edilizia privata del Comune di Udine, presente all’inaugurazione in rappresentanza della giunta De Toni. «In un panorama dell’informazione spesso concentrato su notizie negative, questa emittente riesce a raccontare tante realtà positive che normalmente trovano meno spazio. Il rafforzamento di questa sede e della sinergia con La Vita Cattolica è quindi un segnale importante non solo sul piano della comunicazione, ma anche su quello della coesione sociale e della valorizzazione della comunità locale».

Radio Spazio, da oltre trent’anni “Voce del Friuli”

L’emittente nacque nel 1993 su iniziativa dell’Arcidiocesi udinese guidata allora dall’arcivescovo mons. Alfredo Battisti. La Diocesi acquisì una piccola radio attiva nell’area tarcentina, affidandone la direzione a mons. Duilio Corgnali e il coordinamento editoriale a Grazia Fuccaro. L’emittente diocesana iniziò quindi a trasmettere in via sperimentale nei primi mesi di quell’anno, per essere inaugurata ufficialmente domenica 10 ottobre 1993 con il nome di Radio Spazio 103.

Attualmente Radio Spazio è una delle poche radio private locali presenti a livello regionale; la sua missione è raccontare il Friuli in maniera capillare e costruttiva, a partire dalla sua identità cristiana e profondamente radicata nel territorio. Nella ricca produzione radiofonica – che spazia dall’informazione alla cultura, dall’intrattenimento all’attualità, dallo sport alla salute, dagli spettacoli alle notizie ecclesiali – non mancano trasmissioni in lingua friulana e slovena.

Oltre all’ascolto con le classiche frequenze FM, Radio Spazio è fruibile anche in streaming dal sito www.radiospazio.it, rinnovato nel 2023 e oggi capace di ospitare oltre sessanta rubriche in podcast. Nello stesso anno, l’emittente diocesana è entrata a far parte di un consorzio triveneto di radio che trasmettono anche in DAB (Digital Audio Broadcasting), una tecnologia che permette una diffusione del segnale radiofonico in digitale grazie all’installazione di alcune ulteriori antenne sul territorio. Sempre nel 2023, lo sbarco sulle piattaforme digitali ha permesso un ascolto in modalità podcast su Spotify, Spreaker e miriadi di altre piattaforme.

Gli strumenti digitali permettono una più stretta integrazione con il settimanale diocesano La Vita Cattolica, che a sua volta ha rinnovato nel 2023 la sua presenza su web.

I nuovi studi di Radio Spazio sono stati realizzati grazie al lavoro progettuale e realizzativo di 22HBG e di Luce group di Udine.

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Un romantico “pesce d’aprile” dal passato su Radio7

Radio7 Sette volte radio, che il prossimo 24 aprile compirà 7 anni dalla sua fondazione – traguardo importante per una webradio – ha mandato in onda oggi un piccolo e innocuo “pesce d’aprile” che di sicuro ha un po’ sconcertato gli ascoltatori.

Improvvisamente, nel primo pomeriggio, la programmazione consueta è stata interrotta da una strana interferenza.

Un suono che arrivava dal passato, o almeno così sembrava.

Radio Johnny, ipotetica e mai esistita emittente, è entrata a sorpresa nello streaming di Radio7, con una particolarità inquietante: la programmazione era sì quella del primo aprile, ma del 1980, con canzoni dell’epoca, spot pubblicitari di esercizi non più esistenti, conduttori con la voce molto pompata come andava in quegli anni e un numero di telefono ovviamente inesistente per dediche e richieste, con il dj impegnato in discoteca il sabato sera e la domenica pomeriggio.

Un mondo passato che ritorna attraverso una improbabile interferenza con il suono pompato come avveniva in quegli anni in modulazione di frequenza.

Ma il passato non torna ed era uno scherzo architettato dall’emittente. Dal taglio indubbiamente molto romantico.

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Milano celebra le radio libere: un omaggio alla rivoluzione dell’etere

Milano rende omaggio a una delle più importanti rivoluzioni culturali italiane: quella delle radio libere.

Il Consiglio comunale – come annuncia la vicepresidente Roberta Osculati – ha infatti approvato una proposta per dedicare un luogo della città a queste emittenti, simbolo di libertà e innovazione nel panorama mediatico.

La nascita delle radio libere risale agli anni ’70, quando la fine del monopolio statale aprì l’etere ai privati. In particolare, la storica sentenza del 1976 sancì la liberalizzazione delle trasmissioni locali, dando vita a un fenomeno destinato a cambiare per sempre il modo di comunicare.

Le radio libere non furono solo un’innovazione tecnica, ma anche sociale e culturale. Grazie all’utilizzo della modulazione di frequenza (FM), queste emittenti seppero valorizzare la dimensione locale, creando contenuti mirati e dando voce a nuove forme di espressione, anche politica e giovanile.

Milano ebbe un ruolo centrale in questa trasformazione. Il contesto economico e creativo della città favorì la nascita di numerose emittenti, alcune delle quali destinate a diventare protagoniste della radiofonia nazionale.

Oggi, con questa iniziativa, il capoluogo lombardo riconosce ufficialmente il valore storico e culturale delle radio libere, sottolineando il loro contributo alla democratizzazione dei media e alla partecipazione attiva dei cittadini.

Un tributo che non guarda solo al passato, ma che invita a riflettere sul presente e sul futuro della comunicazione, sempre più aperta, inclusiva e interattiva.

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Radio Kiss Kiss lancia “Cartoline d’Italia”: Max Poli e La Leti raccontano il Paese attraverso le persone

Radio Kiss Kiss presenta un nuovo progetto editoriale pensato per rafforzare il legame con il pubblico: si chiama “Cartoline d’Italia” ed è il format domenicale che promette di trasformare la radio in uno spazio di racconto collettivo.

A partire dal 5 aprile, ogni domenica dalle 9 alle 12, il programma condotto da Max Poli e La Leti accompagnerà gli ascoltatori in un viaggio lungo tutta la Penisola, ma con un punto di vista originale: non i luoghi, bensì le persone saranno al centro della narrazione.

Il cuore del format è infatti la partecipazione attiva del pubblico. Gli ascoltatori saranno invitati a condividere in diretta abitudini, tradizioni e stili di vita, dando vita a un racconto autentico e contemporaneo dell’Italia. Un approccio che riflette l’evoluzione della radio moderna, sempre più orientata verso contenuti interattivi e community-driven.

Dal punto di vista editoriale, “Cartoline d’Italia” punta a presidiare la fascia della domenica mattina con un format riconoscibile e fidelizzante, capace di creare un appuntamento fisso per il pubblico. Non solo intrattenimento, ma anche opportunità per i brand: il progetto si presta infatti a iniziative di comunicazione integrata, con contenuti sponsorizzati, attivazioni territoriali e sinergie digitali.

Con questa novità, Radio Kiss Kiss rafforza la propria identità come medium moderno e partecipativo, capace di unire intrattenimento, storytelling e coinvolgimento diretto degli ascoltatori.

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“RDS Showcase” con Tiziano Ferro, sabato 4 aprile su TV8

Grande attesa per il nuovo evento firmato RDS 100% Grandi Successi: protagonista sarà Tiziano Ferro con uno showcase esclusivo pensato per offrire un’esperienza musicale unica.

L’appuntamento è fissato per sabato 4 aprile alle ore 19.00 su TV8, dove il pubblico potrà assistere a una performance speciale dell’artista, tra i più amati della musica italiana contemporanea.

Il format degli RDS Showcase si distingue per la sua capacità di creare un rapporto diretto tra artista e pubblico. Gli spettatori presenti – selezionati tra gli ascoltatori della radio – vivono un’esperienza ravvicinata, immersiva e autentica, lontana dalle dimensioni dei grandi concerti.

A condurre l’evento sarà Roberta Lanfranchi, che guiderà il pubblico in questo viaggio musicale. L’obiettivo è offrire uno spettacolo che unisca intrattenimento e intimità, valorizzando la voce e la presenza scenica di Tiziano Ferro.

Dopo la messa in onda televisiva, il live sarà disponibile anche on demand su diverse piattaforme, tra cui il sito ufficiale e l’app RDS, oltre ai canali social e digitali dell’emittente. Una strategia multipiattaforma che conferma l’evoluzione della radio verso un modello sempre più digitale e accessibile.

Con questo evento, RDS consolida il proprio ruolo nel panorama dell’intrattenimento musicale, offrendo contenuti esclusivi e rafforzando il legame tra artisti e fan.

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Ricoverato in gravi condizioni il giornalista Roberto Arditti

Nelle ultime ore era circolata online la notizia della morte di Roberto Arditti, rilanciata rapidamente da più fonti e condivisa anche sui social.

La notizia, però, è stata successivamente smentita: il giornalista e consulente di comunicazione è ricoverato al San Camillo Forlanini di Roma in condizioni descritte come estremamente gravi, dopo un arresto cardiaco avvenuto nella notte.

A chiarire il quadro è stato il bollettino dell’ospedale, che ha escluso il decesso e spiegato come Arditti sia sottoposto a supporto intensivo delle funzioni vitali, con prognosi strettamente riservata.

La smentita ha corretto una voce che, nel giro di poco tempo, si era diffusa come se fosse già confermata, generando forte apprensione nel mondo dell’informazione e della comunicazione.

Restano dunque gravissime le condizioni del giornalista, ma al momento non risulta morto. Anche altre ricostruzioni pubblicate nel corso del pomeriggio hanno confermato che la notizia iniziale della scomparsa era infondata, mentre la famiglia ha smentito il decesso.

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