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Radio, investimenti pubblicitari in crescita: +4,3% a gennaio 2026

Partenza d’anno positiva per il mercato pubblicitario radiofonico.

Secondo i dati dell’Osservatorio Fcp-Assoradio, coordinato dalla società Reply, gli investimenti relativi a gennaio 2026 registrano una crescita del +4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Un risultato che si accompagna a performance particolarmente significative su più indicatori chiave: aumenta del +5% il numero degli annunci in secondi, crescono del +5% gli inserzionisti e segnano un incremento del +10% le campagne pianificate.

La dinamica positiva è attribuibile a una pluralità di settori merceologici. Tra i comparti più performanti si distinguono automotive, telecomunicazioni, abitazione, farmaceutici, turismo e tempo libero, a conferma di un utilizzo trasversale del mezzo radio da parte delle aziende.

«Iniziare l’anno con una crescita armonizzata di tutti i KPI — dai volumi ai fatturati, fino al numero di inserzionisti — testimonia una fiducia strutturale nel mezzo», dichiara Monica Gallerini, Presidente Fcp-Assoradio. «Non si tratta di un exploit isolato, ma di una scelta di pianificazione consapevole: il +5% di nuovi inserzionisti indica che il “perimetro” della radio si sta allargando, intercettando brand che cercano un ambiente pubblicitario sicuro, autorevole e capace di generare un alto ritorno sull’investimento (ROI) sin dalle prime battute dell’anno».

Il dato di gennaio consolida dunque il ruolo della radio come mezzo strategico all’interno dei piani media, grazie alla sua capacità di combinare ampiezza di copertura, credibilità e risultati misurabili.

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Carloconti

Carlo Conti e l’appello per salvare la radio in auto: “È un errore toglierla”

Durante la conferenza stampa tenuta il 27 febbraio, in occasione del Festival di Sanremo – trasmesso da Rai1, Rai Radio2, Rai 4K e RaiPlay – Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della manifestazione, ha lanciato un appello alle aziende produttrici di automobili: non togliete le radio dai veicoli.

Conti ha dichiarato infatti:

“Ho sentito che vogliono togliere le radio nelle automobili: sarebbe un errore gravissimo. La radiofonia per me è fondamentale… La soddisfazione più grande è girare in macchina dopo Sanremo e ascoltare le canzoni del Festival alla radio.”

Queste parole non sono semplici affermazioni nostalgiche ma riflettono una preoccupazione più ampia su un fenomeno in corso nel settore auto: l’eliminazione delle stazioni radio tradizionali dai sistemi di infotainment delle nuove vetture, in favore di servizi digitali, connettività in streaming e app integrate.

La radio ha un ruolo culturale profondo in Italia e nel mondo:

  • È stata per decenni la fonte principale attraverso cui intere generazioni hanno scoperto musica, cultura e informazione.

  • Per molti artisti, essere trasmessi “in radio” è ancora oggi sinonimo di successo e di diffusione capillare.

  • Per Conti in particolare, persona cresciuta professionalmente proprio nei contesti radiofonici, la radio ha rappresentato una scuola di musica, di ascolto e di rapporto con il pubblico.

Nel suo intervento, Conti ha sottolineato come la radio sia ancora centrale per la popolarità delle canzoni di Sanremo: uno degli indicatori di impatto di un brano è proprio quante volte viene trasmesso sulle stazioni nazionali e locali – e spesso ci si ritrova proprio in auto ad ascoltarle.

Negli ultimi anni, alcune case automobilistiche hanno iniziato a ridurre o eliminare i ricevitori FM/AM nei nuovi modelli, preferendo sistemi digitali (come Android Auto, Apple CarPlay o servizi di streaming integrati). Questo perché:

  • I costruttori spingono verso un’infotainment più personalizzato e connesso.

  • Le stazioni radio tradizionali, in alcuni mercati, perdono ascoltatori a favore delle piattaforme digitali.

  • Alcuni modelli, anche elettrici o di fascia alta, offrono configurazioni solo digitali per ridurre costi o peso.

Tuttavia, questa evoluzione non è priva di critiche: molti automobilisti apprezzano ancora la radio come servizio gratuito, semplice e immediato, soprattutto fuori dalle aree urbane dove la connettività dati può essere debole o assente.

Non esistono politiche ufficiali europee o italiane che impongano la rimozione delle radio FM/AM dalle auto, ma alcuni produttori locali hanno già annunciato modelli “digital-first” senza sintonizzatore tradizionale, generando dibattito tra consumatori e appassionati. (Nota: questa tendenza è emersa in diversi mercati internazionali e potrebbe essere stata la base delle preoccupazioni citate da Conti, anche se non è stata ancora formalizzata in un obbligo di legge o uno standard industriale in Italia).

Alla luce di questa situazione, Conti ha annunciato l’intenzione di lanciare una petizione pubblica per chiedere alle case automobilistiche di non eliminare le radio nei nuovi modelli.

Il gesto ha un valore simbolico, ma può anche rimettere al centro un dibattito spesso trascurato: la salvaguardia delle tecnologie di comunicazione “tradizionali” come patrimonio culturale e sociale, non solo un semplice optional tecnico.

Il fatto che l’appello sia stato lanciato durante la conferenza stampa di Sanremo – uno degli eventi mediatici più seguiti in Italia – rafforza l’idea che la radio sia ancora percepita come uno strumento di condivisione collettiva, popolare e identitario.

Per ascoltatori e appassionati, lo scenario è duplice:

  • Da un lato, la tecnologia avanza e le soluzioni digitali aumentano le possibilità di fruizione personalizzata della musica.

  • Dall’altro, la radio rimane un catalizzatore culturale, soprattutto per eventi come Sanremo, dove l’immediatezza della trasmissione fa “sentire l’Italia” allo stesso tempo.

Per molti spettatori del Festival, l’immagine evocata da Conti – quella di uscire dall’Ariston, salire in macchina e ascoltare subito le canzoni di Sanremo alla radio – rappresenta il cuore di un’esperienza collettiva che va oltre il singolo programma televisivo.

L’appello di Carlo Conti alla conferenza stampa del Sanremo 2026 ha acceso un dibattito culturale interessante: non si tratta solo di tecnologia o di preferenze personali, ma di un valore simbolico legato alla centralità storica e sociale della radio. In un momento in cui l’infotainment delle auto evolve rapidamente, la richiesta di preservare un elemento apparentemente “minore” come la radio potrebbe diventare un segnale più grande sulla tutela della cultura popolare nell’era digitale.

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FM-world torna a Sanremo: riflettori sul mondo radiofonico

Anche quest’anno FM-world sarà presente a Sanremo per raccontare ciò che spesso resta fuori dall’inquadratura principale: il dietro le quinte radiofonico della settimana più attesa della musica italiana.

L’obiettivo sarà non tanto quello di concentrarsi sui cantanti in gara, quanto piuttosto sulle tante emittenti – nazionali e locali – che animano la città durante il Festival. Un viaggio tra studi temporanei, speaker in diretta e produzioni speciali che rendono la manifestazione un vero laboratorio radiofonico a cielo aperto.

Un tour tra le radio presenti

FM-world realizzerà un vero e proprio tour tra le emittenti presenti nella Città dei Fiori.

Il racconto sarà fatto di collegamenti, incontri e approfondimenti dedicati a chi ogni giorno porta la radio tra la gente, proprio nel cuore della settimana sanremese.

Curiosità, interviste e dirette dalla Città dei Fiori

Non mancheranno curiosità e retroscena dal mondo radiofonico, interviste ai protagonisti, racconti in tempo reale dell’atmosfera sanremese.

Un modo per vivere Sanremo da una prospettiva diversa, quella delle radio che ogni anno trasformano la città in un grande studio diffuso.

Un’opportunità per le emittenti

FM-world offre inoltre un’opportunità unica a tutte le emittenti presenti a Sanremo che desiderano ottenere una visibilità speciale durante la settimana del Festival.

Tutti i dettagli sull’iniziativa sono disponibili qui:
👉 https://www.fm-world.it/sanremo-2026/

FM-world è pronta ancora una volta a raccontare la radio, dove la radio è protagonista.

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Television

Radio e televisioni private, firmata l’ipotesi di rinnovo del CCNL 2026-2028

Il 20 gennaio 2026 è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Radiotelevisioni private 2026-2028, che introduce rilevanti novità economiche e normative per gli impiegati amministrativi e tecnici delle emittenti locali aderenti ad Aeranti-Corallo.

Lo riporta QuiFinanza.it.

Il contratto, con decorrenza dal 1° febbraio 2026 e scadenza normativa al 31 dicembre 2028, prevede aumenti strutturali dei minimi tabellari, l’erogazione di un’indennità una tantum e un rafforzamento della previdenza complementare.

Aumenti retributivi in tre fasi
Gli incrementi salariali saranno distribuiti in tre tranche (febbraio 2026, gennaio 2027 e gennaio 2028) e differenziati tra comparto radiofonico e televisivo locale. Nel settore radio, il Quadro B raggiungerà 1.740,26 euro mensili nel 2028 (+268,39 euro complessivi), mentre nel comparto televisivo i livelli risultano mediamente più elevati: il Quadro A arriverà a 2.035,67 euro (+313,95 euro). Gli aumenti interesseranno l’intera scala classificatoria, con effetti anche sugli istituti indiretti e differiti legati alla paga base.

Indennità una tantum per il recupero inflattivo
Accanto agli aumenti strutturali, l’intesa introduce una indennità una tantum a carattere compensativo per il periodo di vacanza contrattuale. L’importo sarà corrisposto in tre quote annuali tra il 2026 e il 2028: fino a 240 euro annui per i Quadri A del settore televisivo e fino a 215 euro annui per il Quadro B radiofonico. La misura non incide su TFR e mensilità aggiuntive e sarà riproporzionata per part-time o assunzioni in corso d’anno.

Più tutele sulla previdenza complementare
Il rinnovo rafforza anche il welfare contrattuale: dal 1° gennaio 2026 i datori di lavoro dovranno versare un contributo aggiuntivo dello 0,20% della paga base per i lavoratori che destinano il TFR a un fondo pensione. L’obiettivo è incentivare l’adesione alla previdenza integrativa e migliorare la copertura pensionistica futura.

Aggiornamenti normativi in arrivo
Sul piano normativo, le Parti hanno rinviato a un testo coordinato successivo l’aggiornamento complessivo del CCNL, che includerà adeguamenti legislativi, revisioni sui congedi, aggiornamenti delle tipologie contrattuali e il coordinamento con la normativa più recente. Il nuovo impianto diventerà pienamente vincolante dopo il deposito presso il CNEL.

Con questo rinnovo, il comparto delle emittenti locali si avvia verso un triennio di progressivo rafforzamento delle retribuzioni e degli strumenti di welfare, in un quadro di maggiore certezza contrattuale per imprese e lavoratori.

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Primaonline: crescono video views e interazioni per le radio italiane

Secondo la classifica delle Top Radio di gennaio realizzata da Sensemakers per Primaonline, il settore radiofonico registra un andamento positivo sui social: +13% nelle video views e +9% nelle interazioni complessive.

RDS si conferma al primo posto per video views, con una crescita del 20%. Decisivo il contributo di TikTok, che pesa per oltre il 70% delle visualizzazioni. Tra i contenuti più efficaci spicca un post informativo sul ciclone Harry, secondo anche nella classifica per engagement.

In forte recupero RTL 102.5, che rientra sul podio per video views guadagnando 10 posizioni e consolida la leadership nelle interazioni (+50%). L’emittente aumenta anche la frequenza di pubblicazione (+17%), arrivando a una media di quasi 140 post al giorno sui diversi canali social.

Tra i contenuti più performanti del mese, la ricondivisione dell’esibizione del comico Lewis MacLeod — con la sua imitazione di Donald Trump — supera i 10 milioni di visualizzazioni tra TikTok e YouTube e conquista il primo posto per engagement.

Performance in aumento anche per Rai Radio1, che entra nella classifica per video views e risale in quella delle interazioni. Determinante la copertura della strage di Crans-Montana, tema a cui l’emittente ha dedicato quasi 400 post, generando il 58% delle interazioni e il 47% delle visualizzazioni del mese.

Rientra in classifica anche R101, che occupa le ultime posizioni dei ranking. Un solo video TikTok — con vari artisti italiani sulle note di “Soltero” di Leonardo De Andrei — produce oltre il 40% delle performance totali di gennaio.

L’analisi dei Top 10 Best Performing Post indica che i risultati di gennaio sono stati trainati soprattutto da una pubblicazione costante e strutturata più che da singoli contenuti virali. Se la Top 15 mostra volumi in crescita, la Top 10 evidenzia performance più contenute per singolo post, segnale di una strategia orientata alla continuità più che ai picchi di engagement.

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Radiolisten

Audiradio 2026: come si rilevano gli ascolti radiofonici in Italia

In attesa dell’imminente uscita dei dati annuali e del secondo semestre 2025, come vengono rilevati gli ascolti radiofonici nel nostro Paese?

La Nota Metodologica Audiradio 2026 è un documento ufficiale che descrive in dettaglio come viene realizzata l’indagine. Il testo è stato pubblicato da Audiradio S.r.l., la società incaricata di condurre la rilevazione che fornisce i dati di ascolto delle radio italiane, sia nazionali che locali.

Scopo dell’indagine

L’obiettivo principale dell’indagine è misurare in modo statistico e rappresentativo quanti e come ascoltano la radio in Italia. I risultati servono a capire l’audience complessiva delle emittenti, i profili dell’ascolto, e consentono a editori, inserzionisti e operatori di mercato di conoscere l’effettiva portata delle diverse stazioni radio.

Chi è coinvolto

L’indagine è condotta da Audiradio S.r.l., che lavora in collaborazione con istituti di ricerca specializzati come GfK Italia, Ipsos e AltLab. Il documento metodologico è redatto secondo le regole stabilite dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), a garanzia di trasparenza e rigore tecnico.

Come si raccolgono i dati

La raccolta delle informazioni avviene principalmente tramite interviste telefoniche assistite da computer (metodo CATI), rivolte a persone di almeno 14 anni residenti in Italia. Le interviste sono organizzate in tre gruppi distinti – detti “Stream” – che coprono diverse parti dell’indagine:

  • Stream A1 e A2: servono soprattutto per misurare l’ascolto delle radio locali e nazionali e stimare la copertura in vari periodi (giorno medio, sette giorni, ecc.).
  • Stream B: è dedicato principalmente alle emittenti nazionali.
    I dati raccolti da questi tre Stream vengono poi fusi in un unico database per produrre le stime complessive di ascolto.

Campione e rappresentatività

Il campione è costruito in modo da rappresentare fedelmente la popolazione italiana di 14 anni e oltre. Si utilizzano numeri di telefoni fissi e cellulari per assicurare che quasi tutte le persone abbiano la possibilità di essere contattate. L’uso di un quadro unico di campionamento e una distribuzione omogenea delle interviste nel tempo servono a ridurre errori e distorsioni, garantendo che i risultati siano affidabili e confrontabili tra periodi diversi.

Tecniche di elaborazione

Una parte importante della metodologia riguarda la ponderazione dei dati, cioè l’aggiustamento delle interviste per riflettere correttamente l’intera popolazione. Il documento spiega anche come vengono stimati gli ascolti in base a diversi parametri (giorno medio, quarto d’ora medio, ecc.), come si calcolano gli intervalli di confidenza e quali sono le regole per combinare i risultati dei vari Stream.

Cosa include il rilascio dei dati

I risultati finali vengono pubblicati in diversi formati e con cadenze specifiche:

  • Tavole statistiche con i numeri di ascoltatori;
  • Anticipazioni in PDF;
  • Database dettagliati per editori e operatori di mercato.
    La frequenza di pubblicazione è trimestrale per le radio nazionali e mobile semestrale per le radio locali.

Conclusioni

In sintesi, la Nota Metodologica Audiradio 2026 descrive un sistema di misurazione complesso ma strutturato, progettato per offrire dati sugli ascolti radiofonici in Italia. Grazie a un’ampia base di interviste e a procedure statistiche solide, l’indagine permette di cogliere non solo quanto ascoltano le radio tradizionali, ma anche di prepararsi all’inclusione futura di consumi on-demand e digitali.

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Pubblicità radiofonica in crescita: il mezzo chiude il 2025 a +1,8%

Il 2025 si chiude con un segno positivo per la Radio, che conferma il proprio ruolo centrale nel mercato pubblicitario.

Secondo i dati rilevati dalla società Reply per l’Osservatorio Fcp-Assoradio, gli investimenti pubblicitari radiofonici registrano a dicembre un significativo +8,2%, portando il consuntivo complessivo dell’anno a un +1,8%.

Un risultato che evidenzia la solidità del mezzo e la sua capacità di mantenere e rafforzare le proprie quote di mercato in un contesto mediatico in continua evoluzione. «L’analisi del 2025 – ha dichiarato la Presidente di Fcp-Assoradio, Monica Gallerinimette in luce la grande capacità della Radio di consolidare le proprie quote di mercato e di crescere in modo costante. Il dato annuale del +1,8%, ulteriormente rafforzato dal trend di dicembre, testimonia come la Radio rappresenti una certezza per gli investitori: un media moderno, flessibile e capace di offrire ai brand un ambiente pubblicitario di altissima efficacia».

Secondo Gallerini, la crescita trasversale dei comparti merceologici conferma come la Radio sia oggi più che mai un pilastro strategico per le pianificazioni di comunicazione, grazie alla sua capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti nei consumi e ai nuovi linguaggi del mercato.

Nel corso dell’Assemblea di Fcp-Assoradio del 23 gennaio 2026 è arrivata anche la conferma di Monica Gallerini alla Presidenza dell’associazione per il biennio 2026-2028. «Ringrazio i colleghi per la fiducia accordata con questo secondo mandato – ha sottolineato – e tutte le persone che in questi anni hanno affiancato la Presidenza nelle iniziative di valorizzazione del comparto. La Radio è un mezzo molto amato, che ha saputo evolversi in maniera innovativa e continua. Insieme proseguiremo il lavoro di posizionamento che questo media merita, con l’obiettivo di rafforzarne ulteriormente la centralità nelle strategie di comunicazione e promuovere l’eccellenza di un settore in costante trasformazione».

Un quadro che conferma la Radio come uno dei media più solidi e dinamici del panorama pubblicitario italiano.

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Italia Oggi: Bruxelles frena sull’obbligo di radio FM, AM e DAB+ nelle nuove auto

La Commissione europea mette in pausa il progetto del ministero delle Imprese e del made in Italy che mira a rendere obbligatoria, su tutte le nuove auto vendute in Italia, la presenza della radio broadcast – analogica (FM e AM) e digitale DAB+ – anche nei sistemi di infotainment connessi a Internet.

Lo rendo noto Italia Oggi in un articolo di Andrea Secchi.

La posizione dell’Ue arriva in risposta alla notifica del governo italiano sul disegno di modifica del Codice delle comunicazioni elettroniche.

Oggi la normativa prevede l’obbligo del DAB+ solo nei veicoli dotati di autoradio, lasciando scoperti quei modelli che integrano esclusivamente sistemi digitali o connessi. L’Italia intendeva estendere l’obbligo a tutti i veicoli nuovi – auto, furgoni e quadricicli – ma Bruxelles ha chiesto di sospendere l’iter fino al 7 aprile, sollevando dubbi sulla compatibilità della misura con il diritto europeo.

Secondo la Commissione, l’obbligo potrebbe limitare la libertà di scelta dei consumatori, impedendo l’acquisto di veicoli più economici privi di ricevitori radio, e ostacolare il mercato interno. Inoltre, il Codice europeo impone il ricevitore digitale per le autoradio, ma non per altri apparati abilitati a Internet. Bruxelles osserva anche che l’Italia non avrebbe dimostrato perché gli obiettivi non possano essere raggiunti con meccanismi di mercato o iniziative volontarie.

Dal canto suo, il Governo italiano difende la proposta richiamando sicurezza stradale, gestione delle emergenze – in alcuni casi la radio è l’unico mezzo disponibile – e tutela dei consumatori, per garantire l’accesso universale ai servizi radio senza dipendere da connessioni dati o smartphone. Ora la palla torna al Ministero: senza adeguamenti, il rischio è l’avvio di una procedura di infrazione.

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“Fuori Massena” anima l’inverno milanese: radio, musica ed eventi live alla Fabbrica del Vapore

Prosegue con nuovi ospiti e appuntamenti di rilievo “Fuori Massena”, il progetto live firmato Radio Deejay, Radio Capital, Radio m2o e OnePodcast che porta la radio fuori dagli studi e la trasforma in esperienza dal vivo alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore.

L’iniziativa rientra nel programma culturale “Vapore d’Inverno”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, e accompagnerà il pubblico da novembre 2025 a marzo 2026.

Dopo il successo delle prime date, tornano gli appuntamenti di Capital Jam by Radio Capital, con una serie di serate dedicate alla musica dal vivo tra jam session e talk. Sul palco si alterneranno alcuni tra i nomi più rappresentativi della scena italiana: Tiromancino, Tropico, Santamarea, Daniele Silvestri, Frankie hi-nrg mc, Alex Britti, Franco126, Anna Castiglia, Noemi, Subsonica, Willie Peyote, fino al gran finale con Emma Nolde e Francamente. A guidare le serate, dalle 20.30, il padrone di casa Luca De Gennaro, affiancato dalla super band diretta da Vittorio Cosma.

Spazio anche all’intrattenimento con “Deejay contro Deejay”, il format live di Radio Deejay che mette in scena sfide a colpi di quiz e prove di abilità tra le voci più amate dell’emittente e ospiti speciali. Dopo la data di debutto, il calendario prosegue fino a marzo con la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Mandelli, Federico Basso, Matteo Bordone e Aurora Ramazzotti.

Confermata inoltre “m2o Morning Club”, l’esperienza di soft clubbing firmata Radio m2o che unisce musica elettronica, brunch e socialità nello spazio Vapore 128. Dopo l’esordio del 18 gennaio, il format torna domenica 25 gennaio con nuovi dj set, trasformando le mattine milanesi in un appuntamento dedicato alla community urbana e alle nuove tendenze elettroniche.

“Fuori Massena” si conferma uno dei progetti culturali più dinamici dell’inverno milanese, capace di valorizzare la radio come luogo di incontro, partecipazione e racconto contemporaneo all’interno di un palinsesto multidisciplinare che anima la città per tutta la stagione.

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Contributi statali 2026: al via le domande per radio e tv locali

Dal 1° al 28 febbraio, le emittenti radiofoniche e televisive locali italiane potranno presentare domanda per accedere ai contributi statali 2026 previsti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in attuazione del DPR n.146/2017.

Le risorse sono destinate a sostenere il pluralismo dell’informazione, la qualità dei contenuti e l’innovazione tecnologica delle emittenti, sia commerciali sia comunitarie.

Le istanze dovranno essere inoltrate esclusivamente tramite la piattaforma telematica SICEM. Il Ministero ricorda che l’accesso ai contributi è subordinato alla disponibilità degli stanziamenti e al rispetto dei requisiti di regolarità previdenziale, mentre dichiarazioni non veritiere comportano sanzioni previste dal Codice penale. Per supportare gli operatori, il MIMIT ha aggiornato le Istruzioni operative 2026 e attivato servizi di help desk tecnico e amministrativo.

I numeri dell’ultima annualità confermano l’interesse del settore: nel 2025 sono state presentate 1.154 domande, di cui 590 da radio e 564 da televisioni, tra emittenti comunitarie e commerciali. La procedura prevede la pubblicazione di graduatorie provvisorie e definitive, con possibilità di rettifica dei punteggi tramite SICEM. Alcune graduatorie sono state recentemente aggiornate grazie a nuovi stanziamenti, rafforzando l’impatto economico del sostegno pubblico.

Il sistema dei contributi alle emittenti locali si conferma così uno strumento centrale per la tutela del pluralismo informativo e per il rafforzamento del ruolo delle radio e tv territoriali nel panorama mediatico italiano.

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Radio in Svizzera: ascolti stabili nonostante il ridimensionamento dell’FM

Nonostante la parziale dismissione delle trasmissioni in FM, l’ascolto radiofonico in Svizzera resta stabile.

Lo rende noto TvSvizzera.it, che riporta i più recenti dati diffusi da Mediapulse relativi al secondo semestre del 2025.

Secondo le rilevazioni, il 93% della popolazione svizzera sopra i 15 anni ha ascoltato la radio almeno una volta alla settimana tra luglio e dicembre 2025, confermando una sostanziale tenuta dei consumi radiofonici anche dopo la riduzione dell’FM.

Nel periodo considerato, l’ascolto medio giornaliero delle trasmissioni live svizzere ed estere si è attestato a 76 minuti al giorno. Su base quotidiana, la radio ha raggiunto il 69% della popolazione, pari a 5,13 milioni di persone, con una flessione di due punti percentuali. Su base settimanale, gli ascoltatori sono stati 6,95 milioni.

Chi utilizza la radio la ascolta mediamente 110 minuti al giorno, con differenze tra le aree linguistiche: gli svizzero-tedeschi sfiorano le due ore di ascolto quotidiano, mentre gli italofoni si attestano a 111 minuti e i romandi a 93 minuti.

I dati, sottolinea TvSvizzera.it, confermano dunque la stabilità dell’ascolto radiofonico anche nel secondo semestre successivo all’abbandono dell’FM da parte della SSR, che in futuro tornerà comunque a trasmettere anche in modulazione di frequenza.

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Record di visitatori per il Museo Rai di Torino: +38% durante le festività

Il Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino chiude le festività natalizie con numeri da record.

Nel periodo compreso tra il 26 dicembre e il 6 gennaio, il museo torinese ha fatto registrare 26.700 presenze, segnando un incremento del 38% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un’affluenza costante ha caratterizzato l’intero arco delle festività, con una media giornaliera superiore ai 2.200 visitatori, attratti da un percorso immersivo dedicato alla storia, al presente e al futuro della comunicazione Rai, con esperienze interattive che permettono di “giocare” con microfoni e telecamere.

Il picco massimo è stato raggiunto sabato 3 gennaio, giornata in cui si sono contati 3.253 ingressi.

Positivo anche il bilancio complessivo del 2025: nel corso dell’anno il Museo Rai ha accolto circa 258.000 visitatori, facendo segnare una crescita del 20% rispetto al 2024 e confermandosi come uno dei poli culturali più attrattivi del panorama museale torinese.

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