
“Tape Fiction”: su RaiPlay Sound, le voci dimenticate che diventano storie
Sei episodi per esplorare il confine tra realtà e finzione attraverso vecchie registrazioni audio.
È la proposta di Tape Fiction, il nuovo podcast original RaiPlay Sound firmato da Renato Rinaldi, disponibile sulla piattaforma da lunedì 26 ottobre.
Il progetto nasce da una ricerca condotta dall’autore tra i mercatini dell’usato, alla ricerca di vecchie bobine per magnetofoni Geloso. Non musica, ma voci umane rimaste impresse su nastri dimenticati, testimonianze sonore capaci di aprire interrogativi sulle persone che le hanno lasciate e sulle storie che custodiscono.
Tra le centinaia di registrazioni recuperate, Rinaldi si sofferma sulla voce di Luciano, un uomo maturo che negli anni Ottanta scriveva lunghi messaggi di corteggiamento indirizzati a Carla e Marisa, due donne molto più giovani di lui. Dopo averli composti, li leggeva ad alta voce e li registrava con il magnetofono, affidando al nastro pensieri e desideri personali.
La serie si sviluppa in sei episodi, ciascuno dedicato a un aspetto differente della vicenda: dalla scoperta delle registrazioni agli interrogativi sull’identità di Luciano, passando per i tentativi di seduzione e il ruolo del nastro come spazio protetto nel quale esprimere una parte di sé.
Con Tape Fiction, Renato Rinaldi propone un esperimento narrativo che trasforma frammenti di voci dimenticate in materia per costruire storie e indagare esistenze possibili. Il podcast esplora così il rapporto tra ciò che è realmente accaduto e ciò che può essere immaginato, mettendo al centro la capacità della voce registrata di sopravvivere nel tempo a chi l’ha prodotta.
La finzione diventa quindi uno strumento di indagine e interpretazione: non una semplice menzogna, ma una simulazione consapevole, un esercizio del «fare finta» che può rivelare significati inattesi. Le vicende narrate non intendono ricostruire fatti o persone reali, ma utilizzare le tracce sonore del passato per dare forma a nuove possibilità narrative.
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