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27 Novembre 2025
Stefano Piccirillo ha festeggiato il traguardo dei suoi quattro decenni in radio, ripercorsi anche nel libro “Manuale del conduttore radiofonico. I miei primi 40 anni al microfono”. Dall’esordio giovanissimo a Radio Kiss Kiss, al passaggio a RTL 102.5, dall’esperienza a RDS fino a Radio 101, prima del rientro a Radio Kiss Kiss, dove è in onda da oltre vent’anni accompagnando la crescita dell’emittente nell’ultimo decennio.
Tra i messaggi ricevuti per l’anniversario, spicca quello di Marco Mazzoli, che con una nota ironica ha ricordato gli anni condivisi tra radio e vita privata, accennando ad episodi "scabrosi" e "divertenti". Una testimonianza (disponibile cliccando QUI) che ha dato spazio al racconto più personale di Piccirillo, centrato soprattutto sul rapporto umano e professionale con il collega.
Nelle sue parole emerge una visione precisa del mestiere: la radio non è solo conduzione, ma esperienza totale.
Piccirillo racconta come con Mazzoli abbia condiviso una stessa idea di lavoro, fondata sulla presenza costante in studio, sull’impegno quotidiano e sulla passione che non si esaurisce in diretta. «Marco è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via – spiega – e questo dice tutto del suo modo di fare radio». Un impegno che, secondo Piccirillo, si è tradotto in un rapporto autentico con il pubblico, vissuto come una vera comunità, fatta di incontri, risate e momenti condivisi anche fuori dall’etere.
La radio, nelle sue parole, diventa casa, luogo di relazioni sincere e di crescita umana prima ancora che professionale. Gli aneddoti sugli ascoltatori accompagnati in studio, sulle esterne trasformate in esperienze di vita, sui legami nati “tra i corridoi e le risate” restituiscono l’immagine di un mezzo capace di costruire famiglie oltre che palinsesti.
«Il successo di Marco è naturale – conclude Piccirillo – perché nasce dal modo in cui ha sempre vissuto questo lavoro: come se fosse il primo giorno». E in questa filosofia, fatta di dedizione, ironia e autenticità, si riflette tutta una carriera che, a quarant’anni dal primo microfono, continua a parlare la lingua più semplice e più difficile insieme: quella della passione vera per la radio.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]