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15 Gennaio 2026
La questione rientra nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Secondo Bruxelles, il nostro Paese non avrebbe adottato misure amministrative adeguate per eliminare le interferenze nella banda 87,5–108 MHz attribuite ad alcuni impianti FM italiani.
Nel corso dell’incontro, il coordinatore di Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, avv. Marco Rossignoli, ha ripercorso la cronistoria della vicenda – dal Piano di Ginevra GE84 ai recenti confronti in ambito europeo – evidenziando la forte preoccupazione del comparto radiofonico. Preoccupazione ribadita anche da Franco Mugerli, presidente Corallo e membro dell’esecutivo Aeranti-Corallo.
È stato ricordato che l’Italia dovrà rispondere a breve alla lettera di costituzione in mora ricevuta dalla Commissione UE lo scorso novembre: in caso di risposta non ritenuta soddisfacente, la procedura potrebbe evolvere fino al deferimento alla Corte di Giustizia UE, con il rischio di sanzioni finanziarie.
Nel dibattito è stato inoltre richiamato l’incontro del 30 dicembre presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha coinvolto associazioni di categoria, RAI, AGCOM e Fondazione Ugo Bordoni, per valutare possibili strategie di mitigazione. In tale sede, Aeranti-Corallo ha escluso soluzioni basate sulla disattivazione o riduzione massiva degli impianti FM, chiedendo invece l’apertura di un tavolo tecnico per individuare interventi compatibili con la tutela del sistema radiofonico locale.
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