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10 Settembre 2026
È quanto emerge dal comunicato diffuso dai giornalisti e dai dipendenti delle due redazioni, riuniti l’8 settembre, che contestano il progressivo ridimensionamento delle trasmissioni e le prospettive delineate dai vertici di RTV Slovenia.
Al centro della protesta ci sono la riduzione delle risorse, il mancato ricambio del personale e l’incertezza legata alla riforma della Legge sulla RTV, oltre al referendum consultivo sull’eventuale eliminazione del canone radiotelevisivo. Particolare preoccupazione viene espressa per la proposta di modificare l’attuale riferimento ai “programmi” delle comunità nazionali autoctone sostituendolo con il termine più generico di “contenuti”.
Secondo i lavoratori, una simile modifica rischierebbe di indebolire le garanzie legislative e l’autonomia dei programmi italiani, mettendo in discussione anche il ruolo del Centro radiotelevisivo regionale nel quale vengono prodotti. Le redazioni chiedono quindi piena autonomia organizzativa, propositiva e finanziaria, attraverso anche l’istituzione di un’unità di produzione autonoma.
Un altro punto contestato riguarda la mancata sottoscrizione del contratto relativo ai finanziamenti aggiuntivi e vincolati destinati dal Governo sloveno ai programmi delle comunità nazionali. I dipendenti chiedono al Consiglio di amministrazione di RTV Slovenia di chiarire pubblicamente le ragioni della mancata firma e le conseguenze che questa situazione sta producendo sull'attività delle redazioni.
Nel documento viene inoltre rivendicata la specificità di Radio e TV Capodistria come servizio pubblico rivolto a una comunità minoritaria e transfrontaliera, con un ruolo che va oltre i confini della Slovenia e interessa l'area storica di insediamento della Comunità nazionale italiana, compresi i territori di Slovenia, Croazia e le vicine regioni italiane.
Tra le richieste figurano anche un piano di ricambio del personale giornalistico e tecnico, risorse finanziarie certe e un sistema di finanziamento pubblico stabile, oltre a strumenti che garantiscano la diffusione e la visibilità delle trasmissioni italiane nell'intera area di riferimento.
Il documento si conclude con un appello rivolto alle istituzioni: “Chiediamo garanzie per il futuro dei programmi radiotelevisivi della Comunità nazionale italiana”.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]