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“La radio resta un mezzo insostituibile”: l’intervista di Century Radio

Nuova puntata di “Century Radio”, dedicata ai cento anni della radiofonia, all’interno del portale “Recensiamo Musica”.

Pio Russo ha intervistato in merito il giornalista, esperto di media, Nicola Franceschini.

Il direttore di FM-world ha descritto la radio come un medium in continua evoluzione, capace di adattarsi ai cambiamenti, mantenendo credibilità e identità.

Ha ricordato come FM-world sia nato nel 1998 in un’epoca pionieristica del web, poi cresciuto fino alla collaborazione con 22HBG e alla creazione dell’app.

Ha poi raccontato della propria passione nata da bambino, coltivata tra radio locali, giornalismo e televisione, sottolineando come i diversi media nella sua esperienza si intreccino naturalmente, pur riconoscendo alla radio un valore emotivo superiore.

Interrogato sul futuro, Franceschini ha definito la radio “insostituibile”, convinto che nessun altro mezzo potrà prenderne il posto.

L’intervista integrale è disponibile cliccando QUI.

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Piccirillo

Stefano Piccirillo celebra 40 anni di radio: il messaggio speciale di Marco Mazzoli

Stefano Piccirillo ha festeggiato 40 anni di radio.

La sua è una lunga ed intensa carriera, fatta di passione e amore per il mezzo, che ha attraversato numerose importanti realtà del nostro Paese.

Dai primi anni – giovanissimo – a Radio Kiss Kiss, alla telefonata a sorpresa che lo portò a RTL 102.5. Dai tempi di RDS – quando col format 50% musica italiana, 50% musica internazionale era la prima emittente in Italia – all’esperienza milanese di Radio 101.

Fino al ritorno a Radio Kiss Kiss, dove, da oltre vent’anni, è in onda ogni giorno ed ha vissuto con tutto lo staff l’esponenziale crescita degli ascolti dell’ultimo decennio.

Piccirillo ha pubblicato nei mesi scorsi il libro “Manuale del conduttore radiofonico. I miei primi 40 anni al microfono”, un testo che gli ha portato tanti attestati di stima sia dagli ascoltatori, sia dai colleghi di tutte le radio.

Ultima – non per importanza – tra le testimonianze ricevute è quella di Marco Mazzoli, ‘anima’ da oltre 25 anni de “Lo Zoo di 105”, ma anche di Revolution 93.5 a Miami.

“Quarant’anni, quarant’anni di radio e tre vissuti insieme con delle storie che non posso raccontare qua, ma che spero tu abbia raccontato nel tuo libro, perchè sono molto scabrose, ma allo stesso tempo anche molto divertenti”, scherza Mazzoli nel video che riportiamo. “Grande Stefano, numero 1!”, conclude.




Emozionato, come accade ogni volta in cui parla della sua professione che ama ancora come agli esordi, Stefano Piccirillo ha voluto commentare così, per FM-world, questo anno che, grazie al suo libro, lo ha portato a rapportarsi con tanta gente.


“‘I miei primi quarant’anni di radio’ è un manuale che mi sta dando delle soddisfazioni pazzesche. Prima di tutto a livello personale, perchè arriva prima la persona e poi il professionista.

Questo concetto è stato confermato da tanto amore, affetto e stima da parte di campioni della radio che mi hanno testimoniato un bene, un affetto, una stima che mi fanno sorridere il cuore e che mi danno veramente tanta gioia.

Mi dà tanta gioia l’incontro con le persone, perchè essendo questo un manuale con numeri e suggerimenti su come fare radio, ma su come approcciare alla vita, proprio allo stile di vita di un conduttore radiofonico, di un autore, di un programmatore musicale, di un direttore artistico, di un regista, di un disc jockey, insomma di un addetto ai lavori della radio. È proprio la vita raccontata attraverso tutte le mie esperienze. È bellissimo incontrare le persone, è bellissimo incontrare i ragazzi a scuola, alle scuole superiori, ai presidi delle scuole che mi invitano a parlare di comunicazione radiofonica, alle università, alle aziende, ai singoli che non sono solo ascoltatori ma sono grandi appassionati che magari vorrebbero fare radio o a tanti conduttori che sono in corsa e troppo buoni con me, che grazie anche al loro “grazie” nei miei confronti fanno questo lavoro.

Quindi è un’avventura che continua con tanti nuovi appuntamenti, non solo in libreria, ma appunto in scuole, università, circoli e accademie. E soprattutto persone, l’incontro con le persone. E raccontare tutto questo davanti alle persone è un’altra forma di comunicazione fantastica, insieme al mio fare radio che mi piace molto, quindi vi aggiornerò sui prossimi appuntamenti.

Questo che vedete di Marco è un altro segno di grande affetto. È l’affetto che soltanto tra “campioni di radio” ci può essere perchè è legato alla stima, che è assolutamente reciproca”.


In attesa, dunque, delle prossime tappe ‘live’ di Stefano Piccirillo, che cosa si cela dietro ai tre anni di convivenza radiofonica tra Mazzoli e lo stesso Piccirillo, su cui si scherza nel video? Torneremo presto sull’argomento, ma intanto ancora tanti auguri per l’importante traguardo.
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Radio Centrale cambia proprietà: la storica emittente cesenate verso un nuovo rilancio

A quasi mezzo secolo dalla sua fondazione, Radio Centrale apre un nuovo capitolo della propria storia.

Dopo 49 anni alla guida, il fondatore Franco Botta ha infatti ceduto la proprietà dell’emittente, segnando una svolta che l’edizione di Cesena de Il Resto del Carlino definisce come “un passaggio simbolico per una delle voci più identitarie del territorio”.

La radio, nata a Cesena e da sempre punto di riferimento per gli appassionati di musica, si prepara ora a una ripartenza che passa anche da un cambiamento logistico: dalla storica sede di viale Bovio il quartier generale si sposta agli ampi spazi del Centro Sportivo di Ronta, in via Ravennate 4154. Una struttura di 200 metri quadrati, rinnovata e pronta ad accogliere progetti editoriali e tecnologici di nuova generazione.

La maggioranza dell’emittente è stata rilevata da Roberto Righi e Thomas Montesi, già protagonisti del rilancio di Radio Cesena.

Righi, nuovo direttore artistico, è un volto noto della notte romagnola e una figura legata a Radio Centrale da tre decenni. “Nel 2026 l’emittente compirà 50 anni – spiega – e vogliamo celebrare questo traguardo con investimenti concreti, idee innovative e un progetto che guardi al futuro”.

La missione resta però la stessa: raccontare il territorio. “Una radio locale deve avere radici solide nel luogo che rappresenta – sottolinea Righi – per questo continuiamo a dare centralità all’informazione locale, alle rubriche e al dialogo continuo con il pubblico”.

Il nuovo corso di Radio Centrale passa anche dal potenziamento tecnologico: investimenti nel DAB+ per ampliare la copertura regionale, miglioramento dei canali streaming e l’introduzione di podcast dedicati. Una trasformazione che guarda avanti senza dimenticare il famoso jingle che in tanti continuano a ricordare: “Che bello ascoltare Radio Centrale”.

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Tra qualità e contemporaneità: il nuovo volto di Rai Radio2 raccontato dal direttore Giovanni Alibrandi

Nella seconda metà di settembre, ha preso il via il nuovo palinsesto di Rai Radio2.

Tanti i cambiamenti e gli arrivi (da Elenoire Casalegno a Belén Rodriguez, tra i nomi più in vista), conferme importanti (dal Ruggito del Coniglio a Radio2 Social Club, fino a Caterpillar, ora in fascia serale) ed una playlist più contemporanea.

A volere un nuovo volto per l’emittente Rai è il direttore Giovanni Alibrandi, in carica da giugno 2025 e che, con la partenza della stagione 2025/2026, ha reso operative le scelte fatte.

Lo abbiamo intervistato, per approfondire il lavoro svolto nella stesura dell’attuale palinsesto.

* A chi si rivolge la nuova Radio2?

Il pubblico di riferimento sono gli Adulti (35-55 anni) con un livello di istruzione medio-alto. Questi ascoltatori cercano una radio generalista che sia intelligente e di compagnia, ma che proponga una selezione musicale più curata e ricercata rispetto ai grandi network commerciali. La strategia è calibrata in modo da non escludere gli ascoltatori fedeli che seguono la rete da anni, offrendo loro un’evoluzione della proposta senza tradirne i valori di fondo che sono qualità e autorialità. Ma la sfida è quella di riconquistare più gente possibile, raggiungendola con un’offerta ampia, “fresca” e rivolta a tutti.

* Da tre settimane, è tornato in onda Fiorello. Come si inserisce nel palinsesto attuale?

Fiorello è da sempre un valore aggiunto, qualsiasi progetto intraprenda, siamo felicissimi di averlo con noi.

* Cambiamenti anche sulla musica: com’è stata modificata la playlist e per che tipo di pubblico è pensata?

Rai Radio2, pur mantenendo la sua vocazione di radio generalista ad alto contenuto parlato, ha implementato modifiche significative alla sua programmazione musicale per definire un’identità sonora più mirata e contemporanea. La strategia musicale di Radio2 si è orientata verso una riscoperta della qualità e della contemporaneità, bilanciando le novità con le tracce che hanno fatto la storia della radio. La linea editoriale è decisamente più contemporanea e meno “vintage” rispetto al passato, pur mantenendo standard qualitativi elevati. L’intenzione è quella di dare ampio spazio a giovani cantautori, artisti indie e pop/rock italiani che non trovano la stessa visibilità nei network commerciali di “soli grandi successi”. L’intento è anche quello di posizionare Radio2 come scopritore e promotore di talenti. Abbiamo sensibilmente ridotto alcuni dei grandi successi del passato a favore di una rotazione concentrata sull’attualità musicale degli ultimi 10-15 anni, inclusi i famosi “recuperi” di brani recenti che meritano risalto. La selezione musicale rivista è pensata per consolidare il legame con l’ascoltatore storico e attrarre, allo stesso tempo, un pubblico culturalmente più esigente.

* Anche i jingle e bumper pubblicitari sono recentemente cambiati.

L’identità sonora (i jingle, i bumper e i liner che separano i programmi e la pubblicità) è oggetto di un profondo restyling per modernizzare l’immagine di Radio2, in linea con l’identità del servizio pubblico votato alla qualità culturale. Lo stile è un mix di vivacità richiesta da una radio generalista, i nuovi jingle presentano melodie cantate che hanno l’obiettivo di essere orecchiabili e immediatamente riconoscibili, creando un legame emotivo con l’ascoltatore.

* La visual radio rimarrà uno degli obiettivi dell’emittente? Non tutti i programmi sono ‘visibili’.

È in corso un dibattito tra chi scinde la radio ancora legata alle sue radici e chi la intende come un fornitore di contenuti multimediali. La Visual Radio ha una funzione essenziale perché garantisce la sopravvivenza e la rilevanza del brand radiofonico anche dove si concentrano gli investimenti pubblicitari ma deve essere complementare al brand e non alternativa. L’errore strategico è confondere la Visual Radio con la televisione. Il prodotto deve rimanere funzionale all’ascolto distratto ma se l’audio di base non è solido, nessun video lo salverà.

* Tra i vari incarichi da lei ricoperti in Rai, quello della radio è sostanzialmente una novità. Come vede questo mondo, spesso erroneamente considerato come la “Cenerentola” del ‘servizio pubblico’?

In realtà la mia storia in Rai inizia proprio nella radio, 36 anni fa, ed è stata già allora una formidabile palestra per un giovane giornalista come me che si interfacciava per la prima volta con la più grande azienda culturale del nostro Paese. La radio ha compiuto da poco 101 anni e gode di ottima salute, per la sua capacità di attraversare epoche e generazioni senza snaturarsi ma anzi, aggiornandosi e tenendo il passo della modernità e anche per la grande cura e attenzione che la Rai ha sempre dedicato alla sua radiofonia.

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Albertino a DJ Mag Italia: “Radio m2o è cresciuta grazie alla ricerca musicale e alla visione artistica”

Albertino, direttore artistico di Radio m2o da sei anni, ha rilasciato un’intervista a DJ Mag Italia, in cui ha parlato della sua visione e dell’evoluzione della radio sotto la sua guida.

Durante questi anni, m2o è diventata una delle principali emittenti di riferimento per la musica elettronica in Italia, raggiungendo oltre 2 milioni di ascoltatori.

Albertino ha sottolineato come l’evoluzione del sound di m2o sia stata una scelta condivisa con l’editore, che ha voluto un cambio radicale del progetto. Con un format CHR, m2o è diventata una radio riconoscibile per il suo sound e la sua programmazione, che mescola tracce nuove, hit di qualche anno fa e brani degli anni ’90.

Il direttore artistico ha puntato molto sulla ricerca musicale, alla base della selezione dei brani, dove l’intuizione gioca un ruolo fondamentale nella scelta di ciò che potrebbe diventare una hit.

Un altro punto di forza di m2o, secondo Albertino, è stata la capacità di mantenere una radio immediatamente riconoscibile, nonostante le molteplici alternative digitali come le app e i social media. L’emittente ha avuto successo non solo in termini di ascolti, ma anche di fatturato, consolidandosi come una realtà di riferimento.

Albertino ha anche parlato del suo rapporto con la scena underground e quella mainstream del DJing. Con la trasmissione Dance Revolution, ha l’opportunità di esplorare sonorità più sperimentali, pur non rinunciando al contatto con artisti di grande nome del panorama mainstream e underground, come Ralf, Alex Neri e Joseph Capriati.

Infine, ha dato un consiglio agli emergenti, suggerendo di dedicarsi maggiormente allo studio e alla ricerca musicale, per riscoprire la profondità e la storia dietro ogni traccia. Inoltre, ha parlato di m2o PLUS, la nuova iniziativa sui social che offre contenuti esclusivi, come interviste e approfondimenti, per valorizzare la professione artistica e coinvolgere il pubblico in modo innovativo.

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Claudio Cecchetto a ‘Ciao Maschio’: “Max Pezzali il più riconoscente, Linus è direttore di due radio che ho creato io”

Claudio Cecchetto è stato protagonista della puntata di “Ciao Maschio”, il talk di Rai1 condotto da Nunzia De Girolamo, andato in onda sabato 11 ottobre e disponibile su RaiPlay.

Il talent scout e produttore discografico, figura centrale della radio e della televisione italiana dagli seconda metà degli anni ’70, ha ripercorso alcune tappe della sua carriera affrontando il gioco “Cosa lasci e cosa tieni”. A metterlo alla prova tre nomi legati al suo percorso: Gerry Scotti, Linus e Max Pezzali.

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«Tre montagne, è difficile scegliere» ha ammesso Cecchetto, spiegando il legame che ancora lo unisce a Gerry Scotti: «Ci sentiamo spesso, andiamo a cena, è un intenditore incredibile di cibo e vino». Ma, alla fine, la scelta è caduta su Max Pezzali: «È il più riconoscente. Quando gli proposi San Siro mi telefonò e mi disse: “Io entro a San Siro solo se vieni con me”».

Il passaggio più pungente è arrivato con il riferimento a Linus: «Beh, gli ho risolto la vita. Oggi è direttore di due radio che ho creato, penso sia felice di avermi conosciuto».

Non sono mancati momenti più intimi e riflessivi. «Il dispiacere c’è sempre, perché quando qualcuno ha avuto bisogno di te era disposto a tutto… ma quando sei tu ad aver bisogno, è difficile trovarli. La vita è fatta così: c’è chi è riconoscente e chi no» ha raccontato Cecchetto, chiarendo però di non avere rancori: «Non parlo di rapporti interrotti. Semplicemente, capita che quando non ci si frequenta più, qualcuno sparisca. Ma va bene così: nella vita si dà, e non sempre si riceve».

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Cicciolina racconta a Panorama l’epoca di Radio Luna: «La mia storia meriterebbe una serie Netflix»

In un’intervista rilasciata a Panorama, Ilona Staller – in arte Cicciolina – ripercorre la sua carriera e in particolare gli esordi legati alla radio.

L’artista sottolinea come il suo mito sia nato negli anni ’70 dagli studi di Radio Luna a Roma, durante le celebri dirette notturne:

«I cicciolini e le ciccioline erano le persone che mi ascoltavano. Raccontavo storielle, parlavo di sessualità senza tabù e dialogavo in diretta con il pubblico. Era uno scandalo continuo, ma i miei spettacoli erano un trionfo».

Cicciolina ricorda le denunce ricevute per offesa al comune senso del pudore, ma anche il successo dei suoi live nelle discoteche e nei club dell’epoca, definiti pionieristici: show tra atmosfere fiabesche e provocazioni, con costumi trasformisti, fumi, bolle di sapone e brani cantati dal vivo. «Ero Lady Gaga in anticipo di cinquant’anni», commenta.

L’intervista tocca anche la carriera musicale, con brani provocatori come Muscolo Rosso, e quella cinematografica, prima in commedie sexy e poi nel cinema erotico.

«La mia è una storia pazzesca che meriterebbe di essere raccontata in un grande film o in una serie tv a puntate per Netflix», dichiara a Panorama.

Il cuore del racconto, tuttavia, resta legato a quella stagione radiofonica che trasformò Cicciolina in un fenomeno mediatico internazionale, anticipando linguaggi e modalità di intrattenimento che sarebbero esplosi solo decenni dopo.

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