
Premio giornalistico “Natale UCSI” 2025: alla radio il riconoscimento per raccontare il bene che c’è
Si è svolta ieri, sabato 20 dicembre, nella sede del Comune di Verona, la cerimonia di consegna del Premio giornalistico nazionale “Natale UCSI” 2025, dedicato alle buone notizie e alle storie capaci di illuminare le zone d’ombra della contemporaneità.
Un riconoscimento che, da oltre trent’anni, valorizza un giornalismo attento alle persone, alle fragilità e alle possibilità di riscatto.
Al centro dell’edizione 2025, temi di forte impatto sociale: l’infanzia negata dalle guerre, il sostegno nella malattia, la didattica dell’inclusione, l’accoglienza senza barriere, l’imprenditoria virtuosa, fino alla forza di ricominciare dopo esperienze di emarginazione o violenza. In totale 146 le candidature arrivate da tutta Italia.
Tra i premi assegnati, particolare rilievo al Premio UCSI – Fondazione Cattolica alla Radio, conferito a Rita Pedditzi di Rai Radio1 per il servizio “Fili di speranza”. Un riconoscimento che sottolinea il ruolo della radio come mezzo capace di dare voce a storie di impegno concreto e solidarietà. Il lavoro premiato racconta la sartoria missionaria “Fili di speranza” di Ladispoli, esempio di imprenditorialità femminile che, attraverso il lavoro e la creatività, aiuta a ricucire vite segnate dalla difficoltà, trasformando l’inclusione in azione quotidiana.
Accanto al premio radiofonico, sono stati assegnati il premio alla Stampa a Michela Iaccarino (Famiglia Cristiana), quello alla Tv a Laura Meda (èTvMarche), la Targa Athesis a Caterina Aurora Malanetto (La Stampa), il Premio Genio della donna – Fondazione BPV ad Agnese Pellegrini (Credere) e il Premio Giornalisti e società – CET a Lucia Capuzzi (Avvenire). Menzioni speciali sono andate ad Anna Laura Folena (Giornale AIL Verona) per la Stampa e a Silvia Piasentini (Telepace Trento) per la Tv.
Durante la cerimonia, il senso profondo del premio è stato richiamato anche dalle parole di Papa Francesco, riprese nel messaggio che accompagna l’iniziativa: «Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la terra», sintesi di un giornalismo che sceglie di raccontare “il bene che c’è e che spesso non si dice”. Un approccio ribadito dagli interventi istituzionali, che hanno sottolineato il valore civile di una narrazione sobria, autentica e lontana dai titoli ad effetto.
Con il premio 2025, l’UCSI conferma così la propria missione: sostenere un’informazione capace di generare fiducia, offrire prospettive e restituire dignità alle storie che, attraverso anche la radio, continuano a tenere insieme le comunità.
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