A Milano, si è tenuto lunedì 9 marzo il World Radio Day 2026, occasione di confronto sul futuro del mezzo radiofonico tra innovazione tecnologica e tutela delle infrastrutture broadcast.
Tra gli interventi anche quello di Rosario A. Donato, direttore generale di Confindustria Radio Televisioni, che ha parlato ai microfoni di ACI Radio a margine dell’evento.
“La radio via IP non è anonima: è possibile tracciare le abitudini di ascolto degli utenti, un patrimonio di dati che le grandi piattaforme internazionali utilizzano per finalità commerciali. Questo, però, non significa opporsi alla tecnologia”, ha spiegato Donato. “Il settore radiofonico italiano guarda con interesse all’innovazione, pur difendendo il valore delle infrastrutture broadcast”.
L’intervento si è inserito nel dibattito promosso dalla campagna #RadioInAuto, lanciata dall’associazione in occasione della Giornata Mondiale della Radio del 13 febbraio. L’iniziativa richiama l’attenzione sull’importanza di garantire un accesso semplice e immediato alla radio negli autoveicoli, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: FM, DAB/DAB+ o IP.
Secondo i dati ricordati durante l’evento, ogni giorno la radio in auto raggiunge circa 27 milioni di ascoltatori in Italia, un numero che conferma la resilienza del mezzo e la sua centralità nelle abitudini quotidiane degli italiani anche in un ecosistema mediatico sempre più digitale.
Il tema centrale della campagna riguarda proprio la presenza e l’accessibilità dei ricevitori radio FM e DAB nei veicoli. Negli ultimi anni alcune case automobilistiche hanno infatti iniziato a introdurre sistemi di infotainment che privilegiano l’ascolto via internet o tramite applicazioni, riducendo la centralità della diffusione broadcast.
In questo scenario, Donato ha ribadito come la radio IP presenti caratteristiche molto diverse rispetto alla trasmissione via etere. Per gli editori radiofonici, ha spiegato, FM e DAB restano il core business, perché garantiscono accesso immediato, gratuità e affidabilità, soprattutto in situazioni di emergenza o in aree dove la connessione internet non è stabile.
“Il punto fondamentale è garantire la libertà di scelta agli ascoltatori. Gli utenti devono poter decidere come ascoltare la radio, senza che l’accesso alle trasmissioni in FM e DAB venga limitato o reso meno immediato”, ha aggiunto il direttore generale di CRTV. “FM, DAB e IP possono convivere, senza che una tecnologia escluda l’altra”.
Un eventuale cambiamento nelle modalità di fruizione, ha osservato Donato, avrebbe effetti profondi sull’intera industria radiofonica, dal modo di produrre contenuti ai modelli economici del settore. L’Italia, ha ricordato, ha investito molto nello sviluppo delle infrastrutture broadcast, portando la copertura DAB a circa il 90% del territorio nazionale grazie agli investimenti degli operatori radiofonici.
“In questo contesto – ha concluso – il settore ribadisce l’importanza di garantire la presenza e l’accesso immediato alla radio nei veicoli, preservando un equilibrio tra innovazione tecnologica e continuità del servizio. La radio continua così a dimostrare la propria forza: un mezzo accessibile, affidabile e capace di adattarsi alle trasformazioni tecnologiche senza perdere la propria identità”.
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