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03 Agosto 2026
Secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino, l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) dovrebbe concedere l'autorizzazione ufficiale nel corso del mese di agosto, consentendo il ritorno delle trasmissioni analogiche già dal prossimo autunno.
L'obiettivo dell'emittente pubblica svizzera è quello di garantire nuovamente una copertura estesa dell'intero territorio nazionale, con tre programmi radiofonici destinati a ciascuna delle quattro regioni linguistiche del Paese. Intanto, l'UFCOM ha già autorizzato una serie di test tecnici, avviati lo scorso 20 luglio, in vista della riattivazione del servizio.
Il ripristino della rete FM comporterà però un investimento significativo. In una fase iniziale i costi operativi sono stimati in circa 6,6 milioni di franchi svizzeri all'anno, anche a causa dell'utilizzo di infrastrutture che richiedono interventi di aggiornamento. Secondo documenti citati dal Corriere del Ticino, ulteriori lavori previsti nel 2027 potrebbero far salire la spesa annuale fino a 15 milioni di franchi.
La SSR aveva abbandonato la diffusione in FM nel gennaio 2025, scegliendo di trasmettere esclusivamente attraverso il DAB+. Tuttavia, nei mesi successivi al passaggio completo al digitale, le emittenti del servizio pubblico avrebbero registrato un calo di circa il 6% della quota di mercato.
A determinare il cambio di strategia è stata anche una decisione politica. Il Parlamento svizzero, infatti, ha approvato una mozione che prolunga la possibilità di utilizzare la banda FM, rinviando la prevista dismissione definitiva della tecnologia analogica.
Alla base della scelta vi è il timore che una parte del pubblico, trovandosi senza la possibilità di ascoltare le emittenti private ancora presenti in FM, potesse preferire sintonizzarsi su radio estere anziché acquistare ricevitori compatibili con il DAB+.
Per questo motivo la SSR ha deciso di riallinearsi al resto del settore radiofonico svizzero, ribadendo che l'abbandono definitivo della FM avrebbe senso soltanto se avvenisse contemporaneamente per tutti gli operatori. Continuare a trasmettere esclusivamente in digitale, infatti, avrebbe rischiato di tradursi in una perdita significativa di ascoltatori.
(Si ringrazia Andrea Lombardo per la collaborazione)
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