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26 Giugno 2026
Secondo i dati dell'Osservatorio Fcp-Assoradio, coordinato dalla società Reply, nel mese di maggio 2026 gli investimenti pubblicitari sulla radio hanno registrato una flessione del 3,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il bilancio dei primi cinque mesi del 2026 si attesta invece a -1,6%.
L'analisi merceologica conferma la centralità di alcuni comparti tradizionalmente forti per il mezzo radiofonico. Tra i principali investitori nei primi cinque mesi dell'anno figurano infatti i settori della distribuzione, dell'automotive e del tempo libero.
Non mancano, tuttavia, segnali positivi. In termini di crescita degli investimenti rispetto allo stesso periodo del 2025, si distinguono in particolare i comparti farmaceutico, gestione casa e toiletries, che evidenziano un progressivo ampliamento della platea degli investitori.
Un dato particolarmente significativo arriva dal mese di maggio, quando il numero complessivo delle aziende investitrici è aumentato del 4%, confermando la capacità della radio di attrarre nuovi inserzionisti.
«I dati del periodo gennaio-maggio 2026 evidenziano una fase di assestamento per la pubblicità radiofonica, in un contesto macroeconomico che spinge i brand a una parziale prudenza», commenta la presidente di Fcp-Assoradio, Monica Gallerini. «Accanto alla solidità dei comparti storici come distribuzione, automotive e tempo libero, registriamo l'ottima performance di settori in espansione come il farmaceutico, la gestione casa e le toiletries, a dimostrazione di una platea di investitori sempre più diversificata».
Secondo Gallerini, il dato più incoraggiante riguarda proprio la crescita del numero degli investitori: «La radio continua a essere percepita come un media imprescindibile, capillare e cross-mediale. C'è fiducia nel fatto che l'allargamento della base clienti possa fare da traino per un recupero dei volumi di investimento nei prossimi mesi dell'anno».
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