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La “prima” dell’opera regina di Giuseppe Verdi ha conquistato il pubblico dell’Arena di Verona, inaugurando con grande successo il 103/o Opera Festival e confermando la forza senza tempo di uno dei titoli più amati del repertorio.
Uno spettacolo che si rinnova nel segno della visione. L’edizione “di cristallo”, firmata per il quarto anno consecutivo da Stefano Poda, ha trasportato gli spettatori in un Egitto simbolico e visionario. Tra superfici trasparenti, fasci di luce e costumi sontuosi, l’allestimento si distingue per la sua cifra estetica unica, capace di fondere richiami all’antica simbologia egizia con suggestioni contemporanee, tra arte e alta moda.
Un’esperienza immersiva tra luce e materia. Il pubblico areniano è stato avvolto da un racconto visivo di grande impatto, in cui ogni elemento scenico contribuisce a creare un’atmosfera sospesa e quasi onirica. La definizione “di cristallo” trova piena realizzazione nei giochi di trasparenze e nelle geometrie luminose che accompagnano l’azione, amplificando l’intensità drammatica dell’opera.
Un cast internazionale di grande livello. Protagonista della serata il soprano Maria José Siri nel ruolo di Aida, affiancata dal tenore azero Yusif Eyvazov nei panni di Radames. A completare il triangolo drammatico la Amneris del mezzosoprano Clémentine Margaine. In scena anche Amartuvshin Enkhbat (Amonasro) e Simom Lim (Ramfis), insieme a centinaia di mimi, comparse e giovani danzatori, con il ballo coordinato da Gaetano Petrosino.
Un successo che prosegue nelle repliche. L’allestimento tornerà in scena nelle date del 25 giugno, 2, 10, 19 e 24 luglio, offrendo nuove occasioni al pubblico per assistere a uno spettacolo che si conferma tra i momenti più attesi della stagione lirica estiva.
Un evento che unisce tradizione e spettacolo. Anche quest’anno, con RTL 102.5 come media partner, Aida si afferma non solo come capolavoro musicale, ma come grande evento capace di coniugare arte, spettacolo e partecipazione collettiva.
All’Arena di Verona, la magia dell’opera continua. E ancora una volta, Aida dimostra di essere molto più di un titolo in cartellone: è un rito condiviso, un’esperienza capace di emozionare e rinnovarsi stagione dopo stagione.
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