Sanremo dopo Conti, il nodo è la direzione artistica: “Serve esperienza, non solo un volto” dichiara a Radio Subasio

Sanremo dopo Conti, il nodo è la direzione artistica: “Serve esperienza, non solo un volto” dichiara a Radio Subasio

05 Febbraio 2026

Il futuro del Festival di Sanremo passa più dalla direzione artistica che dal nome del prossimo conduttore.

Ne è convinto Carlo Conti, che ai microfoni di Radio Subasio, nello spazio Destinazione Sanremo, ha ribadito come l’edizione 2026 – la sua quinta – sarà l’ultima sotto la sua guida.

Nessun nome per il dopo-Conti, ma un punto fermo sì: “Al di là del conduttore o della conduttrice, il ruolo decisivo è quello del Direttore Artistico”. Un incarico che, sottolinea Conti, richiede know how, esperienza e ‘ore di volo’ per governare una macchina complessa che va dalle canzoni alla regia, dalle immagini alle luci, fino agli ospiti.

E se il successo 2026 superasse i record precedenti? Per Conti sarebbe un motivo in più per lasciare: “Alzare l’asticella all’infinito è impossibile”. Il vero risultato, spiega, non è solo televisivo ma discografico: la presenza massiccia dei brani del Festival nelle classifiche di vendita.

Quanto alla formula, nessuna rivoluzione: il Festival resta una gara di canzoni. Un’impostazione ereditata da Pippo Baudo, che Conti celebrerà nel primo anno senza di lui. “Il direttore può innovare nel contorno – conclude – ma la forza del Festival di Sanremo è e deve restare la competizione musicale”.

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