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Campania: tutti i particolari sulla nuova Radio CRC

Campania: tutti i particolari sulla nuova Radio CRC

13 Novembre 2022

Abbiamo già riferito su FM-world della grossa novità che si è registrata nelle scorse settimane nella radiofonia campana, con l’avvicendamento nella proprietà della storica Radio CRC, una delle emittenti più note e seguite della regione, con tanto di nuove frequenze e dimensione più ampia rispetto al pur illustre passato.

Ma è il caso di tornare sull’argomento, perché le novità sono davvero significative da molti punti di vista e le ambizioni dell’iniziativa sono di non poco conto.

Ricordiamo intanto che nuovo proprietario di Radio CRC è Salvatore Isaia, fondatore dell’omonimo Gruppo, una consolidata realtà operante nel settore socio-assistenziale. Con lui CRC diventa un’effettiva piattaforma: Fm, Tv, sito web, Dab e App.

In FM la copertura sarà dell’intera Campania, grazie ai 94.300 di Napoli Camaldoli, ai 93.900 per Napoli e Caserta, ai 102.800 per Salerno, ai 91.800 per Avellino, agli 87.800 per Benevento, ai 104.400 per Ischia, ai 101.400 per Cava dei Tirreni. La tradizionale frequenza dei 100.500 MHz, sulla quale Radio CRC trasmetteva a Napoli dal 1983, è stata invece lasciata a Radio Club 91.

In DAB+ dalla Campania l’intenzione è quella di espandersi anche in altre regioni, con l’intento finale di coprire tutto il territorio nazionale. Imminente dovrebbe essere poi l’inaugurazione ufficiale della nuova sede di Agnano, dove sorgeranno anche gli studi della Televisione, poiché CRC è già presente sul canale 188 del digitale terrestre campano con un ricco palinsesto dedicato all’informazione e all’intrattenimento.

Come scrive il sito gonfialarete.com (legato al noto programma sportivo di Radio CRC ‘Si gonfia la rete’), in effetti, “la Tv avrà un ruolo sempre più centrale in CRC. Così come il web, dove… CRC è presente con il portale Crc News, per offrire un’esperienza a tutto tondo all’utente.. Che può ascoltare e guardare CRC dovunque si trovi nel mondo grazie all’App, scaricabile gratuitamente da store su tutti gli smartphone”.

Niente male, insomma, ma ulteriori intriganti particolari sono stati pubblicati poche settimane fa da ilfattonapoletano.it:

“Radio CRC (Centro Radiodiffusione Campania)… cambia proprietà e diventa emittente regionale. La storica stazione radiofonica dell’area Nord di Napoli, infatti,… ha visto il passaggio di mano da Tommaso Gabriele, Giovanni Chianese e Franco Romano all’imprenditore Salvatore Isaia. Già attivo nel campo dell’assistenza socio-sanitaria, dove il suo gruppo è un’eccellenza, con questa acquisizione Isaia entra nel mondo della comunicazione. E non lo fa in punta di piedi”.

Ancora: “Il potenziamento della trasmissione in modulazione di frequenza è solo il primo passo di un piano editoriale e industriale ampio e articolato, un progetto che mira a fare di Radio CRC una protagonista assoluta dell’etere campano e italiano”.

La sede, come detto, è in fase di trasferimento da Mugnano ad Agnano, dove saranno inaugurati anche i nuovi importanti studi Tv.

A tutto questo bisogna aggiungere una squadra di conduttori di tutto rispetto. Ci sono Salvatore Calise, che riveste anche il ruolo di direttore, Gianluca Manzieri, Luca Sepe e anche Diego Armando Maradona jr. A questi da settembre si è unito anche il giornalista e scrittore Raffaele Auriemma, che a distanza di quattro anni ha riportato sull’emittente proprio il suo format ‘Si gonfia la rete’.

Entusiaste le dichiarazioni dello stesso Auriemma su questa ‘evoluzione’ di CRC:

“Il progetto di Salvatore Isaia mi ha generato subito grande entusiasmo. Poi, quando me lo hanno illustrato nei particolari,… ho capito che era una cosa inedita per il mondo dell’emittenza napoletana, dove ormai è tutto appiattito. Perciò ho accettato volentieri questa sfida, anche perché ero stanco di fare sempre le stesse cose, andando avanti col pilota automatico. Ora, invece, sono pronto a inserire le marce più alte”.

E non ha mancato di far sentire la sua voce anche il nuovo editore Salvatore Isaia:

“Mi sono avvicinato a questo mondo con diffidenza, come faccio sempre, ma ho ascoltato tutti con grande interesse. E alla fine ho fatto le mie considerazioni con distacco, giungendo alla conclusione che una Radio va gestita come una qualunque azienda. E sono convinto che ci siano i presupposti per espandersi a livello nazionale”.

Mauro Roffi
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