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29 Settembre 2026
Al centro del colloquio c'è soprattutto Say Waaad?, il programma che Wad conduce su Radio Deejay dal 2018 e che anche nella stagione 2026/2027 è in onda dal lunedì al venerdì, dalle 21 alle 22, oltre a essere presente su YouTube, Deejay TV e TikTok. Una trasmissione nata con l'obiettivo di intercettare le novità non soltanto musicali, ma anche legate al mondo dei creator, del cinema, delle serie televisive e della cultura contemporanea.
Wad rivendica una concezione della radio come strumento di scoperta e divulgazione. Secondo il conduttore, il compito di un programma radiofonico non dovrebbe essere soltanto quello di proporre ciò che il pubblico già conosce, ma anche di accompagnarlo verso fenomeni e linguaggi ancora da scoprire. Un'impostazione che ha caratterizzato il suo lavoro fin dagli anni in cui ha iniziato a dare spazio alla nuova scena musicale italiana.
Tra i primi artisti raccontati da Say Waaad? figurano infatti Ghali, Sfera Ebbasta, Thegiornalisti, Calcutta, Tony Effe, Blanco, Madame e Achille Lauro, insieme a nomi già affermati come Marracash e Fabri Fibra. Wad ricorda anche il rapporto con artisti appartenenti a generazioni differenti, da Ornella Vanoni a Cesare Cremonini e Claudio Bisio, sottolineando come il confronto tra linguaggi e generazioni rappresenti una delle caratteristiche del programma.
Il rap occupa una parte importante della sua esperienza professionale. Wad considera l'hip hop un linguaggio capace di raccontare la realtà e ritiene che molti dei pregiudizi nei suoi confronti siano ancora legati a una conoscenza parziale del fenomeno. La radio, in questo senso, può contribuire a fornire strumenti per comprendere i nuovi linguaggi anziché limitarne la diffusione.
Nell'intervista si parla anche del rapporto tra radio e podcast. Per Wad, Say Waaad? ha anticipato alcuni elementi oggi tipici del podcasting, soprattutto per formato e centralità della conversazione. La radio conserva però una caratteristica distintiva: la capacità di raggiungere un pubblico molto ampio. La difficoltà, secondo il conduttore, riguarda piuttosto la necessità di catturare l'attenzione dell'ascoltatore in un contesto nel quale la soglia di attenzione è sempre più ridotta.
Un altro tema affrontato è quello della difficoltà di introdurre le novità in un Paese spesso legato ai fenomeni già conosciuti. Wad parla della necessità di trovare un equilibrio tra intrattenimento e innovazione, evitando di proporre le nuove tendenze in maniera troppo radicale. Da qui l'idea di accompagnare le novità attraverso elementi familiari al pubblico, senza però rinunciare alla funzione di scoperta.
Guardando all'attuale scena musicale italiana, Wad individua nell'indie uno degli ambiti più interessanti per la nascita di nuovi talenti, mentre considera il rap in una fase di grande successo commerciale ma anche di saturazione sul piano creativo. Il conduttore guarda quindi con interesse alla possibilità che emergano nuovi linguaggi e nuove direzioni artistiche.
Say Waaad?, infine, viene descritto non soltanto come un programma radiofonico, ma come una comunità capace di muoversi tra radio, social e iniziative culturali. Una vocazione che ha portato la trasmissione anche a ricevere il Diversity Media Award come miglior programma radiofonico e che, nelle parole di Wad, conferma l'importanza di raccontare una società fatta di linguaggi, identità e sensibilità differenti.
L'intervista completa a Michele “Wad” Caporosso è pubblicata su la Repubblica ed è firmata da Patrizio Ruviglioni.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]