Umberto Labozzetta per Rockol: “la sfida della ‘prominence’ passa dal cruscotto digitale”

Umberto Labozzetta per Rockol: "la sfida della 'prominence' passa dal cruscotto digitale"

24 Aprile 2026

La radio non è più solo una manopola da girare: oggi si gioca tutto nei sistemi di infotainment delle auto, diventati il nuovo campo di battaglia per la sua sopravvivenza come mezzo accessibile e centrale.

Ne parla Umberto Labozzetta, nel suo ultimo articolo pubblicato da Rockol.

In un ecosistema dominato da software proprietari e assistenti vocali, la presenza della radio non è più garantita: il rischio concreto è che venga nascosta in menu secondari, perdendo visibilità proprio mentre continua a intercettare circa il 70% degli ascolti durante gli spostamenti in auto.

Al centro del dibattito c’è il concetto di prominence, ovvero la necessità che la radio resti facilmente accessibile nei cruscotti digitali. Su questo fronte, l’Europa si muove in ordine sparso. La Germania ha già legiferato imponendo l’accesso diretto con una sola azione, mentre il Regno Unito punta sull’integrazione con gli assistenti vocali tramite i Radio Selection Services. Francia e Spagna, invece, investono sul rafforzamento del DAB+, puntando sulla solidità della trasmissione broadcast.

In Italia, il tema è sul tavolo dell’Agcom, con un focus sull’obbligo di ricevitori FM/DAB+ nelle nuove auto. Una questione cruciale non solo per l’informazione, ma anche per l’industria musicale: la radio resta infatti il principale strumento di promozione per le uscite discografiche, nonostante la crescita delle piattaforme streaming.

I numeri confermano il suo ruolo: la radio raggiunge quotidianamente 35 milioni di ascoltatori, di cui 27 milioni in auto, mantenendo un’esperienza condivisa che lo streaming fatica a replicare. Proprio per questo, la perdita di visibilità nei sistemi digitali rappresenterebbe un danno per l’intero ecosistema della comunicazione.

Il punto chiave emerso a livello europeo è chiaro: internet da solo non basta. Il broadcast terrestre resta essenziale per garantire immediatezza e accesso universale. Senza una tutela della prominence, il rischio è un futuro in cui la scelta dell’ascolto sarà guidata dagli algoritmi delle piattaforme, e non più dalla libertà di chi è al volante.

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