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08 Novembre 2025
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha infatti sostenuto, con un voto molto equilibrato (5 favorevoli, 4 contrari e 2 astensioni), una mozione del Consiglio nazionale che chiede di prolungare l’utilizzo della modulazione di frequenza.
La CTT-S esprime forte preoccupazione per il calo degli ascoltatori registrato dopo lo spegnimento degli impianti FM da parte della SSR all’inizio del 2025. Secondo la Commissione, è necessario dare più tempo al pubblico e al mercato per completare la transizione verso il DAB+. In un comunicato diffuso dai servizi parlamentari, viene sollevato anche il rischio che l’abbandono della FM possa spingere una parte dell’audience verso emittenti radiofoniche estere.
La decisione di dismettere la FM risale a oltre dieci anni fa e si basava su previsioni che allora apparivano realistiche. Ma la situazione attuale racconta un esito diverso: dallo spegnimento delle frequenze analogiche, la radio pubblica ha subito un calo significativo di ascolti. Lo aveva già evidenziato lo scorso settembre il relatore commissionale Damien Cottier (PLR/NE) durante il dibattito al Consiglio nazionale.
La mozione “Nuova gara pubblica per le concessioni FM a partire dal 1° gennaio 2027” propone di rinviare la disattivazione almeno fino alla fine del 2031, definendo il nuovo termine in accordo con le emittenti private.
Una minoranza della CTT-S si oppone, ricordando che lo spegnimento della FM era stato inizialmente sostenuto proprio dal settore radiofonico e che il passaggio al DAB+ è stato annunciato con ampio anticipo. Viene inoltre sottolineato che mantenere attiva l’infrastruttura analogica ha un costo rilevante.
Il consigliere federale Albert Rösti ha ricordato in aula che la FM costa ogni anno tra i 15 e i 20 milioni di franchi, finanziati in parte dal canone radiotelevisivo. Secondo il capo del DATEC, tali risorse sarebbero più utili se investite nel rafforzamento dei contenuti giornalistici, anziché nel mantenimento di una tecnologia superata.
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