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13 Ottobre 2026
Tutti i suoi oggetti, dalle collezioni di dischi agli strumenti musicali, passando per opere d’arte, fotografie e occhiali da sole, sono destinati a tornare a Foggia, la città in cui è nato e dove ha mosso i primi passi nel mondo della musica. È il progetto a cui Renzo Arbore guarda con particolare affetto: una casa-museo nel cuore della città pugliese, destinata a custodire i ricordi e le testimonianze di una carriera artistica lunga e ricca di esperienze.
Il musicista, conduttore e inventore di programmi televisivi e radiofonici ne ha parlato con Francesco Fredella, speaker di RTL 102.5, in un’intervista nella quale il legame con le proprie origini è stato uno dei temi centrali. Il contenuto, annunciato per le 18.30 di martedì 13 ottobre, è disponibile sull’account Instagram della prima radio italiana.
Nel dialogo, caratterizzato anche da una conversazione in dialetto foggiano, Arbore ha ribadito il desiderio di riportare nella propria città gli oggetti raccolti nel corso degli anni. Gli scatoloni, ha raccontato, sono già pronti da mesi, in attesa che il progetto di Casa Arbore possa finalmente concretizzarsi con l’apertura al pubblico. Un'iniziativa che rappresenta una testimonianza concreta del suo rapporto con Foggia, dove ha trascorso gli anni della formazione e scoperto la passione per il jazz, anche grazie alla frequentazione della storica Taverna del Gufo, in via Arpi.
La casa romana di Arbore restituisce l’immagine di un percorso artistico e umano segnato da viaggi, incontri e passioni. Tra le stanze trovano spazio fotografie scattate durante le tournée internazionali, opere luminose, dischi, ritratti, cravatte e gilet, oltre a una vasta collezione di occhiali da sole in plastica. In salotto spicca un pianoforte bianco a coda, mentre diversi clarinetti sono custoditi su una grande libreria.
Non mancano i richiami alle due città che hanno segnato la sua formazione: Napoli, alla quale Arbore è rimasto profondamente legato dopo gli anni universitari trascorsi studiando Giurisprudenza, e Foggia, luogo delle origini e dei primi incontri con la musica. Tra gli oggetti conservati figura anche una copia della laurea honoris causa conferita a Totò, una testimonianza dell’ammirazione di Arbore per il principe della risata.
Il futuro museo raccoglierà questo patrimonio personale, trasformandolo in un percorso attraverso la vita e il lavoro di uno dei protagonisti più originali dello spettacolo italiano. L’attesa è ora concentrata sull’inaugurazione, che consentirà di rendere accessibili al pubblico materiali e ricordi accumulati nel corso di decenni.
Nel corso dell’intervista, spazio anche alla lunga esperienza con l’Orchestra Italiana, il progetto con cui Arbore ha contribuito a portare la canzone napoletana sui palcoscenici di tutto il mondo. Le tournée hanno toccato numerosi Paesi, dalla Cina all’Australia fino agli Stati Uniti, per un totale di oltre 1.400 concerti in circa trent’anni di attività.
Un’esperienza che, pur continuando a vivere attraverso l’orchestra, non vedrà Arbore nuovamente impegnato in tournée con la formazione. Restano il repertorio, gli arrangiamenti e il lavoro di valorizzazione della tradizione musicale napoletana, al centro di un progetto che ha saputo raggiungere pubblici internazionali.
Accanto alla musica, continua anche l’attività di conservazione e condivisione del proprio archivio artistico. Arbore ha infatti avviato Renzo Arbore Channel, un canale televisivo online che raccoglie programmi, canzoni, esibizioni e momenti significativi della sua carriera. Un vero e proprio archivio audiovisivo pensato per riproporre al pubblico una parte importante della storia della radio e della televisione italiana.
Dalla passione per il jazz coltivata a Foggia agli anni trascorsi a Napoli, fino ai successi televisivi e ai concerti in tutto il mondo, il percorso di Arbore attraversa linguaggi e generazioni. Casa Arbore si prepara ora a diventare un nuovo punto di riferimento per raccontare questa storia proprio nella città in cui tutto è cominciato, restituendo alla comunità un patrimonio di oggetti e memorie che l’artista ha scelto di legare alle proprie radici.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]