RESTA AGGIORNATO
Compila il form sottostante per aggiungere la tua radio a FM-world
È quello della passione per la musica e per la radio di Checco Bontempi, produttore discografico e autore di uno dei più celebri successi dance degli anni '90, "The Rhythm of the Night" di Corona, che da diversi anni ha trasferito questa passione in un progetto tutto suo: Radio Lucrethia.
Nata come emittente digitale, Lucrethia è il risultato di un percorso lungo decenni. Bontempi, originario della provincia di Massa Carrara, è stato infatti tra i pionieri delle radio locali e ha poi costruito una carriera nel mondo della produzione musicale, anche attraverso lo pseudonimo Lee Marrow. Prima di arrivare a Corona, aveva già firmato produzioni come "Shanghai", "Sayonara" e "Don't Stop The Music".
Radio Lucrethia nasce proprio dalla voglia di tornare a fare radio senza però dover affrontare la complessità burocratica di una frequenza FM. Bontempi l'ha definita sostanzialmente come il proprio "bagaglio musicale" messo a disposizione degli ascoltatori: una scelta che spiega molto bene la natura dell'emittente.
La caratteristica più evidente di Lucrethia è infatti una programmazione estremamente trasversale. Il claim dell'emittente parla di "miglior musica dagli anni '70 ad oggi", ma dietro quella definizione c'è molto più di una semplice playlist "oldies".
Si può passare dal funk al soul, dalla disco alla dance, dal jazz-funk alla musica elettronica, fino a produzioni più recenti, senza che la successione dei brani sembri necessariamente seguire le regole della radio musicale tradizionale.
Lo stesso Bontempi racconta di ricevere richieste per artisti apparentemente lontani tra loro: dagli Spyro Gyra a George Benson, passando per un brano funky o uno soul. Il criterio, più che il genere, sembra essere quello dell'energia: brani capaci di mantenere "l'euforia della radio" e, soprattutto, di lasciare spazio all'elemento sorpresa.
È proprio questa imprevedibilità uno degli elementi distintivi di Lucrethia: l'ascoltatore non sa necessariamente cosa arriverà dopo, ma può aspettarsi che dietro la scelta ci sia una precisa cultura musicale.
Negli anni sono stati proposti anche programmi e contenitori dedicati, come "Club Rotation", "Disco Explosion" e "Dance Machine", con selezioni che attraversano disco, dance, house e deep house.

Se la musica costituisce il cuore di Radio Lucrethia, la confezione sonora è probabilmente il suo elemento più ricercato.
I jingle hanno un ruolo tutt'altro che marginale. Sono presenti con grande cura e contribuiscono a dare all'emittente una personalità precisa, con sonorità che richiamano la grande tradizione delle radio commerciali internazionali.
Il risultato può riportare alla memoria l'epoca nella quale gli identificativi di stazione non erano semplici "station ID", ma veri e propri piccoli prodotti musicali: sigle, cori, voci, arrangiamenti e stacchi che entravano nella memoria dell'ascoltatore tanto quanto le canzoni.
È un'estetica che inevitabilmente richiama Radio Luxembourg e le grandi emittenti offshore europee, come Radio Veronica, dove il jingle rappresentava una componente fondamentale dell'identità sonora della stazione. Radio Luxembourg, in particolare, aveva fatto della propria produzione di jingle un elemento distintivo, arrivando a utilizzare anche produzioni realizzate da società specializzate statunitensi.
E proprio il mondo dei jingle americani costituisce uno dei riferimenti più interessanti per comprendere l'impostazione sonora di Lucrethia: un modo di intendere la radio nel quale la stazione non si limita a trasmettere musica, ma costruisce un proprio "suono".
È lo stesso principio che negli anni d'oro aveva reso riconoscibili le grandi emittenti internazionali: bastavano pochi secondi di musica, una voce e un'identificazione per sapere immediatamente "dove" ci si trovava.
In questo senso Radio Lucrethia è un progetto piuttosto particolare nel panorama delle radio digitali.
Da una parte sfrutta la libertà del web e delle piattaforme IP, che hanno consentito a Bontempi di creare un'emittente senza la struttura necessaria per una radio FM tradizionale. Dall'altra, però, recupera una concezione della radio che appartiene a un'altra epoca: grande attenzione alla musica, ricerca dei brani, identità sonora e cura dei dettagli.
Del resto, una delle particolarità di Radio Lucrethia è che si tratta di una radio nata nel mondo digitale, ma con una cultura profondamente analogica.
Una radio nella quale possono convivere Corona e George Benson, la dance e il soul, il funk e la disco, gli anni '70 e le produzioni contemporanee. E dove, tra un brano e l'altro, un jingle dal sapore internazionale ricorda che la radio, prima ancora che un mezzo tecnologico, è soprattutto una questione di suono.
Perché in fondo, per Checco Bontempi, la tecnologia è cambiata. La passione per la radio, evidentemente, no.
Radio Lucrethia streaming ---> radiolucrethia.com
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]