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21 Dicembre 2025
Il passo - riporta un comunicato congiunto - è considerato un primo segnale di attenzione verso un comparto che assicura pluralismo, occupazione e informazione di prossimità. Restano però criticità rilevanti: i tagli sono ancora previsti per il 2027 e il 2028, con un impatto strutturale che renderebbe impossibile qualsiasi programmazione industriale e occupazionale; inoltre, permane il trasferimento della gestione del Fondo unico per il pluralismo sotto la Presidenza del Consiglio, ridimensionando il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore.
Per le Associazioni, il ripristino dei fondi nel 2026 non basta: chiedono l’eliminazione dei tagli anche per il 2027-2028 e la conferma del ruolo del MIMIT nella ripartizione del Fondo, a garanzia di stabilità, competenza e continuità istituzionale. In vista del voto in Commissione Bilancio al Senato, l’appello è rivolto a tutte le forze politiche affinché correggano definitivamente il provvedimento.
L’emittenza locale, concludono, non è un costo da comprimere, ma un presidio democratico essenziale e un investimento strategico per il pluralismo sancito dall’articolo 21 della Costituzione.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]