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02 Novembre 2026
La RSI tornerà a trasmettere in FM da metà novembre 2026. La Radiotelevisione svizzera di lingua italiana sarà nuovamente ascoltabile anche sulle frequenze analogiche, grazie alla decisione della SSR di riattivare i propri trasmettitori, affiancando la diffusione FM alle modalità digitali attraverso DAB+ e Internet.
Il ripristino avverrà progressivamente e, nella prima fase, consentirà di raggiungere circa l'80% della popolazione svizzera. La riattivazione riguarderà i principali programmi radiofonici della SSR, comprese le reti culturali delle diverse regioni linguistiche: RSI per la Svizzera italiana, SRF per quella tedesca e RTS per quella francofona. Nella Svizzera tedesca saranno inoltre nuovamente disponibili alcuni dei notiziari regionali più seguiti.
La decisione arriva a quasi due anni dallo spegnimento delle frequenze FM avvenuto alla fine del 2024, quando la SSR aveva scelto di concentrare la diffusione radiofonica sulle piattaforme digitali. Il quadro normativo è però cambiato alla fine del 2025, quando il Parlamento federale ha approvato una proroga che ha consentito di ripristinare l'utilizzo delle frequenze analogiche.
La SSR ha quindi presentato una nuova richiesta, ottenendo dall'Ufficio federale delle comunicazioni la concessione necessaria per tornare a trasmettere in FM.
L'obiettivo è accompagnare gli ascoltatori nella transizione verso il digitale, senza interrompere prematuramente l'accesso ai programmi per chi utilizza ancora ricevitori analogici. Secondo i dati diffusi dalla SSR, quasi nove minuti su dieci di ascolto radiofonico avvengono già attraverso DAB+ e Internet.
Il ritorno alle frequenze analogiche comporterà tuttavia costi aggiuntivi stimati in circa 6,5 milioni di franchi svizzeri all'anno. Eventuali ampliamenti della copertura saranno valutati successivamente, considerando sia l'effettivo utilizzo della FM da parte del pubblico sia le risorse finanziarie disponibili.
Per la RSI si tratta dunque di un ritorno all'etere analogico dopo una pausa di quasi due anni. Una scelta che conferma come, nonostante la crescita dell'ascolto digitale, la FM continui a rappresentare una modalità di ricezione da preservare nella fase di transizione tecnologica, garantendo agli ascoltatori ulteriori possibilità di accesso ai programmi radiofonici del servizio pubblico svizzero.
(Si ringrazia Andrea Lombardo per la collaborazione)
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